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A settembre per i tascabili di Fandango esce il curioso Dizionario Affettivo della Lingua Italiana, a cura di Matteo Bianchi. Tra gli scrittori chiamati a definire la propria parola preferita ci sono anche io.
Sempre a settembre la nuova Smemoranda 12 mesi conterrà un mio racconto, insieme a quelli di altri undici scrittori che si sono prestati a segnare il tempo del 2009.
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Scritto da Michela   

balilla USA
(scritto per Epolis del 3 luglio 2008)


Questa proposta di ricominciare a portare la divisa a scuola sarà il tormentone dell’estate sotto l’ombrellone, me lo sento. All’idea del ministro Gelmini saranno in molti a stracciarsi le vesti - magari gli stessi che tacciono sulle impronte ai piccoli rom - evocando memorie di piccoli balilla, tuonando contro l’omologazione, contro la libertà di espressione, persino contro l’atto intimidatorio che la divisa rappresenterebbe verso l’industria della moda italiana, per la quale gli adolescenti sono un segmento di mercato molto conteso, in cui può capitare addirittura - dato che fashion victims non è mica un modo di dire - che ci sia anche chi è disposto a vendere le proprie immagini piccanti ai compagni, pur di acquistare l’ultimo modello dei jeans da sfilata.
Non è difficile prevedere che in capo a tre mesi Miuccia Prada - che ha una certa esperienza  in orrendi vestiti punitivi - proporrà un modellino di divisa scolastica identico a quello industriale, ma con il logo strategicamente in vista, e le mammine glamour si precipiteranno di corsa ad acquistarlo, perchè nessuna di loro vuole veramente che il proprio pargolo sia indistinguibile dagli altri. Sennò a sei anni l'avrebbero mandato all'oratorio salesiano, mica ai corsi junior della Holden.

Gli immancabili benaltristi non mancheranno di far notare che in un paese dove il ministro della cultura scrive poesie demenziali su Vanity Fair, i problemi seri della scuola sono probabilmente altri, e che il grembiulino omologato servirebbe solo come striminzito zerbino, incapace di nascondere la polvere degli stipendi da fame, degli edifici fatiscenti e della disorganizzazione scolastica complessiva. Nessuno negherebbe che quelli siano problemi ben maggiori del cordino internatica che si intravede dai jeans della ragazzina al primo banco, ma il fatto che tra le due cose non ci sia proporzione non esclude che siano entrambe sfumature della stessa sciatteria verso la scuola, recepita da tutti come spazio di espressione di ogni possibile mediocrità.
Quel che mi piace sul serio però è la motivazione di presunto egualitarismo sociale che il grembiule dovrebbe garantire, contro l’esaltazione delle differenze di portafoglio celebrata dall’attuale anarchia nel vestiario. Nelle buone intenzioni del ministro il grembiule dovrebbe infatti servire soprattutto ad azzerare lo scarto visivo tra chi può comprare la marca e chi deve limitarsi a desiderarla. 
Sono fiduciosa che i giovani studenti faranno proprio il concetto trasmesso dal grembiulame omologato, e che saranno ansiosi di correre a comunicarlo in famiglia, in primis al genitore che li aspetta fuori con il SUV parcheggiato accanto alla modesta utilitaria della mamma del loro compagno di banco.

 
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Commenti

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Certo, il calzone calante oltre ad essere un pericolo costante, è very very cool.
Maddeh..a scuola ci vai per imparare, la sfilata la si può fare altrove.
Eggiuro, giuro che il mio grembiule bianco con fiocco rosa non ha fatto di me un’assassina seriale.

- rilegge -
Ritiro l’ultima frase.

Inserito da Silvia, il 07/03/2008 alle 15:27

Certo che la Klein quando scrisse il suo 'No Logo' ebbe un grande colpo di genio, pensavo che avesse illuminato molte più menti, ma a quanto pare anche la sua analisi è finita per essere di moda, per poi passare con la nuova stagione. Anche qui, cosa non si farebbe per non parlare delle oscenità politiche dell'attuale maggioranza e della miseria dell'opposizione!

