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The Maroni Identity (o dei figli di nessuno) PDF Stampa E-mail
Scritto da Michela   
generiamo persone invisibiliQualche giorno fa Chicco Gallus poneva su Corona de Logu la questione dell’ingiustizia di fondare la cittadinanza italiana sullo ius sanguinis (nascere da genitori italiani) e non sullo ius soli (nascere in Italia). Poteva sembrare un dibattito sui massimi sistemi, invece è un tema scottante e concreto, direttamente collegato a quello che sta succendo in Italia in questo momento verso gli stranieri, e di cui nessuno praticamente si è accorto (fatta eccezione per i soliti attenti).
 
Il ddl cosiddetto "sulla sicurezza", lo stesso che autorizza le ronde e la denuncia del clandestino da parte del medico, contiene anche una normetta (art.45, comma 1, lettera f) che impone agli stranieri in Italia di presentare il permesso di soggiorno per poter accedere a qualunque servizio di stato civile.
Il prevedibile risultato sarà che - tra le altre cose gravi che si comincerà ad occultare, morti e malattie comprese - tutti i clandestini presenti sul territorio nazionale non registreranno più i loro figli all’anagrafe, per non rischiare di essere scoperti e rimpatriati. I bambini che così nasceranno non solo non avranno diritto alla cittadinanza italiana, in forza del fatto che qui conta il sangue e non il suolo, ma non avranno nemmeno quella dei loro genitori: semplicemente non risulteranno nati. Saranno apolidi, senza documenti né diritti, cittadini di nessun dove. La loro invisibilità giuridica li renderà esposti a ogni abuso e all’abbandono, senza che sia possibile risalire al loro nome e ai loro genitori. In che modo questa negazione del diritto all'identità dovrebbe aumentare la sicurezza in Italia lo sa solo Roberto Maroni, il peggiore in assoluto tra le teste di serie di quella banda di xenofobi che si fa chiamare Lega.
 
La migliore risposta possibile, oltre all'indignazione attiva delle migliaia di persone che non sono ancora diventate fasciste a forza di speciali di Porta a Porta sulle tristi infanzie da indifesi squadristi di Alemanno e Gasparri, l'hanno data i pediatri aderenti alla FIMP. La riporto così come l'ha diffusa l'AGI, e se come me conoscete stranieri irregolari, rendeteglielo noto.
 "Rinunciate alla cittadinanza d'origine".
E' questo il provocatorio suggerimento lanciato dai pediatri italiani della Fimp agli immigrati irregolari. Un 'consiglio' che consentirebbe di aggirare la norma che da' la possibilita' al medico di segnalare all'autorita' giudiziaria i clandestini che si rivolgono alle strutture sanitarie pubbliche. "Secondo l'attuale ordinamento italiano - spiega in una nota Giuseppe Mele, il presidente della Fimp (Federazione italiana medici pediatri) - il bambino nato in Italia da cittadini apolidi ha diritto di cittadinanza, ragion per cui suggeriamo a tutti i genitori immigrati non regolari di rinunciare alla propria cittadinanza di origine ponendosi in tal modo sotto la protezione dell'Alto Commissariato Onu per i rifugiati. E questo a prescindere da qualsiasi motivazione li abbia spinti nel nostro Paese e, soprattutto, a prescindere da qualsiasi motivo abbiano per non voler rientrare nel loro Paese di origine". Una proposta provocatoria, che segue la durissima presa di posizione dei pediatri di famiglia italiani contro una provvedimento ritenuto "odioso, deontologicamente inammissibile, inefficace e pericoloso per la salute di migliaia di persone". E che, aggiunge Mele, alimenta il rischio dei cosiddetti 'bambini invisibili', "figli di immigrati che per paura non vedranno mai un pediatra ne' accederanno ad alcuna prestazione o vaccinazione".
 
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Questa gente spara cazzate propagandistiche senza pensare alle conseguenze, a dir poco sconcertante!

