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A settembre per i tascabili di Fandango esce il curioso Dizionario Affettivo della Lingua Italiana, a cura di Matteo Bianchi. Tra gli scrittori chiamati a definire la propria parola preferita ci sono anche io.
Sempre a settembre la nuova Smemoranda 12 mesi conterrà un mio racconto, insieme a quelli di altri undici scrittori che si sono prestati a segnare il tempo del 2009.
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Antropologia Pornografica PDF Stampa E-mail
Scritto da Michela   

mia cugina
Se rinascessi, giuro che studierei antropologia culturale e farei la tesi sugli influssi del disegno porno giapponese sull'immaginario sessuale occidentale. Mi presenterei alla commissione con un power point pieno zeppo di tettine a mandorla e gonnelline blu, per la gioia dei cugini del dottorando successivo, che tanto alla discussione delle tesi stanno dentro l’aula giusto per sbirciare le cugine degli altri. Ma le fanciulle negli hentai non somigliano alle cugine di nessuno, anche perchè mostrano un inquietante sviluppo fisico a macchia di leopardo, comprensibile solo con l’esposizione localizzata alle radiazioni: infatti come spiegare diversamente la cosa che - pur avendo visibilmente tutte tredici anni - abbiano il petto gonfiato dall'esplosione di una marmorea quinta coppa C di seno, montata con perfetta incongruenza su vitini taglia 38?  

Le pupattole nipponiche sono tutte studentesse e, oltre che trastullo dei cripto-pedofili di ogni dove, incarnano pienamente il diktat estetico che vuole la squinzia magra e adolescente come unico modello proponibile della femminilità. Non è un caso che siano le più efficaci testimonial della filosofia pro-ana, dove la donna comincia mangiando sushi e finisce divorando sé stessa. Ma più che l’iconografia femminile, è la rappresentazione del rapporto sessuale l’aspetto più interessante del porno made in japan.

la cugina di marco sulisTutte le protagoniste degli hentai durante l’accoppiamento hanno le bocche spalancate in un grido collettivo di disperazione, l’equivalente nipponico del nostro OSSIGNUR BENEDET CHE RANDELL. Anche in contesti dove non si evince la costrizione, l’impressione di star guardando uno stupro è chiaramente indotta dal fatto che la protagonista è sempre passiva e palesemente sofferente, cosa comprensibile perché - qualunque cosa ne pensino i maschi di ogni latitudine - nessuna donna neurostabile accetterebbe senza protestare un accoppiamento con un arnese taglia estintore. Gli uomini giapponesi hanno infatti il complesso della dimensione e per compensazione si raffigurano con dotazioni che destabilizzerebbero le certezze dell’andrologo di John Holmes.

la cugina di giulia blasiSarebbe grande ignoranza culturale farsi però l’idea che ogni accoppiamento in Giappone sia frutto della violenza fisica: infatti il rossore che appare sempre sul viso della fanciulla, lungi dal sottintendere timidezza o imbarazzo, nel linguaggio iconografico nipponico indica chiaramente che la giovane vittima non avrebbe saputo immaginare trastullo migliore per il suo pomeriggio di quella simpatica brutalizzazione, e che in realtà si stia lamentando al solo scopo di consolidare nel partner la convinzione di avere un Eurostar in ritardo al posto del pene. In pratica le donne orientali fingono esattamente come le occidentali, solo che mentre noi simuliamo che ci piaccia, in Giappone fanno finta che gli dispiaccia: esotismi.

 

chi di noi non vorrebbe scoparsi un minipimer?Ma i meandri veramente oscuri delle fantasie erotiche del sol levante non sono stati ancora nemmeno sfiorati. Per capirsi: solo in Giappone esiste un filone pornografico che vede donne smaniose di accoppiarsi lietamente con mostri meccanici tentacolari. Non è affatto anormale che la sceneggiatura di un manga di genere preveda che una creatura efebica con la gonnellina e i libri sottobraccio venga fatta prigioniera a scopo sessuale dalla versione multiproboscidata di un gigantesco vaporetto Polti innestato sl telaio messo a nudo di una toyota Yaris; la studentessa, manco a dirlo, non vedeva l'ora di afferrare il cambio robotizzato con le timide manine, nonostante una opportunissima espressione terrorizzata. L’unica persona che conosco che potrebbe condividere questa fantasia è il tizio con la volkswagen nera metallizzata sotto casa mia, quello che ogni sabato mattina l’accarezza teneramente con la spugna morbida, l’asciuga con il daino e poi le lucida l’alluminio delle pattane, guardando fisso nel tubo di scappamento, cavallo goloso.

