| Se non sushi, non sei nessuno |
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| Scritto da Michela | |
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Le mie perplessità ad avere a che fare con questa esotica pietanza dipendono ovviamente dal mio retaggio: dopotutto sono nata in un paese di pescatori dove le ricette sono un punto di orgoglio locale e il pesce crudo lo mangiano solo i gatti. Perciò non appena il piatto da portata è arrivato sul tavolo ho guardato con sospetto i pezzetti di polpa gelatinosa dal colore incerto di un altrettanto incerto pesce, posati su sparuti bocconcini di riso lessato e avvolti in quella che mi comunicarono orgogliosamente essere un’alga, tra gli urletti deliziati degli altri commensali. Cameriere, mi porti un cacciucco, la supplico. Ben cotto. |
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Stolta!
Il sushi non è un modo di mangiare, è un modo di pensare!
E' evitare qualsiasi cosa che possa nutrire (leggi ingrassare)per scegliere qualcosa che ti lascia le cosce levigate come le sete di una geisha.
Fashion is power!
'Il sushi è un modo di pensare', si esalta Giordana nel precedente intervento. Personalmente non amo pensare crudo, ma amo i pensieri che passano per la palingenesi del fuoco, le riflessioni accese che bruciano l'anima e vagano nel mondo in forma di eros e di lotta, in una parola: passione. La crudezza del pensiero è immobile. Il fuoco della carne è vita. E poi, Giordana... faccele un po' vedè, 'ste cosce!
ciao Miki, vedi anch'io ho un pò storto il naso davanti al sushi ma non è male. Certo, il problema è che il pesce è vecchio e il giapponese ha un bel dirmi che è fresco. Ordino un caciucco con te, va. baci, roberta ( non sono più macina!!!!)
La domanda da porsi prima di tutto è questa: andremmo mai a mangiare un Calzone Napoletano in centro a Tokyo? O le lasagne ad Osaka?
Non ho ottimi ricordi del sushi, lo ricordo una volta confezionato in un marchingegno sottovuoto a londra, e arrivato a casa ho evacuato, nel senso più liquido della mancata q in evac(q)ato.
Un altro a Stoccolma credo, ma a parte che mangiare pesce crudo in scandinavia ha perlomeno un senso logico, all'età di 8 anni potevano darmi pure del pongo rosa con la maionese e me lo sarei mangiato...(non che oggi le cose siano cambiate molto).
Insomma, il sushi, il fengshui, il taichichuan le bacchette per mangiare a tavola e tutto il resto sono uno dei tanti modi di portare un po' di misticismo da ashram nella Casalbertone di ognuno di noi.
Mah che dire, preferisco il maialetto arrosto :P
Concordo con Michela. L'unica volta che l'ho assaggiato è stata questa estate in Galles, ad una maxi cena che abbiamo organizzato nella piiiiiccola cucina della residenza studentesca. Però, oltre al sushi fatto e portato dalle donzelle giapponesi, c'era anche un po' di carbonara fatta dai donzelli italiani e paella fatta dalle donzelle spagnole. In questo tris ci stava bene anche il sushi, di contorno :)
dorian
Capisco che questo voglia essere un post provocatorio e come tale lo accetto.
Ti/vi lascio una semplice riflessione: il pinzimonio non è altro che un po' di verdura cruda e un po' di olio e sale. Chi apprezza aggiunge anche l'aceto, un gusto forte che in parte copre e in parte esalta il sapore della verdura.
La bellezza del sushi (che mangiavo in tempi non sospetti e quindi credo di poter commentare nonostante le mode) è la sua semplicità. Semplicità che però non vuol dire facilità. I cuochi di sushi, quelli veri, studiano per anni prima di potersi chiamare tali, anche se devono solo unire riso e pesce.
Già solo dalla consistenza del riso puoi capire quanto è bravo un cuoco di sushi.
Il sushi è un po' tipico del modo di vedere la vita (l'universo e tutto quanto) dei giapponesi: la perfezione della semplicità.
I cuochi di sushi sono solo uomini, perchè le donne hanno una temperatura delle mani mediamente diversa e, in funzione di questo, impastano peggo il riso.
Tanto per fare un esempio.
