| Pro perfidis judaeis |
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| Scritto da Michela | |
![]() Sono convinta che esista una insanità spirituale allo stesso modo in cui ne esiste una mentale, e che sia sempre più diffusa. Ciononostante mi può succedere, negli ambienti sanamente cristiani che mi capita di frequentare, di incontrare ancora qualcuno che appartiene a quella felice categoria di persone che di avere fede non si vergogna e non si vanta. È uno stato di grazia veramente bello da avvicinare quello della sobrietà spirituale, del raro equilibrio dell’anima tipico di chi sperimenta un certo tipo di gratitudine, estranea tanto all’incomprensibile vertigine del mistico quanto agli orizzonti angusti dell’autosufficiente. Incontrare una persona nel pieno possesso delle sue facoltà spirituali è un balsamo per le fedi tormentate, e anche per certi tormentati ateismi. Con persone così diventa facile parlare di tutto, raccontare le angosce, confidare le speranze e il timore che non si realizzino, o che lo facciano in modo troppo differente dai progetti approvati, che è forse la peggiore delle sciagure possibili per chi è preso dal tentativo spossante, con Dio o senza Dio, di essere l’unica misura di sè stesso. Al termine di queste conversazioni ci si sente in genere rinfrancati, tutto appare ridimensionato e può capitare che nasca spontaneo, come saluto e augurio, un discretissimo e reciproco “pregherò per te”. L’ho sempre letto come il prosieguo di un atteggiamento di cura e di ascolto, senza nessuna pretesa di mirare ad un obiettivo, perché gli obiettivi di Dio su ciascuno non li conosce nessuno. Mai mi è capitato che al termine di uno di questi incontri paritari e fraterni qualcuno mi dicesse, o io dicessi a lui, “pregherò per la tua conversione”, come ha deciso di reinserire Ratzinger nella nuova traduzione italiana del Messale Romano in onda nelle chiese che ne faranno richiesta sugli schermi del prossimo venerdì santo. p.s. |
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Michela...purtroppo l'assolutismo è un male della maggior parte delle religioni monoteiste...che ci possiamo fare?
Per conto mio, posso dirti che l'unica cosa che ho capito in tanti anni di spiritualità (una volta ero cristiana - cattolica anche io) è che non c'è cosa più bella, dolce e serena del rapporto PERSONALE e PRIVATO con il proprio DIO/DEI.
Per me cercare di convertire qualcuno sarebbe come cercare di convincere te ad amare il mio ragazzo e sposartelo.
Ti pare possibile?
Io dire improbabile.
Ognuno ha la sua dimensione divina e la sua dimensione spirituale e le vivrà tenendo presente che l'unica cosa veramente importante è la libertà di non nuocere a nessuno.
Come sopra, così sotto, diciamo noi pagani.
Amen, dicono i cristiani.
Buon week end!
protesto contro il caratteraccio di questo blog spietato e consumista!
Spiego:
ti avevo scritto un post profondo, amorevole, pieno di affetto e di stima...
ma lo facevo alzandomi ogni tanto per vedere cosa mi chiedeva Giordaneddu, attaccando la lavatrice, aprendo la porta al postino, ecc...
ed ogni tanto tornavo e rileggevo, aggiungevo qualcosa, mi sono preso persino il tempo di commuovermi un attimo...
bene, cosa è successo?
vado a spedire e sai cosa mi risponde lo stronzo che c'è dietro il tuo blog?
sorry, the time elapsed... il tempo è scaduto! ed è già la seconda volta che mi fa questo scherzo mangiandosi tutto quello che avevo scritto.
Denuncio questo blog ansiogeno che discrimina le casalinghe ed i meditativi, che agisce secondo le regole imposte dai media: una botta e via con l'altra notizia.
Denuncio questo blog che non lascia la possibilità di ripensare, che non ama i preliminari... ed io, che ho una certa età, cosa faccio? m'impicco?
Denuncio questo blog fatto solo per istintivi...
lo so... lo so... la prossima volta scrivo su un file di testo e poi incollo e spedisco...
ti abbraccio
a.
ps
puoi spedirmi quello che vuoi, la mail funziona di nuovo...
Carissima, leggerti è davvero un piacere.
Anche io vorrei convertirmi talvolta: si alla pace dei miei 'dubbi'. Ma tra un dubbio e l'altro, a tratti quasi impercettibili mi accorgo con solare gioia che è proprio la tensione di questa impossibile e omologante 'conversione' che mi rende viva e mi fa amare la vita.