 

A proposito di animali, mi risparmierò l’excursus sulle pur interessantissime fantasie zoofile di provenienza orientale; lo ha già fatto Bucknasty in maniera scientifica e non c’è molto altro da dire, se non che – tanto per non farsi mancare niente di demenziale – è giusto rivelare che il tutto trova fondamento nella mitologia religiosa giapponese, che pare abbia un pantheon molto simile a un caravanserraglio: capisco che per noi sarebbe un po' come immaginare Nathan Never che fa sesso con santa Rita, ma considerato che in Italia c'è anche chi vota Borghezio, non mi sento di escludere che comunque qualcuno possa trovarlo eccitante.

 

Lascerei alla commissione il sospetto che questa enciclopedia del famolostrano all'orientale possa in qualche modo dare frutti curiosi, se innestata in un contesto pornoculturale a cui mancano i codici per leggerla correttamente. Se fossi così ingenua da credere che il maschio occidentale sia in grado di distinguere tra una simulazione di diniego femminile e un diniego vero, dovrei anche pensare di aver sprecato i soldi a far mettere la trifase al cancello di casa. Del resto, in un paese in cui Gianni Boncompagni è considerato un grande autore televisivo, solo un ottimista darebbe per scontato che tutti i maschi abbiano gli strumenti neurologici per capire l'inconsistenza del seguente sillogismo: le bamboline vogliose dei manga dimostrano tredici anni = le tredicenni che si incontrano per via sono bamboline vogliose.

non è la rai sempre non è la rai, versione manga

Come del resto non sono mica sicura che mia nipote quattordicenne che legge i manga sia consapevole che l'estetica femminile degli anime giapponesi è una iperbole, specialmente davanti a domande tipo: "zia, ma anche a me diventeranno così?". Come no, tesoro, basta che metti l'uranio14 nel latte la mattina. Non distruggerò precocemente le sue illusioni di adolescente rivelandole che non esistono maschi che hanno trivelle per estrazione petrolifera dentro i jeans, nonostante quello che gli ipodotati disegnatori di manga le hanno fatto credere.  


Con questo non voglio aprire la triste sezione "Ai miei tempi", sostenendo che gli uomini della mia età siano venuti su meglio solo perchè anzichè sui manga facevano chiropratica su Postalmarket. Basta guardare Gigi D'alessio per dimostrare che i nati in quel decennio non hanno proprio niente di cui vantarsi. Anche in ambito femminile mi rendo conto che posso dar poche lezioni: sono anni che cerco di rimuovere il fatto che Boy George negli anni 80 era considerato un sex symbol dalle piccole like-a-virgin della mia infornata. Però nemmeno negli anni più glitterati della mia adolescenza avrei mai immaginato che sarebbe venuto con furore dall'oriente qualcosa di tanto oscuro da dar vita a una generazione di genitalmente complessati che si sarebbero esaltati sessualmente al pensiero di essere frullatori giganti con il pene o leoni ermafroditi pronti ad appostarsi all'uscita delle scuole medie nella speranza di zomparsi Mila, Shiro o Mila&Shiro insieme, mentre Hello Kitty guarda.
Se avessi supposto questo, mi sarei iscritta a Comunione e Liberazione quando ero ancora in tempo, e ora vivrei anch'io in beata ignoranza. 
Dai, Giusè, dimmelo ancora che dobbiamo prendere esempio dalla cultura giapponese.

 

 
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Frizzantino simpatico anche se irriverente per la generazione nata durante il boom economico,e in fin dei conti rasserenante x noi donne europee, avvezze/rassegnate a confronti e incontri con uno standard di accessoriato maschile assolutamente vario e imprevedibile nella sua 'sostanza', insomma: una meravigliosa sorpresa ogni volta, (almeno quella!) a ravvivare la piattezza dei comportamenti.

Inserito da patrizia, il 12/31/1969 alle 23:59

E' sempre una questione di cose supposte.
Forse solo di supposte.

