| Infeltriti e attenzionati |
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| Scritto da Michela | |
![]() La verità però è che Dino Boffo non può fare nemmeno quello, e infatti ha detto solo che nelle carte del processo non c’è niente sui suoi gusti sessuali; che questi poi siano comunque ampiamente conosciuti da chi conosce lui non ha nessuna importanza: checché se ne dica, l’omosessuale nella Chiesa è tollerato con larghezza quando sceglie la discrezione, tanto più se firma editoriali contro i diritti ai gay.
Però ora che la foglia di fico è caduta, il collaudato processo di smarcamento ecclesiale è già cominciato. Non inganni la manifesta solidarietà episcopale: quella serve solo a dimostrare al manganellatore che il padrone del cane non ha paura delle intimidazioni. Assai più rivelatoria è la posizione di Vittorio Messori, che se a suo tempo difese don Gelmini mettendo sullo stesso piano la sua tendenza alla molestia sessuale e l'incontinenza verso gli spaghetti all'amatriciana, adesso ha deciso che Boffo non si merita la stessa acrobazia dialettica. Infatti dalle pagine del Corriere la sua riflessione - camuffata da solidarietà pelosa - per contenuto di veleni tossici non si distingue dalla lettera anonima che Feltri si è divertito a spacciare per informativa poliziesca. Ad averne, amici così. O sarebbe meglio dire "attenzionati"? Fatto sta che, tra sostegni autorevoli e piccole vendette private, intorno al direttore di Avvenire c’è comunque già puzza di morto, anche se per ragioni di opportunità ci vorrà comunque un annetto - mese più mese meno - per vedere un altro sulla sedia di Avvenire e di Sat2000, e stiamo certi che sarà un bravo ragazzo di provata eterosessualità.* I morti allora seppelliranno i loro morti, ma intanto la diplomazia bertoniana è già al lavoro per i vivi: l'input è sanare al più presto la frattura col più amico dei governi visti negli ultimi quarant'anni, e i malpensanti hanno già ipotizzato che sull’altare di una nuova pax vaticana - insieme alla promessa di continuare a non toccare i finanziamenti alla scuola privata neanche nella maretta autunnale che si prospetta - andranno a finire anche la pillola RU186, le scalmane del capo dell'opposizione Gianfranco Fini per il testamento biologico e qualsivoglia proposta tesa anche solo di striscio a rendere l’omofobia reato. Le voci eventualmente fuori dal coro di questa ricostruenda armonia non solo non troveranno legittimazione, ma andranno incontro al richiamo ufficiale della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede: don Farinella, don Capitani e soci sono avvisati. *ore 14: arriva or ora la notizia che Boffo ha preferito non aspettare il cambio della guardia. |
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Eppure negli ultimi scambi di sciabolate e punzecchiature fra potere vaticano e potere berlusconico c'è qualcosa di nuovo.
Una specie di 'siamo amici ma comando io' contrapposto a un 'siamo amici ma comandiamo noi'.
Non siamo ancora a Papa e imperatore che disputano su chi nomina i vescovi, ma l'ordine di beccata in questo pollaio sta diventando un problema che nessuno dei due blocchi sembra disposto a lasciare nel vago e nel caso per caso, e di separare i territori di caccia mi pare che neppure se ne parli.
Vale come semplice osservazione naturalistica, purtroppo: che prevalga uno o l'altro le prospettive sono buie. Perfino per chi dovesse prevalere. Figuriamoci per tutte le persone qualsiasi.
Pare che Boffo infine si sia dimesso. O che sia stato dimesso.
Il che nulla toglie alle considerazioni di cui sopra.
Anche il mio grado di sopportazione verso queste amene vicende si sta infeltrendo. Alla fine, pur nella gravità della situazione, mi pare che si finisca sempre per trasformare tutto in un'arma di distrazione di massa.
Comunque, ho deciso che sarà una missione della mia vita trovare o creare a bell'apposta contesti retorici in cui utilizzare il verbo 'attenzionare'. Semplicemente meraviglioso!
Omar, dal tuo punto di vista hai ragione, dal mio invece quelle ecclesiali sono dinamiche importantissime, anche se messe in questi termini triviali. Boffo è stato per quindici anni Sua Emittenza Cattolica, la voce mediatica del progetto culturale di Ruini, e un eventuale nuovo direttore non implicherà solo un cambio di poltrona.
Poi restano le macerie di un atto di ritorsione senza precedenti nell'unica circostanza in cui Avvenire si era permesso un minimo - ma davvero minimo - dissenso con governo. E' un campanello d'allarme per chiunque, altro che distrazione di massa. Unisci i puntini a Repubblica, all'Unità e ai commissari UE, e apparirà come a qualcuno stiano saltando i nervi di brutto.
Eja, Michi, non nego affatto la portata di ciò che sta avvenendo, e vedo chiaramente che ci troviamo di fronte a un momento topico dell'era berlusconiana. Lungi da me l'intenzione di sminuirne la rilevanza.
E' solo che il sistema mediatico mainstream ha questo tipo di funzionamento del cavolo: viene fuori una cosa che potrebbe portare ad un minimo di resipiscenza collettiva ed ecco che te lo trasformano in tormentone senza capo né coda. Ormai non si capisce più da dove siamo partiti, chi abbia fatto cosa e perché. E' tutto voluto e ben orchestrato, lo so bene. Ma saperlo non me lo rende più digeribile. E mi chiedo anche quanti italiani ci abbiano capito qualcosa e siano in grado di discernere ragioni, scopi e conseguenze delle varie azioni, dichiarazioni, prese di posizione, ecc. di cui sentono parlare in TV (l'80% degli italiani si forma la propria opinione - su TUTTO - attraverso il satanico strumento, ricordiamolo).
