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E' uscito Accabadora, e qui c'è lo speciale sul sito Einaudi.


Ringrazio i recensori che ne hanno parlato su IoDonna, D di Repubblica, L'Espresso, Grazia (Valeria Parrella), l'Unione Sarda (Alessandra Raggio, Francesco Mannoni e Giorgio Pisano), La Nuova Sardegna (Paola Pittalis), Tiscali Spettacoli (Cristiano Sanna), Alessandro Giammei per Liblog, Marilia Piccone per Stradanove e Giulia Blasi su Donna Moderna. Ai recensori si aggiungono i blogger (Omar Onnis, Cristina Zagarino, Alex Pietrogiacomi, Valentina Maran e altri), che con la loro opinione alimentano il passaparola che ha spinto il libro alla seconda edizione a sole due settimane dall'uscita. Infine, ma non certo ultimi, i severissimi lettori di Anobii.

 

Segni di vita intelligente

Attenzione, questa sezione contiene forme varie di resistenza al degrado. 


Qui si può guardare on line Il corpo della donne, un documentario di Lorella Zanardi e Marco Malfi Chindemi sulla manipolazione mediatica del corpo femminile: casereccio, ma efficace. 

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Scritto da Michela   
il Re è Nudo
(scritto per Liberazione di domenica 14 dicembre - contiene visioni critiche su prospettive messianiche, astenersi sostenitori del "queste cose è meglio se ce le diciamo tra di noi")

Sono tempi faticosi, deve essere per questo che in tanti rinunciano a provare a capire la necessaria complessità delle cose, preferendo letture manichee dove amici e nemici stiano in caselle contrapposte e ben identificate, anche a costo di limare tutto quello che si presenta come incongruente rispetto allo schema prestabilito. Il bipolarismo politico ha trasformato anche la comunicazione in un binario obbligato dove scorre ad alta velocità un linguaggio bidimensionale, che impone semplificazioni ovunque ci sia qualcosa di complesso da capire. La realtà sarda in questa logica non fa eccezione, per questo non è sorprendente la facilità con cui anche i più autorevoli media nazionali sembrano cadere nella trappola di bipolarizzare la situazione politica dell’isola, fino a dipingere Soru come un uomo coraggioso in lotta solitaria contro un esercito di palazzinari, un austero don chisciotte che con la lancia della tutela delle coste affronta impavido gli oligarchi del metro cubo ad ogni costo. La verità è che nessuno nel mondo politico sardo che guarda a sinistra contesta a Soru la volontà di tutelare le coste; gli si contesta piuttosto l’aver inserito nella legge salvacoste la possibilità di decidere lui le eccezioni ai vincoli, ponendosi di fatto al di sopra della sua stessa legge.

Considerato che il governatore, tra i suoi molti interessi imprenditoriali, ne ha anche di immobiliari, forse non è una contestazione senza fondamento, come non lo è osservare che la norma della salvacoste che vieta l’aumento delle volumetrie in zona mare consente però di ridistribuire quelle esistenti: quindi se hai una struttura di tre piani, ti è consentito abbatterne due e sfruttare a terra la volumetria recuperata. Di questa norma beneficierà certo anche Emmanuele Soru, fratello di Renato e amministratore della Monteverdi spa - una società immobiliare di cui il presidente stesso è socio – il quale ha presentato un progetto edilizio dove chiede di fare esattamente quello: recuperare a terra i volumi tagliati in altezza da una vecchia colonia penale di sua proprietà, unico immobile sulla spiaggia altrimenti vergine di Funtanazza, per ricavarci un lussuoso complesso alberghiero. Questo ovviamente non significa che quel punto della norma esista per avvantaggiare la società dei Soru, ma il fatto che Renato Soru possieda società che possono trarre profitto delle leggi che egli stesso promulga costringe tutti, e il PD più degli altri, a porre come ineludibile la questione del suo conflitto di interessi
 