Inserito da Silvia, il 12/31/1969 alle 23:59

Ma dai, davvero la vedi come una cosa così recente? Io a scuola ci avevo i compagnucci che mi andavano in crisi per quel gran troione di krimi:) Mentre i loro padri se la spassavano coll'immortale serena Grandi - per altro - zinne a parte non esattamente una donna esile ecco:)

Comunque questo tuo pezzo qui - è proprio bellino:)))

Inserito da zauberei, la cui homepage è qui il 12/31/1969 alle 23:59

Ho il sospetto che potremmo non avere esattamente la stessa età :P
Quando ero alle medie l'unico fumetto che andava era Dylan Dog, mentre in tv davano Drive-in e ci sembrava una cosa molto hard.
Creamy era una cosa 'per froci' per i miei compagni, come del resto Boy George. Le creature solidamente maschie guardavano MEGALOMAN, l'archetipo di ogni futuro pornazzo con mezzo meccanico.
Eh, eravamo ragazzi.

Inserito da Michela a Zau, il 12/31/1969 alle 23:59

La verità è che io li compagnucci LI SPIAVOOOO perchè - eh ognuno ci ha i su' scheletri nell'armadio, e io ci ho la famiglia der tipo comunista-oltranzista, genere rossana rossanda, co tutti i correlati in fatto di sesso cartoni animati e infanzia...

Poi uno dice, ma come mai una donna della tu' curtura, ama così smodatamente le soap operas?
Eh me devo rifà

Inserito da zauberei, la cui homepage è qui il 12/31/1969 alle 23:59

NON HO MAI RISO TANTO! AHAHAHAHAHAHAHAHAHHA INTERVENTO S-U-P-E-R-L-A-T-I-V-O ! ! !

GRAZIE PER AVERMI FATTO DIVERTIRE TANTO!!! :)

Inserito da Jacopo, il 12/31/1969 alle 23:59

Veramente un articolo carino... grazie!
Due rasponi pensando a Margot (meglio a Fujiko) o a una bella orgia con Beauty+Reika di Daitarn fa parte del prezzo che devi pagare per capire a che ti serve l'affarino... ma è tutta parte di quella ribollita di simboli culturalmente indotti (di fatto è anche questa la cultura, no? un'insieme di credenze simbolicamente connesse) da cui attinge l'immaginario privato per dare un nome e una forma alle carenze d'affetto... tra le donnine dei manga porno (ma l'hai visto quanto umido fanno da lì? alla fine ti sembra che abbiano fatto il calcio saponato) e i poster degli attori per le dolci signore preferisco... no, preferisco il nulla. Te fai conto che una volta una bella tipa (sai di quelle che sono ora nell'immaginario erotico dei maschi medio-tarati?) me la voleva dare per forza. siamo andati a casa sua, mi sono trovato in un minuto in posizione manga e ho iniziato a farle del bene. Poi mi sono voltato è ho visto NUMERO 14 POSTER di ORLANDO BLOOM che mi guardavano e mi dicevano 'ora arrivo anche io e te lo schiaffo nel baugigi!'
Esperienza terrificante. Per due giorni ho dovuto fare pipì con le pinzette perchè non voleva più farsi vedere, nemmeno per il bagno.

Inserito da Ale, il 12/31/1969 alle 23:59

Incantevole il tuo blog:*

Inserito da hana, la cui homepage è qui il 12/31/1969 alle 23:59

Miché...il problema è che tutte le asiatiche che incontro sembrano essere state passate con la chianozza. Cmq, al momento sto ammirando la 3a misura di una giapponese qui in ufficio. Non ho ancora capito se si tratti di push-up, silicone o se, veramente... vado a controllare va...

- il finlandese -

Inserito da alepal, il 12/31/1969 alle 23:59

Ho ancora le lacrime agli occhi. Ho riso come un ebete.

Inserito da fiammetta, il 12/31/1969 alle 23:59

'In pratica le donne orientali fingono esattamente come le occidentali, solo che mentre noi simuliamo che ci piaccia, in Giappone fanno finta che gli dispiaccia: esotismi.'

che cavolata! scusa il tono diretto, ma mi chiedo che rapporto hai con la sessualità!

