| Stupidario Precario |
|
|
|
| Scritto da Michela | |
![]() Segnalatemene altre, con relativa smontatura, e le inserisco.
Segue spiegazione del perchè sono senza senso.
|
Numero di commenti (19) - Aggiungi i tuoi commenti a questo articolo
You must javascript enabled to use this form
Grazie, perchè diventa sempre più complicato spiegarlo in poco più di mezza pagina a tutti quelli che non riescono a metterselo in testa.
Ora lo piazzo sul mio blog.
Ho sentito la trasmissione 'Vivavoce' su Radio 24. Condivido quello che hai detto ed ho il rammarico che non ti abbiano dato più spazio.
Ore 15.00, la campana scandisce monocorde il suo latrato metallico, nel paese le teste si voltano placidamente in cerca del campanile, qualcuno apre la bocca e sentenzia – suona da morto.
Esattamente così è cominciata la mia avventura nel mondo del precariato, sono passato dalla campanella della scuola al magico mondo della flessibilità lavorativa senza passaggi intermedi. Allora si chiamavano co.co.co, e come suggerisce l’onomatopea, avevano a che fare con le galline(atipiche), i pollai(conosciuti anche come mercato del lavoro), le volpi(chi saranno mai queste volpi…) e il mangime(gli spicci) sparso magnanimamente nell’aia. Già allora puzzava di fregatura questo tipo di rapporto, ma il mondo, si sa, è diviso in capponi e mannaie, e non essendo affilato il mio portafogli ho capito immediatamente da quale parte del natale mi trovassi.
Un giorno ricevetti un aumento e poi fui subito licenziato, un altro avrebbe preso il mio posto con il mio vecchio stipendio. Facile, comodo.
Così appresi la mia prima lezione dallo “stupidario precario”: La flessibilità di un lavoratore atipico è direttamente proporzionale alla sua capacità di mettersi a novanta.
Con questo non intendo dire che l’introduzione della flessibilità nel mercato italiano sia stato un errore (come d’altronde non lo è stato introdurre 13 innocenti e teneri conigli nell’habitat australiano), ma la differenza che passa tra un concetto utile di flessibilità e l’abuso che ne è stato fatto, è lo stesso che c’è tra l’essere favorevoli all’eutanasia e mettere ad ogni angolo di strada una cabina del suicidio.
La cultura del contratto a progetto, la cultura del presente, dell “Ora”, si sta radicando nella società, si sta ingrandendo come un enorme gorgo marino pronto a risucchiare ogni altra forma temporale, futuro compreso. Esisterà solo un - adesso, un enorme presente, sempre più grande e affamato, che si rinnoverà azzerando ogni prospettiva. Allargheranno i confini dell’oggi sempre più in là, fino a quando il futuro sarà irraggiungibile.
Un’idea astratta? Il futuro era considerato costruirsi una famiglia, una posizione, un nido per la vecchiaia. Quanti di questi futuri stanno svanendo divorati da un presente fatto di tantissimi oggi? Oggi la mia famiglia sono io, oggi non posso permettermi un figlio, oggi il mio stipendio è sempre lo stesso, oggi ho pagato la rata di un finanziamento, oggi non ho versato un soldo per la pensione, oggi non ho fatto un solo passo in più per migliorare la mia esistenza.
Certo, vista così sembra una trappola, uno specchio che si riflette dentro uno specchio, ma non è così terribile, anche il precariato ha una facile via d’uscita, una soluzione, un modo semplice e veloce per annullarlo, è la seconda lezione dello “stupidario precario”: bastano due natiche molto potenti per dar luogo alla soluzione contro il precariato, questa soluzione è comunemente chiamata: botta di culo.
Invecchierò così, mia cara Michela, sperando nella botta di culo o nell’orchite fulminante, sento già che qualcosa si sta annacquando..
Luis
Ho trovato un posto di lavoro sicuro.
Ci sono voluti 3+1+2.5 anni dopo il master.
Pero` siccome sono incosciente o forse credo nelle botte di culo mi sono sposato, abbiamo fatto un figlio e ci manteniamo con uno stipendio. Purtoppo mia moglie e` in attesa della botta di culo.
Come e` facile capire, NON viviamo in Italia.
