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L'attore, autore e regista Sante Maurizi ha appena realizzato per CUEC un libro intervista intitolato I film del cuore. Tra le interviste c'è anche il mio rapporto preferenziale con il cinema di Ermanno Olmi. Il libro verrà presentato in anteprima il 6 dicembre da Goffredo Fofi alla fiera della piccola editoria di Roma, Più libri più Liberi.


Il bravo fotografo Marco Degosus ha appena dato alle stampe per l'editrice Tiligù un libro di ritratti di sardi "andati e tornati" dal mare, a ciascuno dei quali è stata rivolta una domanda: cosa volevi fare da grande? Tra gli altri Francesco Abate, Milena Agus, Marcello Fois, Giulio Angioni, Antonio Marras e anche io. Il libro si chiama Da quest'altra parte del mondo.


La casa editrice Ilisso continua il suo progetto di ridare smalto all'intera produzione deleddiana, nota e meno nota. Nelle prossime settimane usciranno tre nuovi titoli di Grazia Deledda, tra cui Il nostro padrone con la mia prefazione.
 

Segni di vita intelligente

Attenzione, questa sezione contiene forme varie di resistenza al degrado. 


Qualcuno, nella gazzarra mediatica che fa scorrere via ogni cosa, vuole continuare a ricordarsi di Marinella, la ragazza stuprata a Montalto da un branco di "ragazzi di buona famiglia", a cui il comune ha persino pagato le spese legali. Non è un presunto stupro, i colpevoli sono rei confessi, ma non faranno un giorno di carcere perché incensurati, e la solidarietà del paese sui media sembra continuare ad andare solo a loro, compresa quella di un vecchio che "se avesse avuto 13 anni si sarebbe messo in fila" pure lui. Questi disgraziati non hanno nessuna comprensione da me, né dal gruppo su FB che sostiene Marinella, né quella della scrittrice Lara Cardella. Nel gruppo si ricordano i fatti e si chiede giustizia, perché la violenza prima di essere un fatto è una mentalità, e i distinguo sulla vittima servono solo ai colpevoli per salvarsi da una giusta pena. 