Una sorta di fiammella che mi tiene accesa e che non ho addebitato a nessuna entità superiore...
o trasversale..boh
Ma che mi voglio tenere stretta, questo si
:))
a presto
bisous
Mi permetto un pensiero, senza pretese di assolutismi vari,ma solo per condivisione di una mia visione dell'argomento,da cristiano cattolico umilmente praticante e affascinato dalla figura di S.Francesco d'Assisi,che di Conversione ci potrebbe parlare all'infinito.
Conversione non sempre ha il significato di induzione coercitiva a taluna fede,o personalismo spirituale.
In ogni caso pregare per la conversione di qualcuno può avere un significato molto meno egoista e superbo di quanto non trapeli dall'idea che dell'uso di tale espressione si è fatta Michela.Anzi,per la persona che usa tale espressione probabilmente non c'è augurio migliore da fare. Capisco che possa sembrare un atto di superbia (specie in certe persone diciamo così...molto esuberanti spiritualmente:)),ma non sempre è così, e in ogni caso non può essere unilaterale.La vera conversione,per il cristiano,dovrebbe avvenire ogni giorno.Mai ci si può ritenere definitivamente convertiti,spiritualmente arrivati.E proprio ispirato dalle parole di Cristo 'Dove due o tre sn uniti nel mio Nome Io sarò con loro',e in senso più generale dall'ecumenismo,che tale augurio ha anche una valenza di comunione,condivisione,reciproco sostegno.
Per cui se qualcuno volesse pregare per la mia conversione gli sarei grato.
Luca, se lo spirito di quella modifica al Messale fosse quello generale che intendi tu, perchè allora riferirlo solo agli ebrei?
Il riferimento agli ebrei si inserisce piuttosto in un percorso evolutivo preciso, che va dal 'perfidis', (dove si intendeva che non hanno la fede) fino a 'l'accecamento', entrambe accezioni negative della posizione dell'altro, che determinano anche, per chi prega in quel modo, la posizione di persona 'con la fede' e di persona 'che ci vede benissimo', cosa che starei attenta ad affermare sempre con sicurezza, visto c'è tanto di parabola a dire che fine fa chi prega dicendo 'Signore, ti ringrazio che non sono come quell'altro'.
C'è poi l'altro aspetto, secondo me niente affatto trascurabile: quella preghiera verrà formulata non in un contesto qualunque, ma nel venerdì santo, cioè nel giorno in cui la chiesa celebra la memoria liturgica della morte in croce di Gesù. Scegliere di pregare per gli ebrei in quel giorno e in quei termini ha il sapore di una colpevolizzazione, dove echeggia manco tanto velata l'ombra del deicidio di funesta memoria.
Quella modifica è indifendibile.
Dimenticavo un aspetto niente affatto trascurabile della discutibilità di questo passaggio della preghiera: la conversione è un atto individuale e personale. Qui viene invece fatta richiesta di una conversione che riguarda gli ebrei come corpo comune, attribuendo al soggetto una identità (e quindi una colpa)collettiva. Sono sicura che la portata potenziale di questo sottinteso non ti sfugge.
Una precisazione riguardo il mio intervento precedente.Mi riferivo solo all'espressione 'Pregherò per la tua conversione' detta entro un contesto non istituzionale ma tra due persone, e che potrebbe dare adito secondo Michela a sembrare indice di superbia o presunzione di superiorità da parte di chi la pronuncia.
Per il resto la questione ebraica è sicuramente spinosa, anche se in questo caso a mio parere le polemiche sorte sono esagerate e soprattutto figlie di un fraintendimento di fondo.
Premetto che parlo da semplice credente,senza conoscenza approfondita(per ora) della modifica sostanziale.Ad ogni modo mi pare che non vi sia nulla nella nuova formula di offensivo nei confronti del popolo ebraico,nè di 'coercitivo' dal momento che si tratta di una preghiera cattolica e pertanto all'interno di un rito cattolico e più precisamente di un dialogo tra il credente e Dio,entro i canoni della propria dottrina.Non è sicuramente accompagnata da alcuna azione verso gli ebrei,nè vuole istigare sentimenti di superiorità o di ostilità nei loro confronti.Anzi,vengono considerati i nostri 'fratelli maggiori'.
Anche la portata del fatto di individuare tutto il popolo ebraico come beneficiario(sottolineo 'beneficiario') della preghiera del Venerdì Santo non può essere travisata come se fosse una pubblica accusa a tutto un popolo.Mi pare veramente forzato.E' semplicemente un pregare affinchè anche loro possano godere della Salvezza,che per il Cristiano si identifica in Gesù Cristo!Per cui è ovvio che,proprio per il significato,l'essenza del Cristianesimo,l'ebreaismo è considerato 'difettoso' in quanto non riconosce Gesù Cristo(anzi!..),ma questo non è visto come un motivo di allontanamento o di disprezzo.