In questo conflitto rientra a pieno titolo sia la non trascurabile questione della partecipazione a bandi regionali da parte di aziende controllate, collegate o vicine al presidente Soru e alle sue società, sia la convivenza tra il suo incarico pubblico e il possesso dell’Unità, una eventualità che Soru stesso sapeva di sicuro essere esplicitamente esclusa dal codice etico del PD, ma che ha considerato di dover risolvere solo dopo che la rilevanza del fatto è stata sollevata pubblicamente. È questa disinvoltura nel gestire affari e politica come se non fossero vasi comunicanti che deve porre problema a chi come me si interroga sul modello etico che deve incarnare la persona che si occupa del bene comune, chiunque sia quella persona. Posto dinanzi alla domanda esplicita sul conflitto di interessi, Soru ama rispondere che il conflitto per qualunque politico non è mai definitivamente removibile, riguardasse anche solo la questione di avvantaggiare i propri figli o quelli altrui. Benché figli e affari non siano proprio la stessa cosa, non esiste comunque norma che ti chieda di non fare figli se fai politica, mentre esistono vincoli precisi che impongono la necessità di stabilire distinzioni tra chi fa le regole e chi fa il gioco, un confine che nel suo caso non è affatto netto, e genera un imbarazzo difficile da nascondere in chi per anni ha usato come cavallo di battaglia proprio il sospetto sulle mogli dei Cesari altrui.

Ma le resistenze interne alla sinistra sarda nascono soprattutto da una questione di metodo: a Soru si rimprovera la convinzione che avere la maggioranza ed essere azionisti di maggioranza siano esattamente la stessa cosa. Da neofita della politica, lui non ha mai nascosto l’insofferenza verso tutti quei meccanismi di confronto e dialogo che sono la grammatica stessa della democrazia; e anche se questo può aver in apparenza velocizzato l'iter di alcune decisioni ritenute urgenti, ha determinato anche gravi errori oggettivi di cui la magistratura gli sta ora chiedendo conto, e soprattutto gli ha fatto perdere il sostegno di menti autorevoli e libere come l’economista Francesco Pigliaru, ex assessore al bilancio dimessosi proprio in polemica con il decisionismo del suo presidente; erano persone che in fase di stesura avevano fornito al suo primo programma elettorale quella novità che tanta speranza aveva suscitato in chi come me non aveva diktat di partito a cui obbedire in cabina. Questo non vuol dire che Soru oggi non sia il candidato giusto per la sinistra sarda, o addirittura rappresenti il male minore, concetto cinico e anche un po’ cattolico che rifiuto di far mio. Piuttosto è l’invito a riflettere sul fatto che dietro le luci delle molte cose stimabili che ha fatto ci sono anche ombre da verificare e rimuovere, e non considerarle rappresenta la legittimazione di un modello comunicativo, politico ed etico molto preciso, un modello che vorremmo non ci appartenesse, ma che sostiene mondi dove non c’è più differenza tra il decisionismo e la decisione, tra il voto e la delega, tra un rappresentante pro tempore e il messia. È uno stampo culturale che conosciamo, e che dobbiamo combattere a tutti i livelli in cui questo modello impera, soprattutto quando si manifesta inopinatamente nei corridoi di casa nostra. La prova di forza che Soru sta sostenendo a livello regionale, e che nonostante tutto io mi auguro per la Sardegna che superi bene, non sarebbe una vittoria se portasse ad un mandato in bianco concessogli in maniera acritica, magari confidando in una tirannide illuminata. Evidenziare che questioni controverse a suo riguardo esistano e vadano affrontate subito è necessario per evitare che quanti gli daranno di nuovo fiducia sperimentino l'amara delusione di non aver riposto le speranze nel loro personalissimo Obama, ma solo in un Berlusconi esteticamente sostenibile.
 
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Brava Michela!..pensiamo bene prima di votare ancora uno che ha il cuore a sinistra e il portafoglio a destra...Francesco Olbia

Inserito da Francesco, il 12/15/2008 alle 11:05

Francesco, siamo fuori strada. In questo articolo la necessità che Soru sia ancora presidente della regione non è nemmeno posta in discussione.
Renato Soru rispetto ai suoi avversari almeno è perfettibile.

