| Face-Bookselling |
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| Scritto da Patrizio Zurru | |
![]() Volentieri cedo un po' del mio spazio a questa bella lettera di uno dei miei librai di riferimento, Patrizio Zurru, già noto agli appassionati per aver inventato la figura dello Scrittore Socialmente Utile (sbattendo famosi scrittori dietro il banco della sua libreria a consigliare libri altrui, iniziativa copiatissima in tutta Italia). L'altro pomeriggio mi sono svegliato dalla pennica pomeridiana con una strana voglia di riaccendere la fiammella della passione per il mestiere che faccio: il libraio. Lo spunto me l'ha dato la lettura di un libro pubblicato da una minuscola casa editrice, la Camelopardus. Il libro in questione è Lo Zebra , di Alexandre Jardin, pubblicato in francia da Gallimard e tradotto in italiano da una collega libraia, Sara Saorin. La molla che ha fatto scattare l'idea del Torneo di Face-bookselling è ripresa da un passo alle pagine 20 e 21 del libro: "Tutti si accontentano di conquistare una donna che fa capolino nella loro esistenza, ma nessun seduttore immaginario degno di nota si è mai arrischiato a riconquistare la propria moglie dopo 15 anni di matrimonio. Ed era proprio questo il punto che tormentava lo Zebra, perchè se autori del calibro di Shakespeare e Dante si erano guardati dall'affrontare il tema della riconquista, doveva essere perchè è un impresa impossibile". Ora, dopo 20 anni di attività in libreria cercavo anch'io l'ennesimo spunto per una riconquista del mio amore per i libri. Deluso dall'andamento del mercato, ovvero dall'idea che specie nelle librerie di catena e nei supermarket si proponessero sempre gli stessi libri, uguali per tutti, che avrebbero formato un'"idea di lettura", un metro uguale per tutti, un restringimento della scelta, dato anche dalla mancanza di operatori qualificati in moltissime di queste "librerie", ho provato in questi anni a inventare nuovi metodi di proposta del libro. Sono stato scrittore, editore, libraio e agente letterario. Ho inventato dei format, come "Scrittori Socialmente Utili", cioè ho provato a mettere gli scrittori dietro al bancone, per fargli provare quanto sia difficile il nostro mestiere, il parlare in continuazione di libri senza cercare di vendere una cosa invece che un'altra, senza cioè trattare il libro come una maglietta o un barattolo di fagioli. Ogni anno regalo per un giorno la libreria ai clienti, che se la gestiscono come fosse cosa loro, dalla disposizione dei libri a scaffale, ai consigli agli altri avventori, fino all'allestimento della vetrina. E ora questo torneo. Perchè ho bisogno del conforto di altri colleghi che condividano la mia passione. Perchè il cliente è come una moglie/marito che devi stupire ogni giorno, come fa lo Zebra nel libro. Va coccolato, deve sentirsi a proprio agio nella libreria che ha scelto, e la deve scegliere non per motivi economici (leggi sconto), ma per la qualità della proposta. Perchè così come si va dal pizzicagnolo che ti vende gli alimentari e ti consiglia una ricetta particolare, e si possono scambiare ricette e consigli con gli altri clienti, così si deve andare dal libraio che pesca il libro fatto apposta per te. Magari quello di un piccolo editore che non ha le sue pile di libri esposte fra calze e scarponi |
Numero di commenti (3) - Aggiungi i tuoi commenti a questo articolo
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Tutto molto giusto e... molto moderno.
Stiamo tornando alle relazioni interpersonali anche nel mercato globale e andiamo verso nuove forme di editoria.
Non tutti capiranno, non tutti da subito... ma chi inizia prima, andrà più avanti!
Utopia pura. Per questo mi piace, approvo e sottoscrivo. Fiammetta Moretti.
Un grazie davvero sentito per questo articolo che condivido in ogni suo punto.
E grazie per aver scelto Lo Zebra e Camelopardus per questa sfida speciale e bellissima!
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