Menu Content/Inhalt
Home arrow Pensare stanca arrow Ultime arrow Replica di Marcello Fois

Info


L'attore, autore e regista Sante Maurizi ha appena realizzato per CUEC un libro intervista intitolato I film del cuore. Tra le interviste c'è anche il mio rapporto preferenziale con il cinema di Ermanno Olmi. Il libro verrà presentato in anteprima il 6 dicembre da Goffredo Fofi alla fiera della piccola editoria di Roma, Più libri più Liberi.


Il bravo fotografo Marco Degosus ha appena dato alle stampe per l'editrice Tiligù un libro di ritratti di sardi "andati e tornati" dal mare, a ciascuno dei quali è stata rivolta una domanda: cosa volevi fare da grande? Tra gli altri Francesco Abate, Milena Agus, Marcello Fois, Giulio Angioni, Antonio Marras e anche io. Il libro si chiama Da quest'altra parte del mondo.


La casa editrice Ilisso continua il suo progetto di ridare smalto all'intera produzione deleddiana, nota e meno nota. Nelle prossime settimane usciranno tre nuovi titoli di Grazia Deledda, tra cui Il nostro padrone con la mia prefazione.
 

Segni di vita intelligente

Attenzione, questa sezione contiene forme varie di resistenza al degrado. 


Qualcuno, nella gazzarra mediatica che fa scorrere via ogni cosa, vuole continuare a ricordarsi di Marinella, la ragazza stuprata a Montalto da un branco di "ragazzi di buona famiglia", a cui il comune ha persino pagato le spese legali. Non è un presunto stupro, i colpevoli sono rei confessi, ma non faranno un giorno di carcere perché incensurati, e la solidarietà del paese sui media sembra continuare ad andare solo a loro, compresa quella di un vecchio che "se avesse avuto 13 anni si sarebbe messo in fila" pure lui. Questi disgraziati non hanno nessuna comprensione da me, né dal gruppo su FB che sostiene Marinella, né quella della scrittrice Lara Cardella. Nel gruppo si ricordano i fatti e si chiede giustizia, perché la violenza prima di essere un fatto è una mentalità, e i distinguo sulla vittima servono solo ai colpevoli per salvarsi da una giusta pena. 

Statistiche

Utenti: 22
Notizie: 408
Collegamenti web: 16
Visitatori: 4600585

Inserisci la tua email:

