| My Brescia Blues |
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| Scritto da Michela | |
![]() Una coppietta di giovani indiani mi cammina davanti mano nella mano con l'aria di chi va a spasso nel suo giorno libero. Del resto è una domenica di sole, e a lei la cosa deve fare immenso piacere, visto che non appena si accorge che li osservo non sa resistere alla tentazione di sorridermi furtiva nel suo vestito rosso lacca a fiorellini. Ricambiando a quel lampo di gentilezza mi dimentico che mi abbiano descritto questo quartiere come un angolo di Brescia piuttosto degradato. A me sembra un posto luminoso, forse solo un po' desolato, ma dopottutto è luglio e c'è un caldo da sognare il mare anche all'ombra. La città è praticamente mia. Un centinaio di metri più avanti incappo però in un gruppetto di pensionate che fanno colazione ai tavoli esterni di un bar. Leggono le notizie ad alta voce, e vedendo da che giornale prendono spunto, l'avvertimento sul degrado mi appare più comprensibile: è una copia di Libero. Mi siedo al tavolo accanto e mi godo la scena. "Beh, l'hai vista mica questa ragazzetta che si faceva le foto nuda e le vendeva per comprarsi i vestiti di marca?" |
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Bel post, ovviamente condivido il tuo disgusto strisciante verso certi facili giudizi da bar, nonché l'analisi sociologica tra le righe. Che poi a me Brescia piace. :-)
Bello il resoconto della tua 'toccata e fuga' bresciana, non me lo aspettavo in tempo reale. Il tuo testo, come sempre profondo e graffiante, rende bene l'idea della città in cui sono nato. Provo quindi ad approfondire un po' i temi da te sfiorati. Prima cosa, magari da quello che è definito il miglior (per chi ci guadagna sopra, ovviamente) termoutilizzatore d'Europa, uscissero come di ci tu sostanze alucinogene. In quel caso il clima sociale bresciano sarebbe ben più rilassato e forse i vigili non andrebbero nei parchi a multare poveri pachistani che mangiano un mango seduti nel prato . [http:]
La mia seconda considerazione riguarda la presenza di immigrati in città. anche in questo caso hai fatto centro, sono ormai una forte presenza vitale (forse l'unica) in una città che a volte riesce ad apparire grigia anche in pieno sole. Difficile da queste parti ricevere un sorriso da un volto che non sia più scuro del tuo.
Come ultima cosa volevo semplicemente rinovarti i miei complimenti e farti sapere, da ateo quale sono, che se tutti i cattolici praticanti la pensassero come te, forse anche la mia città (e non solo) sarebbe più allegra e spensierata. un abbraccio, Emiliano.
una fotografia azzeccatissima della mia città, brava michela!
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