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La casa editrice Ilisso continua il suo progetto di ridare smalto all'intera produzione deleddiana, nota e meno nota. Nelle prossime settimane usciranno tre nuovi titoli di Grazia Deledda, tra cui Il nostro padrone con la mia prefazione.
 

Segni di vita intelligente

Attenzione, questa sezione contiene forme varie di resistenza al degrado. 

Ico Gasparri, il fotografo divenuto famoso per i suoi raid sulle pubblicità con la donna oggetto, ha fondato una associazione intorno al protocollo contro la pubblicità sessista. Stanno aderendo in tanti, perché c'è bisogno di uno sguardo diverso.

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A conti fatti PDF Stampa E-mail
Scritto da Michela   
Cossoine
postato su
corona de logu

A dieci giorni suonati dalle elezioni sarde, quando tutte le riflessioni che contano sono state fatte, questa potrebbe non aggiungere niente.  La sento però necessaria per me, perché per quanto sia stata forte l’iniziale tentazione di elaborare il risultato come un macroscopico caso di ipnosi collettiva, non può essere sufficiente a spiegare fino in fondo che cosa è accaduto sull’isola del tesoro. Sgombro l’equivoco per i vincitori: non ci sarà alcun “ci siamo sbagliati” alla fine di questa riflessione; per quanto possa sembrare difficile da comprendere a chi ha deciso che entrare ad ogni costo sarebbe stato l’unico parametro delle sue scelte, esistono anche opzioni che mantengono intatto il loro senso, che si vinca o che si perda. Mai come ora sono stata convinta che il metro della democrazia non fosse la maggioranza, ma le condizioni di conoscenza e consapevolezza in cui quella maggioranza si determina; e sul fatto che in Sardegna mancassero, sfido chiunque a smentirlo. Anche per questo, tentare di far passare questa sconfitta come un dato politico è una operazione spudorata che possono cercare di fare solo i vecchi marpioni del PD sardo, quelli per i quali la maggiore sconfitta sarebbe stata vincere con Soru, e che oggi rilasciano interviste accorate per spiegare politicamente la (sua) debacle.
Questi signori sanno sin troppo bene che gli atti politici sono un bene esclusivo degli uomini liberi, eppure non rinunciano a offendere la nostra intelligenza con la pretesa di far l’analisi politica del numero degli ingannati e dei presi per fame, o più beceramente per un buono benzina. A me non interessa dire quali sono stati gli errori di Soru e quali i punti di forza della destra; altri meglio e prima di me lo hanno fatto. Mi interessa invece leggere, nello sconcertante dato numerico delle urne, le ragioni assai più serie di quella che è evidentemente una sconfitta antropologica.
 
Su quel piano Renato Soru lo si poteva di certo obiettare sul metodo, ma era difficile dargli torto sul merito. È stato il mio percorso indipendentista che mi ha permesso di riconoscere nel suo progetto un più che degno compromesso tra la necessità storica che condurrà i sardi all’autodeterminazione futura e il pantano morale del momento presente, dove il massimo della scelta autonoma di cui i sardi sono capaci è il nome del padroncino locale con cui barattare il voto, in cambio di un diritto spacciato per favore personale. Soru, con tutti i suoi limiti, ha proposto una visione non facile, con un prezzo indubbiamente alto, ma anche l’unica che contenesse una prospettiva di lungo termine, più vicina agli obiettivi finali della mia scelta politica per iRS: chiedere ai sardi di assumersi in prima persona la responsabilità del proprio sviluppo. Dall’altra parte cosa c’era? L’offerta di un fantomatico piano Marshall (sic), una misura drastica per cui anche un cretino capirebbe che non ci sono i fondi, ma che anche se ci fossero, resterebbe comunque legata a una visione da sopravvissuti alla guerra, da terremotati della nazione, da alluvionati della storia, in un consolidato e comodo rapporto assistenziale. Era tra queste due visioni di mondo e di popolo che si giocava la scelta, e per questo dalle urne non esce solo la sconfitta di Soru, ma soprattutto l’incapacità di gran parte dei sardi di pensare a sé stessi come gente libera. Quello è il dato con cui bisogna adesso fare i conti, e non ha nessuna importanza l’essere di destra o di sinistra per capirlo, è sufficiente l’onestà intellettuale. 
 