Replica di Marcello Fois PDF Stampa E-mail
Scritto da Marcello Fois   
Marcello
(Ricevo e pubblico, con il permesso dell'autore, la replica alle considerazioni da me fatte qui.)
Michela cara,
c’è un vizio di forma in quello che dici, vizio che è tanto più grave perché genera un’ambiguità insanabile. Ambiguità che risulta chiaramente dal tono delle repliche alle tue affermazioni contenute nel tuo blog. Se ci fai caso, un po’ per la tendenza di queste piazze informatiche a non contraddire mai il padrone di casa, un po’ per l’indiscutibile bravura con cui ti muovi in questo elemento naturale, nessuno ti dà torto anche quando, nei fatti, non la pensa come te. Elimino dal novero tutti quelli, e ce ne sono, che se tu scrivessi che gli asini volano, correrebbero alla finestra a guardare il cielo. Ce lo siamo detti molte volte “de visu”: sull’argomento Soru non ho mai concordato sulla tua tendenza a confondere i piani, prova a far caso a quante volte hai dovuto chiarire su questa agorà informatica che il tuo punto di vista reale è che votare Soru non solo non è un ripiego, ma addirittura un vantaggio per la Sardegna. Ti dice niente questa necessità? Tu sei piuttosto efficace e attenta per quanto riguarda le questioni comunicazione, ma, in questo caso, continui ad oscillare tra il “sì” e il “ma”, che è esattamente il nucleo di qualunque empasse comunicativo. Alla fine della lettura dei commenti contenuti dentro al tuo blog ho creduto di capire tre cose:
- che esiste un fan club Michela Murgia; 
- che voterai Soru nonostante ritenga inopportuno per un imprenditore candidarsi come Presidente di una Regione;
- che ritieni Soru una forma “ingoiabile” di Berlusconi.
Ma, volendo, potevo capire anche che Soru è troppo compromesso per farcela; che sarebbe eleggibile se francescanamente rinunciasse a tutto; che avere relazioni è vietato al politico.
Oppure che vanno bene le leggi per la Sardegna ma, anche quando sono buone, mai quando coincidono con la vita extrapolitica di Soru; che chiunque collabori o lavori per Tiscali in questo momento è di per sé compromesso; che la storia della nostra regione si sostanzia nei quattro anni appena trascorsi. Oppure, ultimo, ma non ultimo, che, fra il “sì” e il “ma”, sei l’unico intellettuale sardo veramente libero e indipendente (non lo dici tu, lo dice un tuo fan, ma tu non l’hai contraddetto).
Eppure tra questo “sì” che tu pronunci sempre su sollecitazione e questo “ma” che scaturisce spontaneo, secondo me, sussiste  il vizio di forma a cui facevo riferimento all’inizio.
Non sto a dirti che se avessimo fatto un quarto di queste pulci a Berlusconi forse adesso saremo un paese migliore,  e, per non sottrarmi a nessuna pignoleria, essendo la persona che più di tutti ha sempre messo Soru di fronte alle sue contraddizioni (è tutto scritto, in tempi non sospetti), voglio dirti da subito che concordo sui “ma” e, proprio per questo, non capisco il tuo “sì”. Dal mio punto di vista quei “ma” fanno parte di un dibattito in cui costantemente si devono mettere in rapporto ipotesi, previsoni, con  dati di fatto. Il discorso zoppo non si può fare. Solo quello che sarebbe dovuto essere senza quello che è stato non va bene. E vorrei ribadire che Soru si è dimesso per non essere ricattato da una combine di politici locali SUOI ALLEATI che l’avevano messo in minoranza su un emendamento che metteva in seria difficoltà il grande partito trasversale del mattone in Sardegna. Il che mi pare un “sì” che mette in pari qualche importante “ma”, no? Inoltre c’è una differenza sostanziale che tu dimentichi sempre: Soru ha ottemperato a tutte, e dico tutte, le leggi in merito al conflitto di interesse vigenti nel nostro Paese. Se non ci sembrano sufficienti parliamone, ma non dimentichiamoci di parlare del fatto che Berlusconi non ha fatto nemmeno un quarto di questo percorso legislativo e con ben altri interessi in campo. Per non parlare del fatto che la stampa locale in questi quattro anni non ha regalato niente a Soru, Unione e Nuova non sono mai state così allineate e questo dovrebbe suggerirti qualcosa, altrochè controllo mediatico. Ecco, ciò giusto per posizionare almeno due grandi faccende dove realmente stanno. Nel territorio fra il “sì” e il “ma” può succedere che si diventi più realisti del re e un pelino moralisti, e, quel che è peggio, si rischia di “esporre come trofei le proprie sconfitte” (l’ha scritto un gesuita nel ‘600), perché si disegna una situazione in cui un Presidente eletto diventa di per sé padrone e signore, quasi che, conclusa la fase elettorale, noi cessiamo di esistere come cittadini e diventiamo sudditi (per i sardi di Forza Italia questo è un problema regionale e non nazionale, e tu sembri approvare). Se tu credi questo Soru non dovresti votarlo, semplicemente.
La domanda è: considerati i quattro anni passati, possiamo evidentemente temere di poter essere governati da una persona che ha a cuore i suoi interessi prima che i nostri?
E ancora: viviamo in un paese in cui è possibile mandare a casa un politico che non ci piace? Io penso che nel Paese delle opportunità qualunque divieto fine a se stesso ti si ritorce contro. E penso che ancora abbiamo una Costituzione che mi impegnerò a difendere a tutti i costi con tutto me stesso. La dietrologia in politica, la terra di nessuno fra “sì” e “ma”, è quanto ci espelle dalla politica, voglio mantenere intatta la mia qualità di cittadino che custodisce quello in cui crede, senza aspettarmi che siano altri a farlo. Se io per primo abdico a questa funzione naturale, perché non dovrebbe abdicare un politico? E per questo, udite udite, io lotterei per il diritto di Berlusconi di fare politica. Il mio compito di intellettuale è di non temere alcuna opportunità e di propugnare una società in cui vige il principio di responsabilità diretta e non quello della delega in bianco. Io voterò Soru, e posso assicurare che il mio voto non sarà certo gratuito.
Abbracci, Marcello.
 
Aggiungilo a:
Splinder
Delicious
Facebook
Google
YahooMyWeb
Technorati
Commenti

You must javascript enabled to use this form

Signor Aquilino,

semplicemente perché pensavo esistesse la lbertà di opinione, non quella di denigrare per convinzioni ideologiche. Perché lo pensavo, naturalmente. Ingeeenuooo che sono stato.

