| Respingimenti vari |
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| Scritto da Michela | |
![]() Ma se in Vaticano c’è poco da lodare, nemmeno in Sardegna c’è consolazione possibile.
Prendo il caso dell’impresentabile vescovo di Cagliari monsignor Giuseppe Mani, opportunamente ribattezzato Monsignor Money dopo essere riuscito a farsi cacciare dalla regione Sardegna un milione e quattrocentomila euro per organizzare la visita papale di appena un giorno del settembre scorso. Anche volendo dimenticare il chilo e mezzo di calice d'oro massiccio donato a Sua Santità (il sardo graal), anche scordandoci di colpo le opinabili posizioni del presule in merito alla benedizione di eserciti armati, anche stendendo un velo pietoso sulle sue imbarazzanti dichiarazioni pro Forza Italia in campagna elettorale, non si può evitare di prendere in considerazione la sua omelia al funerale dei tre operai della Saras morti la scorsa settimana in un evitabilissimo incidente sul lavoro. Diverse lettere me l’hanno segnalata, riportando ripetutamente il passaggio più discutibile, denso di un fatalismo che lascia interdetti: "Ogni lavoro è intriso di sangue, ma non per questo è meno desiderato. Il lavoro era la dignità di questi uomini...". L’amico Giovanni in particolare mi scrive indignato: “Non una parola sulla necessità che gli industriali osservino di più le norme di sicurezza sul lavoro. Il nostro cappellano militare ci ricorda col suo tono paternalistico che la nostra vita è intrisa di sangue e che dobbiamo accettare questo calvario che ci dà dignità.” Caro Giovanni, hai ragione. Non una parola nemmeno sul fatto che il documentario OIL di Massimiliano Mazzotta - che proprio nei giorni prima dell’incidente andava nelle sale denunciando lo stato di totale insicurezza delle condizioni di lavoro delle ditte appaltatrici della Saras – era e resta oggetto di una richiesta di sequestro da parte dei legali della famiglia Moratti, che non ne gradiscono i contenuti. Un altro vescovo davanti a questo fatto avrebbe aperto i saloni parrocchiali per proiettarlo e mettere in guardia le persone sui rischi che corre la loro vita, ma non possiamo aspettarci che a farlo sia chi è convinto che a dare la dignità agli uomini sia il lavoro in una raffineria, affermazione che basta da sola a giustificare eventuali intrisioni di sangue. In proposito ha scritto molto opportunamente Omar su Corona de Logu. Pur nell'indignazione, coltiviamo profezia senza stancarci. Questa schiatta di farisei senza pudore prima o poi se ne andrà. |
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Ogni commento è inutile. É di oggi la notizia che un insegnante è stato sospeso per due mesi a stipendio ridotto per aver osato chiedere ai sui allievi quale materia avrebbero scelto fra religione, storia delle religioni e diritti umani. Con ovvi risultati. Questa gerarchia cattolica che si fa complice di un potere politico ipocrita e più sepolcro imbiancato che mai è sempre più pesante, pronta a giustificare anche il razzismo, l'ingiustizia e la totale mancanza di etica. Non sono certo i rappresentanti del Cristo di cui è scritto nel vangelo.
'erezione semantica'.
tu sei un genio, Michela Murgia.
Ma va? Non ci posso credere…… qualcuno sostiene che “sei sempre puntuale nella critica con la Chiesa”? Non capisco come possa esserci gente cosi intrisa di pregiudizio da sostenere una tesi assurda come questa. Vergognatevi!!
Tutti gli irregolari sono forestieri ma non tutti i forestieri sono irregolari mi pare banale sia sul piano logico che semantico. Se voglio parlare di “umanità” non parlo di “esseri viventi” e non mi si può contestare la scelta semantica perché fino a prova contraria l’uomo è un essere vivente.
Comunque sull’argomento mi dicono che da qualche settimana gli sbarchi clandestini si sono bloccati (situazione ovviamente da verificare), se questo fosse vero vuol dire che con elevate probabilità un certo numero di persone ha evitato l’annegamento. D’altra parte mi rendo conto che tale aspetto (pur importante) per gli uomini di “buona volontà” debba essere valutato come secondario se non quasi irrilevante se percepito a discapito della giusta causa della diffusione dell’evangelo della fratellanza, della lotta alla xenofobia e al razzismo, della solidarietà, dell’ integrazione multiculturale, dell’accoglienza del diverso……..
Mi preme ricordarti che pure in Sardegna siamo in Italia e non in India. Sul territorio italiano perdura anche se stancamente una certa cultura cristiana (non induista) , per cui il lavoro è parimente dignitoso se svolto come operaio in una raffineria o come dirigente di una grossa industria (può sembrare assurdo ma è cosi dal punto di vista cristiano). Questo non significa minimamente che non sia fondamentale la sicurezza cosi come la responsabilità di chi e tenuto a verificarla e metterla in atto. Tuttavia, sostenere che il lavoro è dignitoso solamente se sicuro, renderebbe non totalmente dignitoso nemmeno volare per un meeting in Brasile.
Per inciso mi ha stupito il differente modo con cui questa drammatica vicenda è stata trattata dai media rispetto al caso Tyssen, chissà qual è il motivo………
Luigi, mi cadi così come la signora Longari...
:Tutti gli irregolari sono forestieri ma non tutti i forestieri sono irregolari mi pare banale sia sul piano logico che semantico.
Purtroppo nel caso specifico degli sbarchi è vero il contrario: tutti i forestieri sono irregolari, perché arrivano senza permesso di soggiorno. Da quando la Lega si è pregiata di far diventare reato la clandestinità, entrare in acque italiane è delinquere.
:...sostenere che il lavoro è dignitoso solamente se sicuro...
Mai detto questa sciocchezza. Ho detto invece che Mani dice una cosa gravissima quando sostiene che 'il lavoro è la dignità di un uomo'; equivale a dire che un uomo senza lavoro è anche senza dignità, ed è consequenziale che quindi vada bene anche un lavoro insicuro.
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Prendo il caso dell’impresentabile vescovo di Cagliari monsignor Giuseppe Mani, opportunamente ribattezzato Monsignor Money dopo essere riuscito a farsi cacciare dalla regione Sardegna 



