| Inchiostro antipatico |
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| Scritto da Michela | |
![]() Scritto per Formiche del mese di maggio 2007
Sull’Eurostar delle 18:30 Milano-Roma ho intorno tre signori distinti di rientro da un viaggio di lavoro comune. Uno legge agli altri l’ennesima recensione del libro di Pierre Bayard: come parlare dei libri che non si sono letti. Questo argomento sembra stuzzicarli parecchio ed è interessante notare come non li sfiori minimamente in dubbio che possa non essere un atto obbligato parlare di quello che non si conosce.
Prendo anche io per buono che sia ovvio farlo e, simulazione per simulazione, fingo di essere immersa nelle vicende del libro che ho fra le mani. Dopo la lettura dell’articolo, viene il liberatorio momento del coming out e i tre signori procedono alla confessione reciproca delle rispettive mancanze letterarie. Uno non ha letto Sandor Marai, regalatogli in più tomi da una moglie convinta dalle sue bugie che invece sia il suo autore preferito. L’altro non ha letto Milan Kundera, ma poco importa, perché gli altri intorno ammettono candidamente di non sapere neanche chi sia. Incredulo, gli canticchia inutilmente Venditti. Il terzo ha commesso l’imperdonabile mancanza di non aver letto Il Pendolo di Foucault del più italico Eco. Si guardano ridenti e io comprendo come sia possibile diventare più amici per essersi sentiti almeno una volta ignoranti insieme. Potrebbe finire qui, ma vogliono strafare. La mia silenziosa presenza non disturba questo sfoggio di faccia tosta. L’altro ribatte prontamente, evidentemente più scafato sul tema della mistificazione culturale: Ma il terzo le supera tutte, arrampicandosi sulle meravigliose atmosfere di Marai con lo sprezzo del pericolo di un Patrick de Gayardon. “Mi faccio dire da mia moglie il perché me lo ha regalato, poi dopo una settimana le dico che mi è piaciuto per lo stesso motivo per cui me lo ha regalato.”. Inganno culturale e coniugale in un colpo solo. Inevitabile che si accorgano del sorriso che mi è scappato.
O Bernstein, o tempora, o mores. |
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Ma quanto sei acida. io sti tre truffaldini li trovo deliziosi. e trovo te singolarmente priva di spirito nel non capire che ti è capitata una fortuna immensa invece della solita pensionata che si lamenta perchè la nuora la maltratta. sono ASSOLUTAMENTE solidale con gli'ignoranti' e se fossi stata in te avrei capovolto il libro per non lasciarmi sfuggire l'occasione di fingere ostentatamente di NON stare leggendo. l'effetto che fa la cultura su alcune persone è pessimo. si diventa una sfoglia di cipolla: sotto un velo fragile di (falsa) autoironia e tolleranza si sedimentano strati via via più spessi di spocchia malcelata. Che peccato.
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