Evviva l'Italia. Sa perché lo grido proprio su questo sito? Perché sono nato Italiano e da Italiano morirò.

Altro che Sardegna indipenedente.

Inserito da Raffaello Volpe, il 02/01/2009 alle 22:54

Egregio Signor Volpe, al terzo tentativo (gli altri due sono miseramente falliti per problemi tecnici, ed erano pure piuttosto lunghi) spero di riuscire a commentare alcune affermazioni del suo trattato.

Per iniziare, comunque, le comunico che non amministro né questo né altri siti internet, quindi non faccio parte del grande complotto degli amministratori internet contro il signor Volpe.
Non mi sento neanche paladino di Michela Murgia, della quale ammiro molto soprattutto la capacità argomentativa e la sferzante ironia, ma le cui opinioni sono molte volte differenti dalle mie.

Ora le spiego perché il suo trattato mi è sembrato una supercazzora. Lei si sofferma all'inizio sul concetto di democrazia dicendo che è da rivedere. Non ho capito bene in che senso sarebbe da rivedere; non mi sembra che dia neanche un breve accenno ad una sua idea di alternativa alla democrazia, ma magari mi è sfuggito. Sul voto dice una frase che in parte posso anche condividere

'Sono giunto alla conclusione che il “voto” sia solo una condizione paradossale per evitare l’assunzione di responsabilità da parte dell’individuo'

poi però dice di aver votato Berlusconi perché lo ritiene il male minore lasciando intendere che, almeno per questa tornata, lei abbia evitato di assumersi le sue responsabilità. Io ad esempio ritengo che il votare il male minore sia un modo per evitare all'individuo l'assunzione di responsabilità. come può infatti una persona che vota un qualcosa che ritiene essere male sentirsi responsabile se poi, a causa di quel male, le cose peggiorano? Lui già lo sapeva che le cose sarebbero andate male, solo che è convinto che con gli altri sarebbero andate peggio, quindi non solo non si sente responsabile, ma continua ad essere fiero di aver compiuto quella scelta e non rimprovera chi ha eletto per aver compiuto degli errori, né lo punisce.
Anche io per circa 8 anni ho votato per quello che ritenevo essere il male minore, pur non piacendomi praticamente nessuno di quella parte politica. All'ultima tornata nazionale ho invece sospeso il mio diritto di voto e, vedendo come si comportano i nostri politici, ne sono oltremodo felice.
Alle prossime regionali invece credo che voterò convintamente Soru in quanto mi ritengo soddisfatto dal modo in cui ha governato nei passati 4 anni. Visto che poi è possibile il voto disgiunto, credo che non darò il mio voto al PD, men che meno a partiti che si professano comunisti. Al momento devo ancora trovare una formazione politica che mi soddisfi.

Altro passaggio interessante è quello dove dice che comunismo e democrazia sono del tutto interscambiabili... leggendo il suo voto a Berlusconi alla luce di questo e della sua avversione al concetto di democrazia, sembra quasi che Lei abbia votato l'unto dal signore proprio perché è il personaggio che più è lontano da tale concetto.

Non ho neppure capito il ragionamento logico che l'ha portata a rimproverare al sito il fatto di non trattare gli argomenti che le piacerebbe veder trattati. A me sembra benaltrismo bello e buono, ma potrebbe essere interessante andare in giro per blog a rimproverare i vari autori di trattare solo alcuni argomenti e non altri. Quello delle difficoltà dell'agricoltura sarda e italiana è sicuramente un argomento interessante, ma perché, se le sta così a cuore, non si apre un blog e ne parla lì? Oppure cerga per la galassia internet qualcuno che ne parli... o magari, se proprio vuole vedere l'argomento trattato da Michela Murgia, può riformulare il suo rimprovero in forma di richiesta o di spunto che lei sarebbe libera di cogliere o meno, visto che questo spazio è suo. E' solo un'idea eh!

Conclude infine dicendo che bisogna correre ai ripari, ma anche stavolta si è dimenticato di dire cosa, secondo Lei, si dovrebbe fare (anche a grandi linee).

