| Italiani, strana gente |
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| Scritto da Michela | |
![]() (Scritto per l'Arborense del 7 febbraio 2006) Sfaterò un mito: l’approvazione unanime del decreto Mastella non prevede l’introduzione del carcere per chi nega la Shoa (gli ebrei ci saranno grati quando smetteremo di chiamarla Olocausto, manco fosse stata un sacrificio fatto al Signore). Non introduce neanche pene di qualsiasi natura per chi diffonde idee razziste o discriminatorie. Entrambi questi provvedimenti infatti esistevano già sin dal 1975 e chi grida allo scandalo illiberale è evidentemente poco informato. Nemmeno la legge varata nel 2006 dal precedente governo le aveva eliminate, pur attenuando la durata della detenzione in favore di una sostanziosa multa. Quelli che insistono a parlare di “censura delle idee” e di “precedente pericoloso” fanno propaganda strumentale. Il decreto semplicemente si limita – tra le altre cose - a ripristinare la durata detentiva della prima legge in merito, specificando meglio quali siano le idee discriminatorie che non possono essere diffuse, perchè costituiscono istigazione ad atti. Fatta questa debita premessa, quel che mi sconcerta in queste reazioni di scandalo cosiddetto liberale non è la questione antisemita negazionista. Continuo a ritenere che le idee si combattano con altre idee, non con le pene giudiziarie. E’ persino banale affermare che la lotta contro tutte le sciocchezze, non solo quelle del negazionismo e del razzismo, può essere efficace solo sul piano culturale. Nessuno che non sia ottuso dall’ignoranza può essere istigato a credere sciocchezze, e contro gli ignoranti non c’è legge che tenga. Certo, resta il dubbio legittimo su chi debba essere a decidere cosa è una sciocchezza e cosa invece non lo è. Ma collocare queste aberrazioni del pensiero nell’ambito del reato attribuisce loro la dignità di idee perseguite, e la categoria della persecuzione sta decisamente meglio in altri contesti. Mi sconcerta invece molto di più l’assoluto silenzio sulla vera novità rappresentata dalla legge, che non riguarda tanto i provvedimenti contro le idee antisemite, quanto la loro estensione anche alle discriminazioni di natura sessuale e di genere. Da oggi si può finire in carcere fino a tre anni anche se si diffondono idee ritenute discriminatorie sui gay, sulle lesbiche e sui transessuali. A me pare questa la cosa più significativa del decreto, forse perchè conosco molti omofobici e nessun negazionista dello sterminio. Prima di parlare di liberalismo ideologico, sarebbe bene ricordarsi che un paese liberale non è quello dove si può affermare qualunque idiozia impunemente. E’ quello dove anche agli idioti sono forniti gli strumenti culturali e sociali per discernere tra una idea antiumana e un’altra idea, ferma restando la libertà di restare comunque anche idioti, volendo. Fatico a vedere investimenti in questa direzione. Ecco perchè non mi stupisce che lo strumento giudiziario, più sbrigativo e economicamente meno impegnativo, sia il primo che viene in mente a una classe politica che nei salotti televisivi si da del frocio come fosse un insulto e nelle interviste a bruciapelo scambia il Darfur con il fastfood. |
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Ciao michela complimenti...posso chiederti un favore? vai a dare uno sguardo al mio blog..si si lo so te lo chiederanno in molti..ma ricordati quando anche tu chiedevi aiuto....dai che ti costa...un caffè che ti inviterò!
www.ventocattivo.blogspot.com
Caro Bruno, devo smentirti: non ricordo di aver mai chiesto a nessuno di aiutarmi leggendo il mio blog.
Premesso questo, vado a leggerti comunque, anche se:
- lo sfondo nero che hai scelto su splinder è quello che meno facilita la lettura continuata. Il consiglio tecnico è di cambiarlo.
- nonostante io abbia pubblicato, non sono un editore e non ho gli strumenti per dare consigli di tipo editoriale, per cui la mia lettura è e resta solamente amatoriale. Lo dico a tutti gli aspiranti scrittori che mi mostrano le loro cose, per chiarezza e per non indurre nessuno a credere che ho poteri che invece non ho.
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