Inserito da Stefania, la cui homepage è qui il 07/03/2008 alle 18:31

Questo è un antipasto in attesa del piatto forte, le attese intercettazioni del presidente fornichiere. Pare che le sue vallette, pardon ministre della nostra (bassa) Repubblica, siano spassosissime und porcellonissime al telefono.

Michelì, preparati!!!

Inserito da Su Teraccu, la cui homepage è qui il 07/03/2008 alle 19:31

penso che il problema non sia la divisa in sè...ma l'uso che se ne farà, come tu hai ben detto, Michela. Quello che diventerà. E tutto quello che non risolverà. Forse perchè in Italia non serve una rivoluzione del vestiario, ma una rivoluzione culturale?

Inserito da Carla, il 07/15/2008 alle 11:19

Per essere veramente tutti uguali l'unica soluzione sarebbe andare in giro completamente nudi... In quel caso: Viva (comunque) la differenza!
PS. Non siete informati: Questa mia osservazione è copiata dagli studi comparati del nostro Premier che li ha forniti al Ministro per avvalorare la sua proposta!

Inserito da MicheleM, la cui homepage è qui il 08/04/2008 alle 19:17

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Pagina 1 di 1 ( 5 Commenti )
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Media e Web

in viaggio
A San Donà di Piave, nel centro culturale Da Vinci, il 6 settembre alle 17:30 partecipo a una conferenza sul tema: "Storie di esodo dall'Azione Cattolica al mondo", insieme al professor Giovanni Bachelet. Solo per appassionati associativi.

Il giorno 7 settembre alle ore 12 presenzio in forma privata all'inaugurazione della nuova Libreria Lovat a Villorba, in via Newton 32.


Filippo La Porta mi ha recensito sul Messaggero del 19 agosto, in sinossi con il bel libro di Marcello Fois, In Sardegna non c'è il mare. Nel numero di agosto di Sonos e Contos c'è invece quella che mi ha fatto Pino Porcu. Segnalo anche un editoriale che ho scritto per il giornale di strada Shaker, una rivista scritta dagli homeless e distribuita principalmente alla stazione Termini. 
 

Memorabilia

Avvocato honoris causa Ad Iglesias per la rievocazione del processo a Sigismondo Arquer, in qualità di avvocato della difesa ho avuto la meglio su Antonangelo Liori, facendo assolvere Sigismondo. Al termine del processo una signora di una certa età si è avvicinata mormorandomi: "signorina, casomai mi servisse, posso avere il biglietto da visita del suo studio legale?"

La teologa dell'albergo a ore   Splendida Maria Cinzia Bauci a Vigevano il 13 luglio. Dopo avermi invitata per una tavola rotonda su lavoro e letteratura, procede a una mia breve nota biografica, specificando che lavoro in un albergo... A ORE. Raramente ho visto una gaffe così magistrale fatta con altrettanta grazia. MariaCinzia, il mio idolo!

Precariare stanca Mentre Marino Sinibaldi mi intervistava al Premio Fahrenheit, magnificandomi come emblema del precariato, me ne sono uscita con "Quel mese e mezzo di lavoro che ho fatto è stato il più provante della mia vita", dando a intendere al pubblico presente che in vita mia avessi in effetti lavorato solo un mese e mezzo. Tra le risate generali.

Equivoci San Vincenzo, festa dell'Unità, presentazione del libro. All'ora convenuta non c'era nessuno, e noi si stava già per dare forfait, quando una signora con passo deciso si avvicina al piccolo spazio predisposto. Rita speranzosa mi fa: "ecco la prima, ora arrivano gli altri". La signora si piazza di fronte a me e con naturalezza mi chiede: "O che te tu lo sai mica dove si gioca a scalaquaranta?"