Inserito da Daniele Addis, il 03/01/2009 alle 04:29

caro signor volpe,
quello che Le dice il sig Addis è molto ragionevole ed anche assai civile. Desidero però dirLe che il termine democrazia non significa libertà di attribuire ad altri la malafede o quella di sfottere la gente ad esempio storpiandone i cognomi. Tuttavia, continui pure, se preferisce, Se il sito fosse mio avrei trovato modo di escludere i suoi interventi. La invito ad affrettarsi con i suoi interventi perchè,quanto prima,l'attuale governo obbligherà i blog come questo ad avere la licenza di editore per continuare l'attività. Penso che ci libereremo tutti del sito o del blog. Non so se la signora Michela farà altrettanto, io sicuramente sì. A questo punto Lei,caro signor Volpe dovrà trovare altri modi di esercitare la Sua 'democrazia'. Pagare spazio web ed avere responsabilità legali ed anche penali da editore per permettere a Lei e ad altri come Lei di insultare la gente non è esattamente il massimo della convenienza.
Nel frattempo La saluto.
aquilino

Inserito da angelo aquilino, la cui homepage è qui il 03/01/2009 alle 09:01

Caro signor Volpe,
altre volte mi è capitato di interloquire con Lei, quasi sempre su posizioni divergenti. Questo non significa mai mancare di rispetto a qualcuno, caso mai il contrario, visto che se ne prendono seriamente le asserzioni tanto da volerle commentare.
Non sia permaloso, dunque: ammetterà che sia legittimo pensarla diversamente da Lei e non per questo essere in malafede o completamente idioti.

Quanto al Suo giuramento di fedeltà all'Italia, vorrei capire cosa c'entri qui.
Nessuno, mi sembra, ha minimamente accennato alla questione. E anzi, vorrei proprio rassicurarLa: l'indipendenza della Sardegna, se e quando verrà, non minaccerà affatto la sua italianità, né conculcherà la sua aspirazione a morire italiano (cosa per altro difficilmente attuabile: se uno si sente italiano, chi mai può negarglielo?). La invito amichevolmente a lasciare agli altri il medesimo diritto di sentirsi e di voler morire come e qualmente loro aggradi.

Per il resto, mi pare che Daniele abbia ben sintetizzato alcune rilevanti obiezioni al Suo discorso, signor Volpe, e non ci sarà bisogno di ribadirle.
Considero solamente che quella di Daniele è una dimostrazione pratica di come la diversità di opinioni possa sposarsi senza troppi attriti con la correttezza argomentativa e il rispetto delle posizioni altrui.

A Daniele in particolare (che con la sua dichiarazione di voto a favore di Renato Soru rientra finalmente in topic) vorrei invece suggerire di darsi uno sguardo intorno, nel panorama politico sardo: magari, al di là delle consorterie affaristiche e clientelari dei partiti oltremarini, in Sardegna c'è qualcosa di nuovo che si muove e che promette bene per il futuro. Parlando di assunzione di responsabilità, forse è proprio questo che noi sardi dovremmo fare. La nostra emancipazione storica (economica, sociale, politica) non ce la darà nessun altro all'infuori di noi stessi. Sperare il contrario non solo è utopico ma è anche decisamente pernicioso (come la storia dovrebbe averci insegnato).

Saluti e auguri a tutti.

Inserito da Omar, la cui homepage è qui il 03/01/2009 alle 09:10

Signor Aquilino,

in effetti, dopo il mio primo intervento all’articolo di Marcello Fois il commento “supercazzora” è un commento amichevole che rispetta pienamente l’opinione altrui. E con Lei, signor Aquilino, chiudo subito questo disdicevole incidente, tranne che sulla questione dei siti da pagare: Berlusconi sta soltanto continuando qualcosa che già fu iniziato dal precedente governo Prodi (Disegno di Legge Prodi-Levi contro internet-20 ottobre 2007), e di cui ne parlò a suo tempo anche Beppe Grillo sul suo sito. Le dirò di più: è stato proprio l’attività ribelle di Beppe Grillo a provocare i timori (“terrore” è forse più appropriato) dei nostri governanti. Meglio imbavagliare sin dall’inizio le idee pericolose, che doverne “sedare” le conseguenze. Non se ne meravigli, ma l’inferno che ci attende è premeditato da destra, da sinistra e dal centro. Neanche le vostre bellissime isole, Sardegna e Sicilia, con la loro cultura millenaria se ne salveranno.

