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Nel 2006 ho pubblicato per la ISBN edizioni Il Mondo deve sapere, il diario tragicomico di un mese di lavoro alla Kirby. Nel 2007 ho collaborato alla stesura del soggetto e della sceneggiatura cinematografica del film Tutta la vita davanti, ispirato al libro.
Ho scritto per Marie Claire, Diario, L'Espresso, il Manifesto, Formiche, PeaceReporter, Argo e il magazine on line Emigrati Sardi. Ho una rubrica fissa sulle riviste Epolis e L'Arborense, e collaboro con JobTalk, il blog sul lavoro del Sole24Ore. Nel 2007 ho contribuito all'antologia sull'identintà sarda Cartas de Logu, curata da Giulio Angioni e edita dalla CUEC. Nel 2008 è uscito per i Tascabili Einaudi Viaggio in Sardegna - undici percorsi nell'isola che non si vede, una guida narrativa per perdersi in Sardegna inserito nella collana Geografie. Sono al lavoro su un nuovo romanzo che uscirà alla fine dell'anno in corso.
 Il mondo deve sapere - edizioni ISBN Milano
Non è un libro di denuncia. Non è un libro di sinistra. Non è un libro di protesta sul precariato. Non è una sit com sui call center. Non è un libro per dare addosso alla Kirby. Non era neanche un libro, in origine. Era il mio blog tematico sul lavoro che facevo.
Certo, se un blog può diventare un libro, può darsi anche che il libro - che non era nessuna di quelle cose elencate - possa poi diventarle tutte. Affidare un testo al lettore è dargli insindacabile diritto di interpretarlo come gli pare e piace.
Per me Il Mondo deve sapere è sempre stato una lettera a Silvia, scritta come gliela avrei raccontata se l'avessi avuta davanti, su quali siano i frutti di un certo modo di pensare la persona, al lavoro o altrove. Alimentare l'equivoco che si tratti di un libro "di sinistra" serve solo ad illudere il 50% degli italiani sul fatto che i libri che parlano di lavoro precario riguardino l'altro 50% della gente. C'è la denuncia? No, le denunce si fanno ai magistrati con nomi e cognomi, non alle amiche o agli editori. C'è invece il racconto di un mondo che si critica da solo semplicemente esistendo. Se raccontarlo ne mette in luce le assurdità, allora il mio libro è una critica. Se poi c'è la risata, è perchè io amo ridere mentre penso. Pensare a muso duro genera brutte idee, brutte azioni e probabilmente anche brutti libri. Scegliere di pubblicarlo è stata una delle cose più difficili che ho mai dovuto decidere, perchè scrivere di lavoro dove lavoro non ce n'è non è come scrivere di qualunque altra cosa. E' una scelta che si paga, tanto più cara quanto più sei vicino alla realtà che racconti. Raccontare quello che ho vissuto in modo sferzante, brutale perchè reale, ha messo in gioco una serie di dinamiche che non ha portato all'aumento del numero dei miei amici. Meno male che quelli che avevo mi sono rimasti. I miei editori hanno certamente compreso questa tensione quando mi hanno offerto la scelta di pubblicare anonima, ma io non ho accettato, perchè non voglio vergognarmi di raccontare quello che tanti altri non si vergognano di fare. La vera vergogna è che non ci sia abbastanza gente a raccontarla, questa storia silenziosa. Il popolo che parla al telefono per mestiere, fuori dai call center non ha voce alcuna. Dal libro è stato tratto uno spettacolo teatrale e un film, Tutta la vita davanti, diretto da Paolo Virzì. Rassegna Stampa
Cartas de Logu - scrittori sardi allo specchio Edizioni CUEC Cagliari
Il libro è una raccolta di 42 interventi di scrittori dell'isola a proposito di identità sarda. Da Marcello Fois a Milena Agus, da Nicola Lecca a Giulio Angioni, che ne è anche curatore, ogni visione è diversa, a conferma, casomai ce ne fosse bisogno, che il concetto di identità o è dis-integrato, o non è. Quarta di copertina: Ed ecco qui interpellati, e posti davanti alle proprie responsabilità di contribuire a capire presente e passato e a progettare il futuro, i variegati mondi della scuola, della ricerca, dell'editoria, della politica culturale, dell'informazione, delle arti, magari specialmente gli scrittori. Abbiamo risposte da almeno duemila e cinquecento anni, in queste terre mediterranee. Eppure, mentre le arti sono un po' più produttive, tanto da scendere in piazza e fare anche spettacolo [...]c'è chi indica nella nuova vitalità nella letteratura sarda [...] persino una funzione orientatrice mai ancora avuta. Chissà che non sia vero. Giulio Angioni
Viaggio in Sardegna - Undici percorsi nell'isola che non si vede Edizioni Einaudi Tascabili
E' una strana guida per perdersi nell'isola, andando alla ricerca di quella che è forse la cosa più appassionante da visitare in Sardegna: i sardi. Il libro non ha l'ambizione di raccontare la sardità, ma prova a darne lettura frantumata attraverso la suggestione di undici parole, abbinate ad altrettanti luoghi simbolo. Femminilità, acqua, indipendenza, alterità, confine, fede, pietra, suono, arte, cibo e narrazioni: ecco le declinazioni di una identità in mutamento continuo, circondata da un mare che nasconde più di quello che rivela. Questo è il booktrailer del libro. Qui c'è la rassegna stampa
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