Inserito da Michela, il 12/15/2008 alle 11:14

mmm..perfettibili credo siano più o meno tutti..torno a dire che Soru ha fatto cose veramente apprezzabili e molte altre altrettanto discutibili, sblagliando il più delle volte nei modi più che nei principi, proprio in riferimento a quanto da te nell'articolo, visto che non credo ci sarà la possibilità di fare le primarie, lui probabilmente è il candidato giusto per la sinistra sarda di oggi, evidentemente il male minore...

Inserito da Francesco, il 12/15/2008 alle 12:03

Non per me. Per votare mali minori, piuttosto non voto. Sono convinta che Soru sia un uomo intelligente, con una visione del futuro della Sardegna preziosa quanto rara; non è affatto un male minore. Ci sono ombre, ma la sostanza per chi vota a sinistra non è assolutamente in discussione.

Inserito da Michela, il 12/15/2008 alle 12:50

Io ho già votato Soru una volta e sarei pronto a rifarlo, se sapessi con certezza che ha capito dove e come ha sbagliato e voglia rimediare seriamente, la sua intelligenza non la metto in discussione magari qualche aspetto della sua visione della Sardegna si; io andrò comunque a votare perchè secondo me mi leggittima di più in un eventuale dibattito,altrimenti saremmo i soliti che parlano tanto e che però quando c'è da agire non combinano nulla, un pò in linea con l'AZIONE dell'azione cattolica..

Inserito da Francesco, il 12/15/2008 alle 13:22

Bellissimo: oggi sei stata la voce più libera di Liberazione.

Inserito da andrea m., il 12/15/2008 alle 14:50

Per questo articolo meriti una standing ovation. Pur essendo sostenitori di Soru non bisogna rinunciare al sacrosanto diritto di critica. Come hai detto tu il governatore ha fatto diverse cose apprezzabili ed ha commesso anche svariati errori ed è compito primario dei suoi sostenitori farglielo notare, altrimenti si rischia di diventare una copia a sinistra del partito fantoccio di Berlusconi.
Anche io tra l'altro non sono un sostenitore del male minore e Soru lo voterò convinto della mia scelta; al contrario alle ultime politiche non ho votato proprio perché non convinto da nessuno (e pur condividendo molte delle posizioni di Montanelli non credo che ci si possa turare il naso all'infinito).

Inserito da Daniele Addis, il 12/15/2008 alle 17:52

Cerchiamo di capirci.
1) Tra male maggiore e male minore, magari, guardandosi attorno, c'è qualche bene grande, medio o piccolo da poter scegliere in alternativa.
2) Soru è un uomo potente, non è affatto un ingenuotto o un idealista senza il senso della realtà, ma uno che sa perfettamente cosa vuole e anche come arrivarci.
3) In questi anni è stato gratificato da un'aura di superiorità e di incorruttibilità concessagli dall'essere il primo politico sardo di un certo spessore negli ultimi sessant'anni e forse addirittura dal 1402 a oggi (fatta salva la parentesi rivoluzionaria degli anni 1794-6). Questo, a prescindere dal merito delle sue scelte. Tuttavia, questo credito acquisito presso l'opinione pubblica ha fatto sì che si accogliessero acriticamente scelte e posizioni la cui correttezza e opportunità, in linea di principio, sarebbero state giudicate inammissibili se provenienti da chiunque altro. E' un po' il rovesciamento di segno (ma non di sostanza) della sindrome dei berlusconiani indottrinati (il conflitto di interessi, le leggi ad personam, i legami poco chiari con forze non esattamente democratiche, niente di tutto ciò conta perché in fondo Lui, Silvio, è buono, è un santo, è il nostro salvatore). A Soru sono state perdonate, dai suoi stessi seguaci, condizioni di fatto e azioni politiche che quelle medesime persone avrebbero condannato in qualsiasi altro caso.
4) Gli avversari di Soru (dai berlusconiani palesi o dissimulati, ai pezzi grossi delle nomenklature ex democristiane, socialiste e comuniste che gestiscono il partito fantasma del PD) sono talmente impresentabili e obiettivamente scadenti, sia dal punto di vista politico, sia da quello culturale, che finiscono per esaltarne ancor di più il carisma. Siccome lui lo sa, ci gioca alla grande (vedi decisione di dimettersi e comparsate mediatiche annesse e connesse).