Signor Addis,
la sua fiducia in Soru mi commuove, invece, perché vi riconosco la buona fede di chi ancora crede nelle istituzioni, in quanto anch’io penso che siano strumenti al servizio dei cittadini e del Popolo italiano nella sua totalità. Non è più così da tempo, oramai. Forse non lo è stato mai, probabilmente, andando a ritroso nello studio della storia, se non per quei brevi periodi in cui il “potere” non sapeva cosa inventarsi di “nuovo” per soggiogare nuovamente i cittadini sotto il proprio controllo. Per capire di cosa stia parlando sarebbe sufficiente dare uno sguardo all’asse che nel tempo si è cementato fra il potere nelle sue varie forme (monarchie, papati e democrazie…moderne), i potentati economici (industrie e soprattutto banche) e società segrete (massonerie in primis). Detto questo, passerei al motivo per cui avrei votato Berlusconi. Prima di votare qualcuno, nessuno può sapere cosa succederà, questo è assodato, signor Addis (la ringrazio per aver sollevato il problema in maniera civile e logica). Mi creda, non avrei immaginato mai che anche Berlusconi avrebbe intrapreso la strada già pesantemente tracciata dal precedente governo di sinistra. Il “male minore” si è rivelato per essere il “solito efferato tradimento” contro il Popolo italiano. Ed è proprio qui la prova che la forma di potere fin qui utilizzata, la democrazia, è un concetto oramai obsoleto. Non nel senso che è vecchio (anche se in effetti è così), ma nel senso che i potenti hanno trovato il modo per governarci facendoci credere di essere liberi, almeno fino a quando (manca poco, oramai) la dittatura non svelerà il suo vero volto. Sull’obsolescenza oggettiva della democrazia ribadisco il fatto che essa si fonda sull’idea di “rappresentanza”, ma che quest’ultima sia superata semplicemente perché è fisicamente impossibile che un solo individuo, in quanto “rappresentante” di qualcun’altro, possa non solo curarsi in assoluto degli interessi e dei problemi di tutti (il difetto minore…) ma che in effetti se ne curi. Ogni singolo individuo “rappresenta” fisicamente se stesso, non può “rappresentare” anche gli altri. Ne andrebbe a danno dello stesso concetto di “identità” individuale, ne convenga. Il vero motivo per tutta questa corruzione, a parte l’animo umano, sul quale ci sarebbe molto da interrogarsi, è questo: i politici sono corrotti perché in effetti essi “rappresentano” solo se stessi, pur dicendo di “rappresentare” un Popolo intero. Tra il dire e il fare…? La mia “idea” (ma in realtà pensata da altri studiosi ben più capaci di me ) è che, invece, rimettendo in discussione il concetto di “democrazia” si possa rimettere in moto un movimento di pensiero che possa generare nuove forme di gestione del potere. Le sembra una proposta poco onesta questa, illegittima: meglio, inappropriata? Io non credo più nei nostri governanti perché ritengo che quasi tutti siano oramai corrotti da un sistema corrotto nel suo insieme (il crollo dell’assetto economico mondiale è la prova che la corruzione è sistemica), ma credo fermamente negli Italiani, credo fermamente nella loro intelligenza, che siano sardi o siciliani, veneti o romani. La storia mi conforta da questo punto di vista. L’idea, pur disperata, prima che ci tolgano “ufficialmente” la parola, è quella di restituire la “parola” agli Italiani, far sapere loro chi siano, avvisarli di quanto sta accadendo, che il momento è gravissimo da tutti i punti di vista. E finché avrò forza e respiro io continuerò su questa strada, interlocutori permettendo (e ci mancherebbe altro). Signor Addis, a me piacerebbe proseguire, ma veramente rischierei di scrivere un “trattato”. Mi piacerebbe anche darle ulteriori riferimenti, anche bibliografici, nel senso rispettoso della necessità di chi studia di dover dare sempre bibliografia di ciò che afferma, a scanso di equivoci giudiziari sgradevoli per tutti, soprattutto di questi tempi. Se vuole sono a sua completa disposizione. Ma una cosa la posso fare, a proposito dell’agricoltura in profonda crisi a causa della politica distruttiva dell’unione europea. Ecco a seguire alcuni riferimenti da tenere in considerazione sia per i lettori che i gestori di questo sito:
“La Ue rimborsa chi vuole estirparli, e la regione non dichiara le aree 'off limits' L'Emilia sceglie di non tutelare i vigneti” di Alessandro Goldoni QN - Il Resto del Carlino | 07-08-2008 / “Povera Europa ferma ai cetrioli” di Massimiliano Lussana ilGiornale | 26 Giugno 2008 / “Aspettando l'ordine di spargere il sale” di Rosaria Impenna dal sito di ItalianiLiberi |18.08.2008.

