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A settembre per i tascabili di Fandango esce il curioso Dizionario Affettivo della Lingua Italiana, a cura di Matteo Bianchi. Tra gli scrittori chiamati a definire la propria parola preferita ci sono anche io.
Sempre a settembre la nuova Smemoranda 12 mesi conterrà un mio racconto, insieme a quelli di altri undici scrittori che si sono prestati a segnare il tempo del 2009.
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Scritto da Michela   
mi ricorda qualcuno
(scritto per Epolis del 22 luglio)
Quando mia madre andava ai colloqui di fine quadrimestre con gli insegnanti, io e mio fratello sudavamo freddo. C’era da scommetterci che su quattordici insegnanti almeno un paio avrebbero tirato fuori la magagna del poco impegno, o quella ormai abbonata della costante distrazione. Nemmeno dei professori con cui ritenevamo di andare bene c’era troppo da fidarsi; in un eccesso di zelo anche a quello con cui avevi sudato la sufficienza poteva scappar detto il fatidico: “potrebbe fare di più”, frase che in mia madre avrebbe evocato come minimo scenari di indolenti dondolii dietro i banchi a far nulla, con noi figli concentrati nel migliore dei casi a derattizzarci le narici proprio durante la spiegazione di fisica. Per stemperare la credibilità di queste sentenze, nelle settimane precedenti denunciavamo una tale parata di complotti alle nostre spalle che a paragone gli spartani di Leonida alle Termopili avrebbero potuto considerarsi ottimisti. La prof di matematica ci odiava. Quello di latino poi ce l’aveva con noi già dalla prima, anzi no, aveva sentito parlare di noi dalle medie, ed era partito prevenuto. Tentavamo a modo nostro la ricusazione della corte, che allora era una tecnica di smarcamento non ancora così di moda, ma che si rivelava comunque del tutto inutile: nello scontro tra la nostra parola e quella di un insegnante, a mia madre non sarebbe mai nemmeno venuto in mente di darla vinta a noi.

Eravamo ingenui, non avevamo capito niente delle nuove possibilità di alibi offerte agli studenti dall’assetto politico e sociale che andava già disegnandosi. Ben più sveglio è invece Renzo, il figlio di Umberto Bossi, decisamente più avanti di noi nel comprendere i punti deboli del genitore, tanto che al momento della seconda defaillance scolastica ha deciso di giocarsi una carta migliore: “Babbo, il prof mi odia perché l’è un terùn!”. Detto fatto. Il senatùr, acceso di padana indignazione, non solo va a scuola a far vedere i sorci verde lega al preside e alla commissione che ha osato cassare la maturità del suo rampollo, ma addirittura trasforma l’episodio privato in un criterio per valutare lo stato complessivo del sistema scuola in Italia, il cui principale problema risulterebbe grazie a Renzo Bossi nientemeno che la presenza di insegnanti meridionali al nord. Non so voi, ma a questo giovane io darei la laurea in Scienza della Turlupinazione Genitoriale.     

 
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Commenti

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Non prendertela, ma trovo il tuo pezzo un pò fazioso, non hai fatto alcun cenno ai motivi della bocciatura e al fatto che Ripetonteddu Bossi aveva pure pagato per poter sostenere quell'esame!
La tesina su Cattaneo era perfetta, condita da dotte citazioni in bergamasco aulico e un grazioso disegnino della zebra a puà verdi. Ormai il complotto è chiaro e a nulla servono le giustificazioni dei professori, è vero, il non più giovane scolaro non sapeva fare cuelle-di-per (moltiplicatzioni) e ha confuso Ivan con Carlo, ma 'non si può far perdere un hanno per ste cazzate terronistiche' ha ringhiato furioso il babbo, come non dargli ragione?

Inserito da Su Teraccu, la cui homepage è qui il 07/23/2008 alle 08:53

La domanda è: ma dove arriveremo?
Sono tutti segni di un'apocalisse vicina?