In bocca al lupo da un (ancora per poco) precario.
lo sapete che negli enti pubblici assumono ancora con il contratto co.co.co?
Direi che nello stupidario ci può stare bene anche:
'I contratti atipici avvantaggiano le donne', ci avvantaggiano talmente che appena resti incinta il tuo progetto misteriosamente diventa inutile. Occupati della famiglia, che è la cosa più importante. E il tuo posto diventa di un altro, maschio.
la migliore per me resta la bufala che i contratti atipici premino il merito. Sono junior in uno studio grafico e con il ricatto del mancato rinnovo mi tengono basso lo stipendio. So benissimo che se anche me lo merito, chiedere l'aumento proprio in fase di rinnovo del contratto è la stupidaggine meno conveniente da fare, così sto zitto, prego che mi confermino e mi prendo di nuovo 1000euro per altri tre mesi. E sono due anni così.
Michela lo sa, faccio l'imprenditore: scegliendo di farlo alla soglia dei 40 anni e impegnandomi anche le mutande.
Ho 8 dipendenti, eredità dell'azienda che ho rilevato con altri soci, a tempo indeterminato.
Motivandoli, cercando di venire incontro alle necessità di chi ha famiglia, o abita fuori mano, o sta studiando, abbiamo ricreato in'azienda un clima di collaborazione e fiducia, offriamo ai clienti lavori di qualità che stanno lentamente trasformando un'azienda decotta in un'impresa ch efunziona e che vede i suoi fatturati crescere in modo costante (magari lento, santa polenta, ma costante)
Con i contratti a progetto (ma ch eprogetot sarà mai quello di una segretaria? Un progetto me lo fa un ingegnere, un avvocato, un manager, non la ragazza che mi fa le bolle e risponde al telefono) le aziend eperdono competitività, standardizzano il lavoro, non riescono a vincere in creatività e motivazione perchè accidenti, ma perchè devo pretendere straordinari o fedeltà da qualcuno che sto strangolando per fame?
sarò anche sballata, ma credo che chi ci lavora sia la prima risorsa dell'azienda, qualcosa su cui investire, non da investire per comprarsi il cayenne °_°
E che il contratto precario motiverebbe il dipendente a non adagiarsi e tenere altra la produttività, ce lo vogliamo dimenticare?
Non puoi prescindere dalle minacce:
'se costringiamo i datori di lavoro a stabilizzare i contratti precari, sposteranno la produzione in europa dell'est'.
La disse Daniele Capezzone, io me la ricordo.
Come potrei dimenticarla? La disse quando gli ispettori di Atesia rilevarono gli abusi nel call center romano. La aggiungo subito, motivandola sin troppo facilmente.
Grazie!
Ho notato che di solito chi commenta argomentando i lati positivi del precariato, precario non lo è mai stato: quando va male ha un lavoro ben retribuito (un professiore universitario), quando va male è un profumato consulente da centinaia di migliaia di euri all'anno. Quando va meglio è un dipendente di alto rango con incarichi extra di consulente, assommando quindi due/tre stipendi da parecchi zeri. Chissà come mai la flessibilità deve essere sempre applicata dal (sul) lavoratore e non è esercitata dall'(sull')azienda. A questi signori auguro un futuro di un paio d'anni di precariato, con il cuore. E senza paracadute
'tra un contratto precario a 1000 euro senza tutele e uno a 900 euro con le tutele' ci manca che il co.pro.co sarà a 700 euro senza tutele (per lo stesso lavoro).
Lo stupidario di Michela Murgia ci indica forse solo l’anticaglia che le pervade la testa.
Leggerlo da parte di una giovane come Michela fa un po ribrezzo.
D’altra parte, parlando di Alitalia, questo tipo di pensieri espressi ad esempio da Michela rappresentano in pieno la crisi che stiamo vivendo.
Ah, ma lei direbbe come al solito che questo è il pensiero dello stupido - perchè non la pensa proprio come lei ... tipica sovrastruttura mentale di chi guarda un po troppo a sinistra e un po poco agli interessi del paese.
:-)
Toh, vedi che ad aspettarlo lo stupido alla fine arriva sempre?
| < Prec. | Pros. > |
|---|