Qui mi fermo, ma vi sarebbe molto altro da dire. Parlando con alcuni coltivatori della Sardegna, ma lo stesso vale per il resto d’Italia, ho dovuto raccogliere la loro disperazione. Nessuno ne parla, tranne che negli ambiti specialistici, che è un modo di escludere dall’informazione il grande pubblico. Nessuno dice che il sistema di finanziamento da parte dell’unione europea agli agricoltori è stato solo un modo per mettere in crisi l’agricoltura, assumendone il controllo in forma dittatoriale, manco a dirlo, a favore delle multinazionali.
Infine le differenze fra comunismo e democrazia. Entrambe si fondano sull’idea che tutti noi siamo ”uguali”. Non v’è niente di più falso; basta dare un occhiata al codice genetico di ognuno per saperlo. Prova ne è il fatto che l’intelligenza non è data a tutti, se non in modo “diverso”, ma che sono invece le “differenze” a permettere la sopravvivenza delle specie animali e …umana. Appiattire tutto nel nome dell’uguaglianza (concetto non a caso assolutizzato da parte dei potenti), la si chiami democrazia o comunismo, non fa differenza. Il risultato è sempre lo stesso: la morte delle “differenze”, il che vuol dire anche la morte della razza umana, Popoli compresi.

Inserito da Raffaello Volpe, il 03/01/2009 alle 11:59

errata corrige: volevo scrivere 'specie umana, razze e popoli compresi.'

Grazie.

Inserito da Raffaello Volpe, il 03/01/2009 alle 12:29

Perché mai correggere, Volpe, andava benissimo la prima, lapsus Freudiano?

Capisco la sua smania di scrivere zibaldoni, che oggi definiremo blogs, ma allora perché non se ne apre uno tutto suo così saremo tutti ben felici di poter intervenire.
Acquisisca con l'anno nuovo la consapevolezza che è sgarbato intervenire fuori contesto e sempre coi soliti argomenti anche quando questi c'entrano come cavoli a merenda.

Saludu e trigu & tapp'e ortigu!

Inserito da Su Teraccu, la cui homepage è qui il 03/01/2009 alle 13:08

Dallo Zingarelli riporto: “Razza” sta per “Tradizionale suddivisione della specie umana in base a caratteri morfologici quali il colore della pelle, la forma degli occhi o del cranio, la statura media, etc…”….mi scusi signor Teraccu , tranne un eventuale senso ironico nel suo appunto tecnico a un lapsus freudiano che nemmeno sopporto tanto (Freud, non lei, s’intende), mi spiega la differenza che intenderebbe fra “specie” e “razza”? Grazie. Forse avrei dovuto scrivere “razze umane”…per farmi capire meglio.
Per quanto riguarda il “fuori contesto”, il mio iniziale intervento non lo era. Se “cosa” chiama “cosa” io che ci posso fare? Mi appello al suo senso di libertà d’opinione. E poi sono convinto che non è mai “tempo perso”, diversamente non si sarebbe premurato di farmelo sapere. Non è così che si “perde tempo”…facendo cose che non hanno valore ai nostri occhi?

Asi biri cum saludi a lei.

Inserito da Raffaello Volpe, il 03/01/2009 alle 15:23

Ve bene Volpe, Lei vuole ridiscutere il concetto di democrazia, ma ci dica qualcosa di più, un accenno di idea. Al momento non ho ancora capito qual'è la sua idea di cambiamento. Se devo dedurlo dalle sue opinioni il suo sembra un anarchismo patriottico: ognuno per sé, ma tutti uniti nella nazione italiana. Nessun rappresentante perché ognuno rappresenta sé stesso e valutazione delle differenze in base al codice genetico o al livello livello di istruzione?

Inserito da Daniele Addis, il 03/01/2009 alle 17:59

Signor Addis,

Lei mi invita a nozze. Cercherò di essere il più sintetico possibile ma ancor più breve di prima per non risultare eccessivamente invadente. Mi rendo conto di esserlo stato, in effetti, ma non voglio nemmeno scomodare il famoso detto: “Il fine giustifica i mezzi…”. Sono io che sono fatto così, e forse potrei migliorare. Michela Murgia pazienterà ancora un altro po’? Glielo chiedo, Michela.