E tu cosa fai nella vita? Notevole gaffe a Genova al festival Be You. L'attrice Donatella Finocchiaro, talento emergente del cinema italiano e già lodata interprete di pellicole di registi del calibro di Marco Bellocchio, ha recitato alcuni brani tratti da Il mondo deve sapere. Al termine dello spettacolo l'ho ringraziata e le ho chiesto con candore "che cosa facesse nella vita, oltre quello", dimostrando di non avere la minima idea di chi fosse. Lei signorilmente ha evitato di farmi rilevare la gaffe. Mi sa che devo andare di più al cinema.

Cenerentola Durante la presentazione d Il Mondo deve Sapere nella cornice di Nepi, Gianluca Nicoletti mi ha furtivamente sfilato una delle ballerine che portavo, agitandola furiosamente davanti a un attonito pubblico, mentre decantava il concetto di mistica del marketing espresso dal libro. Noi abbiamo finto che fosse tutto normale.

Incitamento alla maleducazione Al Festival Carovane un intervenuto, in quanto telefonista al 187 di Telecom Italia, sfoga la sua rabbia su di me per aver invitato nel mio libro la gente ad abbandonare ogni scrupolo e sfanculare i telefonisti. Pare che da quel giorno non campi più e tutti lo invitino a mettersi in viaggio per quel paese più volentieri. La cosa susciterebbe in lui una comprensibile frustrazione, che il buon uomo sfoga sbattendo a sua volta il telefono in faccia ai clienti della Telecom. Che dire. Ho creato un mostro.

Prossimi appuntamenti

sab 6 set 2008 @17:30
San Donà di Piave - Dibattito AC
dom 7 set 2008 @12:00
Treviso - inaugurazione libreria Lovat
ven 12 set 2008 @19:00
Alghero - Festival Mediterranea
gio 25 set 2008 @18:00
Guspini - Viaggio in Sardegna
ven 26 set 2008 @18:00
Montevecchio - Viaggio in Sardegna
sab 27 set 2008 @19:00
Asuni - Festival culturale
dom 28 set 2008 @12:00
Mandas - Premio Lawrence
dom 5 ott 2008 @18:00
Cinisello Balsamo - Circolo dei sardi

Il Marchettone

Alessandro Giammei Maledetti poetiTu hai le coseloro le parole(E allora il Signore Dio plasmò ogni sorta di creature e le condusse all'uomo per vedere come le avrebbe chiamate)Loro hanno tuttotu niente Che baratto èquando un poeta vero ti dice anche il nome delle cose che non sai di avere? E che parole avrai per dirgli grazie di questo furto di vita reso in parolepiù vive del vissutopiù severamente vere?E l i a n t h o s   è  A l e s s a n d r o.Alessandro è tutto questo. il marchettone funziona: Alessandro quest'anno pubblica il suoi primo libro di poesia per la casa editrice Aisara.

Antonio Gurrado Presumendo infondatamente che, benchè io lo legga con regolarità da postino, lui difficilmente guarderà mai qui, lo segnalo come pietanza squisita. Scrive recensioni di libri, non sto a dire quali perchè è del tutto secondario: lo leggerei anche se facesse la recensione delle etichette dello shampoo che trova in bagno. Ha una prosa assolutamente splendida, vivacissima, che taglia e cuce come un sarto pignolo. Non contento, ci ricama sopra un intreccio di scorci letterari mai banali, buttati giù a punto croce affianco ad assaggi di lussuria senza pudore. Anima e corpo, raro quanto delizioso: lo consiglio a Jorial, che ritiene che i prosatori siano morti tutti con Cioran. Per conto mio, avendo il cervello come suprema zona erogena (un fastidioso handicap a cui non riesco a porre rimedio), a tratti nel leggerlo ricavo un lubrico godimento fisico. Per esempio qui.

Serve un logopedista? Roberta Scotto Galletta racconta la sua esperienza di logopedista con passione e verità. Imperdibile, non fosse altro perchè la signorina è una scrittrice vera.http://lofaanchebaricco.splinder.com

JdeMolay. right. Calci in faccia, ma con stile. Questo ragazzo farà strada.http://www.calcinfaccia.splinder.com