| Ora pro nobis |
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| Scritto da Michela | |
![]() Forse Mariastella Gelmini non sarà ricordata come il migliore ministro dell’istruzione che il paese abbia mai avuto, ma di sicuro è quello che più ha contribuito all’evoluzione della lingua italiana. Si tratta di un vero Dizionario Parallelo, una rivoluzione lessicale che lascerà il segno molto più di tutte le polemiche legate al grembiulino in classe e al voto in decimi, scambiati dai più sprovveduti per il cuore di questa nuova normativa, mentre ne sono solo il contorno, una sorta di arma di distrAzione di massa. Ad andare in panico per il nuovo linguaggio sono stati per primi i parrucchieri, adesso che grazie al ministro non si dirà più “tagli”, ma “riposizionamento delle risorse”. Ringraziano invece di cuore gli 87mila insegnanti che si ritroveranno senza lavoro nei prossimi tre anni in virtù di questa riforma: avranno infatti il piacere di potersi definire “esuberi”, e non più volgarmente “disoccupati”. Vuoi mettere la soddisfazione di poter dire che hai perso il posto per la tua esuberanza, che magari c’è il caso di farci anche la figura dell’estroverso? La constatazione che i maestri rimasti si ritroveranno in classe da soli ad insegnare più materie a più bambini in meno tempo non si chiamerà “impoverimento didattico”, ma “scelta pedagogica”, sottintendendo che le scelte che insegnano di più sono quelle che si fanno in assenza di alternative. E possibilmente anche in assenza di discussioni, visto che la legge sulla scuola è stata approvata senza passare per il normale dibattito parlamentare, con una fretta degna di peggior causa. Ma la cosa si spiega facilmente: il ministro Gelmini deve aver pensato che, poiché l’ambizioso obiettivo della riforma è di riportare ordine tra i banchi, a titolo sperimentale si poteva cominciare da quelli di Montecitorio, saltando a piè pari le intemperanze dei deputati indisciplinati che avrebbero potuto anche non essere d’accordo. Nel Nuovo Dizionario Parallelo della Lingua Italiana inventato dal ministro, questa amputazione del confronto politico prende il nome di “snellimento dei lavori parlamentari”, così che tutti possano chiedersi perché mai non lo si fa sempre, visto che si risparmia tanto tempo. Nel nuovo lessico l’espressione di pareri diversi si chiama “ostruzionismo”. C’è da sperare che il maestro unico rimasto a scuola trovi il tempo di insegnare che nell’altro dizionario quella cosa si chiama ancora “democrazia”. |
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!!!
E' ora di coltivare le parole (quelle del dizionario ufficiale, col loro significato ufficiale, che è un poco la loro storia) in modo che non ce ne piantino di nuove in testa...
il santino merita un'ovazione
Mai sentito parlare di 'neo-lingua'? Quando rileggo i passi dedicati da Orwell a tale meravigliosa invenzione mi vengono i brividi. Non per la loro terribile visionarietà, ma (quasi al contrario, direi) proprio perché sembrano l'esatta descrizione di quello che stanno facendo oggi, sotto i nostri occhi, alle parole. Quante altre volte dovremo dire che le parole sono importanti? Sarà solo una mia fissazione senza referente concreto?
Non permettiamo che violentino la semantica, gente. La semplificazione, in questo ambito, è direttamente proporzionale all'impoverimento del pensiero da un lato e a quello materiale dall'altro (oh yes!).
Omar, sfondi una porta aperta, io sono ossessionata dal peso sociale delle parole. Al primo approccio con chiunque restano la cosa che mi colpisce più di tutto: come usa le parole? Quale parola ripete più spesso? Quale area semantica di riferimento sembra avere quando parla di questo, o di quello?
E' un filtro formidabile, rivela moltissime cose.
Cara Michela secondo me Berlusconi e i suoi prodi (minuscolo!) - inclusa la drittona Gelmini (cognomen omen) - hanno fregato l'Italia proprio a iniziare dalla Riforma del Vocabolario, riforma neo liberal che manco Obama, poco reclamizzata ma dagli effetti ben piu' dirompenti di qualsiasi lodo Alfano o legge 30.
Essa ha avuto il merito (la sfiga?) di cambiare il significato delle parole a uso e consumo del nanetto col bandana.
Così abbiamo appreso che 'fottere i piccoli risparmiatori' si puo' dire anche 'riforma del diritto societario'; 'facoltà di delinquere, sperando che iddiovoglia non Lo facciano mai' si puo' camuffare come 'immunità per le piu' alte cariche dello stato' e addirittura 'farsi le leggi a proprio uso e consumo' si derubrica alla voce 'riforma della giustizia' (anche qui volutamente minuscolo).
Questo ha fatto passare l'idea che tanto si è furbi tanto si fa strada.
L'esempio è lampante e ci martoriano gli ammenicoli a ogni ora del giorno e della notte: persino su Domenica In (...'azz dovevo scriverlo minuscolo...)
Io francamente dopo 15 anni di 'sto strazio non ho ancora capito la differenza esistente tra le povere peripatetiche che, ahiloro, si vendono ai lati della strada e chi la da prezzolata a 1 milione di euri.
Probabilmente nessuna ma ho sempre avuto problemi con le traduzioni dall'italiano all'Arcorese...
La festa è finita e devono correre a salvare il c... ai fratelli banchieri. I soldi, se ci sono, vanno tutti là.
Per il resto (scuola, sanità etc), si arrangino.
Trovo esilarante che Tremonti minacci di dimettersi se non sparisce dal pacchetto Alitalia la norma salva-manager che ha scritto lui.
Sono robe che, se mettessimo assieme il genio di Gogol, Kafka e Ionesco, non ne tireremmo fuori comunque nulla di paragonabile. Non so se merendo...
Forse non ho capito il nuovo spirito di rinnovamento lessicale... Infatti, da quando sono diventata un 'esubero', mi sento depressa!
O siete illusi e disattenti o qualcuno è in malafede. La neolingua di Orwell è in uso da prima del 1948, anno in cui fu scritto di getto il libro citato: '1984'. E' solo adesso che la neolingua si sta perfezionando e per la precisione, negli ultimi vent'anni circa. E voi ve ne accorgete solo adesso? Meglio tardi che mai...
Piuttosto, non avete ammirato con quale abilità ci ingannano? Che menti geniali hanno potuto partorire siffatto linguaggio? L'esempio del cavallo di Troia è utile per comprendere meglio: come la parole rese vuote all'uopo, ci regalano continuamente dei contenitori con la sorpresa.
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