| Antropologia Pornografica |
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| Scritto da Michela | |||
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Le pupattole nipponiche sono tutte studentesse e, oltre che trastullo dei cripto-pedofili di ogni dove, incarnano pienamente il diktat estetico che vuole la squinzia magra e adolescente come unico modello proponibile della femminilità. Non è un caso che siano le più efficaci testimonial della filosofia pro-ana, dove la donna comincia mangiando sushi e finisce divorando sé stessa. Ma più che l’iconografia femminile, è la rappresentazione del rapporto sessuale l’aspetto più interessante del porno made in japan.
A proposito di animali, mi risparmierò l’excursus sulle pur interessantissime fantasie zoofile di provenienza orientale; lo ha già fatto Bucknasty in maniera scientifica e non c’è molto altro da dire, se non che – tanto per non farsi mancare niente di demenziale – è giusto rivelare che il tutto trova fondamento nella mitologia religiosa giapponese, che pare abbia un pantheon molto simile a un caravanserraglio: capisco che per noi sarebbe un po' come immaginare Nathan Never che fa sesso con santa Rita, ma considerato che in Italia c'è anche chi vota Borghezio, non mi sento di escludere che comunque qualcuno possa trovarlo eccitante. Lascerei alla commissione il sospetto che questa enciclopedia del famolostrano all'orientale possa in qualche modo dare frutti curiosi, se innestata in un contesto pornoculturale a cui mancano i codici per leggerla correttamente. Se fossi così ingenua da credere che il maschio occidentale sia in grado di distinguere tra una simulazione di diniego femminile e un diniego vero, dovrei anche pensare di aver sprecato i soldi a far mettere la trifase al cancello di casa. Del resto, in un paese in cui Gianni Boncompagni è considerato un grande autore televisivo, solo un ottimista darebbe per scontato che tutti i maschi abbiano gli strumenti neurologici per capire l'inconsistenza del seguente sillogismo: le bamboline vogliose dei manga dimostrano tredici anni = le tredicenni che si incontrano per via sono bamboline vogliose.
Come del resto non sono mica sicura che mia nipote quattordicenne che legge i manga sia consapevole che l'estetica femminile degli anime giapponesi è una iperbole, specialmente davanti a domande tipo: "zia, ma anche a me diventeranno così?". Come no, tesoro, basta che metti l'uranio14 nel latte la mattina. Non distruggerò precocemente le sue illusioni di adolescente rivelandole che non esistono maschi che hanno trivelle per estrazione petrolifera dentro i jeans, nonostante quello che gli ipodotati disegnatori di manga le hanno fatto credere.
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Numero di commenti (17) - Aggiungi i tuoi commenti a questo articolo
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Frizzantino simpatico anche se irriverente per la generazione nata durante il boom economico,e in fin dei conti rasserenante x noi donne europee, avvezze/rassegnate a confronti e incontri con uno standard di accessoriato maschile assolutamente vario e imprevedibile nella sua 'sostanza', insomma: una meravigliosa sorpresa ogni volta, (almeno quella!) a ravvivare la piattezza dei comportamenti.
E' sempre una questione di cose supposte.
Forse solo di supposte.
Ma dai, davvero la vedi come una cosa così recente? Io a scuola ci avevo i compagnucci che mi andavano in crisi per quel gran troione di krimi:) Mentre i loro padri se la spassavano coll'immortale serena Grandi - per altro - zinne a parte non esattamente una donna esile ecco:)
Comunque questo tuo pezzo qui - è proprio bellino:)))
Ho il sospetto che potremmo non avere esattamente la stessa età :P
Quando ero alle medie l'unico fumetto che andava era Dylan Dog, mentre in tv davano Drive-in e ci sembrava una cosa molto hard.
Creamy era una cosa 'per froci' per i miei compagni, come del resto Boy George. Le creature solidamente maschie guardavano MEGALOMAN, l'archetipo di ogni futuro pornazzo con mezzo meccanico.
Eh, eravamo ragazzi.
La verità è che io li compagnucci LI SPIAVOOOO perchè - eh ognuno ci ha i su' scheletri nell'armadio, e io ci ho la famiglia der tipo comunista-oltranzista, genere rossana rossanda, co tutti i correlati in fatto di sesso cartoni animati e infanzia...
Poi uno dice, ma come mai una donna della tu' curtura, ama così smodatamente le soap operas?
Eh me devo rifà
NON HO MAI RISO TANTO! AHAHAHAHAHAHAHAHAHHA INTERVENTO S-U-P-E-R-L-A-T-I-V-O ! ! !
GRAZIE PER AVERMI FATTO DIVERTIRE TANTO!!! :)
Veramente un articolo carino... grazie!
Due rasponi pensando a Margot (meglio a Fujiko) o a una bella orgia con Beauty+Reika di Daitarn fa parte del prezzo che devi pagare per capire a che ti serve l'affarino... ma è tutta parte di quella ribollita di simboli culturalmente indotti (di fatto è anche questa la cultura, no? un'insieme di credenze simbolicamente connesse) da cui attinge l'immaginario privato per dare un nome e una forma alle carenze d'affetto... tra le donnine dei manga porno (ma l'hai visto quanto umido fanno da lì? alla fine ti sembra che abbiano fatto il calcio saponato) e i poster degli attori per le dolci signore preferisco... no, preferisco il nulla. Te fai conto che una volta una bella tipa (sai di quelle che sono ora nell'immaginario erotico dei maschi medio-tarati?) me la voleva dare per forza. siamo andati a casa sua, mi sono trovato in un minuto in posizione manga e ho iniziato a farle del bene. Poi mi sono voltato è ho visto NUMERO 14 POSTER di ORLANDO BLOOM che mi guardavano e mi dicevano 'ora arrivo anche io e te lo schiaffo nel baugigi!'
