Menu Content/Inhalt
Home arrow Pensare stanca arrow Ultime arrow Stupidario Precario

News


A settembre per i tascabili di Fandango esce il curioso Dizionario Affettivo della Lingua Italiana, a cura di Matteo Bianchi. Tra gli scrittori chiamati a definire la propria parola preferita ci sono anche io.
Sempre a settembre la nuova Smemoranda 12 mesi conterrà un mio racconto, insieme a quelli di altri undici scrittori che si sono prestati a segnare il tempo del 2009.
logo smemo
Scrivo su Epolis una volta alla settimana, giorno variabile.
logo epolis 
 

Calendario Eventi

Settembre 2008
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 1 2 3 4 5
Ottobre 2008
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
29301 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31 1 2

Statistiche

Utenti: 4
Notizie: 247
Collegamenti web: 19
Visitatori: 1321831
Stupidario Precario PDF Stampa E-mail
Scritto da Michela   
dimensione effettiva di un cervello medio
Raccolta indifferenziata di cose senza senso che si sentono dire di continuo sul precariato, strutturate a mò di manuale di difesa personale contro la disinformazione, la banalità e la malafede.

Segnalatemene altre, con relativa smontatura, e le inserisco.
  1. I contratti precari poi vengono stabilizzati.
  2. Molti giovani preferiscono la flessibilità.
  3. La legge 30 ha ridotto la disoccupazione.
  4. Distinguiamo precariato da flessibilità.
  5. Tutti abbiamo fatto la nostra gavetta.
  6. I contratti atipici avvantaggiano le donne.
  7. i contratti atipici premiano il merito.
  8. I contratti precari motivano il lavoratore, che non si adagia.
  9. Gli imprenditori senza i contratti atipici sposterebbero le produzioni all'estero.
  10. Di che vi lamentate, i vostri nonni lavoravano in miniera.

Segue spiegazione del perchè sono senza senso.

  1. I contratti precari poi vengono stabilizzati. È falso. Secondo i dati 2006 della Banca d’Italia dopo un anno solo il dieci per cento di chi è entrato nel mondo del lavoro con un contratto a termine se lo vede trasformare in uno stabile. Nel futuro non sapremo come andrà, ma per ora per ogni persona che trova la sicurezza rimangono nove vite sospese, che in molti casi restano tali per anni.
  2. Molti giovani preferiscono la flessibilità. È falso, mentre è vero che - messi davanti alla scelta tra un contratto precario a 1000 euro senza tutele e uno a 900 euro con le tutele – tanti scelgono i 100 euro in più in tasca solo perché già con 1000 euro non si arriva alla fine del mese. Poiché il costo del contratto atipico per il datore di lavoro è nettamente inferiore a quello di una assunzione stabile, è più vantaggioso offrire cento euro in più al lavoratore, che per sbarcare meglio il lunario baratta la stabilità con pochi spiccioli.
  3. La legge Biagi ha ridotto la disoccupazione. È falso. La Banca d’Italia nel bollettino n° 46 ha detto chiaramente che la disoccupazione è diminuita perché sono stati regolarizzati gli immigrati (che lavoravano già, ma in nero) ed è diminuito complessivamente il costo del lavoro, non più legato a contrattazioni nazionali. Poiché come in tutti i mercati quando scende il prezzo aumenta la domanda, oggi un datore di lavoro può assumere legalmente due persone al costo di una.
  4. Distinguiamo precariato da flessibilità. È falso. La cosiddetta flessibilità è il nome ipocrita del precariato, le due parole sono sinonimi tra loro e significano la stessa cosa: insicurezza di vita. Non esiste una insicurezza buona, perché a fronte di una maggiore manipolabilità del lavoro non ci sono in Italia ammortizzatori sociali per attutirne gli effetti sulla vita delle persone. Il dualismo «precariato cattivo/flessibilità buona» al momento in Italia non ha senso.
  5. Tutti abbiamo fatto la nostra gavetta. La gavetta è tale se interessa per brevi periodi persone in giovane età che stanno entrando nel mercato del lavoro e non hanno una professionalità formata e spendibile. Il contratto atipico non è una gavetta, perché riguarda tanto i giovani al primo impiego che i lavoratori formati che cercano nuovo impiego. Non è una gavetta perché non ha limiti di tempo e non è mirato a formare professionalità da stabilizzare, ma solo ad abbattere all’infinito i costi del lavoro dipendente.
  6. I contratti atipici avvantaggiano le donne. E' falso. L'apparente maggiore flessibilità di orari e obiettivi che dovrebbe favorire la vita di chi ha impegni familiari si traduce in un contratto non rinnovato nel momento in cui comunichi che stai per diventare madre. Un figlio è un progetto diverso rispetto a quello di qualunque azienda. Consiglio la visione del documentario Uno Virgola Due di Silvia Ferreri, interamente finanziato dal comune di Roma, che spiega quanto influisca il tipo di contratto di lavoro sulla scelta di tantissime donne di non fare figli.
  7. I contratti atipici premiano il merito. E' falso. I contratti atipici, essendo privi di qualunque vincolo in uscita (leggi=ostacoli al licenziamento non motivato), contengono un elemento ricattatorio che impedisce al lavoratore di avere forza di contrattazione. Rivendicare un aumento o una posizione migliore diventa un rischio troppo alto da correre e per tenersi il lavoro ci si accontenta spesso di essere sottoimpiegati.
  8. I contratti precari motivano il lavoratore, che non si adagia. E' un po' come dire che la convivenza fa bene all'amore, perchè la paura di essere piantanti in asso senza intoppi burocratici ti fa tenere vivo il rapporto o per amore o per forza. Peccato che, in amore come sul posto di lavoro, sarebbe sperabile che non fosse la paura a dover regolare il tipo di legame, ma la reciproca convenienza. Se sono un fannullone licenziami. Ma se faccio bene il mio mestiere, non devo vivere nel terrore di perdere il lavoro.
  9. Gli imprenditori sposterebbero la produzione all'estero senza i contratti atipici. Il che equivale a sostenere che se non permettiamo la schiavitù in Italia, è probabile che gli imprenditori spostino la produzione dove è possibile schiavizzare le persone e così non pagarle affatto, abbattendo del tutto i costi. Quindi la soluzione alla rigidità del mercato del lavoro si trova riducendo i diritti al livello dei paesi sottosviluppati: geniale.
  10. Di che vi lamentate, i vostri nonni lavoravano in miniera. Ovvero: siccome siamo stati peggio, abbiamo perso il diritto di pensare a come potremmo stare meglio. 