Inserito da Stefania, il 18/03/2009 alle 09:51

Non condivido Michela. Fin da ieri gli stranieri non regolari non registravano e non registrano all'anagrafe i nascituri per il semplice fatto che all'atto della registrazione dopo (a meno che il neonato non si presenti da solo ed in piedi all'anagrafe) vengono chieste le generalità degli eventuali genitori che accompagnano il piccolo. Oggi basta aprire un qualsiasi container diretto in Asia a Gioia Tauro e ad esempio ci troverete dentro cataste di cinesi morti....Il fatto dello jus sanguinis è solo un pretesto ideologico che è stato usato per fare chiasso contro il governo (come al solito). Lo jus soli nel diritto italiano contempla -come sempre- tutti i casi di nascituri privi di genitori e quest'ultimo problema è stato parzialmente risolto con il famoso CENSIMENTO nei campi (su cui tanti hanno parlato di classificazione da lager) e per cui l'UE non ha riscontrato reali discriminazioni. Tra l'altro il censimento esiste in molti stati e serve anche a coprire le deficienze dello jus soli rispetto al sanguinis. Se io sono lo stato devo sapere (attraverso il sanguinis ed il soli) dove dare i diritti, perché i fantasmi non possono ricevere diritti. Lo jus sanguinis deve esistere (bilanciato dallo jus soli) perché senza tale fattore verrebbe meno il criterio della nazionalità su cui si fonda buona parte dell'istituto della cittadinanza. E senza questo presupposto fondamentale, non avremo più un mondo come lo conosciamo oggi ma solo confederazioni di stati sorretti da comunità cittadine multiculturali e miscelate. Ad esempio, il non-nazionalismo di IRS in quest'ottica non avrebbe (e non ha) alcun senso compiuto perché senza il criterio della nazionalità (fondata esclusivamente sul sanguinis, da cui si genera la cittadinanza poi), il movimento non dovrebbe propugnare la liberazione della minoranza etnica sarda ma una generica e fumosa liberazione dei popoli e di nessuno in particolare, sardo incluso. E' vero che lo stato-nazione centralista oggi è in crisi, ma è altrettanto vero che dalla fine della guerra ad oggi le minoranze etniche hanno ripreso vigore nella rivendicazione dei loro diritti identitari (e civili) e questo fenomeno non può prescindere dallo jus sanguinis. A questo concetto ci sono arrivati in tutto il mondo e tutti i nazionalisti moderni e moderati, tranne quelli di IRS (se mi si consente la provocazione) poiché costoro troppo ideologizzati. La proposta di revisione costituzionale per la Sardegna (ad esempio) presentata da Cossiga nel 2006 per la Sardegna includeva infatti l'istituto della cittadinanza Sarda come base per il riconoscimento della Nazionalità Sarda. Aspetto su cui più volte ho ripreso (anche in privato) i sardisti che sono in ritardo sul concetto. La repubblica ed i diritti delle minoranze possono esistere se si riconosce il loro jus sanguinis (e per gli altri i diritti vengono assicurati dal Soli), se questo viene meno, allora che lo facciamo a fare l'indipendentismo in Sardegna? Identità è sinonimo di sanguinis. Niente sanguinis? Niente indipendentismo. Se si nega la Nazione (con riferimento alla propria etnia), si nega anche la sedia su cui si sta seduti. Ecco perché quello di IRS è un finto 'non-nazionalismo'. Il solo fatto di riconoscersi in una comunità dai tratti abbastanza definiti è nazionalismo. Da quì parte anche il concetto di patria, che non è affatto obsoleto.

Inserito da Bomboi Adriano, il 18/03/2009 alle 16:35

:
[...]il movimento non dovrebbe propugnare la liberazione della minoranza etnica sarda ma una generica e fumosa liberazione dei popoli e di nessuno in particolare, sardo incluso.

Infatti il movimento non propugna la liberazione di nessuna minoranza etnica sarda, anche perché l'etnìa sarda non esiste. Dovresti informarti meglio, perché questo non è affatto un tema caro ad IRS, non lo è a me nel modo più assoluto, ma in compenso è molto caro alla Lega, e vedo anche a te. Questo non stupisce, ma certo illumina.

Quanto al resto, sono sicura che non ti sfugge la differenza tra andare all'anagrafe per registrare un figlio dicendo 'mi chiamo Mohamed Alì' e andare all'anagrafe per registrare un figlio dicendo "mi chiamo Mohamed Alì" e sentirsi chiedere il permesso di soggiorno. La clandestinità non implica il non avere generalità definite, è solo una decisione unilaterale presa da un governo xenofobo per equiparare lo status di straniero a quello di fuorilegge.
Sullo ius sanguinis nemmeno discuto. L'unico sangue che dovrebbe dar diritti è quello umano.