Poi, che non ti piaccia è comprensibile. In fondo per te è solo pesce crudo con un po' di riso.
www.vivocrudo.it
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Ringrazio chi mi ha edotto, ho imparato cose nuove (tipo che il sushi lo fanno solo i maschi, o che il coltello per tagliarlo è di ceramica vulcanizzata).
Ma resta il fatto che, pur essendo un cibo e non una religione, criticarlo sushita le stesse reazioni del vilipendio a una religione, il che mi spinge a diffidarne ulteriormente, al di là dei gusti alimentari personali ;) Sarà che di 'cultura della perfezione' in occidente ne abbiamo avuta una sola...
Io vado pazza per il sushi. Così come per la carne all'albese (cruda, macinata con aglio e prezzemolo), la tartare, il carpaccio, le uova bevute dal guscio. Insomma: la proteina cruda rallegra le mie papille, moda o non moda.
Quelle (quasi sempre donne) che 'devi per forza mangiare' cerco di dimenticarle, invece: magari andando a caccia di ristorantini.
[Ah, per inciso: il sushi buono è decente, quello ottimo è ottimo - ma è rarissimo, quello appena-meno-che-buono è orrido. E poi: la cucina giapponese, che sta agli sushi come la cucina italiana alla pizza, è una collezione di delizie - son convinta che qualcosa che ti piace potrebbe esserci, non buttarla via a priori...]
Beh. La penso esattamente come te, Michela. Sono stato in un Sushi bar, e dubito che ci rimetterò piede.
Finalmente! Sono diventata addirittura impopolare, perchè dico che il sushi non sa di nulla...senza la salsa, ovviamente.
Non più sola, e viva il caciucco.
Io adoro il sushi. La moda e` per i poveri di spirito, se una cosa ti piace, ti piace e basta. Legittimo non amarlo per carita` e non posso nemmeno dire andate in Giappone perche` li e` un`altra cosa. Semplicemente consiglierei a tutti di informarsi bene qual`e il ristorante migliore della citta (quasi sempre quello per meta` pieno di giapponesi)e godersi questa sicuramente particolare ma (scusate sono di parte) squisita cucina. E giusto per la cronaca...a osaka ho mangiato un favoloso piatto di strascinati broccoli e salsiccia!:) buon sushi a tutti
Non mi dilungo sulla stupidità di chi segue le mode acriticamente. Non vale la pena perderci tempo.
Forse però vale la pena riconoscere che la cucina di un Paese rappresenta un importante aspetto della sua vita culturale e di aggregazione sociale; il 'diverso' sapore, modo di cucinare, di presentare un piatto, di mangiare, etc non deve essere giudicato solo in base ai propri parametri di riferimento (la 'cucina di mammà' o per i più di ampie vedute, quella 'mediterranea').
Mi sentio anche di dire che la moda del sushi, grazie ha dio, ha prodotto anche qualcosa di buono: la diffusione di un cibo sano - che può piacere o non piacere, per carità - a prezzi più che accettabili oggi (15 anni fa per andare a mangiare al giapponese spendevi 100milalire... una follia...)
Fermarsi a giudicare il sushi ad es. dall'utilizzo delle bacchette mi pare riduttivo e superficiale. Lo capisco se inserito in un contesto di critica alla mondanità della diffusione di questa cucina. Faccio più difficoltà se l'attenzione è specificamente orientata al 'diverso', come detto in precedenza.
Il provincialismo di tanti italiani (minuscolo apposito) si riconosce anche nell'incapacità di adattarsi in terra straniera alla cultura del paese ospitante: non viaggio mai in più di due perché non potrei mai sopportare il pellegrinaggio agognato verso il ristorante con le tende tricolori, un nome vagamente italiota e lavoratori provenienti dalle più svariate parti del monto, fuorché l'Italia, a servire piatti che poco hanno a che fare con la nostra cucina.
Tranquilli, siamo in dolce compagnia: Mc Donald è ovunque perché è una piccola ambasciata con diritto di extraterritorialità per ogni americano in terra straniera...
Grazie per ciò che hai scritto, pensavo di essere sola in questo triste mondo di pesce crudo :).
Michela Santa subito!!!
G.
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