  11. work in progress, lo stupido non ha mai detto l'ultima parola.

 
Aggiungilo a:
Splinder
Delicious
Digg
Google
YahooMyWeb
Technorati
Commenti

You must javascript enabled to use this form

Grazie, perchè diventa sempre più complicato spiegarlo in poco più di mezza pagina a tutti quelli che non riescono a metterselo in testa.
Ora lo piazzo sul mio blog.

Inserito da Giuliana, il 12/31/1969 alle 23:59

Ho sentito la trasmissione 'Vivavoce' su Radio 24. Condivido quello che hai detto ed ho il rammarico che non ti abbiano dato più spazio.

Inserito da signsoflife, la cui homepage è qui il 12/31/1969 alle 23:59

Ore 15.00, la campana scandisce monocorde il suo latrato metallico, nel paese le teste si voltano placidamente in cerca del campanile, qualcuno apre la bocca e sentenzia – suona da morto.
Esattamente così è cominciata la mia avventura nel mondo del precariato, sono passato dalla campanella della scuola al magico mondo della flessibilità lavorativa senza passaggi intermedi. Allora si chiamavano co.co.co, e come suggerisce l’onomatopea, avevano a che fare con le galline(atipiche), i pollai(conosciuti anche come mercato del lavoro), le volpi(chi saranno mai queste volpi…) e il mangime(gli spicci) sparso magnanimamente nell’aia. Già allora puzzava di fregatura questo tipo di rapporto, ma il mondo, si sa, è diviso in capponi e mannaie, e non essendo affilato il mio portafogli ho capito immediatamente da quale parte del natale mi trovassi.
Un giorno ricevetti un aumento e poi fui subito licenziato, un altro avrebbe preso il mio posto con il mio vecchio stipendio. Facile, comodo.
Così appresi la mia prima lezione dallo “stupidario precario”: La flessibilità di un lavoratore atipico è direttamente proporzionale alla sua capacità di mettersi a novanta.

