A settembre per i tascabili di Fandango esce il curioso Dizionario Affettivo della Lingua Italiana, a cura di Matteo Bianchi. Tra gli scrittori chiamati a definire la propria parola preferita ci sono anche io. Sempre a settembre la nuova Smemoranda 12 mesi conterrà un mio racconto, insieme a quelli di altri undici scrittori che si sono prestati a segnare il tempo del 2009. Scrivo su Epolis una volta alla settimana, giorno variabile.
(scritto per l'Arborense) L’isola di Malu Entu fa parte del comune di Cabras, quindi per me non è uno scoglio qualunque, ma un pezzo di casa, a cui sono legate molte memorie personali. Per esempio ricordo che in passato i pastori della mia zona portavano all’isola di Malu Entu le pecore a pascolare. Gli uomini ci stavano giorni e giorni, e durante la lunga pastura la noia era così tanta che alla fine hanno cominciato a portarci qualche nidiata di conigli, per farli moltiplicare sul posto e potersi svagare andandone a caccia mentre il bestiame mangiava. I pastori poi a Malu Entu a pascolare le pecore non ci sono più tornati, ma i conigli ci sono rimasti, e siccome non c’è acqua dolce in superficie, e quella piovana è sempre molto scarsa, adesso che non ci sono più le tinozze che venivano lasciate per far bere il bestiame, basta un breve periodo di siccità perché sull’isola i conigli comincino a morire lentamente di sete. Lo sanno bene i diportisti che vanno a Malu Entu a trascorrere una giornata di mare, perché di quando in quando nei giorni più aridi dell'estate se ne trovano le carcasse decomposte ai bordi dei piccoli sentieri. Sarà anche per questo che la cosiddetta dichiarazione di indipendenza dell’isola di Malu Entu non mi ha divertito più di tanto, come invece sarà successo ad altri, sia in Sardegna che oltremare.
(scritto per Epolis del 3 settembre 2008, la foto è di Seralph ) In un paese dove il corpo del Ministro delle Pari Opportunità tappezza senza veli le cabine dei tir dei camionisti, il ministro dei Beni Culturali scrive esilaranti poesie su Vanity Fair e quello degli Esteri fa annunciare al mondo la sua nuova fiamma da una agenzia di comunicazione e moda, è difficile pretendere che gli italiani, il popolo che ha inventato il teatro di varietà, distinguano perfettamente dove finisce la politica e dove comincia lo spettacolo. Sarà che Tom Cruise e Katie Holmes hanno stancato, o che è durato troppo l’interminabile momento di Brad, Angelina e prole, ma questa estate il gossip che conta non è passato per Hollywood. Incredibile a dirsi, la nuova frontiera dei paparazzi d’assalto sembra essere diventata Montecitorio. Tutti curiosi di vedere con chi esce Maria Stella Gelmini, sulla barca di chi passa le vacanze Gianfranco Fini, quante volte si rovescia il canotto di D’Alema e soprattutto dove diavolo è Franco Frattini mentre impazza la guerra in Russia, cioè in Georgia, no, in Ossezia, insomma laggiù. Sarà forse alle Maldive con Michela Vittoria Brambilla, che privata dello sperato ministero si consola prendendosi di prepotenza un ministro? Tra un’ora di aquagym e una spalmata di crema solare, sotto gli ombrelloni pare non si parlasse d’altro.
Non sono mai stata derubata in vita mia, se vogliamo escludere quando nell’83 Andrea Marongiu si imboscò la sfinge testa di morto in formalina che mio fratello gli aveva prestato, dicendo che era volata via. Andrea, vorrei dimenticarlo questo brutto fatto, ma non credo sia possibile farlo andare in prescrizione, perché secondo le nuove norme il furto di farfalle notturne in formalina genera allarme sociale nel ceto medio. Quindi, poiché non mi risulta che tu ricopra una delle quattro più alte cariche dello Stato, un giorno pagherai la sofferenza che hai causato alla mia famiglia con quel gesto delinquenziale.
Per il resto, SIAE a parte, non ricordo altri furti a mio danno. Cioè, non voglio dire che non ci abbiano mai provato, anzi. Però fino ad ora gli è sempre andata male, anche per merito dei loschi figuri che pago per proteggere i miei interessi capitalistici.
Tutto questo almeno fino alla notte scorsa, quando un ladro mi ha forzato la serratura della macchina con un cacciavite.
Il 12 settembre ad Alghero nell'ambito della manifestazione Porto Mediterraneo, presento il mio Viaggio in Sardegna insieme all'amico e scrittore Alberto Capitta. Il luogo, salvo modifiche, dovrebbe essere il Molo Dogana, dove è previsto l'allestimento di una speciale casbah in tema con lo spirito interculturale della manifestazione.
Filippo La Porta mi ha recensito sul Messaggero del 19 agosto, in sinossi con il bel libro di Marcello Fois, In Sardegna non c'è il mare. Parla di me e degli altri esponenti della letteratura sarda il giornalista Michelucci sul Magazine on line Corsica. C'è invece una mia intervista sulla rivista Repubrica de Sardigna, organo di stampa del movimento indipendentista sardo IrS.