| Mille cazzate mensili al precario |
|
|
|
| Scritto da Michela | |
![]() Ma è la natura stessa della promessa che in persone intelligenti dovrebbe suscitare la risata di scherno: nessun governo può promettere unilateralmente un tot obbligatorio di stipendio, perchè l'ammontare della retribuzione è sempre frutto di una negoziazione. Nel caso dei contratti nazionali la contrattazione viene fatta collettivamente tra le parti sociali. Nel caso dei precari il negoziato viene fatto dal singolo lavoratore con il suo datore di lavoro, in un rapporto che allo stato attuale somiglia a una partita di calcio congegnata nello spirito del "ti piace vincere facile": 5 panchinari con un solo portiere si scontrano con 15 titolari con due portieri contemporaneamente in area. Può l'arbitro sbracciarsi a dire: sì, ma almeno un goal a partita alla squadra svantaggiata glielo diamo garantito? Pensare di imporre il risultato e non di cambiare le regole è un modo ben strano di concepire il fair play, specialmente perchè il lavoro è un gioco a cui non si può scegliere di non partecipare. Cazzari. Populisti. Giovani Registi. |
Numero di commenti (9) - Aggiungi i tuoi commenti a questo articolo
You must javascript enabled to use this form
Parole sante!
Carletto
www.ilpiccoloeconomista.com
Condivido al 100%, son tutti bravi a dire cosa vorrebbero, ma nessuno mai spiega il 'come' realizzare il programma. Io ho risolto Voto Cani alla Camera e Porci al Senato, mi piace che il voto rispecchi l'esatta compozione del parlamento :P
Ma lordi?!
Sono i prezzi che vanno abbassati. Mille euro di cinque anni fa non sono mille euro di oggi, se ne accorge anche uno che non lavora come me, figuriamoci poi se si tratta di pagarci tasse, bollette, affitto. Cosa ti resta? .
E poi, anche ben retribuito un precario rimane un precario...
Ovvio che sia una 'sparata elettorale'. Le fà Silvio e le fà Uoltèr.
La logica sarebbe che chi è precario andrebbe pagato 'molto di più' rispetto a chi lavora stabilmente, poiché il precario si assume personalmente il rischio della interruzione del contratto di lavoro.
Oggi invece il precario è quasi-come-se fosse quello che una volta si chiamava 'apprendista'...
Logico, condivido. Non mi piace chiamare le balle 'sparate elettorali'. Una bugia è una bugia, se è detta in campagna elettorale resta una bugia e chi la dice è comunque un bugiardo. anzi, un bugiardo peggiore, perchè la bugia si replica tante volte quanta gente la sente.
Cazzari. Populisti. Giovani Registi. Michela, sei un genio. Facciamone uno striscione...
Pochi giorni fa ho sentito una proposta più realistica che, se non ricordo male, era incentrata su una serie di incentivi per l'assunzione dei precari con contratto indeterminato dopo tre anni. In pratica un'assunzione di responsabilità, economica e sociale, dei datori di lavoro. Credo che la premialità degli incentivi statali debba riguardare proprio la capacità degli imprenditori di inserirsi in un sistema più ampio di sviluppo globale della società italiana. Programmare meglio la propria attività significa poter chiamare numero definito di dipendenti con la prospettiva di un lavoro stabile. Il compito del governo non dovrebbe essere quello di fare l'imprenditore ma quello di dirigere gli 'istinti animali' del capitalismo in una direzione socialmente accettabile.
Sono i svantaggi di sbattersi per Mario Adinolfi nella sua campagna contro Veltroni come segretario del PD, per poi ritrovarselo qualche mese dopo fulminato sulla via di Walter....
anche io trovo ridicola questa campagna elettorale, mi sembra una vendita all'asta! certo che devono avere proprio una bassa considerazione di noi cittadini se osano prenderci per i fondelli in questo modo. a parte questo, michela ti faccio i miei complimenti per tutto!sono proprio orgogliosa di avere una conterranea così in gamba.
| < Prec. | Pros. > |
|---|












