| Grevis Lectio |
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| Scritto da Michela | |
![]() Quando mia madre andava ai colloqui di fine quadrimestre con gli insegnanti, io e mio fratello sudavamo freddo. C’era da scommetterci che su quattordici insegnanti almeno un paio avrebbero tirato fuori la magagna del poco impegno, o quella ormai abbonata della costante distrazione. Nemmeno dei professori con cui ritenevamo di andare bene c’era troppo da fidarsi; in un eccesso di zelo anche a quello con cui avevi sudato la sufficienza poteva scappar detto il fatidico: “potrebbe fare di più”, frase che in mia madre avrebbe evocato come minimo scenari di indolenti dondolii dietro i banchi a far nulla, con noi figli concentrati nel migliore dei casi a derattizzarci le narici proprio durante la spiegazione di fisica. Per stemperare la credibilità di queste sentenze, nelle settimane precedenti denunciavamo una tale parata di complotti alle nostre spalle che a paragone gli spartani di Leonida alle Termopili avrebbero potuto considerarsi ottimisti. La prof di matematica ci odiava. Quello di latino poi ce l’aveva con noi già dalla prima, anzi no, aveva sentito parlare di noi dalle medie, ed era partito prevenuto. Tentavamo a modo nostro la ricusazione della corte, che allora era una tecnica di smarcamento non ancora così di moda, ma che si rivelava comunque del tutto inutile: nello scontro tra la nostra parola e quella di un insegnante, a mia madre non sarebbe mai nemmeno venuto in mente di darla vinta a noi. Eravamo ingenui, non avevamo capito niente delle nuove possibilità di alibi offerte agli studenti dall’assetto politico e sociale che andava già disegnandosi. Ben più sveglio è invece Renzo, il figlio di Umberto Bossi, decisamente più avanti di noi nel comprendere i punti deboli del genitore, tanto che al momento della seconda defaillance scolastica ha deciso di giocarsi una carta migliore: “Babbo, il prof mi odia perché l’è un terùn!”. Detto fatto. Il senatùr, acceso di padana indignazione, non solo va a scuola a far vedere i sorci verde lega al preside e alla commissione che ha osato cassare la maturità del suo rampollo, ma addirittura trasforma l’episodio privato in un criterio per valutare lo stato complessivo del sistema scuola in Italia, il cui principale problema risulterebbe grazie a Renzo Bossi nientemeno che la presenza di insegnanti meridionali al nord. Non so voi, ma a questo giovane io darei la laurea in Scienza della Turlupinazione Genitoriale. |
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Non prendertela, ma trovo il tuo pezzo un pò fazioso, non hai fatto alcun cenno ai motivi della bocciatura e al fatto che Ripetonteddu Bossi aveva pure pagato per poter sostenere quell'esame!
La tesina su Cattaneo era perfetta, condita da dotte citazioni in bergamasco aulico e un grazioso disegnino della zebra a puà verdi. Ormai il complotto è chiaro e a nulla servono le giustificazioni dei professori, è vero, il non più giovane scolaro non sapeva fare cuelle-di-per (moltiplicatzioni) e ha confuso Ivan con Carlo, ma 'non si può far perdere un hanno per ste cazzate terronistiche' ha ringhiato furioso il babbo, come non dargli ragione?
La domanda è: ma dove arriveremo?
Sono tutti segni di un'apocalisse vicina?
Egregio Onorevole,
è con sincera ammirazione che le scrivo dalla Romania, sperando che questa missiva giunga in qualche modo alla sua attenzione.
Da quando un ictus qualche anno addietro l’ ha resa un invalido Lei è diventato un modello da seguire per tutti gli handicappati in Italia e, oserei dire, nel mondo intero: invece di arrendersi alle avversità Lei ha tirato dritto per la sua strada, restando saldamente al timone del partito che ha fondato e diretto per tanti anni… e ora , nonostante la paresi che le deforma il volto non perde l’ occasione di partecipare a dibattiti pubblici in cui esprimere le Sue sobrie convinzioni.
Nel comizio di ieri, ad esempio, Lei ha espresso il convincimento che gli insegnanti che lavorano nel Nord Italia debbano essere di chiara origine settentrionale/celtica e non meridionali come spesso capita oggi giorno. Persino suo figlio, ho sentito dire, è stato da poco bocciato all’ esame di maturità per la seconda volta consecutiva… e non certo perché si è rivelato un povero somaro semianalfabeta… ma solo perché nella commissione d’ esame erano presenti un gran numero di meridionali con chiari intenti persecutori!
Nel comizio di ieri lei ha altresì mostrato il dito medio quando qualcuno ha voluto proditoriamente suonare l’ Inno nazionale Italiano al posto del”Và pensiero” di Verdi, inno Padano. Mi sembra giusto! Con il suo gesto un po’ folkloristico ma molto simpatico lei ha voluto scuotere l’ opinione pubblica e ribadire le sue chiare origini Padane e in questo modo difendere l’ identità culturale Sua e del Popolo che Lei degnamente rappresenta!
Complimenti!
Anche io ho un parente invalido, colpito da un ischemia che gli ha paralizzato tutto il lato sinistro del corpo.. e quando vedo il suo volto in Tv mi pare di vedere il mio amato nonnino in carrozzella… a cui peraltro lei assomiglia pure, nell’ aspetto. E’ sicuro che non ci siano lontane parentele rumene, nel suo albero genealogico?!. I tratti del suo viso, le assicuro, sono tipicamente Dacici…
Scherzi a parte, concludo qui questa lettera augurandole buon lavoro per il proseguio della sua attività politica: sono sicuro che lei riuscirà sempre a cavarsela benissimo, nonostante le sue difficoltà motorie e cerebrali!
Questa storia è troppo vecchia: ve la ricordate la volpe che saltava per fregarsi il grappolo d'uva e, non riuscendo, sentenziò che non ne valeva la pena perchè 'Non era matura'?
Chiederei a quel buffone di Bossi (che, mi hanno detto ha la moglie MESSINESE ed ha messo al mondo il renzino dal cuore padano (che però pompa anche sangue 'terruncello')quale tipo di certificato bisognerà esibire ai provveditorati agli studi.
A Roma dicono: 'So romano da sette generazioni'
E in Padania? Probabilmente basterà essere coglioni da una generazione soltanto...
a quanto ho letto, l'attuale moglie e madre del pargolo oltre a essere siciliana è pure un'insegnante. curioso, no? forse avevano avuto una lite coniugale quel giorno..
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