Con questo non intendo dire che l’introduzione della flessibilità nel mercato italiano sia stato un errore (come d’altronde non lo è stato introdurre 13 innocenti e teneri conigli nell’habitat australiano), ma la differenza che passa tra un concetto utile di flessibilità e l’abuso che ne è stato fatto, è lo stesso che c’è tra l’essere favorevoli all’eutanasia e mettere ad ogni angolo di strada una cabina del suicidio.

La cultura del contratto a progetto, la cultura del presente, dell “Ora”, si sta radicando nella società, si sta ingrandendo come un enorme gorgo marino pronto a risucchiare ogni altra forma temporale, futuro compreso. Esisterà solo un - adesso, un enorme presente, sempre più grande e affamato, che si rinnoverà azzerando ogni prospettiva. Allargheranno i confini dell’oggi sempre più in là, fino a quando il futuro sarà irraggiungibile.
Un’idea astratta? Il futuro era considerato costruirsi una famiglia, una posizione, un nido per la vecchiaia. Quanti di questi futuri stanno svanendo divorati da un presente fatto di tantissimi oggi? Oggi la mia famiglia sono io, oggi non posso permettermi un figlio, oggi il mio stipendio è sempre lo stesso, oggi ho pagato la rata di un finanziamento, oggi non ho versato un soldo per la pensione, oggi non ho fatto un solo passo in più per migliorare la mia esistenza.
Certo, vista così sembra una trappola, uno specchio che si riflette dentro uno specchio, ma non è così terribile, anche il precariato ha una facile via d’uscita, una soluzione, un modo semplice e veloce per annullarlo, è la seconda lezione dello “stupidario precario”: bastano due natiche molto potenti per dar luogo alla soluzione contro il precariato, questa soluzione è comunemente chiamata: botta di culo.
Invecchierò così, mia cara Michela, sperando nella botta di culo o nell’orchite fulminante, sento già che qualcosa si sta annacquando..

Luis

Inserito da Cicisbeus Fynnegan, detto anche occhiovispo fynnegan, il 12/31/1969 alle 23:59

Ho trovato un posto di lavoro sicuro.
Ci sono voluti 3+1+2.5 anni dopo il master.
Pero` siccome sono incosciente o forse credo nelle botte di culo mi sono sposato, abbiamo fatto un figlio e ci manteniamo con uno stipendio. Purtoppo mia moglie e` in attesa della botta di culo.
Come e` facile capire, NON viviamo in Italia.
In bocca al lupo da un (ancora per poco) precario.

Inserito da Enrico, il 12/31/1969 alle 23:59

lo sapete che negli enti pubblici assumono ancora con il contratto co.co.co?

Inserito da manuel, il 12/31/1969 alle 23:59

Direi che nello stupidario ci può stare bene anche:
'I contratti atipici avvantaggiano le donne', ci avvantaggiano talmente che appena resti incinta il tuo progetto misteriosamente diventa inutile. Occupati della famiglia, che è la cosa più importante. E il tuo posto diventa di un altro, maschio.

Inserito da Manuela, il 12/31/1969 alle 23:59

la migliore per me resta la bufala che i contratti atipici premino il merito. Sono junior in uno studio grafico e con il ricatto del mancato rinnovo mi tengono basso lo stipendio. So benissimo che se anche me lo merito, chiedere l'aumento proprio in fase di rinnovo del contratto è la stupidaggine meno conveniente da fare, così sto zitto, prego che mi confermino e mi prendo di nuovo 1000euro per altri tre mesi. E sono due anni così.

Inserito da Cesare84, il 12/31/1969 alle 23:59

Michela lo sa, faccio l'imprenditore: scegliendo di farlo alla soglia dei 40 anni e impegnandomi anche le mutande.

Ho 8 dipendenti, eredità dell'azienda che ho rilevato con altri soci, a tempo indeterminato.