Inserito da Lune, la cui homepage è qui il 12/31/1969 alle 23:59

Che domande. Se facessi sesso a sufficienza secondo te troverei il tempo di scrivere articoli come questo? ;)

Inserito da Michela, il 12/31/1969 alle 23:59

Natan Never e Santa Rita mi hanno dato delle idee. A proposito, sai che ieri ero in treno a leggere Sade, col titolo in bell'evidenza, e una ha volontariamente attaccato discorso? Non poteva dire di non sapere a cosa sarebbe potuta andare incontro. Per fortuna io sono clemente e sono sceso senza nemmeno lasciarle un numero di telefono, una mail, una ciocca di capelli, una falange media.

G.

Inserito da Antonio Gurrado, la cui homepage è qui il 12/31/1969 alle 23:59

Nella tua divertentissima analisi hai dimenticato la passione per gli ortaggi delle piccole sexy Lolite.. per non parlare della coprofagia!!
I porno-manga che ho letto sono tuti uguali, dopo un pò stancano.. Però sono in ogni caso eccitanti.
Cmq, anche io mi sento di non condividere molto l'approccio culturale al sesso del Giappone, paese dove esistono in stazione distributori di mutandine usate dalle studentesse..
No grazie!

Inserito da chiara*, la cui homepage è qui il 12/31/1969 alle 23:59

Bhè, come amante di anime e manga (non porno) e ahimè frequentatore di siti porno ('veri' ma finti come un manga) ci terrei a precisare che gli hentai sono un genere e non si sforzano di essere più creativi più dei nostrani Luca Damiano, Rocco & company. Non a caso il canovaccio di base per le loro protagoniste femminili è spesso lo stesso, tendenzialmente la 'piccola Tontàko' di G.T.O. (anche se ogni tanto per pudore ne aumentano l'eta anagrafica...). E pensare che il 'tentacle hentai' è nato per aggirare la censura...me li vedo io i pornografi di Tokyo che sostengono trofi 'è una seppia gigante, non è un pene, dunque lo metto in bella mostra'. Lì sì, che han creatività :-/
Guai a pensare però che tutti gli anime o manga abbiano quei personaggi femminili strabordanti, adolescenziali, finto-innocenti ma arrapati e, ovviamente, privi di una qualsiasi traccia di materia grigia.

Inserito da Marco Bastianello, il 02/06/2008 alle 15:57

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Media e Web

in viaggio
Il 12 settembre ad Alghero nell'ambito della manifestazione Porto Mediterraneo, presento il mio Viaggio in Sardegna insieme all'amico e scrittore Alberto Capitta. Il luogo, salvo modifiche, dovrebbe essere il Molo Dogana, dove è previsto l'allestimento di una speciale casbah in tema con lo spirito interculturale della manifestazione.


Filippo La Porta mi ha recensito sul Messaggero del 19 agosto, in sinossi con il bel libro di Marcello Fois, In Sardegna non c'è il mare. Parla di me e degli altri esponenti della letteratura sarda  il giornalista Michelucci sul Magazine on line Corsica. C'è invece una mia intervista sulla rivista Repubrica de Sardigna, organo di stampa del movimento indipendentista sardo IrS.   
 

Memorabilia

Equivoci San Vincenzo, festa dell'Unità, presentazione del libro. All'ora convenuta non c'era nessuno, e noi si stava già per dare forfait, quando una signora con passo deciso si avvicina al piccolo spazio predisposto. Rita speranzosa mi fa: "ecco la prima, ora arrivano gli altri". La signora si piazza di fronte a me e con naturalezza mi chiede: "O che te tu lo sai mica dove si gioca a scalaquaranta?"

Incitamento alla maleducazione Al Festival Carovane un intervenuto, in quanto telefonista al 187 di Telecom Italia, sfoga la sua rabbia su di me per aver invitato nel mio libro la gente ad abbandonare ogni scrupolo e sfanculare i telefonisti. Pare che da quel giorno non campi più e tutti lo invitino a mettersi in viaggio per quel paese più volentieri. La cosa susciterebbe in lui una comprensibile frustrazione, che il buon uomo sfoga sbattendo a sua volta il telefono in faccia ai clienti della Telecom. Che dire. Ho creato un mostro.

Avvocato honoris causa Ad Iglesias per la rievocazione del processo a Sigismondo Arquer, in qualità di avvocato della difesa ho avuto la meglio su Antonangelo Liori, facendo assolvere Sigismondo. Al termine del processo una signora di una certa età si è avvicinata mormorandomi: "signorina, casomai mi servisse, posso avere il biglietto da visita del suo studio legale?"