Esperienza terrificante. Per due giorni ho dovuto fare pipì con le pinzette perchè non voleva più farsi vedere, nemmeno per il bagno.
Incantevole il tuo blog:*
Miché...il problema è che tutte le asiatiche che incontro sembrano essere state passate con la chianozza. Cmq, al momento sto ammirando la 3a misura di una giapponese qui in ufficio. Non ho ancora capito se si tratti di push-up, silicone o se, veramente... vado a controllare va...
- il finlandese -
Ho ancora le lacrime agli occhi. Ho riso come un ebete.
'In pratica le donne orientali fingono esattamente come le occidentali, solo che mentre noi simuliamo che ci piaccia, in Giappone fanno finta che gli dispiaccia: esotismi.'
che cavolata! scusa il tono diretto, ma mi chiedo che rapporto hai con la sessualità!
Che domande. Se facessi sesso a sufficienza secondo te troverei il tempo di scrivere articoli come questo? ;)
Natan Never e Santa Rita mi hanno dato delle idee. A proposito, sai che ieri ero in treno a leggere Sade, col titolo in bell'evidenza, e una ha volontariamente attaccato discorso? Non poteva dire di non sapere a cosa sarebbe potuta andare incontro. Per fortuna io sono clemente e sono sceso senza nemmeno lasciarle un numero di telefono, una mail, una ciocca di capelli, una falange media.
G.
Nella tua divertentissima analisi hai dimenticato la passione per gli ortaggi delle piccole sexy Lolite.. per non parlare della coprofagia!!
I porno-manga che ho letto sono tuti uguali, dopo un pò stancano.. Però sono in ogni caso eccitanti.
Cmq, anche io mi sento di non condividere molto l'approccio culturale al sesso del Giappone, paese dove esistono in stazione distributori di mutandine usate dalle studentesse..
No grazie!
Bhè, come amante di anime e manga (non porno) e ahimè frequentatore di siti porno ('veri' ma finti come un manga) ci terrei a precisare che gli hentai sono un genere e non si sforzano di essere più creativi più dei nostrani Luca Damiano, Rocco & company. Non a caso il canovaccio di base per le loro protagoniste femminili è spesso lo stesso, tendenzialmente la 'piccola Tontàko' di G.T.O. (anche se ogni tanto per pudore ne aumentano l'eta anagrafica...). E pensare che il 'tentacle hentai' è nato per aggirare la censura...me li vedo io i pornografi di Tokyo che sostengono trofi 'è una seppia gigante, non è un pene, dunque lo metto in bella mostra'. Lì sì, che han creatività :-/
Guai a pensare però che tutti gli anime o manga abbiano quei personaggi femminili strabordanti, adolescenziali, finto-innocenti ma arrapati e, ovviamente, privi di una qualsiasi traccia di materia grigia.
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Tutte le protagoniste degli hentai durante l’accoppiamento hanno le bocche spalancate in un grido collettivo di disperazione, l’equivalente nipponico del nostro OSSIGNUR BENEDET CHE RANDELL. Anche in contesti dove non si evince la costrizione, l’impressione di star guardando uno stupro è chiaramente indotta dal fatto che la protagonista è sempre passiva e palesemente sofferente, cosa comprensibile perché - qualunque cosa ne pensino i maschi di ogni latitudine - nessuna donna neurostabile accetterebbe senza protestare un accoppiamento con un arnese taglia estintore. Gli uomini giapponesi hanno infatti il complesso della dimensione e per compensazione si raffigurano con dotazioni che destabilizzerebbero le certezze dell’andrologo di
Sarebbe grande ignoranza culturale farsi però l’idea che ogni accoppiamento in Giappone sia frutto della violenza fisica: infatti il rossore che appare sempre sul viso della fanciulla, lungi dal sottintendere timidezza o imbarazzo, nel linguaggio iconografico nipponico indica chiaramente che la giovane vittima non avrebbe saputo immaginare trastullo migliore per il suo pomeriggio di quella simpatica brutalizzazione, e che in realtà si stia lamentando al solo scopo di consolidare nel partner la convinzione di avere un Eurostar in ritardo al posto del pene. In pratica le donne orientali fingono esattamente come le occidentali, solo che mentre noi simuliamo che ci piaccia, in Giappone fanno finta che gli dispiaccia: esotismi.
Ma i meandri veramente oscuri delle fantasie erotiche del sol levante non sono stati ancora nemmeno sfiorati. Per capirsi: solo in Giappone esiste un filone pornografico che vede donne smaniose di accoppiarsi lietamente con mostri meccanici tentacolari. Non è affatto anormale che la sceneggiatura di un manga di genere preveda che una creatura efebica con la gonnellina e i libri sottobraccio venga fatta prigioniera a scopo sessuale dalla versione multiproboscidata di un gigantesco vaporetto Polti innestato sl telaio messo a nudo di una toyota Yaris; la studentessa, manco a dirlo, non vedeva l'ora di afferrare il cambio robotizzato con le timide manine, nonostante una opportunissima espressione terrorizzata. L’unica persona che conosco che potrebbe condividere questa fantasia è il tizio con la volkswagen nera metallizzata sotto casa mia, quello che ogni sabato mattina l’accarezza teneramente con la spugna morbida, l’asciuga con il daino e poi le lucida l’alluminio delle pattane, guardando fisso nel tubo di scappamento, cavallo goloso. 