Ebbene, non le dico niente di nuovo signor Addis, se affermo che l’idea di partito è oramai obsoleta? Per prima cosa andrebbero eliminati proprio loro, dopo una fase transitoria di studio e ipotesi di nuove forme di governo. Qualsiasi forma nuova dovessimo pensare, si dovrebbe comunque garantire la libertà fisica dei cittadini, ma dando al contempo a ognuno una maggiore responsabilità delle proprie azioni. In poche parole, meno Stato ma più iniziativa da parte dell’individuo. La burocrazia andrebbe semplificata all’essenziale. Per esempio, negli stati Uniti non esiste la carta d’identità, che è una forma di controllo sul “corpo” del cittadino, controllo che si appesantirà ulteriormente quando saremo tutti costretti a lasciare nelle mani del potere i nostri dati biometrici. La parola “politica” andrebbe sostituita con quella di “potere”, affinché tutti sappiano cosa significhi veramente la gestione della cosa pubblica. Con i partiti siamo tornati al nepotismo dei papi e alle monarchie tramandate per asse familiare. È questo che dobbiamo abbattere sin dalle sue fondamenta: la possibilità che il potere possa essere trasferito per appartenenza familiare o che possa diventare una “professione”. Quando chi governa sa di poterlo fare in maniera duratura è più facile che perda il senso della realtà, diventando quindi pericoloso per la vita del gruppo il cui futuro ha fra le sue mani. Bossi ha già in mente il figlio come suo successore: se questo non è delirio, ditemi che cosa non è. Il potere andrebbe gestito, a mio avviso, soprattutto partendo da questo assunto: limitandone la durata. Ma le domande fondamentali su cui concentrarsi sono le seguenti, naturalmente. A chi e come affidare il potere? Si potrebbero creare gruppi costituti dalle migliori menti, con specializzazioni e forme di conoscenza diverse (storia, diritto, letteratura, economia, sociologia, antropologia, matematica, statistica, architettura, etc…), affinché possano lavorare sinergicamente per rispondere con complessità “organicamente interconnessa” alla complessità della società nella quale ci troviamo. Se la cultura è un insieme organico complesso, l’unica maniera per garantirne il futuro è quello di assecondare la Forma Strutturale che ne permette l’esistenza. Dopo la creazione di “gruppi di ricerca”, individuare nel loro seno le migliori menti, per metterle insieme in un unico gruppo per la gestione della cosa pubblica, e governare per non più di una “legislatura”. Come avveniva per i Romani, si dovrebbe far rifiorire nel seno del gruppo l’abitudine a discutere e sperimentare le forme con le quali si deve gestire il potere, non dimenticando mai che la prosecuzione della vita del gruppo sarà nelle mani di poche persone.

Per quanto confuso e scritto di getto, le sembra utopico ciò che sto scrivendo, signor Addis?
Mi dica cosa ne pensa. E magari possiamo continuare a parlarne, magari pertendo da un articolo di Michela Murgia in proposito, se Michela lo riterrà opportuno. Non ho toccato volutamente la gestione dell’economia, altro aspetto delicato sul quale tutti noi dovremmo concentrarci per tentare strade “nuove”. Il vero potere non è più nelle mani arroganti e ignoranti dei politici, ma in quelle dei banchieri.

Come scriveva Ezra Pound?: “I politici sono i camerieri dei banchieri”, se non ricordo male…

Inserito da Raffaello Volpe, il 03/01/2009 alle 21:38

Scusate, per le feste sono usa andarmene in tutti i sensi, e il mio fantomatico admin ha fatto probabilmente lo stesso, Dio lo benedica.
Per il resto, ricordo a tutti che Raffaello Volpe è un professionista di specialità internettiane come il flame, lo spam e il non-sense, prese insieme o separatamente. Non si da da mangiare al troll, e io ho davvero troppo da fare per starci appresso. Così spero di tutti voi.
Constato invece che Bomboi non perde occasione per sfruttare la visibilità di questo spazio per esporre le sue ossessioni fuori tema, magari sperando che vengano lette da più dei due lettori al giorno che visitano il suo sito, uno dei quali è lui. Anche questa è la libertà della rete, un bene in cui credo veramente anche quando comporta cose come queste. Basta tenerlo presente.

A tutti gli altri, un augurio di cuore!

Inserito da Michela, il 04/01/2009 alle 11:18

Michela Murgia,

un nome, una garanzia. E' Lei a essere fuori tema, e sa perché? mentre gli intellettuali come lei e Fois si trastullano con Vot'Antonio o Vot'a Giacomo, l'attuale sistema di gestione del potere è desueto e sta crollando davanti ai nostri occhi e sotto i nostri piedi. Se n'è accorta? No, suppongo a causa delle frittelle natalizie che si porta davanti agli occhi...