Quella non la cercherò tra chi si vede già librato a tre metri cubi sopra il cielo, al grido sguaiato di Vox populista, Vox Dei. Non la cercherò nemmeno tra i nomi di coloro a cui si mostrerà la gratitudine dei numeri primi nel gioco ciclico dello spoil system. L’andrò a cercare invece tra quanti hanno capito la posta in gioco, come le persone che sono venute ieri a sentirmi a Cossoine, e che hanno perso la sfida di farlo capire ad altri per mancanza di coordinamento, di mezzi e di luoghi di elaborazione popolare in cui far crescere il rispetto di sé nella gente.  La cercherò tra chi quella sfida l’ha giocata affrontando la strada in salita di sapersi minoranza, come gli uomini e le donne del mio movimento, che sono riusciti a far crescere una moderna coscienza indipendendista in posti dove non fioriva nemmeno il cardo. La cercherò soprattutto tra gli intellettuali sardi liberi da rapporti di vantaggio con i poteri, che non abbiano mai rinunciato a esercitare un ruolo di critica vigile nonostante tutto e tutti, e che intendano nel futuro continuare a farlo. Il sogno che coltivo è che un giorno possano verificarsi condizioni in cui i sardi non si divideranno mai più sul cosa vogliono essere, ma al massimo sul come vogliano arrivarci. Per il momento, ha da passà ‘a nuttata.   
 
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Che palle non essere sardo.

Inserito da Alessandro, il 23/02/2009 alle 01:04

Il risultato elettorale si può leggere in diverse ottiche, ma come analisi primaria bisogna inquadrare cosa ha portato i sardi a optare per la scelta peggiore... innazitutto la scarsa e faziosa informazione ha fatto di soru il tiranno, il despota il prepotente, in quanto lui non ha la macchina mediatica del suo principale avversario per aver sponsorizzato cosa di buono ha fatto nei suoi 4 anni da governatore... ha influito quell'antipatica invidia tutta sarda che non ci togliamo dal dna neanche con doppie trasfusioni... e cioè la diceria della solita villa a Villasimius ecc. ecc... una componente politica vigliacca, quella che ha dato ragione ai più ignoranti, e cioè quella parte di pd che per interessi palazzinari, ha fatto cadere soru sulla legge urbanistica, e successivamente a portato gli adepti di quella parte di schieramento politico inesistente a votare disgiuntamente per Cappellacci... i media hanno costruito inoltre, nella mente di molti sardi, che il carretto del vincitore si potesse trovare o con l'uno o con l'altro... come se gli altri candidati non esistessero... la mia è un'opinione da apartitico, che ha volontariamente, seppur a torto, disertato le urne negli ultimi 5-6 anni e che, per puro caso, si è trovato a leggere qualche notizia sul sito iRS... ho seguito qualche discorso di Gavino Sale, e qui la mia convinzione che noi sardi siamo legati ad un'antipatico complesso di inferiorità del 'non farcela'... e cosi' si salta sul carretto facile facile... ma stavolta, pur consapevolmente che non avesse riscosso tanto successo da diventare governatore, ho votato gavino e iRS sulla lista... e ho visto che altrettanti che hanno votato Sale, hanno scelto altrettanto iRS nel candidato di lista... questa è consapevolezza di potercela fare, lavorare e sacrificare i propri sforzi affinchè i sardi comprendano che è arrivata l'ora di camminare con le proprie gambe, staccarsi da uno stato italiano in profonda crisi, ostaggio dei giochi sadici delle banche, ostaggio della corruzione, dove è in aumento la disoccupazione, la malasanità e la criminalità... tutti mali che finiscono per affondare per primi noi, che siamo da 60 anni una regione periferica di questo stato gravemente malato... se noi si riparte con una repubblica indipendente, fondata sull'onestà, sul rispetto della nostra terra, la valorizzazione delle risorse umane e materiali... beh presto parleremo di benessere e un essere 'come rinati'... noi (quelli del 3,1%) abbiamo un grande compito: dare fiducia ai sardi e creare quell'unione che porta in un'unica direzione... diventare una repubblica indipendente...