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Replica di Marcello Fois PDF Stampa E-mail
Scritto da Marcello Fois   
Marcello
(Ricevo e pubblico, con il permesso dell'autore, la replica alle considerazioni da me fatte qui.)
Michela cara,
c’è un vizio di forma in quello che dici, vizio che è tanto più grave perché genera un’ambiguità insanabile. Ambiguità che risulta chiaramente dal tono delle repliche alle tue affermazioni contenute nel tuo blog. Se ci fai caso, un po’ per la tendenza di queste piazze informatiche a non contraddire mai il padrone di casa, un po’ per l’indiscutibile bravura con cui ti muovi in questo elemento naturale, nessuno ti dà torto anche quando, nei fatti, non la pensa come te. Elimino dal novero tutti quelli, e ce ne sono, che se tu scrivessi che gli asini volano, correrebbero alla finestra a guardare il cielo. Ce lo siamo detti molte volte “de visu”: sull’argomento Soru non ho mai concordato sulla tua tendenza a confondere i piani, prova a far caso a quante volte hai dovuto chiarire su questa agorà informatica che il tuo punto di vista reale è che votare Soru non solo non è un ripiego, ma addirittura un vantaggio per la Sardegna. Ti dice niente questa necessità? Tu sei piuttosto efficace e attenta per quanto riguarda le questioni comunicazione, ma, in questo caso, continui ad oscillare tra il “sì” e il “ma”, che è esattamente il nucleo di qualunque empasse comunicativo. Alla fine della lettura dei commenti contenuti dentro al tuo blog ho creduto di capire tre cose:
- che esiste un fan club Michela Murgia; 
- che voterai Soru nonostante ritenga inopportuno per un imprenditore candidarsi come Presidente di una Regione;
- che ritieni Soru una forma “ingoiabile” di Berlusconi.
Ma, volendo, potevo capire anche che Soru è troppo compromesso per farcela; che sarebbe eleggibile se francescanamente rinunciasse a tutto; che avere relazioni è vietato al politico.
Oppure che vanno bene le leggi per la Sardegna ma, anche quando sono buone, mai quando coincidono con la vita extrapolitica di Soru; che chiunque collabori o lavori per Tiscali in questo momento è di per sé compromesso; che la storia della nostra regione si sostanzia nei quattro anni appena trascorsi. Oppure, ultimo, ma non ultimo, che, fra il “sì” e il “ma”, sei l’unico intellettuale sardo veramente libero e indipendente (non lo dici tu, lo dice un tuo fan, ma tu non l’hai contraddetto).
Eppure tra questo “sì” che tu pronunci sempre su sollecitazione e questo “ma” che scaturisce spontaneo, secondo me, sussiste  il vizio di forma a cui facevo riferimento all’inizio.
Non sto a dirti che se avessimo fatto un quarto di queste pulci a Berlusconi forse adesso saremo un paese migliore,  e, per non sottrarmi a nessuna pignoleria, essendo la persona che più di tutti ha sempre messo Soru di fronte alle sue contraddizioni (è tutto scritto, in tempi non sospetti), voglio dirti da subito che concordo sui “ma” e, proprio per questo, non capisco il tuo “sì”. Dal mio punto di vista quei “ma” fanno parte di un dibattito in cui costantemente si devono mettere in rapporto ipotesi, previsoni, con  dati di fatto. Il discorso zoppo non si può fare. Solo quello che sarebbe dovuto essere senza quello che è stato non va bene. E vorrei ribadire che Soru si è dimesso per non essere ricattato da una combine di politici locali SUOI ALLEATI che l’avevano messo in minoranza su un emendamento che metteva in seria difficoltà il grande partito trasversale del mattone in Sardegna. Il che mi pare un “sì” che mette in pari qualche importante “ma”, no? Inoltre c’è una differenza sostanziale che tu dimentichi sempre: Soru ha ottemperato a tutte, e dico tutte, le leggi in merito al conflitto di interesse vigenti nel nostro Paese. Se non ci sembrano sufficienti parliamone, ma non dimentichiamoci di parlare del fatto che Berlusconi non ha fatto nemmeno un quarto di questo percorso legislativo e con ben altri interessi in campo. Per non parlare del fatto che la stampa locale in questi quattro anni non ha regalato niente a Soru, Unione e Nuova non sono mai state così allineate e questo dovrebbe suggerirti qualcosa, altrochè controllo mediatico. Ecco, ciò giusto per posizionare almeno due grandi faccende dove realmente stanno. Nel territorio fra il “sì” e il “ma” può succedere che si diventi più realisti del re e un pelino moralisti, e, quel che è peggio, si rischia di “esporre come trofei le proprie sconfitte” (l’ha scritto un gesuita nel ‘600), perché si disegna una situazione in cui un Presidente eletto diventa di per sé padrone e signore, quasi che, conclusa la fase elettorale, noi cessiamo di esistere come cittadini e diventiamo sudditi (per i sardi di Forza Italia questo è un problema regionale e non nazionale, e tu sembri approvare). Se tu credi questo Soru non dovresti votarlo, semplicemente.
La domanda è: considerati i quattro anni passati, possiamo evidentemente temere di poter essere governati da una persona che ha a cuore i suoi interessi prima che i nostri?
E ancora: viviamo in un paese in cui è possibile mandare a casa un politico che non ci piace? Io penso che nel Paese delle opportunità qualunque divieto fine a se stesso ti si ritorce contro. E penso che ancora abbiamo una Costituzione che mi impegnerò a difendere a tutti i costi con tutto me stesso. La dietrologia in politica, la terra di nessuno fra “sì” e “ma”, è quanto ci espelle dalla politica, voglio mantenere intatta la mia qualità di cittadino che custodisce quello in cui crede, senza aspettarmi che siano altri a farlo. Se io per primo abdico a questa funzione naturale, perché non dovrebbe abdicare un politico? E per questo, udite udite, io lotterei per il diritto di Berlusconi di fare politica. Il mio compito di intellettuale è di non temere alcuna opportunità e di propugnare una società in cui vige il principio di responsabilità diretta e non quello della delega in bianco. Io voterò Soru, e posso assicurare che il mio voto non sarà certo gratuito.
Abbracci, Marcello.
 
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Era come pensavo,

solo che le frittelle hanno la forma di una cartina geografica...quella della Sardegna. Saranno indigeste, mi creda Murgia, così indigeste da renderle tali anche agli stessi sardi...che non se lo meritano. Lei non ama ciò e chi dice di amare. Lei è solo un gigante piccolo, piccolo...

Inserito da Raffaello Volpe, il 04/01/2009 alle 20:31

http://www.urn-indipendentzia.com/URN%20Sa%20Natzione%20-%20Intervento%20al%20PSDAZ.html
Oggi hai avuto poche visite, sai che guadagno per me in visibilità... Michela, in tutta onestà sono poco interessato acché tu mi veda come interlocutore o meno, se vuoi puoi continuare a credere alle balle di IRS sul mio conto e capisco benissimo che il mio tono non incontri la tua simpatia, nel frattempo ti informo che ci stiamo organizzando come ONLUS sulle pincipali province del nord-Sardegna ed abbiamo anche amici di SNI con diversi sardisti. Non so chi per te sia un interlocutore valido nell'indipendentismo, ma vedo la cosa come una guerra tra poveri per percentuali ridicole. Non dovremo darci battaglia ma dialogare. E non siamo certo fuori tema: E' eticamente possibile dividere l'indipendentismo (già disastrato) con l'etichetta del non-nazionalismo e del non-autonomismo? Replicare non è difficile, ma lo diventa se ad essere oggetto di critica costruttiva non è più Soru ma il proprio movimento. Confermo i miei auguri di buon anno!

