| Ora di privilegio |
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| Scritto da Michela | |
![]() Donatella, ti ringrazio per la ritrovata gentilezza, ma purtroppo non rispondi alle questioni che ti ho sollevato, e siccome sarei un po' stufa di dovermi prendere gli insulti nemmeno troppo velati di chi si ritiene vessato da squadroni di 'laicisti illuministi anticlericali massoni', vorrei davvero delle risposte, magari senza sentirmi messa in discussione nella mia appartenenza a Cristo solo perché faccio domande che qualunque cristiano con la coscienza libera davanti a Dio avrebbe il sacrosanto diritto di porsi. Perchè non vi si dovrebbe chiamare privilegiati, se lo siete?
1) lo siete perché quando siete passati da precari a insegnanti di ruolo vi è stata ricostruita la carriera sulla base dell'ultima posizione stipendiale e 'degli eventuali retributivi ad personam in godimento nella posizione pre-ruolo', cosa mai successa a nessun precario nella storia della scuola italiana (nemmeno ai precari cristiani, inspiegabile!). 2) lo siete perché prima che istituissero il concorso siete stati per decenni i soli ad avere un incremento biennale sullo stipendio pari al 2,50%, per gli anni di incarico annuale su nomina dell'ordinario diocesano, e ve lo siete ritrovato computato interamente una volta diventati stabili. 3) lo siete perché quelli di voi che sono ancora precari quell'incremento biennale ce l'hanno comunque, alla faccia degli altri precari, per il cui riconoscimento dei diritti la Cei non si è mai spesa. 4) lo siete perché nonostante la vostra sia una materia facoltativa, potete essere nominati presidenti di commissione d'esame del primo ciclo (con relativo trattamento economico) e addirittura formatori di altri insegnanti secondo concorsi interni, per esempio per quanto riguarda la diffusione e l'utilizzo delle avveniristiche LIM, un incarico che ovviamente permane anche in assenza dell'idoneità all'insegnamento. 5) lo siete perché se anche la curia vi ritirasse questa benedetta idoneità, quelli di voi che sono di ruolo possono passare ad insegnare altre materie e superare in punteggio colleghi entrati con regolare concorso. A chi altro mai succede di perdere cattedra e poter accedere a quella di un'altra materia senza passare dal concorso? 6) E siete dei privilegiati perché - a pari condizioni di preparazione e titoli - un non credente, un divorziato risposato, un genitore single o un appartenente ad altra religione non può insegnare la vostra materia, una discriminazione completamente anticostituzionale. Eventuali commenti starebbero meglio nella discussione originale , ma è facoltativo. Come l'ora di religione. |
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Bravona la nostra Massona, hai ricostruito perfettamente la catena di privilegi di questi insegnanti, e non sono privilegi da poco, visto che 'la religione' sta diventando un cinico e comodo sbocco lavorativo per alcuni disoccupati che non riuscirebbero altrimenti ad accedere all'insegnamento di alcunchè.
Ma il loro privilegio diventa ancora più insopportabile se consideriamo che le nostre scuole non riescono a garantire il diritto all'insegnamento alternativo alla RC. Ho sollevato diverse volte il problema in Consiglio d'Istituto, specialmente in sede di approvazione del POF, ma tutto si arena davanti alla scarsa o nulla dotazione finanziaria per l'insegnamento alternativo, tanto che nei POF l'ora alternativa viene liquidata con poche generiche righe, mentre la superstizione vaticana occupa lo stesso spazio delle materie 'normali'.
Poveri bambinetti indifesi, l'insegnante di scienze naturali gli spiega l'evoluzionismo e quello di religione il mito della creazione ad opera di dio onnipotente creatore del cielo e della terra e ..... degli insegnanti di religione.