Inserito da max steri, il 23/02/2009 alle 01:29

Intanto da qualche giorno giro con un robusto elmetto giallo in testa, sapete non vorrei buscarmi in testa un pacco con pelati, latte condensato e fagioli borlotti.

È un problema antropologico. (punto)

Soru col suo vellutino ben tagliato ha dato (ahilui) un segnale dirompente che ha fatto scattare la costante complessante sarda, quella che siamo sardi ma solo all'agriturismo o per ballare dansa e dillu, giusto per qualche scampagnata, per il resto dell'anno siamo italiani, soprattutto italiani, seppur d'oltremare, un pò sfigati, di quelli che 'so stato du giorni a Roma e me so ambientato, ostricca!'.

Non si può votare uno che predica di camminare senza girello, si sa, poiché c'è l'hanno impresso fin nell'inconscio che siamo liberi di farci i cavoli nostri solo quando c'è qualcuno che pensa per noi.

Qualche giorno lanciai la provocazione di spostare la capitale nazionale sarda da Cagliari al centro Sardegna: Oristano o Nuoro, è innegabile infatti che Cagliari rappresenta da sempre un entità avulsa dal resto della Sardegna, più vicina ai centri di potere leciti e illeciti che non al retroterra autentico che la sostiene e alimenta la sua funzione burocratico-amministrativa.

Non è un idea nuova ne balzana, l'ha fatto anche il Brasile quando ha deciso di spostare la sua capitale da Rio a Brasilia, una città completamente nuova nel cuore del paese. Indipendenza o no sarebbe comunque un grande passo e non solo simbolico per rivitalizzare le zone interne delle Sardegna, poiché sono sufficienti un paio di legislature di centro destra per completare il completo spopolamento delle zone interne a favore delle coste, secondo il rapporto già pianificato di 8 :2.
Non sottovaluterei nemmeno l'influenza nefasta della casta clericale sarda, e la sua pesante interferenza elettorale, iniziata dall'arcivescovo cagliarìtano durante la visita papale e completata dai pranzi ecumenici offerti a Berlusconi durante i suoi week-end elettorali dai vari vescovi.
Mentre il povero Soru che solo sei mesi prima aveva versato nelle casse del signor Mani ben 1.4 milioni di euro, ha fatto campagna elettorale a furia di panini con mortadella.....
......de gustibus.

Inserito da Su Teraccu, il 23/02/2009 alle 10:17

nel video i tipici elettori del berlusca festeggiano la vittoria ballando:

http://www.youtube.com/watch?v=31x2WpuSAkA&eurl=http://catastrofe.tumblr.com/page/58