Inserito da Michela Murgia, il 18/03/2009 alle 17:13

A proposito della possibilità di denuncia leggo adesso di una lettera di 100 deputati capeggiati da Alessandra Mussolini (non riesco a trovarla, sorry). Lì sostengono che la possibilità di denuncia + introduzione del reato penale di clandestinità si traforma in un obbligo di denuncia (e non solo per i medici).
Già è terrificante così, ma qualche giurista che gironzola in questo blog ne sa di più?

Inserito da dorian, il 18/03/2009 alle 20:21

quest'uomo si nutre ogni giorno a colazione di pizza e fichi

Inserito da manuel, il 18/03/2009 alle 20:22

Ha ragione la Mussolini, Dorian. I legali dei sindacati medici hanno spiegato che non è vero che la denuncia è facoltativa, perché essendo l'immigrazione un reato e il sanitario un pubblico ufficiale, non denunciando il clandestino, ne sarà penalmente responsabile. Epifani e Podda hanno mandato ai deputati una lettera che lo spiega bene: http://www.fpcgil.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/D.38dffc10de7e2c560626/P/BLOB%3AID%3D9833

Inserito da Michela Murgia, il 18/03/2009 alle 20:39

Questa è bella...adesso non esiste il Popolo Sardo ed IRS propugna l'indipendentismo della nazione fantasma! Il concetto di nazionalità inoltre non giunge certo tanto dal codice genetico e non bisogna fare confusione tra razza ed etnia. E' vero che non esiste una definita etnia Sarda, ma una nazionalità esiste (nel mondo in diversi casi tali elementi si fondono). La differenza di Mohamed Alì che hai riportato è irrilevante perché come ti ho detto risulta a pochi che un clandestino si presenti a dare le sue generalità per registrare all'anagrafe un figlio e chi è in età adulta raramente lo fa autonomamente (se magari è un giocatore dell'Inter ed ha un babbo adottivo con il portafoglio). E se anche fosse lo jus soli vale comunque, non è che è sparito. Il censimento come dicevo prima è stato fatto anche per questo, perché spesso non si sa chi c'è e se non si sa chi c'è ad un signor nessuno non gli si possono attribuire dei diritti. Questa del governo 'xenofobo' è solo pura ideologia e non corrisponde al vero. Io critico il governo Berlusconi per i problemi reali e non per quelli fasulli ideologici. Sono d'accordo sul fatto che è il sangue a dover dare i diritti, infatti attraverso la formula sanguinis e soli è quello che avviene, il resto è solo moralismo spicciolo. Se poi il governo su questo tema farà veri provvedimenti iniqui, il mondo se ne accorgerà e ti dò ragione per certa brutta propaganda Leghista, ma nei fatti a livello legislativo non è stato ancora fatto alcun reale provvedimento iniquo. Ad esempio in altri stati quando si va dal medico e non si è della Nazione ospitante la cosa si dichiara, c'è lo sportello con l'agente. Giusto oppure nò, se lo ritiene opportuno, uno stato ha il diritto di sapere chi entra nel suo servizio sanitario. Quello che non mi piace della vostra visione giacobina è che pretendete di avere ragione su tutto e se gli elettori in una democrazia scelgono in un senso allora sono 'stupidi'. Cercate di levarvi questa cosa perché non è piacevole e non fa di voi dei grandi intellettuali. Se vi lasciassero fare arrivereste all'eugenetica prima di quanto c'è arrivato Hitler sentenziando cosa è giusto e cosa nò. Quello che è ripugnante è l'aver etichettato come fascisti dei cittadini che seguono Porta a Porta. Una pessima caduta di stile.

Inserito da Bomboi Adriano, il 18/03/2009 alle 20:45

:
La migliore risposta possibile, oltre all'indignazione attiva delle migliaia di persone che non sono ancora diventate fasciste a forza di speciali di Porta a Porta sulle tristi infanzie da indifesi squadristi di Alemanno e Gasparri, l'hanno data i pediatri aderenti alla FIMP.

Traduzione semplificata per Adriano Bomboi:

'La migliore risposta possibile è stata quella dei pediatri della FIMP, insieme all'indignazione di tutte le persone che non si sono ancora convinte a diventare fasciste nonostante Porta a Porta insista a fare dibattiti-spot dove Alemanno e Gasparri affermano che la loro è stata una gioventù missina da vittime indifese.'

Sul resto, mi scuserai, dibatterò quando il CEPU mi passerà uno stipendio.