Per finire, dico che mi scoccia non essere riuscito a inserire, in tutta la pappardella che precede, il verbo attenzionare. Porca paletta...
In una notte buia come quella che sta attraversando l'Italia è normale che tutte le vacche sembrino brune, ma è buffo associare il caso Boffo ai numerosi attacchi alla libertà di stampa che la cricca governativa sta portando alla vari giornali e giornalisti.
Visto che si parla di killeraggio metaforico, sarebbe utile conteggiare i morti metaforici che ha provocato il killer Boffo per i suoi mandanti in gonnella nera, vogliamo ricordarci le campagne dell'Avvenire sul referendum sulla legge '40, quelle sulla contraccezione, tutto il letame e l'odio sparato sul padre di Eluana, i diktat sul testamento biologico e via dicendo?
Se ai danni di Boffo c'è stato il reato di diffamazione, perché dimettersi? Perché non querelare i diffamatori?
In mancanza di chiarimento in merito alla presunta diffamazione è naturale pensare che al signor Boffo e ai suoi ex-datori di lavoro non interessi affatto difendere la propria reputazione in tribunale, evidentemente è troppo imbarazzante annunciare urbi et orbi che il verbo vescovile veniva propalato da un peccatore, e che peccatore!
E se Boffo, che non dirigeva un qualsiasi quotidiano italiano, ma i massimi organi propagandistici della religione cattolica, dove non sono ammesse debolezze sessuali di nessun genere, stava in quel posto evidentemente poteva contare su potentissime coperture.
Perché il vaticano abbia deciso di mantenere a libro paga un peccatore come Boffo lo scopriremo solo vivendo, .....se vivrà abbastanza.
Scusate, un commento sarcastico un po' OT. Se qualcuno accusava Boffo di essere gay, che quindi secondo i canoni della Chiesa Romana Cattolica non era perfettamente funzionante, qualcun altro pare voglia dimostrare di essere perfettamente funzionante. Cito un virgolettato di Ghedini riportato da ansa, a proposito di una delle motivazioni che avrebbero spinto Berlusconi a querelare l'Unità: 'perché mai Berlusconi non dovrebbe poter spiegare a venti milioni di italiani, suoi affezionati elettori, che è perfettamente funzionante?' ( http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_1649842194.html )
Meccanici di tutto il mondo, uniamoci!
Che schifo, è il caso di dirlo: proprio una considerazione del cazzo dell'essere umano
cara Michela, condivido le tue affermazioni. Ma il punto forse è proprio che nessuno vuole accorgersi che il problema non è che un direttore di testate cattoliche sia omosessuale (tanto più che uno non dichiarerà o smentirà mai questo sulla scia di pressioni mediatiche così forti: a che pro?). il problema è che il Capo ormai non si può più criticare... Ma proprio più. Tutto questo can can di prelati politici (e ce ne sono di razza di questi tempi, o almeno così credono) mi fa assai pena, ma vorrei che tanti che votano o fanno parte del PDL ora si interrogassero: cosa vuol dire governo amico? Tu che sai certe cose non puoi dimenticare quel che succese negli anni 1929-1931: S. E. il Duce salutato come l'uomo che provvidenzialmente risolse l'annosa questione romana con il concordato, ma poi l'attacco alle sedi di Azione Cattolica in mezza Italia che spinse il non certo bolscevico Pio XI a scrivere a tutti i vescovi italiani una lettera in italiano (affinchè anche chi era a digiuno di latino potesse leggere proficuamente) dal titolo 'Non abbiamo bisogno'... Insomma: amici amici, gli squadristi erano squadristi... Allora chi è più amico? Ci volle un attacco alle sedi di Ac per capire che Mussolini non andava contro un singolo partito o contro una testata giornalistica, ma contro la libertà. Punto. Perchè se non c'è libertà per i miei nemici, non c'è libertà nemmeno per la Chiesa. e questo non possiamo accettarlo. O meglio: posso accettare benissimo di essere minoranza (e anzi ci sto anche meglio), ma una minoranza che non si fa dire da nessuno in cosa credere e per cosa lottare. e che non si fa chiudere la bocca da nessun cane che sbraita. Ne ho scritto, alla bell'e meglio, anche sul mio blog maioba. Ciau, Michela. Ti saluto da questo caldo paese... Baci
Anche oggi il simpatico Vittorio Messori non smette di manifestare la sua solidarietà verso Boffo, precisando, per i lettori più ingenui che ancora credano ancora nella sua immacolatezza, che l’ex direttore non ha mai presentato la querela annunciata e che 'la possibilità di defilarsi è stata accolta con sollievo dall’interessato, ad evitare guai peggiori'. Salvo poi aggiungere candidamente: 'Ma cosa può esserci in quegli atti…?'
Ma soprattutto al buon Messori sfugge il senso del ridicolo quando intende offrire una lezione su 'la virtù cardinale della prudenza, auriga virtutum', citando san Tommaso, in un bell'articolo intossicato dal vizio dell’invidia. A me torna in mente quello strano proverbio, 'chie adorat troppu sas cresias adorat sos furros'.
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