Motivandoli, cercando di venire incontro alle necessità di chi ha famiglia, o abita fuori mano, o sta studiando, abbiamo ricreato in'azienda un clima di collaborazione e fiducia, offriamo ai clienti lavori di qualità che stanno lentamente trasformando un'azienda decotta in un'impresa ch efunziona e che vede i suoi fatturati crescere in modo costante (magari lento, santa polenta, ma costante)

Con i contratti a progetto (ma ch eprogetot sarà mai quello di una segretaria? Un progetto me lo fa un ingegnere, un avvocato, un manager, non la ragazza che mi fa le bolle e risponde al telefono) le aziend eperdono competitività, standardizzano il lavoro, non riescono a vincere in creatività e motivazione perchè accidenti, ma perchè devo pretendere straordinari o fedeltà da qualcuno che sto strangolando per fame?

sarò anche sballata, ma credo che chi ci lavora sia la prima risorsa dell'azienda, qualcosa su cui investire, non da investire per comprarsi il cayenne °_°

Inserito da Giordana, il 12/31/1969 alle 23:59

E che il contratto precario motiverebbe il dipendente a non adagiarsi e tenere altra la produttività, ce lo vogliamo dimenticare?

Inserito da Antonio, il 12/31/1969 alle 23:59

Non puoi prescindere dalle minacce:

'se costringiamo i datori di lavoro a stabilizzare i contratti precari, sposteranno la produzione in europa dell'est'.
La disse Daniele Capezzone, io me la ricordo.

Inserito da Mariangela, il 12/31/1969 alle 23:59

Come potrei dimenticarla? La disse quando gli ispettori di Atesia rilevarono gli abusi nel call center romano. La aggiungo subito, motivandola sin troppo facilmente.
Grazie!

Inserito da Michela che risponde a Mariangela, il 12/31/1969 alle 23:59

Ho notato che di solito chi commenta argomentando i lati positivi del precariato, precario non lo è mai stato: quando va male ha un lavoro ben retribuito (un professiore universitario), quando va male è un profumato consulente da centinaia di migliaia di euri all'anno. Quando va meglio è un dipendente di alto rango con incarichi extra di consulente, assommando quindi due/tre stipendi da parecchi zeri. Chissà come mai la flessibilità deve essere sempre applicata dal (sul) lavoratore e non è esercitata dall'(sull')azienda. A questi signori auguro un futuro di un paio d'anni di precariato, con il cuore. E senza paracadute

Inserito da Pepe, la cui homepage è qui il 02/05/2008 alle 15:22

'tra un contratto precario a 1000 euro senza tutele e uno a 900 euro con le tutele' ci manca che il co.pro.co sarà a 700 euro senza tutele (per lo stesso lavoro).

Inserito da Emily, il 03/31/2008 alle 14:43

 1 
Pagina 1 di 1 ( 13 Commenti )
©2007 MosCom

< Prec.   Pros. >

Media e Web

in viaggio
Il 12 settembre ad Alghero nell'ambito della manifestazione Porto Mediterraneo, presento il mio Viaggio in Sardegna insieme all'amico e scrittore Alberto Capitta. Il luogo, salvo modifiche, dovrebbe essere il Molo Dogana, dove è previsto l'allestimento di una speciale casbah in tema con lo spirito interculturale della manifestazione.


Filippo La Porta mi ha recensito sul Messaggero del 19 agosto, in sinossi con il bel libro di Marcello Fois, In Sardegna non c'è il mare. Parla di me e degli altri esponenti della letteratura sarda  il giornalista Michelucci sul Magazine on line Corsica. C'è invece una mia intervista sulla rivista Repubrica de Sardigna, organo di stampa del movimento indipendentista sardo IrS.   
 

Memorabilia

Cenerentola Durante la presentazione d Il Mondo deve Sapere nella cornice di Nepi, Gianluca Nicoletti mi ha furtivamente sfilato una delle ballerine che portavo, agitandola furiosamente davanti a un attonito pubblico, mentre decantava il concetto di mistica del marketing espresso dal libro. Noi abbiamo finto che fosse tutto normale.

Equivoci San Vincenzo, festa dell'Unità, presentazione del libro. All'ora convenuta non c'era nessuno, e noi si stava già per dare forfait, quando una signora con passo deciso si avvicina al piccolo spazio predisposto. Rita speranzosa mi fa: "ecco la prima, ora arrivano gli altri". La signora si piazza di fronte a me e con naturalezza mi chiede: "O che te tu lo sai mica dove si gioca a scalaquaranta?"

La teologa dell'albergo a ore   Splendida Maria Cinzia Bauci a Vigevano il 13 luglio. Dopo avermi invitata per una tavola rotonda su lavoro e letteratura, procede a una mia breve nota biografica, specificando che lavoro in un albergo... A ORE. Raramente ho visto una gaffe così magistrale fatta con altrettanta grazia. MariaCinzia, il mio idolo!

