| Se cristiana è la radice, leghista sembra il frutto |
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| Scritto da Michela | |
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L'annosa questione delle radici cristiane d'Europa ha appena registrato l'ennesimo capitolo in occasione dell'incontro tra Joseph Ratzinger e Yves Gazzo, il capo della delegazione della commissione delle comunità europee. In quella circostanza il papa, oltre a lamentare come sempre il misconoscimento della matrice cristiana nei documenti ufficiali, ha colto l'occasione per invocare la difesa da quelli che ha chiamato "individui o gruppi di pressione" e che a suo dire minacciano valori essenziali come "l'indispensabile e necessario sostegno alla vita umana dal suo concepimento fino alla morte naturale e la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna", come se i valori cristiani a fondamento della comunità europea fossero effettivamente questi. Non ho potuto fare a meno di ricordarmi di un libro bellissimo di Enzo Bianchi, che proprio a proposito delle pretese radici cristiane e della loro declinazione attuale scrive questa cosa: Ero infatti perplesso di fronte a tanto zelo mostrato da paladini di recente arruolamento nelle file della cristianità, i quali però non apparivano altrettanto solerti nel cercare modalità per tradurre in comportamenti quotidiani, sia individuali che collettivi, la linfa che quelle radici avrebbero dovuto fornire all'albero della società civile europea. [...] Il permanere di questo patrimonio di idee e di ideali che hanno saputo tradursi in azioni concrete e quotidiane, la solidità di queste "radici" che hanno alimentato piante rigogliose capaci di dare frutti mi paiono stridere tragicamente con sentimenti, ragionamenti, disposizioni amministrative o legislative che presentano un quadro palesemente in contrasto con l'identità cristiana proclamata verbalmente. Si assiste giorno dopo giorno ad una progressiva criminalizzazione del diverso, dello straniero, del povero e del debole: impronte digitali prese a bambini di una etnia minoritaria, classi speciali che ostacolano quell'integrazione che dicono di voler promuovere, schedatura di chi vive senza fissa dimora, allontanamento dei mendicanti dai luoghi dove la loro vista turberebbe chi non li degna nemmeno di uno sguardo, ronde private non necessariamente disarmate, introduzione del reato di "presenza" in Italia, messa in discussione della gratuità e universalità delle cure di pronto soccorso... Purtroppo l'elenco si allunga ogni giorno, e ogni nuova proposta discriminatoria suscita isolate reazioni, in particolare dal Pontificio Consiglio Iustitia et Pax, subito bollate di "buonismo", e viene poi digerita e assimilata in attesa di un boccone ancora più amaro da trangugiare. E intanto, grazie a questo clima, le cui dominanti non sono certo cristiane, un senzatetto viene arso vivo sulla panchina su cui dormiva, un nero viene picchiato e oltraggiato, un mendicante viene assalito e percosso, dei nomadi vengono inseguiti e cacciati... E l'odio, questo nefasto sentimento che sta accovacciato nel cuore dell'uomo e che un tempo assumeva connotazioni di classe focalizzandosi contro i ricchi, i potenti, gli oppressori, ora è rivolto verso quelli che sono semplicemente "altri" e che non si vogliono più vedere accanto a noi. Ora, nessuno pretende che uno stato moderno trasponga le esigenze del vangelo in articoli di legge o in commi del codice civile, ma resta l'interrogativo di quali principi ispirino i comportamenti non solo dei singoli, ma delle istituzioni e dei corpi sociali. Quali valori troviamo oggi nel vissuto concreto e nella progettualità politica che possano essere ascritti alle "radici cristiane" di cui a ragione riteniamo di poterci gloriare?Enzo Bianchi, Per un'etica condivisa, Einaudi 2009. Impossibile non rilevare con quanto stridore si staglia il rumore ecclesiale sulle presunte radici dimenticate contro il silenzio tombale sul marciume dei frutti. |
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La Chiesa (preferisco chiamarla con il suo nome, Vaticano) mostra continuamente la sua essenza di organizzazione politica, più che spirituale.
Si potrebbero elencare decine di casi in cui il Vaticano tace o grida a seconda dei casi e dell'importanza che alcune cose rivestono per le politiche da portare avanti. Ma finirei per sembrare qualunquista e taccio... :)
Grazie del libro, prendo prendo. Beellooo
Dori, ti consiglio anche il precedente: la differenza cristiana, sempre Einaudi, sullo stesso tema (fede, politica e società). Sono agilissimi e si leggono nel tempo di un viaggio in treno, con cose tanto sensate che uno si chiede veramente perché tutti non ragionino come il priore di Bose.
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