Concordo. Anche ora che una visione distorta e pigra del politically correct ha ridato alla Religione i suoi crediti, penso che questa sia una discriminazione, soprattutto se (e temo sia così) tali crediti non sono riconosciuti alla materia ad essa alternativa. Una conferma di come anche oggi la Cattolica sia spesso considerata (anche dal Codice Penale!) una religione più tutelata, più uguale delle altre. Anche quando così non sia resta poi il fatto che si preferisce avere timore e rispetto di comunità religiose e relativi appartenenti convinti (non parlo dunque di semplici battezzati ma di assidui praticanti, considerando che il battesimo non è una scelta del fedele) stando attenti a non urtare la sensibilità di un musulmano o di un indù, mentre poco viene fatto perchè si senta a suo agio chi non appartiene a nessuna di esse e, tra l'altro, per questo motivo, ha un mezzo in meno per far valere le proprie posizioni. Mi spiego: un religioso può semplicemente affermare che un certo valore, una certa pratica o un suo comportamento siano da considerarsi un intoccabile articolo di fede o una sua conseguenza inevitabile, spesso non dovendo nemmeno dimostrarne la necessità; un libero pensatore laico invece, quando onesto, dovrà ammettere che i suoi comportamenti sono frutto di convinzioni e scelte personali di cui ha tutta la responsabilità, senza nessun esercito che possa marciare dietro di lui (a meno che non sia iscritto ad un partito fortemente ideologico, di quelli che sono crollati con Tangentopoli) nè tanto meno
alcuna entità superiore a far da garante della bontà del suo pensiero (che a quel punto sospetto che smetterebbe di esser suo, sempre per chi consideri la religiosità come pura fede senza domande)
No, Marco, i crediti alla materia alternativa sono ovviamente riconosciuti. Il fatto è che non esiste nessuna materia alternativa, come ha detto benissimo Angelo Morittu nel commento prima di te.
La discriminazione è quindi anche tra l'ora di religione, che esiste a monte della scelta di farla o meno, e la materia facoltativa, che esiste solo dopo, e quindi non esiste.
Il problema è che invece di essere 'Storia delle religioni' o 'Educazione alla sacralità' o simili è un insegnamento confessionale, per cui chi se ne occupa o fa un (assolutamente impopolare) prolungamento del catechismo (che già mi suonava sospetto in tenera età, compresa l'idea di un dio che ti è amico, che però vuole guidarti ed è infinitamente più potente di te- quindi, ragionando, potrebbe benissimo fare a meno di te-e che poi si adira o si indispettisce se non segui le sue regole e simili banalizzazioni infantili del cristianesimo) oppure è multiculturale e prova ad improvvisare un discorso che vira verso l'antropologia e la psicologia, col risultato di un programma-ameba senza obiettivi e suddivisioni rigide. La mia esperienza personale è quella di un'ora assai più leggera delle altre e senza compiti in classe con nessuno studente che facesse un'altra materia e alcuni che si facevano abbastanza gli affari propri...
Mi son permessa di postare il tuo post sul mio facebook trovandolo davvero interessante e da portare alla lettura di molti.
Personalmente mi ritengo fortunato perchè il prete che al liceo ci faceva l'ora di religione ci parlava di Jung come del buddismo, invece di protrarre il catechismo. Fu la prima persona a parlarmi di Vangeli Apocrifi, per dire :-) Quindi -nonostanze le pregiudiziali di molti miei ex compagni di scuola- lo seguivo per ciò che poteva con grande soddisfaizone.
D'altro canto a che serve l'ora di religione?
Tu centri il punto sottolineando la non accessibilità ai laici a tale insegnamento, e poi l'assenza di una progettazione didattica accurata 'alternativa': di fatto esistono solo dei blandi surrogati, delle ore organizzate per parcheggiare i dissidenti, diciamo così.
Per non parlare dei benefici che citi più che puntualmente.
Mi associo ai commenti sopra: perchè non espandere le ore attualmente destinate alla religione, investendole però per alimentare laboratori sulla conoscenza inter-religiosa/confessionale/spirituale, sulla multiculturalità, o 'semplicemente' sulla intelligenza emotiva?
Non voglio finire troppo OT, ma che ne è stato del Concilio Vaticano Secondo? non erano già lì presenti indacazioni che mi appaiono contraddittorie con questa linea di condotta, anche rispetto al tema di cui parli?
saluti
fate solo pena.
Avete superato il limite dell'ignoranza. E' importante informarsi e conoscere prima di sputare sentenze completamente sbagliate.
Considerando gli ultimi due interventi, devo dedurre che hanno aperto le gabbie.
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