Inserito da Michela Murgia, il 18/03/2009 alle 20:54

Vabbè Michè, se vogliamo andare avanti per slogan allora non c'è nessun dibattito da fare. Mi limito a dire che non condivido l'impostazione con cui hai affrontato la materia. Un saluto.

Inserito da Bomboi Adriano, il 18/03/2009 alle 21:03

Dimenticavo sulla FIMP: E' demagogia, nessun clandestino in genere si presenta (da sempre) nelle strutture pubbliche per timore di essere identificato o subire chissàchè, da ben prima del provvedimento di Maroni. C'è una vasta letteratura di casi nelle prefetture di madri morte di parto in scantinati e di cinesini morti di polmonite dentro qualche fabbrichetta occultata. Per non parlare di africani trovati in sacchi dell'immondizia pieni di pallottole...Il clandestino genericamente ha paura da sempre a recarsi in un luogo pubblico se ha qualcosa da nascondere. Nei fatti non cambierà molto rispetto al presente, chi ha paura non si presentava prima in ospedale e non si presenterà domani, chi vuole vivere si presenterà e verrà curato lo stesso, con o senza permesso di soggiorno. E' solo propaganda che potrà urlare Borghezio in qualche comizio per dire che adesso spazzeranno via 'negri e musulmani'...Adesso sembra che sono state emanate le nuove 'leggi razziali' e che ci saranno chissà quanti casi clandestini di pericolo pubblico per la salute! I medici poi si ricordino che sono stipendiati dallo stato ed allo stato devono rendere contro di ciò che fanno. Se la cosa urta la loro sensibilità possono andare in qualche ONG all'estero e non rompere (a/i) Maroni.....Un saluto (2).

Inserito da Bomboi Adriano, il 18/03/2009 alle 21:36

Scusa, Adriano:

-a parte che, pure se i dati che riporti fossero veri (ne siamo certi? ci sono atti del ministro degli interni che riportano i dati che citi? Io vivo in un quartiere di Milano che è stracolmo di sirranieri, da cinesi sottopagati ad armeni e quant'altro, tutte queste nefandezze non le ho mia incrociate, eppure ci cammino in lungo e in largo), dicevo, anche se fosse, invece di legiferare in modo da evitare questa ritrosia del clandestino, legiferiamo in modo di sancirla, sdoganarla come dato accettabile, ué, lo dice anche la legge che devono morire di raffreddore?

-che in tutto il mondo civile esista l'obbligo di dichiarare la nazionalità, la provenienza, nelle sedi sanitarie, anche questa mi sembra una bufala bella e buona (negli USA so per certo che non esiste simile obbligo), e anche se non lo fosse, direi che chidere la nazionalità ci sta, ma chiedere la nazionalità e poi chiamare la pula, ci sta solo se siamo quel peletto xenofobi, inutile attaccarsi al mito 'io critico il governo sui fatti', che secondo me chi ha questa adorazione dei fatti come te, li pone così tanto sull'altare della devozione che trasfigurano in Divinità d'Accatto, che se NON è un fatto che una legge spedisce dei nascituri nel limbo degli inesistenti, però è un fatto, un FATTONE via, che il governo sta facendo bene con la crisi.

Al barsport, siamo tutti epistemologhi della nazionale, via.