Non vorrei essere frainteso.Cerco di spiegarmi con un esempio.E' come se un amico al quale tengo debba fare una scelta fondamentale per la propria vita e io desidero che faccia quella che credo sia la migliore per lui(a prescindere che poi lo sia veramente).Allora spero che faccia quella scelta piuttosto che un'altra,ma senza condannarlo se dovesse fare diversamente.
Infine,ma solo per una mia innocente voglia di provocare un attimino.Non sono un esperto di tradizioni ebraiche,però come mai viene sempre attaccata la Chiesa,quando se non sbaglio nei testi sacri ebraici ad esempio non ci sono parole proprio 'dolci' nei confronti dei cristiani?
Io credo che in questo caso la Chiesa non abbia mancato di rispetto a nessuno,almeno non nelle intenzioni.
Riconosco che la Conversione sia un percorso intimo e personale,ma non può essere cmq relegata solo a questa sfera.
Luca,
i testi sacri ebraici esistono da ben prima che esistesse il cristianesimo e ovviamente, per mere questioni cronologiche, non potevano parlare male di chi ancora aveva da venire. Ti assicuro che se facciamo i conti di chi nei secoli le ha suonate di più all'altro, dovremmo augurarci che Dio chiuda tutti e due gli occhi quando verrà il nostro turno.
Sul resto non concordo; evidentemente tra noi due solo a me è chiaro che cosa ci sia di discutibile nel porsi nella posizione di dire a Dio che un altro ha qualcosa da aggiustare davanti a lui.
La locuzione 'fratelli maggiori' è di Paolo VI, Ratzinger non ha mai fatto proprio quel titolo, e non certo a caso, visto che rientra nella politica cominciata mentre era ancora solo prefetto, chiarendo che anche il titolo di 'chiese sorelle' non doveva essere usato a caso, ma solo verso gli ortodossi, mentre prima veniva usato anche verso i protestanti, che pure credono in Gesù Cristo.
Minuzie, certamente.
Mettile insieme e ottieni un quadro poco umile e molto supponente verso Dio e l'altro (che poi sono la stessa cosa), in cui non mi riconosco.
Mi permetto di correggerti riguardo la datazione di certi scritti della tradizione ebraica.
Il Talmud,infatti, che racchiude i dialoghi tra i sapienti e i maestri,ovvero la tradizione orale della sapienza ebraica ho trovato che ha avuto complementi fino al V secolo,ben oltre quindi Gesù Cristo.Tant'è che ci sono anche delle questioni aperte per cui secondo diverse interpretazioni si trovano anche passi che non parlano troppo bene della Madonna e di Cristo.Recentemente un rabbino intervistato sull'argomento ha persino giustificato la cosa dicendo che si tratta di un'altra Maria e di un altro Gesù...Ma possiamo tranquillamente soprassedere. In una preghiera ebraica,anch'essa poi modificata,si parlava dei 'Nazareni' come di apostati che non meritano di vivere.
Ora,non credo che gli ebrei oggi pensino veramente queste cose, e credo sia desiderio di tutti evitare di offendersi a vicenda.
Questo però per farti capire che non è una caratteristica della Chiesa credere fermamente nel proprio ideale,affermarlo con tutta la forza,a rischio di semprare assolutista. E' una caratteristica di chiunque creda in qualcosa a tal punto da dedicare la propria vita per questo ideale.
Concordo con te sul fatto che a prescindere da ogni discorso il Buon Dio dovrebbe chiudere entrambi gli occhi e darci un sonoro scappellotto a tutti :) ...però ciò che non capisco è la critica unilaterale nei confronti della Chiesa.
Il dire che fare una preghiera del genere significhi 'dire a Dio che un altro ha qualcosa da aggiustare davanti a lui' è concettualmente sbagliato a parer mio.E' un fraintendimento bell'e buono.
Semplicemente nella concezione cristiana è oggettivamente sbagliato non credere in Gesù Cristo!Ne convieni?E' come se in nome della 'libertà' o pseudo tale ognuno di noi debba rinunciare anche solo in aprte a credere in quello i cui crede, per non offendere chi la pensa diversamente!La preghiera del venerdì Santo non vuole essere assolutamente un atto di superbia o superiorità,ma con la spinta fraterna di condividere il tesoro che si è trovato,ovvero Gesù.
