| Ho scritto |
| Scritto da Michela | |
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Tutta la vita davanti, ispirato al libro. Ho scritto per Marie Claire, Diario, L'Espresso, il Manifesto, Formiche, PeaceReporter, Argo, l'Unità, Liberazione, Epolis, DWF e il magazine on line Emigrati Sardi. Ho una rubrica fissa sul settimanale L'Arborense, e collaboro con JobTalk, il blog sul lavoro del Sole24Ore. Miei contributi sono apparsi sulla Smemoranda 12 mesi 2009 e sul Dizionario Affettivo della Lingua Italiana (Fandango edizioni). Nel 2007 ho scritto per l'antologia sull'identintà sarda Cartas de Logu, curata da Giulio Angioni e edita dalla CUEC. Nel 2009 è uscito per i supercoralli di Einaudi il romanzo Accabadora, che ha vinto il premio Dessì. Nello stesso anno sono stati pubblicati alcuni miei racconti sulle antologie Sono come tu mi vuoi (Laterza Contromano), Lavoro da morire (Einaudi ET) e nella raccolta Contos che accompagna il documentario Passaggi di tempo di Gianfranco Cabiddu (Fandango Libri).
Accabadora - Einaudi Supercorallinota dell'editore: Maria e Tzia Bonaria vivono come madre e figlia, ma la loro intesa ha il valore speciale delle cose che si sono scelte. La vecchia sarta ha visto Maria rubacchiare in un negozio, e siccome nessuno la guardava ha pensato di prenderla con sé, perché «le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge». E adesso avrà molto da insegnare a quella bambina cocciuta e sola: come cucire le asole, come armarsi per le guerre che l'aspettano, come imparare l'umiltà di accogliere sia la vita sia la morte. D'altra parte, «non c'è nessun vivo che arrivi al suo giorno senza aver avuto padri e madri a ogni angolo di strada». Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come «l'ultima». Per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. «Tutt'a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fill'e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia». Eppure c'è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, insieme a quell'ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell'accabadora, l'ultima madre. La Sardegna degli anni Cinquanta è un mondo antico sull'orlo del precipizio, ha le sue regole e i suoi divieti, una lingua atavica e taciti patti condivisi. La comunità è come un organismo, conosce le proprie esigenze per istinto e senza troppe parole sa come affrontarle. Sa come unire due solitudini, sa quali vincoli non si possono violare, sa dare una fine a chi la cerca. Michela Murgia, con una lingua scabra e poetica insieme, usa tutta la forza della letteratura per affrontare un tema così complesso senza semplificarlo. E trova le parole per interrogare il nostro mondo mentre racconta di quell'universo lontano e del suo equilibrio segreto e sostanziale, dove le domande avevano risposte chiare come le tessere di un abbecedario, l'alfabeto elementare di «quando gli oggetti e il loro nome erano misteri non ancora separati dalla violenza sottile dell'analisi logica». leggi il primo capitolo del libro. La recensione di Bruno Quaranta su La Stampa. La recensione di Angelo Guglielmi sull'Unità. La recensione di Loredana Lipperini su Il Venerdì di Repubblica.