Inserito da mario, il 23/02/2009 alle 19:20

A conti fatti, IRS si conferma come la Sardigna Natzione degli anni 2000, l'era di internet, della musica e del pacifismo new age. Stesso risultato percentuale nelle liste regionali (anche se legge elettorale diversa) con all'attivo per SNI nel 1994 del 2,7% di elettori pari a 23.368 voti, senza contare il lieve incremento degli anni successivi. Il PSD'AZ viaggiava (con il carico degli attuali Rossomori) attorno al 6%, oggi al 4%...Possiamo affermare che in oltre 10 anni questa classe dirigente sardista ed indipendentista (benché qualcuno si erga ad opinion leader sacrificando il sardismo e consacrando se stesso) non ha migliorato la propria posizione come proposta politica di massa. L'attuale elettorato di SNI (mal digerendo l'arretramento verso AMPI) è piombato verso IRS e Soru, mentre Sale oggi racimola anche voti di protesta da Socialisti e dissidenti Margherita del PD. In sintesi: Il settarismo di IRS, il ritorno al pre-1993 di SNI e le diatribe interne tra tutti, gettano una lunga ombra di buio sulle reali capacità di espansione dell'indipendentismo oltre le solite percentuali. Si rimestolano i voti e le etichette, ma a quanto pare il sardismo rimane a pelo d'acqua rispetto al profondo blu (o rosso?) dell'indipendentismo. Tutto l'entusiasmo virtuale pre-elezioni si è scontrato con la dura realtà. Errare è umano, perseverare è diabolico: Non solo oggi non si apre la porta del dialogo anche al sardismo, ma si insiste con gli stessi errori mantenendo di fatto più o meno inalterato il bacino di voti. Non condivido la lettura di Michela e Omar Onnis. del resto era evidente: Movimenti costruiti ideologicamente per sorpassare i cugini che hanno finalità analoghe ma percorsi diversi non poteva che portare al lento sfilacciamento della necessità di giungere ad una proposta politica organica, unitaria e riformista per l'elettrato. Poi c'è qualcuno che dice che IRS è di per se unità...è con questo auto-erotismo che in 10 anni ad ogni scoppola elettorale non si è mai risolto nulla....

Inserito da Bomboi Adriano, il 23/02/2009 alle 20:44

See see... facciamo il conteggio degli spiccioli per vedere se riusciamo a ricostruire il bilancio generale! Indipendentismo? Ci sto, ma fra mille anni: con questi sardi è già molto se non mi tolgo la vita entro i prossimi cinque anni... ammesso che non ci tocchi ritornare alla gogna (perché queste non erano elezioni!) prima delle scadenze.

Inserito da MicheleM, il 23/02/2009 alle 21:23

Autoerotismo??? Bombò cos'hai contro l' amore-a-manovella, non è roba impura bensì una bella pratica per mantenere in esercizio la sala giuchi ed evitare che il cervello imploda sotto la pressione del testosterone in tempesta, ma ricorda che l'autoerotismo non è un mestiere come un altro ma un arte, ci vuole fantasia altrimenti da poesia e musica diventa un atto da giostra di mungitura.
Ognuno di noi sa che l'oggetto del desiderio dev'essere sempre diverso per provare il massimo orgasmo, un giorno la bionda, un altro la mora, magari la vicina di casa, la compagna di scuola oppure la cognata, insomma pippe si, ma con nesquick.
Ma tu caro Bomboi possibile che ti sollatzi solo masturbandoti davanti a quelli di iRS?
L'hai capito o no che iRS è riuscito a farsi avvicinare da uomini e donne che mai e poi mai avrebbero trovato convincenti il sardismo muffoso di Trincas e Maninchedda o l'indipendentismo di quelli che si considerano affini alla lega.
Quindi tranquillizzati, non preoccuparti per coloro che si masturbano gioiosamente in lungo e in largo sul treppercento, le moderne acquisizioni scientifiche dicono che non fa male e non menoma nemmeno la vista, piuttosto gli occhi si guastano sicuramente stando troppo tempo al pc per scrivere sempre le solite cose.
Ascò Bombò, da ometto a ometto ti posso dire che tanta gente gira attorno ad iRS solo perché ci stà un bè di buona gnocca (e gnocco), dammi retta Bombò, molla i tui freni inibitori entra in iRS, vedrai che qualcosa la buschi così ce la smetti con questa mania per le ammucchiate.

Non conosci la filastrocca:

Gnoccas bellas bi nd'at in tottue
ma che in iRS nademi inue?

Impippadebonde!

