La casa editrice Ilisso continua il suo progetto di ridare smalto all'intera produzione deleddiana, nota e meno nota. Nelle prossime settimane usciranno tre nuovi titoli di Grazia Deledda, tra cui Il nostro padrone con la mia prefazione.
Segni di vita intelligente
Attenzione, questa sezione contiene forme varie di resistenza al degrado.
Ico Gasparri, il fotografo divenuto famoso per i suoi raid sulle pubblicità con la donna oggetto, ha fondato una associazione intorno al protocollo contro la pubblicità sessista. Stanno aderendo in tanti, perché c'è bisogno di uno sguardo diverso.
A volte ripenso ai primi mesi del 2007, quelli in cui divampava la polemica sui Dico, e mi tornano in mente i martellanti interventi mediatici del Papa, di Camillo Ruini, di Giuseppe Betori, di Rino Fisichella e dei parlamentari in quota CEI sul tema della famiglia composta da uomo e donna, definita naturale e sancita dal matrimonio, contrapposta a tutte le altre forme di convivenza solidale tra le persone, marchiate come irregolari e dunque non degne di medesima dignità, passi religiosa, ma nemmeno sociale. Ho un ricordo vivissimo di piazza san Giovanni gremita per il Family Day, manifestazione di fatto contro il governo e le sue pur timidissime politiche sui diritti civili; rammento anche le pressioni che dovettero subire le sigle ecclesiali che si dimostrarono recalcitranti o anche solo scettiche sull’iniziativa. Era un atto di forza, e la CEI fece di tutto perché il numero delle presenze impressionasse le televisioni, anche ricorrendo a partecipazioni non proprio spontanee. I Neocatecumenali per esempio a quel raduno furono più numerosi di quanto non sarebbero stati mai, perché in quei giorni a Roma c’era il loro incontro mondiale, e con lo statuto finalmente in approvazione alla fine di 5 tormentati anni ad experimentum, il leader carismatico Kiko Arguello deve aver capito che non era proprio il caso di fare il timido se voleva levar via dal movimento la patina di marginalismo eretico: andarono in massa, ed erano i più numerosi. L’Azione Cattolica, dopo un imbarazzato dibattito interno dove i no erano nettamente più dei sì, cercò di smarcarsi come poteva garantendo la presenza del consiglio nazionale, ma lasciando “libertà di partecipazione alle diocesi”, molte delle quali mandarono a dire di avere altri impegni.
Mi manca la stazza per essere una donna credibilmente violenta, ma la legge per vietare le intercettazioni è di uno schifo tale che se incontrassi di persona chi l’ha pensata, giuro che mi ingegnerei comunque per fare la fortuna del suo dentista. Non solo ha di fatto castrato i giudici e imbavagliato i giornalisti, ma genera conseguenze serie anche sui blogger a qualunque livello, follemente obbligati d’ora in poi ad obbedire alle eventuali richieste di rettifica dei contenuti (commenti compresi!) entro 48 ore, pena la chiusura e multe salatissime. Alessandro Gilioli dell’Espresso ha proposto per il 14 luglio uno sciopero dei blog per protestare contro la legge-schifo e manifestare al contempo solidarietà verso la riduzione drastica della libertà di cronaca dei giornalisti tradizionali. Molti hanno aderito. Io ci ho pensato, e sinceramente non vedo il vantaggio nemmeno simbolico di fare spontaneamente per un giorno quello che vogliono obbligarci a fare per sempre: tacere. Scriverò dunque come tutti i giorni, ed è questo il mio modo di essere solidale con quei giornalisti – non molti, in verità – che prima di questa porcata si servivano della libertà di cronaca in maniera seria e fedele al proprio mandato.
Il 2007, durante la campagna per le primarie di ottobre in cui sostenevo la candidatura di Mario Adinolfi come istanza di protesta verso l'establishment della sinistra, fu anche l'ultima volta che investii qualcosa della mia passione civile nel partito democratico. Quello che vidi fu sufficiente a farmene tirare fuori per sempre e spendermi altrove con maggior stima di me.
Oggi rivedo l'esatto remake di quei giorni, e non manca proprio niente: squalo A, squalo B, squalo outsider e financo Adinolfi. Sul quale però c'è da parte mia una diversa consapevolezza, che grazie a una conversazione di ieri pomeriggio con un amico di lunga data, adesso ha anche un nome.
L'8 novembre sarò di nuovo in Sardegna alle 17 nella biblioteca di Norbello, mentre il 9 novembre sarò nella ex cantina Madau a Baratili San Pietro, dove presenterò Accabadora insieme all'attore Alessandro Melis e al musicista Ivo Zoncu. L'11 novembre sarò a Ivrea, in una serata organizzata con l’Hospice eporediese condotta da Carlo Della Pepa, sindaco di Ivrea, con cui presenterò Accabadora. Dal 12 al 15 novembre sarò a Cuneo per il festival Scrittorincittà. Il mio incontro sarà proprio il 15 alle 15, un dibattito sui lati oscuri delle famiglie insieme a Laura Pugno e Cinthya Collu, con Stefano Salis a moderare. Informazioni più immediate sui miei spostamenti e sulle novità editoriali in arrivo si possono trovare anche sulla pagina di Facebook a cura dell'agenzia letteraria Kalama.