Inserito da Leo Vacca, il 19/03/2009 alle 11:49

Per Leo: E' normale che da Ministro mi sarei occupato di verificare se esiste un fondato rischio per la salute pubblica e certamente al Viminale non c'è solo Maroni...E chiaramente da Ministro non avrei ritenuto attendibile a prescindere il comunicato di un sindacato medico ideologizzato ma l'avrei fatto valutare e certamente non avrei preso in considerazione una lettera di protesta di settori ben precisi del PDL in Parlamento che si avviano ad un Congresso e non vogliono delegare alla Lega alcune materie su cui in passato hanno avuto il monopolio....Altrimenti perdono quel poco di identità che gli resta e al nord perdono pure elettorato....Negli Usa se sei un messicano senza permesso di soggiorno e fai il far west in un bar con dei tuoi compaesani, dopo non ti presenti con una ferita d'arma da fuoco al pronto soccorso, cerchi qualcuno che ti aiuti o se vai in ospedale dopo partono accertamenti. Ma questo succede anche in Italia da prima del DDL Maroni. La questione delle malattie: se entra una clandestina in ospedale negli USA, anche se in stato di incoscienza...non è che sta lì perché è in villeggiatura...viene curata lo stesso ma se e quando sarà in grado di parlare gli si fa un questionario e si fanno verifiche sulla sua identità..se poi salta fuori che non ha un permesso di soggiorno dopo le cure viene espatriata (non ti so dire però se questo varia a livello federale, ovvero stato per stato). Ma tutto ciò non ha mai creato epidemie sanitarie su vasta scala o violente polemiche condite di fascismo. Il Popolo Italiano vive tutto come un tifo tra squadre, fa parte della sottocultura popolare, adesso c'è questa cosa..dopo un po ce ne sarà un'altra...è il solito teatrino di destra contro sinistra in cui gli intellettuali nel maldestro tentativo di dare il loro contributo si allineano a cose che spesso non sono del tutto fondate...Per il raffreddore basta andare in farmacia e lì non ti mettono le manette...Per il resto, secondo me se un medico rende conto allo stato di quello che fa non è sbagliato in linea di principio. E se ciò soprattutto non costituisce un elemento reale di pericolo per la salute pubblica riguardo la galassia della clandestinità. Comunque vediamo...il mondo osserva...

Inserito da Bomboi Adriano, il 19/03/2009 alle 13:51

a me sembra che bomboi adriano dia per scontato che l'immigrato che non ha permesso di soggiorno debba anche essere per forza un delinquente o giù di lì...se non è qualunquismo questo, mi domando cosa lo sia. il punto nodale è il fatto che il governo smentisce una realtà di fatto, è cioè che un operatore in veste di pubblico ufficiale non può, di fatto, evitare di delazionare riguardo a un clandestino. E' piuttosto semlplice da capire. Il resto sono solo diversivi.

Inserito da michelaT, il 19/03/2009 alle 17:55

Io non ho detto che chi è clandestino sia giocoforza delinquente, ma il trovarsi su un territorio dello stato e viverci senza permesso può essere una forma di reato (lo dico questo al di là della legge). Si presuppone che se un individuo entra in uno stato e ci vive senza preventivamente allinearsi ai regolamenti che quella democrazia si è data, vuol dire che c'è un problema di base. Ma il problema di base apre un discorso molto più ampio che è quello della povertà globale e va oltre il singolo stato. In questo senso ritengo che la materia debba essere affrontata da organismi sovranazionali come l'UE (nel nostro caso) e non dai singoli stati (con i loro blandi trattati bilaterali con i paesi d'origine). Ma finché l'Europa politica rimane un sogno, i singoli stati per quel principio suddetto possono regolarsi come meglio credono. Anche se queste misure possono rivelarsi inadeguate. A parte che poi spesso chi viene espulso se vuole tornare in Italia non trova molte difficoltà a farlo....

Inserito da Bomboi Adriano, il 19/03/2009 alle 18:18

caro adriano, l'argomento principale del post erano i bambini, i 'figli di nessuno' e tu hai dato sfoggio del tuo migliore nazionalismo negativo un pelino xenofobo forse, o quantomeno spaventato.. il problema non è che chi entra deve sottostare alle leggi e non lo fa (come supponi tu), ma che entrano anche dei disperati che nonostante rispettino la legge tu li vuoi cacciare perché sono poveri e hai paura

Inserito da manuel, il 19/03/2009 alle 23:41

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L'8 novembre sarò di nuovo in Sardegna alle 17 nella biblioteca di Norbello, mentre il 9 novembre sarò nella ex cantina Madau a Baratili San Pietro, dove presenterò Accabadora insieme all'attore Alessandro Melis e al musicista Ivo Zoncu.


L'11 novembre sarò a Ivrea, in una serata organizzata con l’Hospice eporediese condotta da Carlo Della Pepa, sindaco di Ivrea, con cui presenterò Accabadora.

Dal 12 al 15 novembre sarò a Cuneo per il festival Scrittorincittà. Il mio incontro sarà proprio il 15 alle 15, un dibattito sui lati oscuri delle famiglie insieme a Laura Pugno e Cinthya Collu, con Stefano Salis a moderare.

Informazioni più immediate sui miei spostamenti e sulle novità editoriali in arrivo si possono trovare anche sulla pagina di Facebook a cura dell'agenzia letteraria Kalama

 


  Altre Madri è qui
Anna della pioggia è a questo link.
 

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