Inserito da Su Teraccu, il 23/02/2009 alle 22:11

Sono ancora frastornato e amareggiato, nonostante sia passata una settimana. Sono uno dei tanti che da Milano sono tornati esclusivamente per votare, e mai mi era capitato di sentirmi così coivolto da un'elezione regionale. Nonostante la delusione io credo che questa sconfitta sia solo un toccare un fondo dal quale risaliremo. Guardiamo bene il risultato, Soru ha ottenuto un 43% di consensi malgrado per 5 anni il gruppo Unione Sarda abbia descritto una Sardegna alla fame, dove gli scheletri dei morti d'inedia biancheggiano per le strade, malgrado tutte le voci messe in giro ad arte sulla proprietà di aziende, case nel Sinis, etc. D'accordo, ha vinto il partito delle seconde case, delle villette a schiera color salmone con gli infissi in alluminio e i climatizzatori a vista, ma tra gli sconfitti non vedo rassegnazione, piuttosto rabbia, voglia di reagire, di organizzarsi e combattere una battaglia che è prima di tutto battaglia culturale e di informazione. Berlusconi ha vinto perchè è il più autentico interprete dello spirito italiano, che vuole l'anarchia per se e il rigore per gli altri, che non risolve i problemi con l'impegno ma col ricorso al potente di turno. E i sardi, tranne poche eccezioni, sono italiani al 100%.
Infine un plauso alla coerenza dei miei compaesani cabraresi. Loro sono dei predoni che non vedono l'ora di fottersi il Sinis, se potessero spianerebbero Tharros e ci farebbero sopra delle villette a schiera(color salmone). Non hanno ottenuto niente di particolare da Soru e hanno votato la destra per il loro progetto immobiliare di massa, con coerenza appunto. Ma S.Elia, Capoterra, La Maddalena...

Inserito da Stefano, il 23/02/2009 alle 22:31

A mio avviso non ci crede neppure chi l'ha messa in giro questa storia per cui saranno contenti i palazzinari.
le sigle autonomiste sono state determinanti nella sommatoria dei voti per quel 10% in più sul centrosinistra, mi pare anch'esso un dato politico di rilievo. L'orientamento del voto è stato evidente e parlando tra la gente è emersa semplicemente la voglia di cambiare. Evidentemente la miseria non è nè di destra e nè di sinistra. Ma chiaramente quest'ultima ora dirà che i poveri hanno votato a lei ed i ricchi magari hanno spinto dall'altra parte. Tutte fantasie ovviamente. I danni ideologici dell'Internazionale Socialista importati da Togliatti e rilanciati da Berlinguer sono parte del dna della sinistra italiana da tempo. A furia di ripeterle certe cose si finisce pure per crederci.

Inserito da Bomboi Adriano, il 24/02/2009 alle 03:39

Cualbu era contento, ho visto una bella foto dove brinda felice con Cappellacci.
Il dato che conosciamo tutti è che il voto a Berlusconi è venuto anche, e molto, dai 'poveri'. Quelli che uniscono alle difficoltà materiali la scarsa cultura (in senso lato) e la scarsa informazione. Quelli che aspettano il piano Marshall e la manna dal cielo. Aspetta, aspetta....

Inserito da giusy, il 24/02/2009 alle 08:48

'non ci crede neppure chi l'ha messa in giro questa storia per cui saranno contenti i palazzinari'

> ci crede chi aveva terreni in attesa, o da compravendita, ci crede anche mio zio muratore e tutti quelli che soru si è inimicato con la 'salvacoste'

'le sigle autonomiste sono state determinanti nella sommatoria dei voti per quel 10% in più sul centrosinistra'

> avevi appena finito di lamentarti del tramonto indipendentista...

'Ma chiaramente quest'ultima ora dirà che i poveri hanno votato a lei ed i ricchi magari hanno spinto dall'altra parte. Tutte fantasie ovviamente.'

> infatti, purtroppo pure i 'poveri' l'hanno votato, è questo il bello

'I danni ideologici dell'Internazionale Socialista importati da Togliatti e rilanciati da Berlinguer sono parte del dna della sinistra italiana da tempo. A furia di ripeterle certe cose si finisce pure per crederci.'

