| Radici altrove |
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| Scritto da Michela | |
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Per mostrarli a loro, io stessa ho visto posti dove non ero mai stata. Ha un po’ ragione Marcello Fois, quando dice che noi sardi siamo turisti di noi stessi. Abbiamo visitato una Montevecchio fantasma, con i suoi monumenti di ferro corroso e l'odore di zolfo nell'aria bagnata. Siamo stati in una Tempio umida e nebbiosa, abbiamo percorso l’incredibile strada tra le querce secolari che la separa da Olbia, 50 kilometri di tronchi denudati dal sughero. Ci siamo infilati in Barbagia, nel mondo delle maschere deformi dei demoni sonanti, tra ricordi di riti dionisiaci, tracce di romanità squadrata, case di fate con telai d’oro, ombre di pozzi magici, di riti animisti, di dolmen eretti a misteriosi dèi, di nuraghi come capezzoli di un seno senza più latte. Antichi Shardana, Punici, Romani, Fenici, Arabi, Aragonesi, Pisani... Quello che siamo è il frutto di mille incontri culturali, di lotte secolari per costruire una identità che comprendesse tutto, senza escludere noi stessi. Non siamo divenuti vera parte di nessuna delle civiltà e delle culture che ci hanno schiaffeggiati o accarezzati, ma esse sono svanite e noi sopravvissuti, qualunque cosa siamo adesso. Sorrido, io che sono frutto di mille innesti. |
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'Ogni cosa era infinite cose, perchè io la vedevo distintamente da tutti i punti dell'Universo.'
JLB
Se avessi potuto scegliere dove nascere sarebbe stato nella tua terra. Anche semplicemente per poter godere ogni giorno del profumo dell'Elicriso, dell'immensità di Piscinas e di Scivu, ed anche della desolazione di Montevecchio o della speranza di rivedere un'Argia. Bottarga e pecorino sono sempre nei miei pensieri, ma troppo scontati per argomentare un desiderio così forte.
La Sardegna mi ha dato tanto di quel calore, che invidio chiunque se la goda più di me.
Un bacio.
...E questa estate [se vengo] non mancherò di passare da Cabras. Ovviamente dopo aver pregato e acceso un cero affinchè non ci siano morie di pesci.
sono nato a Torino, da genitori immigrati (Minervino Murge e Cava dei Tirreni)... ho sempre sentito il tema delle 'radici' come problematico. Quali sono le mie radici? Dove sono?
Un pezzo in Puglia, un pezzo in Campania, il resto in Piemonte.
Terrone per i sabaudi, polentone per i borbonici. Ho sempre vissuto in una terra di mezzo senza confini preciso. All'inizio pativo l'assenza di un solo dialetto, una sola pasta e fagioli, un solo campanile al quale aggrapparsi.
Con il tempo è diventata la mia forza.
Ovunque e da nessuna parte. Lì sono le mie radici.
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