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A settembre per i tascabili di Fandango esce il curioso Dizionario Affettivo della Lingua Italiana, a cura di Matteo Bianchi. Tra gli scrittori chiamati a definire la propria parola preferita ci sono anche io.
Sempre a settembre la nuova Smemoranda 12 mesi conterrà un mio racconto, insieme a quelli di altri undici scrittori che si sono prestati a segnare il tempo del 2009.
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Se qualcuno ruba a un precario per te, sotto sotto c'è... PDF Stampa E-mail
Scritto da Michela   

 (scritto per Epolis del 28 luglio, in stato di evidente alterazione umorale)

Provate ad immaginare che qualcuno vi tamponi in autostrada e se la cavi con una multa, senza aggiustarvi il guasto alla macchina; o di salire su un aereo diretto a Palermo che invece atterra a Bangkok, e la compagnia area, anzichè riportarvi dove volevate andare, si limiti a risarcirvi una parte del biglietto. Impossibile? Eppure sono cose simili a quella che è appena successa a migliaia di lavoratori in tutta Italia. Per la precisione si tratta di tutti coloro che negli ultimi cinque anni hanno firmato un contratto a progetto e poi hanno scoperto che non c’era nessun progetto, ma un lavoro stabile a condizioni instabili. Si tratta anche di quelli che si erano visti proporre un contratto a termine di quattro mesi per un lavoro breve, ma al sedicesimo rinnovo hanno capito che di breve c’era solo il contratto, non il lavoro. Fino a ieri queste persone potevano ricorrere al giudice e far presente la loro vera situazione lavorativa, e se avevano ragione il giudice poteva obbligare il datore di lavoro ad assumerli in base allo stato reale delle cose, cioè a tempo indeterminato, pagando loro i contributi e garantendo le tutele di chi fa un lavoro stabile. Adesso non sarà più così. Grazie a una norma inclusa nella manovra appena approvata alla Camera, il giudice ha perso il potere di rimettere le cose al loro posto; se una azienda viene riconosciuta colpevole di avere abusato di contratti brevi o a progetto per versare meno contributi o pagare stipendi più bassi, non avrà alcun obbligo di cessare il comportamento illecito e compensare pienamente chi ne ha avuto un danno. Il massimo che il giudice potrà fare sarà infatti costringere il datore di lavoro ad un simbolico risarcimento di al massimo sei stipendi, una cifra simbolica, poiché nella maggioranza dei casi lo stipendio dei precari non supera i mille euro.
Poco male, dirà qualcuno, andando bene sono seimila euro. Peccato che chi otterrà quel risarcimento perderà contestualmente anche il lavoro. Infatti è inverosimile che il datore di lavoro rinnovi un contratto a termine al lavoratore che lo ha portato in tribunale per avere giustizia. Il principio paradossale della norma è che chi infrange la legge se la cava con una cifra molto lontana dal danno che ha causato, e invece chi è stato vittima dell’abuso, se vuole la rifusione del danno deve essere disposto a perdere anche il suo lavoro.
Protestare non è mai costato così caro. Chi ha orecchie per intendere…

 
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Commenti

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Se ho capito bene in questo caso quando si parla di precari si intendono solo i dipendenti con contratto a termine. Dai giornali almeno si deduce questa equivalenza. Il lavoro parasubordinato (a progetto) non sembrerebbe neppure essere preso in considerazione. Probabilmente lo si considera lavoro autonomo tout court, senza alcuna possibilità di stabilizzazione. Anche se molti di noi, me compreso, quando sentiamo parlare di precari pensiamo subito ai lavoratori a progetto, formalmente autonomi e nella maggior parte dei casi di fatto subordinati, sembra che questi non riescano neppure a guadagnarsi il titolo, ben poco onorifico, di 'precari'. La dice lunga sulla situazione di una fattispecie contrattuale che andrebbe semplicmente abolita...

Inserito da Claudio Resentini, il 07/28/2008 alle 09:45

Intendiamo, intendiamo bene ...purtroppo!

Inserito da Stefania, la cui homepage è qui il 07/28/2008 alle 16:38

D'altro canto tutto fila liscio come l'olio:
la priorità dell'imprenditore che produce ricchezza sta allo stato di servi della gleba dei precari come l'urgenza sulla sicurezza sta all'immunità del capo del governo e come il risanamento del debito “politico” sta al rischio di lasciare senza pensione sociale ottocentomila persone.
Che dire? Viviamo in un Grande Paese!

Inserito da assunta, la cui homepage è qui il 07/29/2008 alle 21:26

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Media e Web

in viaggio
A San Donà di Piave, nel centro culturale Da Vinci, il 6 settembre alle 17:30 partecipo a una conferenza sul tema: "Storie di esodo dall'Azione Cattolica al mondo", insieme al professor Giovanni Bachelet. Solo per appassionati associativi.

Il giorno 7 settembre alle ore 12 presenzio in forma privata all'inaugurazione della nuova Libreria Lovat a Villorba, in via Newton 32.


Filippo La Porta mi ha recensito sul Messaggero del 19 agosto, in sinossi con il bel libro di Marcello Fois, In Sardegna non c'è il mare. Nel numero di agosto di Sonos e Contos c'è invece quella che mi ha fatto Pino Porcu. Segnalo anche un editoriale che ho scritto per il giornale di strada Shaker, una rivista scritta dagli homeless e distribuita principalmente alla stazione Termini. 
 