Inserito da Stefania, la cui homepage è qui il 07/23/2008 alle 10:29

Egregio Onorevole,
è con sincera ammirazione che le scrivo dalla Romania, sperando che questa missiva giunga in qualche modo alla sua attenzione.
Da quando un ictus qualche anno addietro l’ ha resa un invalido Lei è diventato un modello da seguire per tutti gli handicappati in Italia e, oserei dire, nel mondo intero: invece di arrendersi alle avversità Lei ha tirato dritto per la sua strada, restando saldamente al timone del partito che ha fondato e diretto per tanti anni… e ora , nonostante la paresi che le deforma il volto non perde l’ occasione di partecipare a dibattiti pubblici in cui esprimere le Sue sobrie convinzioni.
Nel comizio di ieri, ad esempio, Lei ha espresso il convincimento che gli insegnanti che lavorano nel Nord Italia debbano essere di chiara origine settentrionale/celtica e non meridionali come spesso capita oggi giorno. Persino suo figlio, ho sentito dire, è stato da poco bocciato all’ esame di maturità per la seconda volta consecutiva… e non certo perché si è rivelato un povero somaro semianalfabeta… ma solo perché nella commissione d’ esame erano presenti un gran numero di meridionali con chiari intenti persecutori!
Nel comizio di ieri lei ha altresì mostrato il dito medio quando qualcuno ha voluto proditoriamente suonare l’ Inno nazionale Italiano al posto del”Và pensiero” di Verdi, inno Padano. Mi sembra giusto! Con il suo gesto un po’ folkloristico ma molto simpatico lei ha voluto scuotere l’ opinione pubblica e ribadire le sue chiare origini Padane e in questo modo difendere l’ identità culturale Sua e del Popolo che Lei degnamente rappresenta!
Complimenti!

Anche io ho un parente invalido, colpito da un ischemia che gli ha paralizzato tutto il lato sinistro del corpo.. e quando vedo il suo volto in Tv mi pare di vedere il mio amato nonnino in carrozzella… a cui peraltro lei assomiglia pure, nell’ aspetto. E’ sicuro che non ci siano lontane parentele rumene, nel suo albero genealogico?!. I tratti del suo viso, le assicuro, sono tipicamente Dacici…
Scherzi a parte, concludo qui questa lettera augurandole buon lavoro per il proseguio della sua attività politica: sono sicuro che lei riuscirà sempre a cavarsela benissimo, nonostante le sue difficoltà motorie e cerebrali!

Inserito da catalin, la cui homepage è qui il 07/23/2008 alle 19:39

Questa storia è troppo vecchia: ve la ricordate la volpe che saltava per fregarsi il grappolo d'uva e, non riuscendo, sentenziò che non ne valeva la pena perchè 'Non era matura'?

Chiederei a quel buffone di Bossi (che, mi hanno detto ha la moglie MESSINESE ed ha messo al mondo il renzino dal cuore padano (che però pompa anche sangue 'terruncello')quale tipo di certificato bisognerà esibire ai provveditorati agli studi.
A Roma dicono: 'So romano da sette generazioni'
E in Padania? Probabilmente basterà essere coglioni da una generazione soltanto...

Inserito da Momy stanko, il 07/26/2008 alle 15:07

a quanto ho letto, l'attuale moglie e madre del pargolo oltre a essere siciliana è pure un'insegnante. curioso, no? forse avevano avuto una lite coniugale quel giorno..

Inserito da Silvia, il 08/06/2008 alle 20:42

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Media e Web

in viaggio
A San Donà di Piave, nel centro culturale Da Vinci, il 6 settembre alle 17:30 partecipo a una conferenza sul tema: "Storie di esodo dall'Azione Cattolica al mondo", insieme al professor Giovanni Bachelet. Solo per appassionati associativi.

Il giorno 7 settembre alle ore 12 presenzio in forma privata all'inaugurazione della nuova Libreria Lovat a Villorba, in via Newton 32.


Filippo La Porta mi ha recensito sul Messaggero del 19 agosto, in sinossi con il bel libro di Marcello Fois, In Sardegna non c'è il mare. Nel numero di agosto di Sonos e Contos c'è invece quella che mi ha fatto Pino Porcu. Segnalo anche un editoriale che ho scritto per il giornale di strada Shaker, una rivista scritta dagli homeless e distribuita principalmente alla stazione Termini. 
 

Memorabilia

Incitamento alla maleducazione Al Festival Carovane un intervenuto, in quanto telefonista al 187 di Telecom Italia, sfoga la sua rabbia su di me per aver invitato nel mio libro la gente ad abbandonare ogni scrupolo e sfanculare i telefonisti. Pare che da quel giorno non campi più e tutti lo invitino a mettersi in viaggio per quel paese più volentieri. La cosa susciterebbe in lui una comprensibile frustrazione, che il buon uomo sfoga sbattendo a sua volta il telefono in faccia ai clienti della Telecom. Che dire. Ho creato un mostro.

La teologa dell'albergo a ore   Splendida Maria Cinzia Bauci a Vigevano il 13 luglio. Dopo avermi invitata per una tavola rotonda su lavoro e letteratura, procede a una mia breve nota biografica, specificando che lavoro in un albergo... A ORE. Raramente ho visto una gaffe così magistrale fatta con altrettanta grazia. MariaCinzia, il mio idolo!

