| Il capro nobilitatorio |
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| Scritto da Michela | |
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Sono in giro da un numero imprecisato di giorni per festival letterari in Umbria, Lazio e Piemonte, e come attività principale sfrutto l’equivoco che mi vuole intellettuale di qualche specie per apprezzare a spese altrui le meraviglie culinarie del posto: tartufi in bianco e nero, norcineria, vino come se piovesse, qualunque cosa intendano costoro per cultura, non si può dire che io non l’abbia condivisa. Dio li benedica, me ne farò ambasciatrice. Non importa in quale punto lontano sia l’evento, o quali nomi noti della letteratura mondiale ci siano: Marco Travaglio c’è, e questo fatto ormai mi è talmente familiare che se mi invitassero dove lui non è incluso in programma, sarei quasi tentata di non accettare. Per sentire Marco Travaglio c’è la fila da ore, e non importa se nella sala affianco viene intervistato simultaneamente un premio Nobel: ubi Marco, minor cessat. In alcuni casi di paga persino un biglietto simbolico, ma questo non influisce minimamente sulla lunghezza della fila. |
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Chapeau! Una delle cose più intelligenti che mi sia mai capitato di leggere sull'argomento.
E scritta bene, anche.
G.
Davvero complimenti per il post: ti leggerò più spesso!
p.s. Travaglio son curioso di andarlo a sentire poichè non l'ho mai ascoltato di persona, Martedì.
@ Gurrado: detto da te, vale una recensione di lusso.
@ Dario: Travaglio onestamente merita, è un animale da palco e lo sa.
Meritano meno le folle acritiche che lo seguono come un guru, a meno che tu non studi sociologia dei fenomeni di massa, e allora lì ti si spalancano abissi. Giorgio Vasta, riflettendo sul delirio che prende tutti alla sua sola vista, ha commentato molto giustamente che la cosa strana è proprio questa: la gente che non è riuscita a entrare nella sala dove lui parlava ha dato di matto strillando, come l'avessero privata di un diritto. Ora, Travaglio non è certo uno a cui manchi visibilità; non è che se non lo vedi a Cuneo ti sei perso l'apparizione di Lourdes: ha mille spazi mediatici e li sfrutta tutti e bene.
Ma l'idea che per questa gente fosse un dramma non sentirlo 'dal vivo' dire le stesse cose che comunque dice continuamente su blog, televisioni e giornali, ti da la misura del feticismo che lo circonda. Comunque interessante.
Come già detto altrove, splendido. Aprirò un santuario con boccoli di Beppe Grillo e saliva solidificata di Travaglio. 50 centesimi vedere 1 euro toccare. Il cepu mi fa una sega.
ecco, l'ironia dell'ultimo commento mi sembrava conosciuta. comunque grazie al santuario saremo ricchi e potrai venirci a trovare nella nostra villetta in campagna, magari lasciandoci una ballerina.. che è molto fetish e secondo me vende bene quanto i boccoli di grillo e la saliva di travaglio!
( quant'è che ti leggo senza commentare? era arrivato il momento! )
E' sempre bello passare a trovarti e sentirsi così bene interpretati :-)
Aggiungi un evento farlocco nel tuo calendario on-làin in una località a caso: se Travaglio sarà lì, allora è aMMore!!!
Travaglio è un bel furbacchione...cerca e trova l'appaluso facile, in platee accondiscendenti, dicendo cose, a volte sicuramente vere, a volte molto interpretate e quasi sempre mettendoci dentro Berlusconi, anche se parla dello Tsunami di qualche anno fa...
Preferisco di molto Grillo, che dice in pratica le stesse cose, ma, più semplicemente e simpaticamente e, soprattutto, non si erge a conoscente della verità divina...
Punto di vista stimolante, in parte sicuramente vero perché, com'è noto, a tutti in tutte le epoche serve un portavoce che qualche volta porti anche le idee per non far la fatica di pensarle.
Tuttavia, dal post mi sono fatto un tantino l'idea che tu rivendichi un pochino di questa 'gloria riflessa', cioè che anche tu ti senta investita del travaglio che tu stessa descrivi...
Massimiliano, magari; purtroppo è molto peggio di così.
Ho scritto questo post per cercare di capire perchè anche io non so resistere ad andare a sentire Travaglio. Prendila come una seduta di autoanalisi pubblica. e in fondo avrei dovuto scrivere
NON ANDRO' PIU' A SENTIRE TRAVAGLIO
NON ANDRO' PIU' A SENTIRE TRAVAGLIO
Ma no... in fin dei conti è un bene che ci sia Travaglio (e lo si voglia ascoltare anche per criticarlo), cosi' come è un bene continuare a seguire il tuo blog!
http://ilpensatore.wordpress.com/2008/07/14/le-parole-che-non-ti-ho-mai-detto-travaglio/[url]null[/url]
Hai presente la scena finale del portaborse, quando la lettera di insulti di Silvio Orlando a Nanni Moretti viene ripresa da questi in una trasmissione televisiva? Il tuo (bel) pezzo è stato ripreso in un blog berluscones....
Anyway, gran bel blog il tuo. Scrivi proprio bene.
G.
brava michela!
capro nobilitatorio è una definizione semplcemente geniale: da oggi la facco mia.
perchè in effetti questo fenomeno non si spiega:quando il suo socio Gomez presenta gli stessi libri da solo ed espone le stesse tesi ci vanno quattro gatti. vero è che Travaglio oltre ad essere demagogicamente fustigatore del potere italico, è divertente e mai noioso, insomma un animale da palcoscenico con tutto il cabaret che ne segue, e poi... dulcis in fundo: Travaglio è un figo che la metà basta e tre quarti del suo uditorio sono donne...
Grazie Virginia, hai centrato esattamente il punto che intendevo esprimere, in barba a quanti contestano il mio presunto anti-travaglismo: se Travaglio non ci fosse, io lo inventerei.
E' il feticismo, il rito collettivo, la liturgia pubblica del travaglismo che mi interrogano. Buono o cattivo che sia, a certa gente toglili un capopopolo e li hai persi. Non vuol dire che chiunque apprezzi Travaglio sia una pecora desiderosa di seguire una via, ma tra chi apprezza il cosa e chi mitizza acriticamente il chi non è sempre così semplice distinguere, di recente.
Arrivo molto in ritardo ma ci tenevo a dirti complimenti!Un'analisi intelligente che condivido a pieno!è un piacere leggere certe cose :)
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