Fatto sta che molti sardi odiano Soru con tutte le loro forze perché li ha costretti e continua a costringerli a fare i conti con la propria ristrettezza di orizzonti, con i propri limiti culturali ed etici, da sudditi che si attendono una grazia dal signore di turno, con o senza merito, solo in virtù della propria fedeltà. Soru ha chiamato i sardi al difficile compito di guardarsi allo specchio della propria storia. A molti non piace, a tanti non conviene.
Altri invece lo idolatrano, perché lo vedono come un libertador, il grande capitalista che parla come un capo-popolo, l'anima nobile che lotta per il bene collettivo contro tutti i particolarismi e mette un freno al saccheggio della nostra terra, la quintessenza del sardo indomito che finalmente rovescia la propria condizione di oggetto storico e si fa soggetto del proprio destino.
Ma anche quest'ultimo è un equivoco: al di là delle parole e delle dichiarazioni retoriche (patria, sovranità, bene comune superiore al bene individuale), Soru non ha mai sostenuto, con i fatti e nei momenti decisivi, alcuna intenzione di rimettere in discussione i rapporti di forza con lo stato italiano, né gli assetti sociali dominanti. Nemmeno laddove qualche strumento a proprio favore poteva vantarlo. Attendersi da lui il riscatto storico generale e definitivo dei sardi è inutile, oltre che utopico. Non si smuoverà mai di un millimetro dalla mera prospettiva autonomista e dall'orizzonte borghese liberale.
Se è questo che si desidera, prego: accomodarsi.

Certo è che nell'intero guazzabuglio dei due schieramenti politici principali (ma non unici), Soru rimane più d'una spanna sopra tutti gli altri. E non credo che avrà difficoltà ad essere rieletto.
Se questo sarà un bene o un male per la Sardegna, lo vedremo.
Nel frattempo, è legittimo lavorare ad un modello politico diverso, che magari faccia a meno di inciuci, di commistioni un po' torbide tra scelte di governo e interessi economici consolidati, tra mire cesariste e profitto aziendale. Spero che, dopo aver evitato fortunosamente di morire democristiani, la sorte non ci condanni a morire soriani (non in senso felino).

Inserito da Omar, la cui homepage è qui il 12/15/2008 alle 18:29

Son d'accordo con Omar nel dire che oltre i due poli c'è altro, o almeno lo spero vivamente, però son convinto che il nostro governatore dimissionario non vincerà le elezioni,perchè così come per Berlusconi esiste quello stupido fenomeno che si chiama antiberlusconismo a prescindere(su cui il cavaliere costruisce le sue fortune),in Sardegna abbiamo ormai l'antisorismo. Se avessi la possibilità io non boccerei Soru, non lo promuoverei, ma lo rimanderei a Settembre su alcune materie;ma credo che per quel periodo i giochi saranno belli che fatti...

Inserito da Francesco, il 12/15/2008 alle 21:01

Complimenti per l'analisi. Io credo che coloro che detengono certe quote capitale e certi patrimoni devono astenersi dall'avere inacarichi istituzionali di una certa importanza, sempre che,come si fa negli USA, il proprio patrimonio non venga messo a disposizione di una autorità indipendente e reso di pubblico dominio. Questo vale per Berlusconi e vale anche per Soru, non dimenticando che Soru ha fatto i soldi manovrando titoli derivati che, per chi li conosce, non sono di certo 'titoli onesti'. Comunque penso che per la Sardegna bisogna ritrovare l'orgoglio sardo e i partiti rappresentati nel parlamento nazionale di quell'orgoglio ne hanno un bel niente.

Inserito da Enea, il 12/17/2008 alle 18:01

Chie tribagliat isbagliat.
Soru at calchi problema de arreginu,
non semper resessit a bidere su cumpanzu
chi at de fronte. Nd'es
faeddat ' IL QUINTO MORO' chi isse at bidu.
Eo creo chi l'apet donadu ochiales nosos.
Su problema mannu non est soru ma zertos
omines de manca chi ant fatu ruere su
governu in Roma e como si cheren ripetere
in Casteddu. Ma pro aberrer sa gianna a chie?

