| La Santa Confusione |
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| Scritto da Michela | |
![]() Che Berlusconi fosse divorziato, un sacco di gente l’ha scoperto l’altro giorno, quando ha rifiutato la comunione a motivo del suo stato. Molti infatti erano fermi ai contenuti della sua agiografia “Miracolo Italiano”, spedita a casa di milioni di famiglie al tempo della sua discesa in campo, dove la parola divorzio opportunamente non compariva mai. La separazione dalla prima moglie veniva descritta come un amore che con il tempo si era “evoluto in una splendida amicizia”. Per questo i più avevano creduto che i Berlusconi non avessero divorziato sanguinosamente tirandosi i pezzi del corredo, ma piuttosto che si fossero “evoluti”, come i pokemon. A rivelare la verità agli ingenui è stato finalmente lui, ponendo la questione della comunione ai risposati, dimentico che l'ultima volta che un capo di governo ha chiesto al papa di cambiare la dottrina sull'indissolubilità del matrimonio c’è stato uno scisma che ha dato vita ad un’altra confessione cristiana. Il regnante in questione era Enrico VIII e la cosa si poteva ben configurare come la richiesta di una legge ad personam, visto che era dovuta al suo incapricciamento per Anna Bolena. A distanza di cinquecento anni, forte anche della recente e cordiale accoglienza papale, Berlusconi deve aver pensato che di acqua sotto i ponti ne fosse passata a sufficienza per provare a rivangare l’argomento. Del resto, se l’errore del re inglese è stato quello di chiedere il permesso prima di divorziare, Berlusconi in questa trappola non è certo caduto. Sa benissimo che sulle questioni di principio la Chiesa ha spesso bilanciato la rigidità della teoria con la flessibilità della prassi, condannando il peccato alla stessa velocità con cui rimandava assolto il peccatore. Come ben sa chi commette abusi edilizi, conviene infrangere e poi chieder perdono, piuttosto che domandare un impossibile permesso. A prova di questa usanza, il vescovo l’ostia consacrata gliela stava porgendo senza colpo ferire, il che è già più di quanto facciano in genere i parroci con i comuni divorziati risposati. Ma la tentazione dell’impunità è consolidata: non basta poter infrangere la legge senza subire la naturale conseguenza, il massimo sarebbe che la legge cambiasse a misura dell’infrazione, annichilendo il limite tra volere e potere. Berlusconi si deve essere chiesto: ma se si può depenalizzare il falso in bilancio, perché non il divorzio? Poverino, io la capisco la sua confusione: il confine tra i due stati non è mica così chiaro. |
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'evoluti come i pokemon' è bellissima! Sorvolo la questione della Santa ipocrisia perché puoi immaginare cosa ne posso pensare!
Brava, pungente e briosa come al solito Michela! EPolis è migliore da quando ci scrivi tu!
Permettimi di soffermarmi sull'occasione, trattavasi dell'inaugurazione di un orribile campanile nella capitale del kitch isolano. Questi usuali frequentatori della Sardegna di cui conoscono solo Sa Costa Ismerdada e i graziosi figuranti folk che allietano le loro serate mondane non hanno trovato di meglio che erigere un minareto campanario legnoso, ma dico io, la soprintendeza dov'è, e l'ufficio tutela del paesaggio? Ah gia dimenticavo, il tutelatore del paesaggio (VELLA) l'abbiamo eletto in parlamento proprio tra le file di Forza Italia, ja semus a frore! Intanto i nostri nuraghi crollano tra l'indifferenza generale, con quel che è costato quell'orribile campanile che mi auguro che si dissolva al primo fulmine temporalesco se ne poteva restaurare più d'uno. Intanto, se volete, firmate la petizione per salvare uno dei nuraghi più belli al mondo. 
perdonami, ma ho un nodo in gola. paolo
Perchè hai un groppo in gola?
buongiorno dottoressa, a chi non verrebbe il groppo, berlusconi~enrico VIII... al più fa il G8 a villa certosa. è dotato di un cervello da rettile, piccolo ma molto cattivo. paolo
Buongiorno principesso.
