| Pagelle televisive |
|
|
|
| Scritto da Michela | |
|
|
Numero di commenti (13) - Aggiungi i tuoi commenti a questo articolo
You must javascript enabled to use this form
Io spenderei due parole sulla pochezza della presenza giornalistica, sia del conduttore sia dei due inviati della Nuova e dell'Unione.
Il giornalismo, lo sappiamo, ormai è caduto proprio in basso. Se sei preparato, curioso, eticamente intransigente e votato al servizio del pubblico (ossia, alcune delle principali qualità che dovrebbe avere un cronista) di sicuro non entrarai mai in una redazione, se non in visita.
Tuttavia, lo spettacolo penoso di tre giornalisti che non fanno nemmeno una vera domanda (per non parlare della mitica 'seconda' domanda) per due ore, non manca mai di deprimermi.
Cappellacci insignificante, con i foglietti degli appunti e le battutine velenose. Assolutamente non pervenuto.
Sollai e Sale perfetti a non farsi contrapporre, ma troppo autoreferenziali sui temi (le domande non aiutavano). Sale mi è sembrato stare un po' male.
Balia è il vecchio, e non è un appunto anagrafico.
Soru... quest'uomo ha fatto passi da gigante in comunicazione: incisivo, chiarissimo, è riuscito a dare un quadro esaustivo del lavoro fatto e allo stesso tempo avvilire Ughetto con un tono robustamente polemico. Gli indecisi hanno poco da indecidersi.
Dall'avvento del digitale terrestre non ricevo più videolina e sardegna1, non so fino a che punto sia un male;)
Per questo motivo ho letto il post e i commenti con interesse ancora maggiore.
Sono d'accordo con A. Virdis, ma il mio timore sono i fedeli di Silvio, cioè le persone che, se dovesse candidare un paracarro, voterebbero un paracarro.
Omar ti quoto in toto. A uscirne sconfitto soprattutto il giornalismo!
Se quel dibattito l'avessero gestito persone serie, tipo Andrea Massidda per La Nuova e Giorgio Pisano per L'Unione, io credo che avrebbe avuto ben altro tono.
Cappellacci a Sardegna1 alle 21 non si è poi presentato. Avrebbe dovuto affrontare Soru da solo, e forse era troppo per lui.
Ma oggi c'erano i candidati meno Soru su Rai 3? Se si, come sono andati?
Per quanto riguarda il confronto di ieri sono rimasto inizialmente stupito dall'aggressivitá di Soru, ho avuto l'improssione iniziale che si trattasse di attacchi scomposti dettati dal nervosismo... poi peró mi sono accorto che quegli attacchi non erano per nulla scomposti ed andavano a segno, uno dietro l'altro, prima su Balia e poi su Cappellacci (chi?).
Quando hanno parlato dei dati ISTAT e Cappellacci ha ripetuto per due volte, con le stesse parole, la frase imparata a memoria 'L'onorevole Soru vada a dirlo ai giuovani senza lavoro ecc...' mi sono cascate le braccia (il resto era giá cascato quando ho visto che consultava freneticamente i foglietti... ma dove l'hanno trovato?).
Il voto piú basso lo darei alla domanda su Eluana... inutile e posta malissimo 'ditemi si o no', ma si puó?
Sono d'accordo sulla qualità dei giornalisti in trasmissione, un confronto vinto da Soru a pieni voti ma senza delle vere domande si è assistito alla solita incontrollata ripetizione di bla bla bla
Non comprendo perché a molti Soru sia parso nervoso, solo perché ribatteva punto per punto. Non avrei fatto diversamente, e considero un pavido chi svicola dal confronto dialettico acceso per simulare un equilibrio che non c'è: quella di Cappellacci non è stata pacatezza, ma mancanza di nerbo e in più di un caso anche di argomenti.
Sale dico la verità l'ho trovato molto al di sotto del solito, in più di un caso confuso o vago, a volte ha detto cose solo per sè stesso (tipo che adesso tu qui dici che 98 e 2 erano % del ricavato dell'energia, ma lui ieri questa precisazione l'ha data per scontata, e chi non gliela aveva mai sentita dire non ha capito una emerita pala eolica). Spero per voi che la gente sappia che Sale non è un lider ma solo un frontman, e che dietro Sale ci sono fior di teste e di competenze che forse in quel confronto, ma anche senza forse, avrebbero fatto figura più incisiva.
A me invece pare che abbia vinto Sale, se qualcuno doveva vincere. Non perché sia il più preparato, anzi, ma ieri era come una partita a Risiko. Infatti erano in cinque, il numero perfetto x Risiko. Il più competente, il più esperto di tutti era Soru, senza dubbio. Ma quegli altri lo attaccavano a turno, e persa qualche armata, si è un po' innervorsito, cedendo troppi territori nel finale. Lui dal canto suo attaccava solo Cappellacci, e solo una volta, annientandolo, quel povero Balia, uno vecchio a tutti i livelli che più vecchio non si può. Così Gavino ha avuto via libera, e ha mostrato che rispetto a Sollai sta su un altro pianeta (da qui la proporzione Soru:Balia=Sale:Sollai). Dunque, se il confronto ha spostato voti, li ha spostati da Sollai a Sale.