“Passaggi di tempo” racconta il viaggio di un gruppo di amici, musicisti e uomini di spettacolo, stimolato dal ritrovamento di materiali inediti dell’archivio del LUCE che raccontano di una terra meravigliosa e scomparsa. Attorno a queste vecchie immagini nasce pian piano un concerto e uno spettacolo multimediale che da anni viene sporadicamente ed eccezionalmente replicato in Italia e in tutto il mondo. Il film è la sintesi di questa avventura artistica ed umana che dura ormai da dieci anni. Abbinato al documentario c'è un libro di racconti ispirati alle immagini storiche dell'istituto Luce, scritti apposta per questo da scrittori sardi come Salvatore Mannuzzu, Marcello Fois, Michela Murgia, Maria Giacobbe, Francesco Abate, Giulio Angioni, Alberto Capitta, Giovanni Carta, Giorgio Todde, Bruno Tognolini e Luciano Marroccu. Lavoro da morire - racconti di un'Italia sfruttata Einaudi Edizioni Tascabili(contiene il racconto: Alla pari, una storia di mobbing legato alla discriminazione degli omosessuali e dei sieropositivi sul lavoro) Nota dell'editore:Undici racconti di scrittori italiani (Tullio Avoledo, Andrea Bajani, Matteo B. Bianchi, Carmen Covito, Giorgio Falco, Barbara Garlaschelli, Dacia Maraini, Michela Murgia, Giuliana Olivero, Antonio Pascale, Grazia Verasani) ispirati a storie ed esperienze di lavoratrici e lavoratori che hanno vissuto situazioni lavorative condizionate da un mancato rispetto dei propri diritti e che hanno vissuto una vicenda esemplare riguardo ai problemi connessi a forme di discriminazione, mobbing, disabilità, precariato, fino a toccare il fenomeno di triste attualità delle cosiddette «morti bianche». Questi racconti sono nati nell’ambito del progetto dell’INAIL Valle d’Aosta «Diritti senza rovesci. Sicurezza e tutele: contro le discriminazioni per una cultura etica del lavoro» che intendeva sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi del diritto e alla sicurezza, alle pari opportunità e alla non discriminazione nei contesti lavorativi. Tale progetto comprendeva la pubblicazione, separata, e la pubblica lettura di racconti ispirati a storie di vita vera, commissionati ad autori che con le loro opere dimostrano una particolare sensibilità rispetto ai temi trattati e che tengono viva una vocazione sociale nell’interpretare il mestiere di scrittore. Sono come tu mi vuoi - Laterza, collana Contromano(contiene Il posto è la notte, racconto breve sul mestiere del portiere notturno d'albergo, realmente svolto dall'autrice per nove mesi) Se il Novecento è stato il secolo dei grandi movimenti dei lavoratori, a cui si accompagnavano grandi narrazioni collettive, questi nostri piccoli anni zero ci mostrano un paesaggio completamente mutato. Mille "lavoretti" atipici hanno trasformato dall'interno le nostre esistenze in forme di vita singolari, surreali, tragicomiche o soltanto tragiche, fantastiche, incredibili - comunque difficili da comprendere e rappresentare, e quindi spesso sconosciute e inedite. Da questo vissuto nascono le motivazioni che hanno spinto un gruppo molto ampio di giovani scrittori a fondare "il maleppeggio", un giornale che ha voluto raccontare il presente in cui viviamo - immobile, come eternamente congelato - attraverso le sue "storie di lavoro". Storie mai semplici, mai assimilabili l'una all'altra, mai consolatorie. Questo libro è il racconto di quelle storie e del quadro emozionale di un'Italia frammentata, tra desideri di normalità, frustrazioni per un presente depresso, rabbia e sconcerto. "A fine lettura - dice Carola Susani - Sono come tu mi vuoi si scopre manifesto. II manifesto di una generazione incapace di manifesti, che non sa neanche alzare la voce perché teme il ridicolo, che già si aspetta i colpi dall'inizio e si rifiuta perciò di darsi peso. Eppure che vede nelle pieghe, tra la vita quotidiana e il lavoro, tra i sentimenti e la necessità che preme, dove ci siamo ritirati. Questo terribile intricato mondo - Einaudi Supercoralli(contiene Altre Madri) (Nota dell'editore)
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Cosa ho scritto 


Nel 2006 ho pubblicato per la ISBN edizioni Il Mondo deve sapere, il diario tragicomico di un mese di lavoro alla Kirby. Nel 2007 ho collaborato alla stesura del soggetto e della sceneggiatura cinematografica del film
Accabadora - Einaudi Supercoralli
Passaggi di tempo - Il viaggio di Sonos 'e memoria.
Lavoro da morire - racconti di un'Italia sfruttata Einaudi Edizioni Tascabili
Sono come tu mi vuoi - Laterza, collana Contromano
Questo terribile intricato mondo - Einaudi Supercoralli
Viaggio in Sardegna - Undici percorsi nell'isola che non si vede
Cartas de Logu - scrittori sardi allo specchio