Sì, sospettavo che il motivo fosse quello. Io sto cercando di passare dalla fase 'nodo in gola' alla fase 'organizzazione del dissenso'. Qualcuno mi dice: perchè scrivi di Berlusconi più spesso che di tutto il resto? Non scrivo di Berlusconi, ma di Berlusconismo. Berlusconi morirà, ma il berlusconismo rischia di sopravvivergli nel mio vicino di casa, in mia zia, in mio cugino, in tutti quei disgraziati che lo hanno votato perchè credono pecorescamente che un uomo solo ci salverà. Giorgio Gaber con la sua genialità una volta disse: 'Non ho paura di Berlusconi in sè, ma di Berluscon in me.' Io non avrei saputo dirlo meglio, per questo scrivo volentieri di lui, specialmente su Epolis, l'unica altra fonte di notizie che passa tra le mani della casalinga di Voghera (notoriamente non lettrice della repubblica o del corriere) oltre al TG4.
Venti anni di televisione berlusconiana e di berlusconismo politico hanno ridotto il cervello in pappa alla maggior parte degli italiani. Pensare è diventata un'attività onanistica di élite. Gli altri accendono la televisione. I più fortunati si comprano il SUV. Tutti si fanno, sempre e comunque, i beati e, finalmente legittimi, cazzi propri. Il danno è fatto.
Berlusconi ha sdoganato il fascismo e il golpismo, ha santificato la figura macchiettistica da commedia all'italiana anni '60 del 'cumenda cun la fabricheta', riveduta e corretta da un po' di yuppismo postmoderno da 'Milano da bere' anni '80. La generazione più giovane è perduta, non la recuperiamo più. Se mai ci sarà un'inversione di tendenza culturale ci vorranno almeno altri vent'anni di bonifica. Io non ci sarò, temo. Mia figlia, che ora ha 4 anni, forse. Spero.
Ma bisognerebbe cominciare subito: e chi ci pensa? Veltroni? Aiuto!
E se la casalinga di Voghera non fosse mai esistita? Se in realtà l'elettore di Berlusconi fosse completamente diverso e tutt'altro che degradato come lo immagina volentieri l'elettore chic sinistrorso sulla scorta del vecchio mito dell' ottentotto, figura poco istruita che lavora tutto il giorno e alla fine della serata non ha per nulla voglia di pensare e si anestetizza (magari con calcio, veline e Cristina 'Real TV' Chiabotto)? Se invece avesse una sua rispettabile visione del mondo e fosse la visione politica a condizionare i commentatori che per loro ammissione partono già avversi a Berlusconi?
Metà paese lo vota. Voglio credere all'intelligenza degli italiani. Avran pure le loro ragioni.
E' davvero una sofferenza atroce dover scegliere tra l'essere politico-cattolico ultrabigotto-moralista e la carne d'un bel corpo femminile. E questa chiesa stronza, dopo che le si é abolita l'ICI, si sono demonizzate donne che aboriscono e gli omosessuali ancora sta a guardare queste minuzie.
Forse Berlusca dovrebbe telefonare ai cardinali e promettere loro qualche attricetta se al prossimo conclave eleggeranno un Papa piú benevolo verso di lui (diciamo un clone di Monsignor Marcinkus o l'ex governatore Antonio Fazio).
Marco, la casalinga di Voghera è uno stereotipo per indicare la persona con un impianto critico debole, perchè ha accesso ad un numero di informazioni limitato e comunque molto semplice da fruire, sul quale conforma la sua visione del mondo. E' il numero di informazioni a cui puoi accedere che aumenta il tuo potenziale critico, e di conseguenza la tua libertà. Meno cose sai, meno strumenti hai per decidere. Ecco perchè nelle dittature classiche quando uno sale al potere la prima cosa che fa è mettere sotto controllo i mezzi di informazione. Nelle dittature moderne invece se li compra.
