| Lessico poco familiare |
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| Scritto da Michela | |
![]() “IRREGOLARE”. Letteralmente: che infrange regole. Il termine, quando designa persone e non comportamenti, suggerisce l’idea che l’irregolarità sia la qualità di certi uomini, uno stato permanente dell’esistenza, e in questo modo la collega in maniera subdola alla criminalità, che infatti riguarda persone che le regole le infrangono come modus vivendi. In chi ascolta è facile che l’inconscia equivalenza irregolari=delinquenti risulti quasi automatica, ma dato che fortunatamente il nostro ordinamento giuridico sanziona almeno per il momento i comportamenti e non le esistenze, dovrebbe essere evidente che non esistono "persone irregolari", al massimo persone che commettono irregolarità. Anche parcheggiare in doppia fila e viaggiare sull’autobus senza biglietto sono irregolarità, ma quando ci capita di farlo non pensiamo automaticamente a noi stessi come irregolari, tantomeno delinquenti. Chiedere che “gli irregolari” siano considerati come “nostri fratelli” e allo stesso tempo definirli esclusivamente attraverso il loro stato di violatori di qualche regola è una ridicola contraddizione in termini. Se ti approcci a qualcuno definendolo “violatore di regole”, l’atteggiamento più logico non è quello del fratello. È quello del poliziotto. |
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Sono l'amministratore del sito e volevo soltanto dire che sono fortissimamente tentato dal censurare tutto questo vuoto cosmico (fastidioso e impertinente) generato dal cervello (o dalle orchiti) di Luigi, ma se lo facessi Michela mi ucciderebbe.
Perciò me ne starò qui a pregare che il Signore ce ne scampi e liberi, o almeno ne tenesse conto nel giorno del giudizio.
[non risponderò ad alcun eventuale commento a questo mio post]
Don Sciortino quello di Famiglia Comunista, pardon Cristiana, ha scritto un pezzo magistrale su micromega, tra l'altro riporta un passo particolarmente vero ed inquietante: 'Quando un giornale come il nostro suona la campanella d’allarme, (....) e, al tempo stesso, non si ammettono critiche, il rischio di scivolare verso una forma oligarchica e autoritaria è davvero grande.'
:'Antonio Sciortino - Micromega'
È stato assai singolare che, dopo le nostre prese di posizioni sulla questione dei rom e sul cosiddetto «pacchetto sicurezza», il governo si sia scagliato con insolita veemenza contro Famiglia Cristiana. Già questo denota quanto il nostro paese sia poco normale. Quando si mette il coprifuoco alle idee, quando un governo ritiene di doversi scagliare contro le critiche di un giornale, forse qualcosa non va nella nostra democrazia rappresentativa.
In realtà, in Italia la gente ha una concezione sempre più leggera della democrazia rappresentativa. Sembra che basti solo assolvere al dovere del voto. E i politici (soprattutto quelli «nuovi», quelli che non provengono da una lunga formazione, ma dalle scuole del marketing), ritengono che i cittadini abbiano firmato loro una delega in bianco. Si sentono legittimati a fare tutto ciò che le regole della soddisfazione dei desideri impongono, quasi che l’esercizio nobile dell’arte della politica, sia definita dalla migliore e scintillante soluzione dei desideri di ognuno. Siamo al paradosso che, proprio oggi, quando la politica sembra aver preso il sopravvento su molte altre attività (al punto che tutti ci si buttano), la partecipazione invece cala. ....leggi tutto
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