Avvocato honoris causa Ad Iglesias per la rievocazione del processo a Sigismondo Arquer, in qualità di avvocato della difesa ho avuto la meglio su Antonangelo Liori, facendo assolvere Sigismondo. Al termine del processo una signora di una certa età si è avvicinata mormorandomi: "signorina, casomai mi servisse, posso avere il biglietto da visita del suo studio legale?"

E tu cosa fai nella vita? Notevole gaffe a Genova al festival Be You. L'attrice Donatella Finocchiaro, talento emergente del cinema italiano e già lodata interprete di pellicole di registi del calibro di Marco Bellocchio, ha recitato alcuni brani tratti da Il mondo deve sapere. Al termine dello spettacolo l'ho ringraziata e le ho chiesto con candore "che cosa facesse nella vita, oltre quello", dimostrando di non avere la minima idea di chi fosse. Lei signorilmente ha evitato di farmi rilevare la gaffe. Mi sa che devo andare di più al cinema.

Incitamento alla maleducazione Al Festival Carovane un intervenuto, in quanto telefonista al 187 di Telecom Italia, sfoga la sua rabbia su di me per aver invitato nel mio libro la gente ad abbandonare ogni scrupolo e sfanculare i telefonisti. Pare che da quel giorno non campi più e tutti lo invitino a mettersi in viaggio per quel paese più volentieri. La cosa susciterebbe in lui una comprensibile frustrazione, che il buon uomo sfoga sbattendo a sua volta il telefono in faccia ai clienti della Telecom. Che dire. Ho creato un mostro.

Precariare stanca Mentre Marino Sinibaldi mi intervistava al Premio Fahrenheit, magnificandomi come emblema del precariato, me ne sono uscita con "Quel mese e mezzo di lavoro che ho fatto è stato il più provante della mia vita", dando a intendere al pubblico presente che in vita mia avessi in effetti lavorato solo un mese e mezzo. Tra le risate generali.

Prossimi appuntamenti

ven 12 set 2008 @19:00
Alghero - Festival Mediterranea
gio 25 set 2008 @22:00
Guspini - Viaggio in Sardegna
sab 27 set 2008 @19:00
Asuni - Festival culturale
dom 28 set 2008 @12:00
Mandas - Premio Lawrence
dom 5 ott 2008 @18:00
Cinisello Balsamo - Circolo dei sardi

Il Marchettone

JdeMolay. right. Calci in faccia, ma con stile. Questo ragazzo farà strada.http://www.calcinfaccia.splinder.com 

Alessandro Giammei Maledetti poetiTu hai le coseloro le parole(E allora il Signore Dio plasmò ogni sorta di creature e le condusse all'uomo per vedere come le avrebbe chiamate)Loro hanno tuttotu niente Che baratto èquando un poeta vero ti dice anche il nome delle cose che non sai di avere? E che parole avrai per dirgli grazie di questo furto di vita reso in parolepiù vive del vissutopiù severamente vere?E l i a n t h o s   è  A l e s s a n d r o.Alessandro è tutto questo. il marchettone funziona: Alessandro quest'anno pubblica il suoi primo libro di poesia per la casa editrice Aisara.

Antonio Gurrado Presumendo infondatamente che, benchè io lo legga con regolarità da postino, lui difficilmente guarderà mai qui, lo segnalo come pietanza squisita. Scrive recensioni di libri, non sto a dire quali perchè è del tutto secondario: lo leggerei anche se facesse la recensione delle etichette dello shampoo che trova in bagno. Ha una prosa assolutamente splendida, vivacissima, che taglia e cuce come un sarto pignolo. Non contento, ci ricama sopra un intreccio di scorci letterari mai banali, buttati giù a punto croce affianco ad assaggi di lussuria senza pudore. Anima e corpo, raro quanto delizioso: lo consiglio a Jorial, che ritiene che i prosatori siano morti tutti con Cioran. Per conto mio, avendo il cervello come suprema zona erogena (un fastidioso handicap a cui non riesco a porre rimedio), a tratti nel leggerlo ricavo un lubrico godimento fisico. Per esempio qui.

Serve un logopedista? Roberta Scotto Galletta racconta la sua esperienza di logopedista con passione e verità. Imperdibile, non fosse altro perchè la signorina è una scrittrice vera.http://lofaanchebaricco.splinder.com