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A febbraio esce per le edizioni Wagenbach la traduzione tedesca di Accabadora. 

 

Segni di vita intelligente

Attenzione, questa sezione contiene forme varie di resistenza al degrado. 


E' cominciato il lavoro dell'associazione Protocollo contro la Pubblicità Sessista. Hanno ricevuto contatti di protesta la società di prodotti informatici Next per questo manifesto affisso nella metropolitana di Milano, e l'organizzazione del Motor Show per questa locandina appesa ovunque. Entrambi, oltre a reificare l'immagine femminile per vendere prodotti senza alcuna attinenza, ammiccano spudoratamente al linguaggio della prostituzione. L'associazione, in un comunicato alle aziende, ha annunciato il boicottaggio dei prodotti e la diffusione del dissenso con ogni mezzo a disposizione, fino alla cessazione delle  due campagne pubblicitarie denigratorie. Questo spazio del mio sito resta a disposizione per questo scopo, e replicherà su Facebook.

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Non firmo, ed ecco perchè. PDF Stampa E-mail
Scritto da Michela   
non ho capito cosa c'è da festeggiare.
Sollecitata da qualche amico benintenzionato ad aderire su Nazione Indiana alla raccolta firme di solidarietà per gli Organizzatori della Fiera del Libro di Torino a proposito della querelle sull'invito a Israele, rispondo qui, perchè lì non è un forum, ma solo univoca richiesta di adesione "nel nome della letteratura".

NON ADERISCO

La ragione è elementare: l'invito agli scrittori israeliani è motivato con l'occasione del 60° di fondazione dello Stato di Israele. Questo a me sembra un motivo politico, legato a un fatto con troppi risvolti conflittuali per potersi permettere a suo riguardo di fare gli ingenui firmando appelli. Quel fatto, oltre che alla nascita dello Stato di Israele, è all'origine anche di qualcos'altro, che però non trova altrettanti spazi di riflessione e memoria, nè appelli di solidarietà. Sappiamo tutti che l'invito agli scrittori palestinesi non può essere rivolto sulla base del ricordo di una festa nazionale, che per loro non esiste proprio in virtù del fatto che esiste quella di Israele.
Non è ininfluente nella mia decisione di non aderire l'idea che questa raccolta firme nasca da una concezione della letteratura avulsa dalla storia e dalle responsabilità che la storia impone a tutti, e agli intellettuali più che ad altri: questa concezione non incontra la mia idea di cultura, la trovo anzi estremamente riduttiva, oltre che smentita dalla natura stessa dell'occasione, che pone alla base dell'invito un evento storico preciso: un invito motivato da un fatto politico non può non avere significato politico. Gli altri lo vedono benissimo, il nesso. Non farò finta di non vederlo io, invocando l'amore per una letteratura ancora una volta ridotta a strumento.

Mi fa immenso piacere sapere che come me la pensano il poeta Alberto Masala e la scrittrice Simona Baldanzi.

 
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Commenti

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Essì, a noi piace trovare sempre un motivo per fare della sana bisboccia.
Infatti se non era la lieta* ricorrenza del 60° non li si invitava questi 'immigratirubalavoro'.
Certo che ci vuole del coraggio ad essere italiani, ultimamente.
Ah, e chi non ride con me che peste lo colga.


*la vogliamo smettere di farli morire più e più volte avvolti da pietismo che dura un giorno solo ma ci lava la coscienza?

Inserito da Silvia, il 08/02/2008 alle 17:11

Credo sia utile leggere questo chiarimento:
http://www.fieralibro.it/pages/newsSelected.jsp?idNews=119

Inserito da Daniele P., la cui homepage è qui il 08/02/2008 alle 00:14

Dani, il fatto che Israele sia stato deciso in seguito a una serie di defaillance non cambia la questione che comunque l'invito è stato motivato in quel modo. Non aver pensato alle implicazioni è un po' assurdo, specie considerando che il suggerimento per Israele veniva da autorità torinesi 'vicine al mondo ebraico'. O è incredibile ingenuità, o è superficialità ingiustificabile. Non so cosa sia peggio...

Inserito da Michela, il 09/02/2008 alle 01:26

Mi sfugge però una cosa. Sei per il boicottaggio o solo contro la petizione?
Non aderire ci sta, ma il boicottaggio è una mossa che non mi piace.

Inserito da Daniele P., la cui homepage è qui il 09/02/2008 alle 08:29

Buongiorno Michela...