> ne sei la dimostrazione :)

Inserito da Manuel, il 24/02/2009 alle 15:08

Sono triste. Ormai vince sempre il cavaliere. E anche con personaggi, come Alfano, la Gelmini o Cappellacci, che erano di popolarità modesta prima che fossero scelti prima da lui e poi dagli italiani (a dire la verità nonostante il ruolo pubblico la Gelmini e Alfano li ha scelti solo lui e/o il partito, non certo l' Italia che ormai non si sceglie veramente nemmeno i parlamentari. Grazie Porcellum!)...

Inserito da Marco Bastianello, il 25/02/2009 alle 18:57

Non è vero Manuel, non tutto dell'indipendentismo è tramontato: http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Ieri%20ed%20Oggi%20-%20URN%20Sardinnya%20ONLINE.gif Copiare e incollare link dell'immagine per credere...Nel mondo si danno tante cose per scontate, ma non lo sono affatto.

Inserito da Bomboi Adriano, il 25/02/2009 alle 19:17

ma quale commento ...grazie michela!

Inserito da gigi meli, il 27/02/2009 alle 09:43

Questo post è stato inviato e rigorosamente bannato, con bannatura perpetua per l'estensore, nel sito 'Sardegna e Libertà'. Si potrebbe perfino arrivare a capire la bannatura del post (niente di male e niente di eccezionale), si capisce meno la bannatura perpetua di una persona che fino a quel punto stava dialogando con le loro Santità.
Ma poi, pensandoci bene rimane poco da capire in merito a personaggi del tutto intenti a scolare l'ultimo e penultimo vermentino da bottino e da tresca per la 'vittoria(di chi? loro o di colui che tutto può?), parecchio dediti a scambiarsi bacini, coccole e cartoline illustrate fra di loro, con tanto di dedica e musichetta di sottofondo, in nome della battaglia e della cristiana crociata o in nome dell'odio talebano accertato e conclamato e ritornato nei confronti dell'unica persona che, poi e infine, si è caratterizzata (sarà avvenuto magari solo per caso, ma è così) nell'unica e vera battaglia sardista contro lo Ayathollah (si scrive così?) Maximo e che se la sta, contemporaneamente, facendo addosso per la paura di quanto potrebbe accadere e verificarsi nel malaugurato caso in cui dovessereo arrivare le scorie in Sardegna o qualche altra cosetta legata alle 'nuove e più moderne tecnologie'.
Una cosa è certa, comunque: è praticamente certo che quei perfetti talebani mai più avranno l'opportunità di vedersi valorizzare il loro sito web con gli interventi del sottoscritto per il semplice fatto che non interverrò mai più nella loro bettola o meglio ancora in quella stanza di collegio, che mi pare tanto più simile a una cappella dove i vari Signori e Monsignori preferiscono l'adorazione del Signore dei cieli e della terra piuttosto che 'stare terra terra' e dove si interloquisce e si interviene ormai quasi esclusivamente attraverso la lezioncina del luminare di turno o dei cattedratici aggiuntivi e aggiuntivi, ben infarciti e 'istruiti' dall'ultima verità lavata con perlana o dal dogma religioso o televisivo di ultima tendenza e dove sembra di essere capitati in un servizio a San Patrignano, vista la normalizzazione e l'unanimismo che in quel blog regna e che fa quasi paura.
Prolificano e si moltiplicano, chiaramente, gli esperti 'verdi' del nucleare... o gli esperti di informatica e dei massimi sistemi, qualcuno dei quali magari ha chiesto e che ora ritiene... 'di non dover chiedere mai'. Naturalmente mi sta venendo la tentazione di pubblicare il post anche da altre parti e, soprattutto, in blog letti a livello Nazionale. Ne avrei tutte le possibilità ma poi e in fondo non è neanche detto che sia tanto importante.... vedrò, insomma perchè, pensandoci bene, la cosa non è neanche importante quanto, che ne so, la fame nel mondo o le centrali e le scorie nucleari.