Inserito da mario, la cui homepage è qui il 12/18/2008 alle 10:44

Mariu, sa pregunta tua est pretzisa, et si dda ponemus tottus, timende solu a ddu penzare a chie podit essi su mere malu de su tempus benidore, si pro calincunu maniggiu Soru no hat a passare, ca malu po malu a su mancus a issu l'amus mesuradu. Pro custu pentzamentu su chi timo 'eo est su therachimini de certos sardos, zente chi bastat chi tengant unu bìcculu 'e pane et funtis calescidos, mancai cussu pane siat fattu cun belenos et a pretziu de soberanìa tzedìa. Zente simile non ddi cheret cumpanzos, ca cun is cumpanzos toccat a pretzire su buccone, et a si picare responsabilidades comunas. Menzus su mere pro issos, ca pagu po pagu siat su chi ti 'ait, ti ddu pappas a solu cun fizzos tuos, et de su chi pappat su bighinu ti'nd-affuttis. Zente simile deo dda tengu in domo mea, zente chi si bendet pro unu triballu, pro unu postu de theraccu pro su fizzu, pro una pensione ottenìda chenz'e ndi tener dirittu. Et nos faeddamos de utopias, pro issos, fentzas candu faeddamos de Soru.

Inserito da Michela, il 12/18/2008 alle 12:11

Gentilissima Michela Murgia,

a molti lettori, come me d'altronde, conoscendo la sua indiscutibile obiettività, piacerebbe sapere la sua opinione sugli ultimi scandali abbattutisi sul PD di Veltroni.

Grazie.

Inserito da Raffaello Volpe, il 12/20/2008 alle 12:34

Cioè a molti lettori piacerebbe sapere se penso che i delinquenti siano delinquenti in qualunque partito si trovino?
Lo penso.

Inserito da Michela, il 12/21/2008 alle 12:29

Si, sono d’accordo. Quello che unisce questi ladri e assassini non è certo il colore a maschera dell’ideologia di destra o di centro o di sinistra. È la loro nullità. Ma i furti glieli avrei perdonati, se non avessero venduto anche tutta l’Italia allo straniero per una poltrona di latta dorata. Berlusconi pagherà lo scotto assai salato del mercato che lui stesso ha tanto osannato, assolutizzandolo: sarà capace di mantenere in quel momento lo stesso sorriso di sempre? Cadrà anche lui con i vari Ciampi, Amato, Prodi e Draghi. Compresi i signor Soru. Un tempo erano le crociate il focus dominante? Oggi è il mercato il Dio per cui si combatte, e in suo nome anche per la resa dei conti. Non è felice, Michela Murgia? Sapremo i nomi e i cognomi dei ladri e degli assassini…che disprezziamo.

Inserito da Raffaello Volpe, il 12/23/2008 alle 14:54

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Sia io che Accabadora siamo ancora in viaggio per la Sardegna: il 6 luglio a San Giovanni di Sinis e il 7 luglio a Sinnai con Chicco Gallus. Ci sono pochi giorni per votarlo come libro del mese a Fahrenheit indirizzando titolo e autore in una semplice mail a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo


L'8 luglio alle 18:30
alla libreria Piazza Repubblica Libri presento "racconti di un inverno studentesco", un'antologia delle storie che hanno meritato la pubblicazione vincendo il concorso di narrativa indetto dalla Needream per le scuole di Cagliari. Il volume, che verrà presentato alla presenza dei giovanissimi autori, ha la mia prefazione.

Informazioni più immediate sui miei spostamenti e sulle novità editoriali in arrivo si possono trovare anche sulla pagina di Facebook a cura dell'agenzia letteraria Kalama. Lo so cosa state pensando...


  Altre Madri è qui
Anna della pioggia è a questo link.
 

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Cagliari - Racconti di un inverno studentesco
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Magomadas - data privata
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