Forse è il caso di cominciare a rendersi conto che i giornali vendono poco o niente, che le trasmissioni di approfondimento hanno uno share che non raggiunge la metà delle partite di calcio o di miss italia, che solo il 34% degli italiani che sanno leggere poi legge veramente dei libri e che una bassissima percentuale di persone sopra i 50 anni ha accesso ad internet o sa come usarlo per procurarsi informazioni.
La maggior parte della gente che incontri per strada, al centro commerciale o in spiaggia appartiene a questa categoria. I suoi riferimenti simbolici sono quelli televisivi, e cambiando la fascia d'età cambia solo il canale. Forse non ti rendi conto che ci sono ragazzini che si dichiarano fascisti e sono convinti che DUX MEA LUX si legga DUPER MEA LUPER.
Questo tipo di persona può votare indistintamente chiunque, se quel chiunque trova il modo di controllare le pochissime informazioni a cui questa persona fa riferimento per decidere.
Perdonami se con queste premesse una conclusione come 'metà degli italiani lo ha votato, avran pure le loro ragioni' non può che farmi sorridere, dato che io con la casalinga di Voghera ci vivo in casa.
Gli elettori di Berlusconi hanno assolutamente le LORO buone ragioni, come Berlusconi ha le SUE buone ragioni per restare in politica. Spesso queste ragioni coincidono: evadere il fisco, fare un sacco di soldi, vantare uno status superiore, ecc.
Io non parlerei di intelligenza, però. Non tanto perchè non ritenga, come è logico e ovvio che sia, che tra i sostenitori di Berlusconi esistano persone intelligenti o che tra i suoi detrattori esistano persone stupide. Parlerei di furbizia, invece. Il distinguo è soprattutto etico, sull'uso che si fa della propria intelligenza, tanta o poca che sia. E francamente di rispettabile in una certa visione ci vedo ben poco, giusto la rispettabiltà della persona, in quanto tale,che la esprime. L'individualismo impera e le vittime principali sono i giovani, spesso totalmente incapaci di pensiero critico ed etico, e sempre più incapaci di pensare e basta (consiglio la lettura dell'ultimo libro di Galimberti 'L'ospite inquietante', anche se non ne condivido in toto le tesi).
Certo Berlusconi è solo la punta dell'iceberg, però qualche responsabilità per la De Filippi o il Grande Fratello gliela vogliamo dare o no?
Claudio, mi trovi assolutamente d'accordo.
La maggior parte dei berlusconiani che conosco mi dice di averlo votato 'per pagare meno tasse'. E si scandalizzano quando io gli dico che pagare meno tasse non è la mia priorità, che ho una visione un po' più elevata della funzione del mio voto, il cui orizzonte etico non è cancellare l'ICI.
è esattamente una questione di quadro di valori di riferimento.
Berlusconi è solo la metastasi dell'italianità, quel certo modo di fottere il prossimo, saltando la fila, chiedendo la raccomandazione, pensando in genere che per aver successo servano le scorciatoie più o meno legali. Siamo tutti emuli di Berlusconi, pronti alla furbizia quotidiana e altrettanto pronti a denunciare quelli più furbi di noi, sempre disponibili ad accettare e convivere col nostro male anche quando questo va in metastasi.
Prima o poi anche il nano schiatterà, ma siamo sicuri che se muore il berlusconismo l'Italia diventerà un Paese normale? Avrei seri dubbi!
La stessa cattolicità è la summa parossistica dell'ipocrisia e della furbizia, esiste la parabola giusta per assolvere o condannare il medesimo atto, c'è tutto e il contrario di tutto, la condanna e il castigo, e la redenzione e il perdono.
Forse non è casuale che i Paesi meno superstiziosi siano anche più liberi ed etici.
Com'era quella? Non puoi essere contemporaneamente intelligente, buono e berlusconiano. Se sei buono e berlusconiano, non puoi essere intelligente. Se sei intelligente e berlusconiano, non puoi essere buono. Se sei intelligente e buono, non puoi essere berlusconiano.
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