La casa editrice Ilisso continua il suo progetto di ridare smalto all'intera produzione deleddiana, nota e meno nota. Nelle prossime settimane usciranno tre nuovi titoli di Grazia Deledda, tra cui Il nostro padrone con la mia prefazione.
Segni di vita intelligente
Attenzione, questa sezione contiene forme varie di resistenza al degrado.
Ico Gasparri, il fotografo divenuto famoso per i suoi raid sulle pubblicità con la donna oggetto, ha fondato una associazione intorno al protocollo contro la pubblicità sessista. Stanno aderendo in tanti, perché c'è bisogno di uno sguardo diverso.
Mi si passi il cinismo, ma dopottutto sono appena sopravvissuta ai funerali di Stato a un presentatore di quiz, e per dirimere i dubbi di opportunità non mi basta la consapevolezza che in una videocrazia come la nostra probabilmente abbiano senso quanto quelli fatti a un premio Nobel. Ovvio che anche questo modo di sopravvivere per aggiustamenti al ribasso abbia poi le sue controindicazioni, e la prima è che non resta niente che ti possa ancora sembrare innocente. Si resta vivi così davanti a tutto, con addosso il fastidio esistenziale di appartenere per sempre alla generazione di quelli dallo sguardo sporcato. Pensavo questo anche mentre leggevo la notizia dell'uscita di FAQ Inter, il libro confessione di Massimo Moratti sulla sua squadra, tutto quello che ha deciso di dirci sullo scintillante mondo nerazzurro anche se non volevamo magari saperlo. Non ho potuto fare a meno di avere pensieri cinici perché ho letto che il Moratti stesso ha motivato così questa fatica editoriale: "Per me scrivere ‘FAQ Inter’ è stato un fermarsi, mettere il punto e cercare di capire dopo un certo periodo perchè ho fatto determinate cose e come le ho fatte. Molte volte non hai il tempo di pensarci su, mentre l’obbligo di scrivere sul tuo lavoro ti mette in condizione di darti delle risposte che sul momento non avevi considerato". Parole forti e profonde, che rivelano quale mole di introspezione ad un uomo occorra fare sulla sua coscienza per parlare intensamente di calcio definendolo il proprio "lavoro". Parole tanto forti che uno quasi quasi si potrebbe dimenticare che il lavoro di Massimo Moratti in realtà non è il calcio, ma il petrolio.
Mentre Vittorio Feltri si conferma ancora lo squallido mestatore che sapevamo, la cosa buffa della storia boffa è che c’è chi dice che il direttore di Avvenire si proclami "innocente". Delle molestie partite dal suo cellulare evidentemente non può: la vicenda di Terni era nota da tempo persino a me, anche se solo al Giornale poteva venire in mente di tenersela nel cassetto come manganello squadrista per menare, quando se ne fosse presentata la necessità, il cane al posto del padrone. Sorvolando sul patetico tentativo di tirar di mezzo i morti per overdose, al povero Boffo rimarrebbe giusto la chance di dichiararsi "innocente di omosessualità", che poi è proprio quella l’accusa che Feltri voleva sventolare all’elettorato cattotridentino pidiellino, mica l’altra.
La verità però è che Dino Boffo non può fare nemmeno quello, e infatti ha detto solo che nelle carte del processo non c’è niente sui suoi gusti sessuali; che questi poi siano comunque ampiamente conosciuti da chi conosce lui non ha nessuna importanza: checché se ne dica, l’omosessuale nella Chiesa è tollerato con larghezza quando sceglie la discrezione, tanto più se firma editoriali contro i diritti ai gay.
scritto per Tiscali Roma, due gay aggrediti a bottigliate perché stavano mano nella mano; l’aggressore: “Gli avevo chiesto di smettere”. Parma, affittuario sfratta un inquilino perché “avrebbe dovuto dirlo prima che era gay”. Villacidro, pestaggio di un giovane ad opera di tre incappucciati che lo insultano per la sua omosessualità. Siniscola, un ragazzo gay viene picchiato e umiliato da un gruppo di uomini del paese che tentano anche di stuprarlo: “Era già successo anni fa”. Platamona, spari e atti di vandalismo sulle auto degli omosessuali: “Qualcuno non ci vuole in questa spiaggia”. Pesaro, la madre cerca di accoltellare al ventre la figlia perché lesbica: “Avevamo litigato perché sto con una ragazza”.
Basterebbe semplicemente metterle in fila una dietro l’altra, le notizie di violenze omofobe degli ultimi dodici mesi; lo si potrebbe fare anche con le cronache che testimoniano le violenze sulle donne, e i casi all’anno diventerebbero centinaia, con un numero impressionante di omicidi; allora - se non ci fosse in corso un costante meccanismo di rimozione collettiva – forse comincerebbe a sembrare urgente mettere in discussione il modello di uomo e di mondo che abbiamo accreditato come “normale” rispetto ad ogni altra possibile declinazione di umanità.
L'8 novembre sarò di nuovo in Sardegna alle 17 nella biblioteca di Norbello, mentre il 9 novembre sarò nella ex cantina Madau a Baratili San Pietro, dove presenterò Accabadora insieme all'attore Alessandro Melis e al musicista Ivo Zoncu. L'11 novembre sarò a Ivrea, in una serata organizzata con l’Hospice eporediese condotta da Carlo Della Pepa, sindaco di Ivrea, con cui presenterò Accabadora. Dal 12 al 15 novembre sarò a Cuneo per il festival Scrittorincittà. Il mio incontro sarà proprio il 15 alle 15, un dibattito sui lati oscuri delle famiglie insieme a Laura Pugno e Cinthya Collu, con Stefano Salis a moderare. Informazioni più immediate sui miei spostamenti e sulle novità editoriali in arrivo si possono trovare anche sulla pagina di Facebook a cura dell'agenzia letteraria Kalama.