| Un uomo indecente |
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| Scritto da Michela | |
![]() Pare che anche questa stagione tv sarà piena di serial in cui gruppi di donne piacenti e isteriche si confideranno reciprocamente la difficoltà principale dell’essere donna oggi, dramma che secondo gli innovativi sceneggiatori americani consisterebbe nell’inedita lotta per trovare un maschio decente. Io, che non frequento tv e che ho fatto voto più o meno dai tempi della Tatcher di non frequentare per quanto possibile nemmeno le donne, di tutta questa penuria in realtà non mi sono mai sentita partecipe. Credo che il loro problema dipenda dal fatto che molte non hanno fatto proprio il cosiddetto principio della buona massaia, perla di saggezza che ho appreso a suo tempo da Silvia, quando fu eletta mica per niente "Casalinga Dell’Anno 2005" in un sondaggio anonimo tra gli operai della Piaggio di Pontedera: se ti servono solo due etti di salsiccia, non ha senso comprare tutto il majale. Dunque è questo il mio handicap sociale: io non ho nessun club di amiche sfigate tipo Sex and the City con cui trascorrere i pomeriggi al Bar del Pescatore augurando fistole ai conoscenti davanti a una bella tazza di the. Non mi porto appresso per vetrine un gineceo intero a progettare evirazioni facendo finta di scovare un Prada usato negli outlet. Per legge di contrappasso posso però vantare un ricco parterre di amici maschi single che mi confidano la difficoltà dell’essere uomo oggi, dramma che, tanto per restare in tema di originalità, consiste più o meno nell’inedita lotta per trovare una femmina decente. Di solito la conversazione ha un incipit che suona così: «Perché non mi sono innamorato di te?» e una fine pressappoco così: «Se almeno trovassi una ragazza come te!». In mezzo c’è una mandria di esemplari di donna con l’istinto di coppia di una mantide religiosa: la Samantha che se la faceva con il collega, la Patrizia che a 38 anni non sapeva ancora se voleva figli, la Nadia che lo stipendio non le bastava in botulino, la Sabrina che non si sentiva pronta e però per zompare il suo ex era sempre prontissima. Zoccole mai viste sulla terra, tutte messesi d’accordo per fidanzarsi a turno con i miei amici. - Michi, non posso rinunciare a lei, è una donna splendida, l’ho attesa tutta la vita! Dice proprio t-v-b, pronunciando le consonanti senza vocale, mentre se ne va come una scheggia. |
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Non sono donna, quindi premetto che mi manca molto della sensibilità con cui le donne riescono ad interpretare il mondo.
Detto ciò a mia parziale discolpa :-), mi pare che nessuno voglia più prendersi responsabilità: tutti eterni ragazzini con le playstation del 45enne (i maschietti) e il seno galleggiante da ventenne (le femminucce). La massima preoccupazione è cercare un rapporto serio ma non impegnativo; sognare di costruire, ma mai con la persona che hai davanti, sarà la prossima quella giusta. Oppure è quella giusta, ma a lei piace fare evaporare la tua carta di credito. Oppure sei in carriera e non hai tempo... (ma 100 anni fa, quando il lavoro era dal tramonto all'alba come cazzo è che avevano tempo di mettere su famiglia????) I figli li adorano tutti (oggi soprattutto i maschietti, intenerisce il cuore delle femminucce...), sempre quelli degli altri. A parole dovremmo essere circa un centinaio di milioni di italiani, grazie a dio ci sono gli immigrati a salvare il culo a sto paese, fosse per noi saremmo sulla via dell'estinzione (e non ci sarebbero più pizzaioli, imbianchini, idraulici.. ma questa è un'altra storia, no?). Responsabilità. ormai si è perso il significato. Deve essere tutto semplice, leggero, non ci deve essere 'sofferenza' nel raggiungimento dei propri obiettivi.
Non è che la regola debba essere 'metti su famiglia', ma se fai una scelta, poi non rompere i coglioni al prossimo e non lamentarti se senti l'orologio biologico ticchettare a 35 anni e non sai cono chi cavolo fare suonare la sveglia. E se sei maschietto, e vuoi fare carrieranon stressare con la storia dell'erede e poi a casa non ci sei mai e quando ci sei guardi la televisione e manco sai quanti anni ha tuo figlio/a.
Ma per favore, piantatela di rompere le palle con 'sta storia dei single, la generazione perduta, la solitudine, lo stress della società contemporanea e menate varie.
Fatevi un bell'esame di coscienza, valutate le scelte che avete fatto, provate a capire quanto siete disposti a sacrificare la vostra libertà per un altra persona e quanto accettate il compromesso.
Non ci sono scelte sbagliate, secondo me. Ci sono persone immature che vorrebbero avere il gioco e buttarlo via quando sono stufi... e non è da persone che si prendono le proprie responsabilità per le decisioni che hanno preso :-(
miki miki (io l'ho sempre scritto con la kappa e tu lo sai), Nadia che lo stipendio non le basta un botulino mi pare di conoscerla ;-)...
Mica è colpa mia se ho inciampato su una donna del genere! :-)
Per il resto, l'articolo tuo non lo commento, sai che ti stritolo a parte!
Pepe, riesci a distinguere la differenza tra una conversazione paradossale e l'analisi sociologica?
Splendido. Sto ridendo a lacrime
:-))))
Non capisco come ci si possa vantare di 'non frequentare le donne', come se fossero una massa omogenea priva di differenze individuali e di sfumature. Non tutte le donne si riconoscerebbero nei serial sopracitati, e in generale nelle tipologie di donne che popolano il piccolo schermo, di solito variazioni su 2 o 3 temi fissi. Quasi non riesco a trovare una donna che non faccia professione orgogliosa di misoginia. E' assai triste.
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