A settembre per i tascabili di Fandango esce il curioso Dizionario Affettivo della Lingua Italiana, a cura di Matteo Bianchi. Tra gli scrittori chiamati a definire la propria parola preferita ci sono anche io. Sempre a settembre la nuova Smemoranda 12 mesi conterrà un mio racconto, insieme a quelli di altri undici scrittori che si sono prestati a segnare il tempo del 2009. Scrivo su Epolis una volta alla settimana, giorno variabile.
(L'illustrazione è di Gianluca Cestaro) Non è che sia mai andata d’accordo più di tanto con le donne dei miei amici. Non so perché, forse dipende da me, che non ho la sensibilità per considerare Madonna mitica solo perché insiste a girare videoclip dove balla in mutande. “E' proprio unica, a 50 anni se lo può ancora permettere!”, squittisce la nuova fidanzata di Giorgio con l’incredulità di chi quel prodigio non se lo poteva permettere nemmeno a venticinque. Sorvolando sul fatto che Raffaella faceva le stesse identiche cose quando Luisa Veronica andava ancora al mare con le amichette, sarebbe forse utile spiegarle che il vero prodigio è arrivare alla menopausa senza niente da dimostrare; però non sarò io a farlo, perchè se avessi aspirato a una carriera da insegnante di sostegno mi sarei prestigiosamente laureata in Scienze dell’Educazione a Bologna, con master in Fiori di Bach a Catanzaro. Passi per Madonna, ma non migliora il mio gradimento nel pianeta della donna moderna neanche il fatto che mi rifiuto di farmi vedere in giro con persone over 15 che sfoggino borsette fucsia a forma di testa di Hello Kitty.
(scritto per Epolis del 27 agosto 2008) Pur riconoscendo alla politica degli Stati Uniti una importanza mondiale, non mi spingo fino a quella malintesa forma di globalizzazione che affligge molti italiani, i quali per motivi incomprensibili si sono convinti che le elezioni americane si stiano preparando anche per loro. Questo equivoco porta un sacco di gente che magari in Italia nemmeno ha votato a comprarsi i gadgets dei democratici o dei repubblicani, a dichiararsi sui blog a favore di questo o quel candidato americano e naturalmente a proiettare sugli aspiranti alla Casa Bianca le stesse semplicistiche logiche che utilizzerebbero se le elezioni si stessero svolgendo nella loro circoscrizione. Ad essere sbrigativi verrebbe quasi da pensare che ci sentiamo così mal rappresentati dalla nostra classe politica che moriamo dalla voglia di riconoscerci in quella altrui, e questo spiegherebbe perché Barack Obama, circondato da un’aura di messianismo che in Italia ci apparirebbe imbarazzante intorno a chiunque non fosse calciatore, da certi TG è definito nientemeno che di estrema sinistra; va da sé che il suo rivale McCain è equiparato senza nessuna sfumatura alla nostra destra, almeno nel senso in cui si intende “destra” in Italia oggi. Certo, in tempi in cui si pensa che vietare ai senzatetto in cerca di cibo di rovistare nei cassonetti sia una politica a favore della sicurezza cittadina, sarebbe complicato provare a spiegare che negli Stati Uniti i due partiti che esistono sono entrambi di destra, esattamente nel senso in cui si intende “destra” in tutto il resto del mondo.
Gianni, caro Gianni, tu che hai votato Forza Italia e ciò nonostante non ti ho cancellato dalla rubrica. Ho amici che per questo motivo hanno rimosso me dalla loro, ma io sono fatta così, mi piace la biodiversità. Forse se fossi stata un altro tipo di persona ti avrei rivelato da tempo che appartieni a quella categoria di maschi che una donna vorrebbe accanto solo quando i barattoli dei pelati si rivelano troppo duri da aprire, ed è per questo che nell'ordine ti hanno lasciato Anna, Laura, Susanna, Rimedia e Andreina. Tu, che blateri di invasione di immigrati mentre ti sfondi di canne sul divano del tuo soggiorno, e me la offri sentenziando: "ma te non fai mai un colpo di testa?". Mio buon Gianni, di questi tempi se voglio fare un colpo di testa faccio il pieno al serbatoio, non mi fumo una canna. Posso sopportare quasi tutto di te, niente di quello che fai o dici può farmi veramente male, e credimi, io uso il silk epìl anche nell'inguine, conosco la vera sofferenza. Ma se c'è una cosa che nemmeno io riesco a tollerare è quando cominci a menarmela sull'abolizione dell'ICI. Gianni caro, lo dico a te e a tutti coloro per i quali guardare l'orizzonte o fare addominali significa ammirare lo stesso panorama: l'abolizione dell'ICI è una catastrofe nazionale. Poichè mi piace fare donazioni di conoscenza spiacevole a fondo perduto, ti elenco nel dettaglio da dove sono state prese le risorse per illudere te di stare risparmiando quei 500 euro all'anno fondamentali per comprare beni di prima necessità come pane, pasta e I-Phone.
Il 12 settembre ad Alghero nell'ambito della manifestazione Porto Mediterraneo, presento il mio Viaggio in Sardegna insieme all'amico e scrittore Alberto Capitta. Il luogo, salvo modifiche, dovrebbe essere il Molo Dogana, dove è previsto l'allestimento di una speciale casbah in tema con lo spirito interculturale della manifestazione.
Filippo La Porta mi ha recensito sul Messaggero del 19 agosto, in sinossi con il bel libro di Marcello Fois, In Sardegna non c'è il mare. Parla di me e degli altri esponenti della letteratura sarda il giornalista Michelucci sul Magazine on line Corsica. C'è invece una mia intervista sulla rivista Repubrica de Sardigna, organo di stampa del movimento indipendentista sardo IrS.