Su Cappellacci avete detto bene e non commento. Pro caritade.
Ciao Michela, ti scrivo a quest'ora perché mi stavo divertendo a cercare quali complicati calcoli ed indagini hanno portato la CISL sarda e di conseguenza Cappellacci a dire che in sardegna ci sono 190000 disoccupati reali e non 75000. Credevo che fosse il frutto di complicate indagini statistiche ed interviste sul territorio, però poi mi è sorto un dubbio. Il dato l'anno preso dalla SVIMEZ, ma nella relazione del 2008 non ho trovato nulla di preciso riguardo alla Sardegna, dicevano solo che i disoccupati reali nel Sud Italia potrebbero essere addirittura il 28% e non l'11% ([www.svimez.it])... quest'altro documento, sempre della SVIMEZ, ([www.svimez.it]) inquadra più precisamente la situazione regione per regione... anche in questo caso dei 190000 disoccupati (e dei 300000 poveri) non si sa nulla. Come hanno fatto allora ad arrivare a quella cifra? Hanno sguinzagliato i loro segugi per stanare i maledetti disoccupati che non si vogliono far vedere oppure sono rimasti comodamente seduti e, mano alla calcolatrice, hanno fatto il seguente calcolo: 75000 (disoccupati) /11 (percentuale ISTAT) * 28 (stima SVIMEZ)... indovina un po' che numero magico ne esce?
Daniele caro, credo che capire la mente pidiellina sia molto più semplice di così: come ha detto Ugo, lui è andato di casa in casa, la statistica l'ha fatta personalmente.
Per la mente pidiellina ovviamente non mi sarei messo problemi, ma visto che spacciavano i dati come frutto di un accurato studio della CISL la quale li aveva calcolati in base al rapporto SVIMEZ un minimo dubbio che si trattasse di dati piú o meno reali, anche se calcolati in maniera 'particolare'.
Ora mi sono tolto anche quello, a meno che non mi si dimostri il contrario.
| < Prec. | Pros. > |
|---|







Breve report per i sardi che non hanno visto il confronto televisivo di ieri sera (e anche per quelli che c'erano).
Renato Soru 8 - Preparato, chiaro, sanamente polemico, si è ricordato sempre che i suoi interlocutori non erano i presenti, ma chi stava guardando. Alla domanda (di cattivo gusto) su Eluana ha trovato modo di rispondere elencando i fiori all'occhiello della sua gestione sull'assistenza ai 20mila sardi non autosufficienti. Ha speso i suoi migliori argomenti, ma stranamente non Master&Back. Alcune uscite del tutto fuori luogo (come quella antipatica di definire "storia troppo lunga" la presenza degli altri tre candidati oltre ai cosiddetti maggiori, il solito vecchio vizio) non cambiano il fatto che mediaticamente quest'uomo ha fatto passi da gigante rispetto alla sociopatia di cinque anni fa. Ottime e opportune tutte le stoccate a Cappellacci su Berlusconi.
Ugo Cappellacci 3 - Con gli amici a cena si era scherzato sul fatto che si sarebbe presentato con l'archetto all'orecchio come Ambra, ma quando abbiamo visto che leggeva veramente dai foglietti ci sono cadute le braccia. Tutto vago o insipido, ma sulla questione lavoro la debacle più evidente: nel suo programma ci sono solo incentivi statali alle imprese, nella logica assistenzialista del piano Marshall voluto dal suo mentore, e nemmeno un accenno agli svantaggi di partenza delle aziende sarde (vedi Sale). Sui dati della disoccupazione insiste a smentire l'Istat e triplicare i disoccupati ad muzzum, dando modo
Gavino Sale 7 - Nonostante pagasse l'evidente svantaggio di tempo di parola, è riuscito con pacatezza a portare nella discussione due temi che nessun altro ha toccato: il primo è che le aziende sarde non hanno bisogno di stampelle-bonus statali, ma di una riforma strutturale della fiscalità che abbatta il 20% di gap rispetto alle imprese italiane. Il secondo è la questione della rinegoziazione dei profitti prodotti con l'energia alternativa, dei quali attualmente solo il 2% resta in Sardegna, mentre il 98% finisce fuori. Ottimi paragoni con Malta (più di quelli con l'Irlanda), che con appena 400mila abitanti siede a pieno titolo nel consesso europeo delle nazioni e decide di sè. Su quel nodo ha costretto Soru al suo unico momento di tentennamento: il presidente uscente, con un incantevole capitombolo verbale alla vorrei ma non posso, ha lasciato involontariamente capire di desiderare di sedere in Europa alla pari, senza filtri. Ma tra i mezzi desideri di Soru e i 