SAPETE, comunque, DOVE POTETE LEGGERE quel post?
NEL BLOG di Bruno Murgia (il blog della destra sarda!), che si è dimostrato di gran lunga più democratico di loro e questo io ho voluto dimostrare a lor Signori Mullar dell'ex Psd'Az che io avevo sempre votato fino a sfinimento, almeno fino a quando ero convinto che il Psd'Az non fosse formato dai Talebani e dai Mullar Oscar o Efis dell'ultima generazione, ma tant'è.

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SUL NUCLEARE, inviato anche a “Sardegna e libertà”.

Non si scherza, amici, belle parole!
Avete pensato a cosa accadde con le cattedrali nel deserto di Rovelli? La gente era entusiasta e, purtroppo, anche il Psd’Az.
Avete idea della campagna mediatica che ci e vi attende in favore dell’energia nucleare e avete presente quanti posti di lavoro si creerebbero come per i muratori di Cualbu o per Ottana? Vogliamo vedere che qualche Sindaco ispirato e illuminato sarà d’accordo e si proporrà pure? Accetto scommesse.
Purché la potentissima macchina mediatica sempre quella è e, se è il caso, non guarda in faccia nessuno, né nemici, né amici di vecchia e data o di data più recente e prossima.
Forse è meglio rimaniamo in attesa degli sviluppi anche se non inoperosi e magari non è neanche detto che tutto diventi all’improvviso cupo e nero come il carbone. Chissà.
Amici cari, io vi confesso che qualche perplessità e qualche pensiero l’ho avuto anch’io (non lo nego) ma i miei dubbi e le mie perplessità si sono dissolti in un attimo: dopo la calata in forze e in maniera scomposta di Berlusconi ho sentito una puzza di bruciato talmente forte e irritante che tutti i dubbi e tutte le perplessità residue mi sono passate all’improvviso e in modo definitivo. Troppo invadente la discesa, sospetta assai e, soprattutto, fatta in maniera da evitare anche il minimo rischio perché, vedete, io sono convinto che se in America un candidato alla Presidenza si fosse sottratto a un confronto televisivo non avrebbe vinto mai, neanche se si fosse girato a testa in giù. E penso anche che non solo un Pisanu, un Manichedda, un Giacomo Sanna, un Floris, un Mauro Pili ma neanche chiunque delle persone che scrivono in questo forum avrebbe avuto paura di un confronto con Soru nè avrebbe fatto tanti tatticismi perché su una cosa almeno Soru ha ragione: la gente, al di fuori dei sondaggi e dei tatticismi va messa nelle condizioni di scegliere e di farsi un’idea ascoltando le due campane e non sull’onda dell’ultima adunata alla quale ha partecipato. Magari un confronto non serve a spostare voti ma è una semplice e riconosciuta questione di democrazia e di…. palle.
Naturalmente, come detto da altre parti, io non sarò per niente convinto (volevo dire contento), qualora avessi visto bene, di dire che “ho avuto ragione” e continuo a fare, a questo punto, un tifo sfrenato per essermi sbagliato in maniera clamorosa e per aver pensato cose e fatti che magari non avverranno mai. Ma sono fatto così, ho pensato quelle cose e… non posso cambiarmi.
Tuttavia il discorso è anche di un altro tenore: davanti a decisioni di questo genere e di questa portata, davanti a scelte di carattere nazionale e forse sovranazionale, forse non sarebbe sufficiente neanche avere un Consiglio Regionale unanime e unanimista, figuriamoci un Consiglio Regionale costituito in buona parte da fautori del nucleare.
E, in tal senso, va senz’altro bene dire che “sul nucleare non si scherza” e che “ne consegue che il nucleare in Sardegna non si fa”, però rimangono i numeri e la realtà dei fatti e contro quelli risulta difficile far finta di niente. Attualmente i numeri sono crudeli, direi talmente precisi da essere quasi matematici e antipatici e dicono: 54 contro 26. Cosa cambierebbe se fossero anche 49-50 contro 30-31? Gente come Oppi e come Fantola pensate siano tanto sensibili a questi problemi? Non contateci. Forse lo sarebbero di più Floris (che però conta pochino) o qualcuno di AN o, al limite, se entra, un vecchiaccio testardo come Felicetto Contu, ma poi è tutto da vedere e verificare.
Una cosa è mobilitarsi contro la monnezza di Napoli e buttare sacchetti nel giardino di Renato Soru (crea folclore, colore, calore e applausi a più non posso), diverso è mobilitarsi sul nucleare in questa situazione di fatto, fatta in solitudine e in panciolle rimirandosi i successi elettorali e con i media aizzati contro: bisogna verificarne le forze in campo e gli effetti. La Sardegna non si mobilitò neanche in difesa delle scorie nucleari e preferì non andare a votare per seguire la campagna mediatica del parroco e dell’embrione uno trino e divino. Si mobiliterebbe ora?
Comunque non disperiamo più di tanto purché per costruire una centrale nucleare servono corsi d’acqua con caratteristiche difficili da trovare in Sardegna, per cui ritengo, semmai, che il problema sarà più quello relativo alle scorie e che forse dalle centrali nucleari ci salverà esclusivamente il fatto che una centrale nucleare in Sardegna troverebbe difficile realizzazione anche in Provincia di Oristano (probabilmente, quindi, ci salverà il caso e non certo la volontà di chi deve prendere le decisioni). Per contro abbiamo l’hancicapp (o il pregio?) di avere una scarsa densità di popolazione…… Achtung!
Comunque il 2020 ha ancora da venire e chissà cosa succederà nel frattempo!
Rimane sempre una questione per me di fondamentale importanza: è sicuramente un caso, ma l’accordo Italia-Francia è avvenuto una settimana dopo le elezioni… tuttavvia io sono il solito maligno, sono quello che continua a parlare sempre di Berlusconi quasi come se in Sardegna conti o abbia contato qualcosa e in qualcosa e perciò…. me ne rendo conto e chiedo venia, insomma.
Ma, sinceramente, ce lo vedete Cappellacci messo di traverso contro Berlusconi? Io spero che non ce ne sia bisogno perchè altrimenti, sempre e rigorosamente secondo me…. mala tempora currunt.
Comunque e infine, se serve mobilitazione contro le centrali nucleari, sono qui e non sarò uno di quelli che si tira indietro.
Saludi e trigu.
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Inserito da Elio, il 01/03/2009 alle 12:02

