| L'autonomia non è figlia di Maria |
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| Scritto da Michela | |
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Mons. Ruini non vuole fratelli, vuole complici. Considerato che ci è stato negato ogni diritto al dissenso sul magistero non infallibile, è chiaro che questa voce che dovrebbe levarsi dalle bocche dei cattolici potrebbe e dovrebbe essere solo un assenso. La soluzione ruiniana al dissenso responsabile - che qualcuno incredibilmente ancora cerca di esercitare - è la minaccia di emissione di "documenti vincolanti per la coscienza". Persino Oscar Luigi Scalfaro, che certo non è un uomo del dissenso, supplica umilmente di evitare questa strada, ma viene tacciato da imbavagliatore. La verità è che nella Chiesa è il tempo degli yes-men e non è un caso che molte voci tacciano. «Tra l'altro - fa notare Ruini - i rapporti numerici tra credenti e non credenti nella totalità della popolazione sono molto diversi da quelli che appaiono sui media. Io credo che qui in Italia, come negli Stati Uniti, sono maggioritari quelli che hanno Dio come punto di riferimento». Dio, non lui. La smetta di far politica di piccolo cabotaggio e faccia una cosa da profeta, Cardinale: dica che quella è una ingiustizia che grida vendetta al cospetto di Dio. Ci lasci tutti a bocca aperta e magari cadrà anche il bavaglio. |
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Ciao Michela,
la scandalosa sentenza dell'Aja purtroppo la conosciamo tutti ma sembra che in pochi ne abbiano compreso il vergognoso significato. Oggi sembra più importante dare voce a ragazzetti imbecilli che a scuola ne combinano di tutti i colori (e già per questi stupidi si dovrebbero aprire le porte del carcere) piuttosto che a fatti storici così toccanti e tragici. Io provo una profonda rabbia per quanto deciso da quel tribunale e mi domando: ma allora cosa ha causato la morte di tante persone tutte insieme un’epidemia? Forse è quel che pensano all’Aja.
Per quanto riguarda Ruini non vedo perché deve menzionare il rapporto numerico tra credenti e non, voglio dire non sarebbe meglio che si preoccupasse della qualità dei credenti piuttosto che del numero? Oggi in troppi si professano fedeli e si sentono in pace con il mondo perché si presentano a messa la notte della vigilia di natale; solo la notte della vigilia! Molti associano la fede alla chiesa e credo non ci possa essere errore più grande. Io invece credo che le cose siano ben divise e il vero credente non ha bisogno di essere indirizzato dalla chiesa nelle proprie decisioni.
Per quanto mi riguarda sono Ateo, non credo che tu abbia avuto modo, tempo o voglia di vedere il mio blog (ma ti capisco, chissà quante richieste o messaggi ricevi ogni giorno…) e poi credo che se avessi letto il mio post sulla fede o quello sui vangeli cancelleresti sistematicamente ogni mio commento. Quindi infondo è meglio così, credo.
Io credo invece che negli ultimi anni siano in netto aumento quelli che non hanno Dio come punto di riferimento. Ma piuttosto la giustizia, l’onestà, l’amicizia, il bene. Essere “non credente” non significa per forza essere cattivo e questo che forse sfugge a molti.
Bé come al solito sto divagando.
Ciao ti auguro un buon pomeriggio.
A presto.
Nabel
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