| Eppur si muove |
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| Scritto da Michela | |
Auguro di cuore al festival di Seneghe di avere i finanziamenti che merita, ma per amore di verità devo evidenziare il mio stupore per questa frase: "Gli altri anni - scrivono il presidente del comitato organizzatore Mario Cubeddu, il direttore artistico Flavio Soriga e i soci organizzatori - il contributo al Cabudanne veniva deliberato contestualmente a quello riservato all'Isola delle Storie di Gavoi. Abbiamo saputo che la Giunta ha deliberato il finanziamento solo per Gavoi. Questo significa che non ci sarà per noi alcun contributo?" Se è vero che i destini economici dei due festival erano così connessi, perché non mi ricordo di aver sentito qualcuna di queste persone dire una sola parola di pubblica solidarietà a Gavoi mentre il suo comitato si batteva con le unghie e con i denti per garantirgli l'esistenza? |
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Non potevano parlare: stavano masticando i pop corn mentre si godevano lo spettacolo! Adesso invece si accorgono che Gavoi stava facendo una battaglia di principio comune.
Me lo ero chiesto anche io, anche se non è la sola voce che è mancata. Come sempre tutti allineati e coperti.
Io questa storia non la digerisco. L'ho già detto a proposito dell'altro post relativo all'affaire Gavoi: possibile che in Sardegna debba sempre finire in una guerra per bande?
Il silenzio del mondo intellettuale sardo è stato più volte denunciato (qui, per esempio), non solo a proposito di questioni contingenti, ma anche in generale, sull'andazzo squallido che ha ormai preso la vita politica e culturale in Sardegna. Silenzio che perdura.
Eppure, in questo caso come in tanti altri, una alzata di scudi compatta, in nome di un principio, non della convenienza propria o del danno altrui (ahi, quanto caro a certi cuori fin troppo visceralmente sardi!), avrebbe forse ottenuto l'effetto di scuotere l'attuale governo regionale, mettendolo pubblicamente davanti alle sue pecche, ai suoi ritardi, al suo disinteresse.
In questa situazione io mi auguro che:
1) il festival di Seneghe riceva comunque il suo contributo regionale;
2) che la lezione serva di lezione a tutti.
È la solita maledizione evocata dagli spagnoli e rievocata da Sergio Atzeni.
Personalmente mi indignano di più gli squallidi giochi dei nostri amministratori che pur di farsi un dispetto hanno dato una mano al governo per far chiudere le loro scuole.
Continuiamo a passare leggeri.
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Auguro di cuore al festival di Seneghe di avere i finanziamenti che merita, ma per amore di verità devo evidenziare il mio stupore per questa frase: 



