| Mettimelo per iscritto |
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| Scritto da Michela | |
![]() Magari poi per salvare la faccia (e non permettere a qualche altro soggetto politico di fare il salvatore della patria) lo finanziano lo stesso, ma intanto questo è il gruppo di mobilitazione su FB che sta facendo mail bombing all'assessorato alla cultura. E questa è la mail dell'assessore: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Aggiornamento del 31 maggio: lo finanziano. Lo rende noto oggi Cappellacci in una lettera "aperta ai gavoesi" dove spala merda su Fois e lo accusa di essere un visionario con manie persecutorie. Buon senso vuole che a Gavoi anche le pietre sappiano che senza la voce autorevole di Fois il festival sarebbe saltato senza colpo ferire, a puro titolo di vendetta politica trasversale. L'importante è aver portato a casa il risultato? Certo che sì, ma se anche lo stile può dire qualcosa di un uomo, Cappellacci ha rivelato un mondo intero (che sospettavamo, he). Avanti così, berluscones. |
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Salve! Per la 'par condicio' in tema di Festival di Gavoi segnalo anche la posizione dello scrittore e giornalista Gianfranco Pintore non d'accordo con la posizione di Fois: http://gianfrancopintore.blogspot.com/2009/05/caro-marcello-fois-vai-avanti.html Per il resto, continuerò a leggere i vostri libri purché nella rissa non vi stacchiate tutti i capelli...
Ma cosa ci si aspetta da una giunta regionale del genere? Una giunta di cui fa parte un'assessora alla cultura che, per rispondere alle lamentele sul destino di Gavoi da parte del presidente della provincia di Nuoro, rassicura sui finanziamenti a Oniferi (sic)???
Adriano, scusami se sorrido, ma cosa altro potrei fare leggendo di solidarietà volterriane in bocca a chi ha speso fiumi di parole nella speranza di fare la forca al festival di Gavoi? Pintore sono anni che ha posizioni avverse al festival, e lui e altri come lui hanno cercato di costruire l'idea infondata che Gavoi fosse un festival di peones italioti che rubavano risorse per fare ponti d'oro agli stranieri a danno della vera cultura sarda. Giusto per fare nomi, che è sempre bello, ancora l'anno scorso la AES chiedeva alla Mongiu di poter 'entrare nella gestione di Gavoi', immaginando forse un'altra Macomer.
Per i non addetti ai lavori: Aes=Associazione Editori Sovvenzionati.
Lietissimo della notizia. Mi augurerei che simili questioni cadessero nel dimenticatoio, prima o poi.
La logica dello spoil system, in Sardegna, si concretizza in una bassa spartizione delle risorse tra i clientes di turno e, appena qualcuno se ne dice scontento, anziché avviarsi un dibattito pubblico, aperto e onesto, parte la guerra tra bande.
Il problema è che in questo come in altri casi non può vigere come regola aurea il famoso 'mors tua vita mea', perché la cultura, il livello di consapevolezza, la coesione sociale e civile, ecc. ecc. crescono per reciproca contaminazione. Meglio farne uno in più, di festival, che uno in meno, specie se l'esborso per le casse pubbliche è veramente esiguo e il ritorno in termini culturali ed economici è indubitabile. E non solo festival, naturalmente.
Ma alla cricca che governa Castel di Calari e da lì la Sardegna intera, cosa mai può importare di ciò? Non è da loro che dobbiamo attenderci l'illuminazione.
Fa specie, viceversa, il silenzio sempre più assordante di gran parte dell'intellettualità isolana, così faconda e onnipresente nel quinquennio soriano ed ora ammutolita come una statua. In questo vuoto di elaborazione e di coraggio civico, sapere che un Gianfranco Pintore, pure critico su Gavoi e ciò che esso ai suoi occhi rappresenta, ne difende l'esistenza, secondo me è un buon segnale.
Speriamo che ne arrivino altri. Ce n'è bisogno.
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