Memorabilia

Avvocato honoris causa Ad Iglesias per la rievocazione del processo a Sigismondo Arquer, in qualità di avvocato della difesa ho avuto la meglio su Antonangelo Liori, facendo assolvere Sigismondo. Al termine del processo una signora di una certa età si è avvicinata mormorandomi: "signorina, casomai mi servisse, posso avere il biglietto da visita del suo studio legale?"

E tu cosa fai nella vita? Notevole gaffe a Genova al festival Be You. L'attrice Donatella Finocchiaro, talento emergente del cinema italiano e già lodata interprete di pellicole di registi del calibro di Marco Bellocchio, ha recitato alcuni brani tratti da Il mondo deve sapere. Al termine dello spettacolo l'ho ringraziata e le ho chiesto con candore "che cosa facesse nella vita, oltre quello", dimostrando di non avere la minima idea di chi fosse. Lei signorilmente ha evitato di farmi rilevare la gaffe. Mi sa che devo andare di più al cinema.

Equivoci San Vincenzo, festa dell'Unità, presentazione del libro. All'ora convenuta non c'era nessuno, e noi si stava già per dare forfait, quando una signora con passo deciso si avvicina al piccolo spazio predisposto. Rita speranzosa mi fa: "ecco la prima, ora arrivano gli altri". La signora si piazza di fronte a me e con naturalezza mi chiede: "O che te tu lo sai mica dove si gioca a scalaquaranta?"

La teologa dell'albergo a ore   Splendida Maria Cinzia Bauci a Vigevano il 13 luglio. Dopo avermi invitata per una tavola rotonda su lavoro e letteratura, procede a una mia breve nota biografica, specificando che lavoro in un albergo... A ORE. Raramente ho visto una gaffe così magistrale fatta con altrettanta grazia. MariaCinzia, il mio idolo!

Incitamento alla maleducazione Al Festival Carovane un intervenuto, in quanto telefonista al 187 di Telecom Italia, sfoga la sua rabbia su di me per aver invitato nel mio libro la gente ad abbandonare ogni scrupolo e sfanculare i telefonisti. Pare che da quel giorno non campi più e tutti lo invitino a mettersi in viaggio per quel paese più volentieri. La cosa susciterebbe in lui una comprensibile frustrazione, che il buon uomo sfoga sbattendo a sua volta il telefono in faccia ai clienti della Telecom. Che dire. Ho creato un mostro.

Precariare stanca Mentre Marino Sinibaldi mi intervistava al Premio Fahrenheit, magnificandomi come emblema del precariato, me ne sono uscita con "Quel mese e mezzo di lavoro che ho fatto è stato il più provante della mia vita", dando a intendere al pubblico presente che in vita mia avessi in effetti lavorato solo un mese e mezzo. Tra le risate generali.

Cenerentola Durante la presentazione d Il Mondo deve Sapere nella cornice di Nepi, Gianluca Nicoletti mi ha furtivamente sfilato una delle ballerine che portavo, agitandola furiosamente davanti a un attonito pubblico, mentre decantava il concetto di mistica del marketing espresso dal libro. Noi abbiamo finto che fosse tutto normale.

Prossimi appuntamenti

sab 6 set 2008 @17:30
San Donà di Piave - Dibattito AC
dom 7 set 2008 @12:00
Treviso - inaugurazione libreria Lovat
ven 12 set 2008 @19:00
Alghero - Festival Mediterranea
gio 25 set 2008 @18:00
Guspini - Viaggio in Sardegna
ven 26 set 2008 @18:00
Montevecchio - Viaggio in Sardegna
sab 27 set 2008 @19:00
Asuni - Festival culturale
dom 28 set 2008 @12:00
Mandas - Premio Lawrence
dom 5 ott 2008 @18:00
Cinisello Balsamo - Circolo dei sardi

Il Marchettone

Serve un logopedista? Roberta Scotto Galletta racconta la sua esperienza di logopedista con passione e verità. Imperdibile, non fosse altro perchè la signorina è una scrittrice vera.http://lofaanchebaricco.splinder.com

JdeMolay. right. Calci in faccia, ma con stile. Questo ragazzo farà strada.http://www.calcinfaccia.splinder.com 

Alessandro Giammei Maledetti poetiTu hai le coseloro le parole(E allora il Signore Dio plasmò ogni sorta di creature e le condusse all'uomo per vedere come le avrebbe chiamate)Loro hanno tuttotu niente Che baratto èquando un poeta vero ti dice anche il nome delle cose che non sai di avere? E che parole avrai per dirgli grazie di questo furto di vita reso in parolepiù vive del vissutopiù severamente vere?E l i a n t h o s   è  A l e s s a n d r o.Alessandro è tutto questo. il marchettone funziona: Alessandro quest'anno pubblica il suoi primo libro di poesia per la casa editrice Aisara.

Antonio Gurrado Presumendo infondatamente che, benchè io lo legga con regolarità da postino, lui difficilmente guarderà mai qui, lo segnalo come pietanza squisita. Scrive recensioni di libri, non sto a dire quali perchè è del tutto secondario: lo leggerei anche se facesse la recensione delle etichette dello shampoo che trova in bagno. Ha una prosa assolutamente splendida, vivacissima, che taglia e cuce come un sarto pignolo. Non contento, ci ricama sopra un intreccio di scorci letterari mai banali, buttati giù a punto croce affianco ad assaggi di lussuria senza pudore. Anima e corpo, raro quanto delizioso: lo consiglio a Jorial, che ritiene che i prosatori siano morti tutti con Cioran. Per conto mio, avendo il cervello come suprema zona erogena (un fastidioso handicap a cui non riesco a porre rimedio), a tratti nel leggerlo ricavo un lubrico godimento fisico. Per esempio qui.