Ma come posso essere sempre così coglione?
ed io che metto in moto l'etica per giustificare e proteggere le questioni di principio... anche quelle opposte alle mie...
ieri cercavo di aprire inutilmente le pagine del FORUM PALESTINA che trattano l'argomento per saperne di più.
Oggi ci riesco ed ecco: la porcata c'è... eccome! nel nome della letteratura...

L'invitato era l'Egitto e poi Israele si è comprato il Salone del Libro di Torino.
In nome dell'Occidente. Un accidente che li spacchi!

ingenuo ed ottimista, ho l'attitudine a privilegiare sempre la buona fede...
poi, a riportarmi con i piedi per terra, anzi, nel fango, scopro che la porcata c'è, sempre, e sporca tutto, anche le idee migliori...
quando imparerò a diffidare delle buone intenzioni e delle dichiarazioni di principio?

ecco: c'è un documento del 4 febbraio 2007 che annuncia che la presenza d'onore al Salone del libro di Torino è felicemente destinata all'Egitto!

se vuoi leggerlo vai sul mio blog e trovi il link

abbracci sconfortati, Alberto

ma come posso essere ancora e sempre così coglione?

Inserito da Alberto Masala, la cui homepage è qui il 09/02/2008 alle 11:53

Anch'io la penso come te e come Alberto Masala, Michela, e grazie a voi mi sento meno solo. In tutto il clamore intorno a questa vicenda si ignorano (perlopiù per ignorante buona fede non per calcolo, va riconosciuto) gli antefatti e i contorni precisi della vicenda, fra cui la cancellazione dell'Egitto come paese ospite originariamente già concordato. Tutti hanno detto la loro senza sapere che ci sono stati pressioni politiche e sottolineo le parole tue: 'un invito motivato da un fatto politico non può non avere significato politico'. Detto ciò evviva Grossman, Oz, Yeoshua che ammiro e invidio pure, così come i grandi giornalisti Gideon Levy e Amira Hass, ma questa è un'altra questione. Nessuno di quelli che la pensano come me e te è sfiorato dalla malsana idea di boicottare la letteratura e i letterati, o men che meno un popolo. Ma vallo a spiegare! In questi tempi di grossolano manicheismo non c'è più posto per i distinguo dove invece quasi sempre si annida la sostanza. La vicenda è stata colpevolmente manipolata, fraintesa. Penosa la bustina di Eco sull'ultimo Espresso che non sa o fa finta di non sapere e non capire. Ormai parla per sentito dire... Ancora più penosa l'associazione, comoda per la stampa più facilona, di questa vicenda con quella del blog con la blacklist...

Inserito da Paolo, il 09/02/2008 alle 12:34

Dani, sono semplicemente contraria a manifestare solidarietà a una scelta come quella; non me ne rendo complice avvallandola esplicitamente.
Sono certamente anche consapevole che rifiutando di firmarla cado nella trappola che scattò già per la questione Ichino-Brigate Rosse-Desiati e la sua solidarietà a Ichino. Se uno non manifestava solidarietà a Pietro Ichino, passava l'idea implicita che sostenesse le BR. Se uno non manifesta solidarietà a Israele, gli va bene se non finisce a sentirsi dare dell'antisemita ;)
Il che per fortuna non vuol dire che lo sia.

Inserito da Michela, il 09/02/2008 alle 13:45

Cara Michela
la mia domanda infatti serviva proprio a mettere in chiaro la tua posizione.
Non ho invece ben capito la questione posta da Albero Masala che smentirebbe il comunicato che ho linkato.
Mi sbaglio?

Inserito da Daniele P., la cui homepage è qui il 09/02/2008 alle 14:53

ma qui non si tratta di opporsi agli scrittori israeliani!
cavolo: ero a San Francisco insieme ad Aharon Shabtai a contendermi con lui l'internet point dell'albergo per 10 giorni, a parlare del suo nuovo amore e del mio bimbo che doveva nascere, a scroccare allegramente colazioni ai congressi degli altri, ecc...!
Jack Hirschman è il mio più caro amico d'oltreoceano ed è anche quello che traduce i miei libri negli USA!
Jack Arbib non passa in Italia senza venire a trovarmi e vorrebbe tradurmi, ma in due lingue: israeliano e palestinese!
Dany Mitzman ha corretto le bozze della traduzione del mio Kerouac!
tutti ebrei, tutti fortemente ebrei... e potrei continuare...
L'unico stronzo che ho incontrato è stato Nathan Zach, in Francia, che mi ha fatto alzare all'alba per il suo aereo (il mio partiva tre ore dopo) e non mi ha detto nemmeno grazie quando gli ho offerto un cabaret di croissants caldi appena sfornati, ed ha viaggiato tutto il tempo col finestrino aperto fottendosene delle ragazze sedute dietro (un freddo becco) perché lui è claustrofobico! Ebreo, sì, ma immensamente stronzo e presuntuoso... Ma non è stronzo perché ebreo, è stronzo e basta.