E tu cosa fai nella vita? Notevole gaffe a Genova al festival Be You. L'attrice Donatella Finocchiaro, talento emergente del cinema italiano e già lodata interprete di pellicole di registi del calibro di Marco Bellocchio, ha recitato alcuni brani tratti da Il mondo deve sapere. Al termine dello spettacolo l'ho ringraziata e le ho chiesto con candore "che cosa facesse nella vita, oltre quello", dimostrando di non avere la minima idea di chi fosse. Lei signorilmente ha evitato di farmi rilevare la gaffe. Mi sa che devo andare di più al cinema.

La teologa dell'albergo a ore   Splendida Maria Cinzia Bauci a Vigevano il 13 luglio. Dopo avermi invitata per una tavola rotonda su lavoro e letteratura, procede a una mia breve nota biografica, specificando che lavoro in un albergo... A ORE. Raramente ho visto una gaffe così magistrale fatta con altrettanta grazia. MariaCinzia, il mio idolo!

Cenerentola Durante la presentazione d Il Mondo deve Sapere nella cornice di Nepi, Gianluca Nicoletti mi ha furtivamente sfilato una delle ballerine che portavo, agitandola furiosamente davanti a un attonito pubblico, mentre decantava il concetto di mistica del marketing espresso dal libro. Noi abbiamo finto che fosse tutto normale.

Precariare stanca Mentre Marino Sinibaldi mi intervistava al Premio Fahrenheit, magnificandomi come emblema del precariato, me ne sono uscita con "Quel mese e mezzo di lavoro che ho fatto è stato il più provante della mia vita", dando a intendere al pubblico presente che in vita mia avessi in effetti lavorato solo un mese e mezzo. Tra le risate generali.

Prossimi appuntamenti

ven 12 set 2008 @19:00
Alghero - Festival Mediterranea
gio 25 set 2008 @22:00
Guspini - Viaggio in Sardegna
sab 27 set 2008 @19:00
Asuni - Festival culturale
dom 28 set 2008 @12:00
Mandas - Premio Lawrence
dom 5 ott 2008 @18:00
Cinisello Balsamo - Circolo dei sardi

Il Marchettone

Alessandro Giammei Maledetti poetiTu hai le coseloro le parole(E allora il Signore Dio plasmò ogni sorta di creature e le condusse all'uomo per vedere come le avrebbe chiamate)Loro hanno tuttotu niente Che baratto èquando un poeta vero ti dice anche il nome delle cose che non sai di avere? E che parole avrai per dirgli grazie di questo furto di vita reso in parolepiù vive del vissutopiù severamente vere?E l i a n t h o s   è  A l e s s a n d r o.Alessandro è tutto questo. il marchettone funziona: Alessandro quest'anno pubblica il suoi primo libro di poesia per la casa editrice Aisara.

Serve un logopedista? Roberta Scotto Galletta racconta la sua esperienza di logopedista con passione e verità. Imperdibile, non fosse altro perchè la signorina è una scrittrice vera.http://lofaanchebaricco.splinder.com

Antonio Gurrado Presumendo infondatamente che, benchè io lo legga con regolarità da postino, lui difficilmente guarderà mai qui, lo segnalo come pietanza squisita. Scrive recensioni di libri, non sto a dire quali perchè è del tutto secondario: lo leggerei anche se facesse la recensione delle etichette dello shampoo che trova in bagno. Ha una prosa assolutamente splendida, vivacissima, che taglia e cuce come un sarto pignolo. Non contento, ci ricama sopra un intreccio di scorci letterari mai banali, buttati giù a punto croce affianco ad assaggi di lussuria senza pudore. Anima e corpo, raro quanto delizioso: lo consiglio a Jorial, che ritiene che i prosatori siano morti tutti con Cioran. Per conto mio, avendo il cervello come suprema zona erogena (un fastidioso handicap a cui non riesco a porre rimedio), a tratti nel leggerlo ricavo un lubrico godimento fisico. Per esempio qui.

JdeMolay. right. Calci in faccia, ma con stile. Questo ragazzo farà strada.http://www.calcinfaccia.splinder.com