Equivoci San Vincenzo, festa dell'Unità, presentazione del libro. All'ora convenuta non c'era nessuno, e noi si stava già per dare forfait, quando una signora con passo deciso si avvicina al piccolo spazio predisposto. Rita speranzosa mi fa: "ecco la prima, ora arrivano gli altri". La signora si piazza di fronte a me e con naturalezza mi chiede: "O che te tu lo sai mica dove si gioca a scalaquaranta?"

Avvocato honoris causa Ad Iglesias per la rievocazione del processo a Sigismondo Arquer, in qualità di avvocato della difesa ho avuto la meglio su Antonangelo Liori, facendo assolvere Sigismondo. Al termine del processo una signora di una certa età si è avvicinata mormorandomi: "signorina, casomai mi servisse, posso avere il biglietto da visita del suo studio legale?"

E tu cosa fai nella vita? Notevole gaffe a Genova al festival Be You. L'attrice Donatella Finocchiaro, talento emergente del cinema italiano e già lodata interprete di pellicole di registi del calibro di Marco Bellocchio, ha recitato alcuni brani tratti da Il mondo deve sapere. Al termine dello spettacolo l'ho ringraziata e le ho chiesto con candore "che cosa facesse nella vita, oltre quello", dimostrando di non avere la minima idea di chi fosse. Lei signorilmente ha evitato di farmi rilevare la gaffe. Mi sa che devo andare di più al cinema.

Cenerentola Durante la presentazione d Il Mondo deve Sapere nella cornice di Nepi, Gianluca Nicoletti mi ha furtivamente sfilato una delle ballerine che portavo, agitandola furiosamente davanti a un attonito pubblico, mentre decantava il concetto di mistica del marketing espresso dal libro. Noi abbiamo finto che fosse tutto normale.

Precariare stanca Mentre Marino Sinibaldi mi intervistava al Premio Fahrenheit, magnificandomi come emblema del precariato, me ne sono uscita con "Quel mese e mezzo di lavoro che ho fatto è stato il più provante della mia vita", dando a intendere al pubblico presente che in vita mia avessi in effetti lavorato solo un mese e mezzo. Tra le risate generali.

Prossimi appuntamenti

sab 6 set 2008 @17:30
San Donà di Piave - Dibattito AC
dom 7 set 2008 @12:00
Treviso - inaugurazione libreria Lovat
ven 12 set 2008 @19:00
Alghero - Festival Mediterranea
gio 25 set 2008 @18:00
Guspini - Viaggio in Sardegna
ven 26 set 2008 @18:00
Montevecchio - Viaggio in Sardegna
sab 27 set 2008 @19:00
Asuni - Festival culturale
dom 28 set 2008 @12:00
Mandas - Premio Lawrence
dom 5 ott 2008 @18:00
Cinisello Balsamo - Circolo dei sardi

Il Marchettone

Antonio Gurrado Presumendo infondatamente che, benchè io lo legga con regolarità da postino, lui difficilmente guarderà mai qui, lo segnalo come pietanza squisita. Scrive recensioni di libri, non sto a dire quali perchè è del tutto secondario: lo leggerei anche se facesse la recensione delle etichette dello shampoo che trova in bagno. Ha una prosa assolutamente splendida, vivacissima, che taglia e cuce come un sarto pignolo. Non contento, ci ricama sopra un intreccio di scorci letterari mai banali, buttati giù a punto croce affianco ad assaggi di lussuria senza pudore. Anima e corpo, raro quanto delizioso: lo consiglio a Jorial, che ritiene che i prosatori siano morti tutti con Cioran. Per conto mio, avendo il cervello come suprema zona erogena (un fastidioso handicap a cui non riesco a porre rimedio), a tratti nel leggerlo ricavo un lubrico godimento fisico. Per esempio qui.

Serve un logopedista? Roberta Scotto Galletta racconta la sua esperienza di logopedista con passione e verità. Imperdibile, non fosse altro perchè la signorina è una scrittrice vera.http://lofaanchebaricco.splinder.com

Alessandro Giammei Maledetti poetiTu hai le coseloro le parole(E allora il Signore Dio plasmò ogni sorta di creature e le condusse all'uomo per vedere come le avrebbe chiamate)Loro hanno tuttotu niente Che baratto èquando un poeta vero ti dice anche il nome delle cose che non sai di avere? E che parole avrai per dirgli grazie di questo furto di vita reso in parolepiù vive del vissutopiù severamente vere?E l i a n t h o s   è  A l e s s a n d r o.Alessandro è tutto questo. il marchettone funziona: Alessandro quest'anno pubblica il suoi primo libro di poesia per la casa editrice Aisara.

JdeMolay. right. Calci in faccia, ma con stile. Questo ragazzo farà strada.http://www.calcinfaccia.splinder.com