Inserito da Raffaello Volpe, il 04/01/2009 alle 12:36

Non ti preoccupare Michela che i lettori del nostro sito non sono due, dovresti anzi ringraziarmi, senza U.R.N. oggi IRS starebbe ancora dietro i social forum a Firenze come al suo debutto. A limite potresti replicare sui contenuti di ciò che ho scritto invece di evadere dal discorso. E' facile parlare di Soru e compagnia bella, ma quando si parla dell'indipendentismo? Si tratta di scelte politiche in questa discussione e ho detto ciò che pensavo in merito ad IRS, datosi che non mi pare essere un movimento estraneo delle imminenti Regionali. Io invece farò anche a te i migliori auguri!

Inserito da Bomboi Adriano, la cui homepage è qui il 04/01/2009 alle 14:14

Giusto per darti la misura di quanto tu sia fuori tema, Adriano: questa non è una discussione sulle scelte politiche, ma sul modello di riferimento etico in politica. Proprio per evitare equivoci ai più confusi ho anche linkato la discussione da cui il discorso prendeva le mosse, intitolata 'un uomo ricco può governare'. Specificazione inutile nel tuo caso, perché quando uno ha un martello al posto della testa, tutto quello che vede gli sembrano chiodi. Mi scuserai tuo malgrado se poi non entro nel merito del discorso indipendentista con te: uno perché non ti riconosco come interlocutore in merito, visto che - nonostante continui ad usare il plurale - non rappresenti altri che te stesso. Due perché se per te l'indipendenza della Sardegna passa per scelte di alleanza con partiti che hanno nel loro nome 'italia' o 'nazionale' o bandiere tricolore, è altamente probabile che da dirci sull'indipendentismo io e te non si abbia comunque proprio niente.
Cordialmente.

Inserito da Michela, il 04/01/2009 alle 16:58

Era come pensavo,

solo che le frittelle hanno la forma di una cartina geografica...quella della Sardegna. Saranno indigeste, mi creda Murgia, così indigeste da renderle tali anche agli stessi sardi...che non se lo meritano. Lei non ama ciò e chi dice di amare. Lei è solo un gigante piccolo, piccolo...

Inserito da Raffaello Volpe, il 04/01/2009 alle 20:31

< Pagina Precedente  1  2  3  4  5  6  ....  Pagina Successiva >
Pagina 2 di 8 ( 104 Commenti )
©2007 MosCom

< Prec.   Pros. >

News & endorsement


In continuità con il fortunato 2006, grazie ai voti degli ascoltatori quest'anno sono di nuovo finalista al Libro dell'anno a Fahrenheit! Per quanti volessero continuare a votare Accabadora, basta inviare una mail all'indirizzo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , indicando autore e titolo.



Breve giro della Puglia:
il 27 novembre sarò al Cafè d'Arte di Bari. Il 28 novembre sarò a Turi (BA) per presentare Accabadora con la scrittrice Sandra Petrignani al presidio del libro. Ore 18:30, salone biblioteca comunale. Il 29 novembre sarò invece a Campi Salentina al festival Città del libro, dove presenterò Accabadora alle 18:30.


Breve giro del Triveneto:
il 1° dicembre alle 19 sarò a Villorba alla libreria Lovat. Il 2 dicembre alle 18:30 sarò a Oderzo e il 3 dicembre alle 18:30 sarò alla nuova libreria Lovat di Trieste.
Il 4 dicembre sarò allo Zammù di Bologna alle 18, mentre alle 21 sarò a Modena nel teatro tenda del comune.

Informazioni più immediate sui miei spostamenti e sulle novità editoriali in arrivo si possono trovare anche sulla pagina di Facebook a cura dell'agenzia letteraria Kalama

 


  Altre Madri è qui
Anna della pioggia è a questo link.
 

Prossimi appuntamenti

ven 27 nov 2009 @18:00
Bari - Accabadora
sab 28 nov 2009 @18:00
Turi - Accabadora
dom 29 nov 2009 @18:30
Campi Salentina - Accabadora
mar 1 dic 2009 @20:45
Villorba - Accabadora
mer 2 dic 2009 @18:30
Oderzo - Accabadora
gio 3 dic 2009 @18:00
Trieste - Accabadora
ven 4 dic 2009 @21:00
Modena - Accabadora
ven 4 dic 2009 @18:00
Bologna - Accabadora
mar 8 dic 2009 @15:00
Courmayeur Noir Festival
mer 9 dic 2009 @18:00
Aosta - Accabadora

Calendario Eventi

Novembre 2009
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
2627282930311
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 1 2 3 4 5 6
Dicembre 2009
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
301 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31 1 2 3

Ultimi commenti