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News & endorsement


L'8 novembre sarò di nuovo in Sardegna alle 17 nella biblioteca di Norbello, mentre il 9 novembre sarò nella ex cantina Madau a Baratili San Pietro, dove presenterò Accabadora insieme all'attore Alessandro Melis e al musicista Ivo Zoncu.


L'11 novembre sarò a Ivrea, in una serata organizzata con l’Hospice eporediese condotta da Carlo Della Pepa, sindaco di Ivrea, con cui presenterò Accabadora.

Dal 12 al 15 novembre sarò a Cuneo per il festival Scrittorincittà. Il mio incontro sarà proprio il 15 alle 15, un dibattito sui lati oscuri delle famiglie insieme a Laura Pugno e Cinthya Collu, con Stefano Salis a moderare.

Informazioni più immediate sui miei spostamenti e sulle novità editoriali in arrivo si possono trovare anche sulla pagina di Facebook a cura dell'agenzia letteraria Kalama

 


  Altre Madri è qui
Anna della pioggia è a questo link.
 

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Norbello - Accabora
lun 9 nov 2009 @18:00
Baratili - Accabadora
mer 11 nov 2009 @18:00
Ivrea - Accabadora
dom 15 nov 2009 @15:00
Cuneo - Scrittorincittà
mer 18 nov 2009 @21:30
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gio 19 nov 2009 @20:45
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ven 20 nov 2009 @18:00
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