No, non penso che non credere a Gesù Cristo determini una condizione di errore oggettivo, perchè la fede non è un merito, ed è una scelta solo in parte.
Per amare non basta essere a conoscenza. Occorre incontrare significativamente, e l'incontro - salvo casi eccezionali di rivelazione privata - avviene sempre per interposta persona, nella testimonianza di chi rende visibile la principale caratteristica del salvato: l'amore gratuito. Molti di cristiani così non ne incontrano uno in tutta la vita, ed è questo che dovrebbe interrogarci seriamente quando preghiamo, non per quale errore oggettivo altrui scomodare l'interesse del cielo.
p.s.
Il talmud è - senza entrare in distinzioni tra Mishnàh e Ghemàra - un commentario della Torah che racchiude riflessioni rabbiniche sui passi della Scrittura, declinandole in norme interpretative talvolta anche divergenti tra loro. Per stabilire un paragone per vaga analogia, è un testo che sta a metà tra la raccolta delle sentenze di una cassazione e la nostra patristica, ma come noi non consideriamo Parola di Dio la patristica, gli ebrei non considerano Parola di Dio il Talmud, anche se le sue indicazioni sono importanti e talvolta vincolanti per dirimere determinate questioni pratiche di ortodossia interna. Dire che siano scritti sacri è quindi del tutto improprio: sono testi guridici, sapienziali e in qualche modo dottrinali, ma 'sacro' vuol dire un'altra cosa. Anche le parole del Messale per noi non sono strettamente sacre, nel senso che sono suscettibili di essere modificate con il mutare dei tempi, cosa che con i veri testi sacri non ci si sogna nemmeno di fare. Questo per mera correttezza sui termini. ;)
Ok,ti ringrazio per la precisazione semantico-lessicale doverosa.Ho usato impropriamente l'aggettivo 'sacro',ma mi perdonerai, non essendo io uno studioso di teologia, o un esperto in materia.Ad ogni modo secondo il mio modo di vedere il risultato non cambia,nel senso che in ogni caso sono tesi importanti e che fanno parte del bagaglio culturale di un ebreo. Così come una formula liturgica non è un testo sacro vincolante nella vita di un cattolico,ma ne fa comunque parte.
Per il resto ho l'impressione che tu voglia attaccare questa iniziativa ecclesiastica in verità per criticare altri difetti o problemi che esistono in seno al cattolicesimo. Di per sé una siffatta preghiera non è in antitesi con la testimonianza di Amore gratuito che ogni buon cristiano deve dare,per essere coerente con ciò in cui crede.Possono essere due atteggiamenti complementari di tale amore gratuito.
E comunque,scusami,ma per un cristiano la pienezza dell'Amore si trova solo in Gesù Cristo.San Giovanni dice 'La Verità vi renderà liberi', e per un cristiano Gesù è Via,Verità e Vita.Per questo l'Amore non è così slegato dalla conoscenza della Verità.Poi tale conoscenza può arrivare anche attraverso cammini diversi(In un'enciclica di Papa Giovanni Paolo II si dice che scintille della Verità si trovano anche nelle altre religioni),può essere innata,e si può arrivare a vivere una vita in grazia di Dio pur senza abbracciare il cristianesimo,come è possibilissimo per un cristiano non riuscire a viverla,ma questo non può essere un motivo per la Chiesa a rinunciare alla propria missione di annunciare al mondo Cristo,o a non pregare affinchè il Signore tocchi il cuore di chi non crede.
E' vero che la fede è un merito solo in parte,proprio per questo la preghiera non dice 'Signore fà che gli ebrei si convertano',ma più precisamente 'il Signore Dio Nostro illumini i loro cuori perché riconoscano Gesù Cristo Salvatore di tutti gli uomini',ovvero si richiede un'azione di illuminazione da Dio verso di loro...ovvero che gli sia DONATA la fede,così come è stata donata ai cristiani.Non c'è nessuna coercizione.Piuttosto un augurio fatto ad un popolo che è legato ai cristiani per storia e tradizioni.
Poi sono d'accordo che tutti i cristiani debbano offrire una testimonianza più forte e consapevole di ciò in cui credono,debbano farsi più umili,più prossimi,più amorevoli e caritatevoli(nel senso della Carità cristiana ovviamente),e così le istituzioni. Ma questo fa parte anche della realtà umana che ci costituisce peccatori, e comunque va al di là di una formula liturgica.:)
auspico alla tua conversione luca, e anche per quella di joseph
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