e scommettiamo che di tutti questi l'unico invitato a Torino sarà proprio lui?
E indovinate perché?

allora, finiamola per favore...
io sono contrario al boicottaggio degli ebrei.

SONO INVECE PROFONDAMENTE FAVOREVOLE AL BOICOTTAGGIO DEL SALONE DEL LIBRO E DI TUTTI I SALONI DI MERDA CHE NON FANNO CULTURA... SOLO MERCATO... business... e pure sporco

e boicotto pure questa idea soffocante di occidente che ci sta uccidendo tutti

Inserito da alberto masala, la cui homepage è qui il 09/02/2008 alle 14:54

Ora capisco.

Inserito da Daniele P., la cui homepage è qui il 09/02/2008 alle 15:01

hai ragione non sono stato chiaro, ma anche perché in questa storia di chiaro non c'è niente...
provo a fare mente locale:
l'invitato annunciato è l'Egitto (anche se gli organizzatori sostengono che è il cile, ma ho scovato un documento degli organizzatori stessi che prova il contrario... dunque già mentono...)
parte un appello 'democratico'
questo appello per me è superficialmente banale... si comporta come se tutto fosse felice e tranquillo proprio in questi giorni che gli israeliani stanno togliendo la luce e l'acqua a Gaza. Per non dire dei morti che hanno fatto... vabbé...
l'appello non è firmabile
anche perché non solo non accenna alla Palestina, ma neanche ascolta i dissidenti israeliani - scrittori e poeti di grandissimo speessore!

mai mi verrebbe in mente di boicottare Neruda perché è cileno...
o almodovar perché è nato sotto il regime di Franco... ovviamente so distinguere...
o uno scrittore ebreo perché è ebreo... insomma... siamo seri...

ma distinguendo distinguendo, vedo anche tutta la sporcizia che c'è dietro quest'operazione
e mi dico: questi scrittori che vanno al salone sono 'canes de isterzu' (in sardo) o 'cani del Sinai' (in arabo), che vuol dire la stessa cosa: cani che mangiano anche con i maiali pur di compiacere al padrone e guadagnarci...

dunque il mio disprezzo si focalizza precisamente su di loro... ma penso che non meritino nemmeno un giudizio politico... canes de isterzu...
il mio giudizio politico invece va sul governo israeliano, che sta violentando anche la propria cultura, oltre che quella palestinese

last, but not least... gli organizzatori del salone...
loro sì che sono vili e fetenti...
chissà cosa ha pagato Israele (quello che governa intendo...) per comprarsi la celebrazione...
non ho parole...

a questo si aggiunge anche la 'fermezza' dell'occidente degli scrittori che impugnano la bandiera della libertà di espressione...

è finita! non vedo vie di uscita
ed a Gaza si continua a morire

Inserito da alberto masala, la cui homepage è qui il 09/02/2008 alle 16:52

Ecco l'antefatto taciuto da tutti i media.
Copio il link dal sito ECO, non il facilone Umberto ma Ebrei Contro l'Occupazione:
http://www.rete-eco.it/content/view/925/1/
ciao P.

Inserito da Paolo, la cui homepage è qui il 09/02/2008 alle 17:07

Leggete anche Lia, su questo. http://www.rete-eco.it/content/view/925/1/
Io, ca va sans dire, sono delusa, esterrefatta. Dagli organizzatori-della-fiera-di-torino. Ecco.

Inserito da bea, la cui homepage è qui il 12/02/2008 alle 12:46

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Per una settimana a partire dall'8 febbraio, interverrò tutte le mattine alle 8:15 per commentare vari temi di attualità ai microfoni della radio svizzera Rete Due. Solo per mattinieri on line e oltrecantone.
Informazioni più immediate sui miei spostamenti e sulle novità editoriali in arrivo si possono trovare anche sulla pagina di Facebook a cura dell'agenzia letteraria Kalama

 


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