Inserito da Bomboi Adriano, la cui homepage è qui il 05/01/2009 alle 01:55

Cara Murgia, dovrebbe portare più rispetto verso persone che da qualche anno lavorano con difficoltà nella propaganda dell'unità indipendentista e contro ogni faziosità e ritardo ideologico che la impedisce. Un progetto sperimentale in cui Bomboi e tante persone come me credono. Il suo movimento di fiducia (che nel nostro piccolo stiamo invitando a votare assieme alle altre sigle) non è estraneo a certi comportamenti e se vuole criticare i sardisti non si capisce perché IRS debba rimanerne immune alla luce del settarismo di cui è capofila. Abbiamo partecipato come U.R.N. Sardinnya all'assemblea di Macomer con un nostro scritto trovando oltre 400 sinceri indipendentisti che credono alla scelta di Maninchedda. Non si capisce dall'alto di quali patenti o risultati politici lei possa decidere chi è un vero indipendentista, evidentemente il morbo di IRS la ha contagiata in pieno.
Cordiali Saluti!

Inserito da Daniele Puddu, la cui homepage è qui il 05/01/2009 alle 12:22

Adriano, credimi: benché tu non perda mai occasione per spalare fango su iRS, nessuno di iRS mi ha parlato male di te: a farti valutare sono stati più che sufficienti i tuoi mesi di commenti (spesso fuori tema) qui - oltre che sotto al mio unico intervento sul sito di Sardegna&Libertà. Non è un interlocutore per me chi qui dentro si esprime a nome collettivo, visto che io parlo e rispondo solo a titolo personale. Usare il plurale per accreditare le proprie argomentazioni non è solo puerile: è buffo, ed è doppiamente buffo il portarsi appresso la claque (vedi intervento sopra) per argomentare tronfiamente che adesso siete in due a ballare l'ulli gulli.

Quello che sembra sfuggirti è che questo non è il sito di iRS, è il mio. Il fatto che io aderisca al movimento non fa di questo spazio il luogo degli sproloqui degli avvelenati con una sola idea in testa e l'ansia di trovare un posto senza censure dove gliela lascino esprimere. Io sono liberale, Adriano: l'idea l'hai espressa più e più volte. Sei stato ribattuto - e non solo da me - in maniera anche molto argomentata nei topic appositi, ma ancora non ti basta, forse perché in fondo non è l'interlocuzione che ti interessa.

L'unico motivo che spiega questa tua ossessione è che gli spazi di cui disponi non ti offrono sufficiente visibilità, e quindi quale occasione migliore di un sito - non importa se non è quello giusto - dove godere di 300 paia d'occhi al giorno persino sotto le vacanze? Ti capisco, anche io mi porrei il problema della visibilità se avessi uno spazio dove non entra un cane. Anche io cercherei nuovi luoghi dove sparare a zero, se mi avessero cacciato da tutti i posti dove la gente per parlare si da delle regole e le rispetta.

Ma questo è internet, Adriano, un posto dove la tua autorevolezza deriva non da ruoli, non da posizioni di potere, nemmeno da fama altrove acquisita; è un posto dove l'unica legittimazione proviene da una comunità che riconosce ai tuoi argomenti forza e valore anche quando non li condivide.

Fattene una ragione: se questa autorevolezza a te manca, un motivo ci sarà, ma quel motivo non giustifica che tu venga sistematicamente qui a sfogare la tua frustrazione.

Non ti bannerò, la censura non è nel mio costume (non si può dire lo stesso di altri siti, compreso Sardegna&Libertà). Ma confido che tu sappia trovare altrove un pungiball dove sfogare il tuo complesso di adeguatezza.

Inserito da Michela, il 05/01/2009 alle 12:51

Michela, puoi continuare a raccontarti da sola la tua favola della moralità e della correttezza: Sono 3 anni che da IRS spalano fango contro i Sardisti dividendo quel poco che era rimasto di comune. Sento la solita filastrocca: 'non sono attivista ma simpatizzante, non parlo a nome del movimento'. Infatti gli attivisti sono i membri...qualche decina che delega i soliti 4, ma questi non si sentono mai perché dovrebbero giustificare le sciocchezze che ci dividono: Non-Nazionalismo e non-autonomismo, etichette. Me ne infischio di Soru e compagnia bella, lo sappiamo tutti cosa fanno e cosa non fanno: abbiamo ben altri problemi nell'indipendentismo e che si vada a parlare di eticità di questo o quell'altro lo trovo paradossale. E' inutile che continui a rigirare la pappardella della visibilità, conquistati qualche visitatore in più e forse dopo ne potrai riparlare. E poi come ti ha detto bene Daniele, risparmiati la superbia di dare patenti su chi è indipendentista e chi nò senza nessun merito politico, non si addice al tuo spessore intellettuale. Inizia a rispettare i Sardisti, sarà un buon inizio.

Inserito da Bomboi Adriano, la cui homepage è qui il 05/01/2009 alle 13:52

Adriano, quando parlo di ossessione è esattamente questo che intendo:
dove in questo sito io ho mai sparlato o anche solo non rispettato i sardisti?
Trovami una sola frase che confermi questa tua affermazione e ti darò ragione.

Ma se basta la mia dichiarazione di adesione a iRS per farti dire che io sono anti-sardista, è evidente che il problema ce l'hai tu, non io, e si chiama pregiudizio.

- Non sono autonomista, e ho spiegato ampiamente perché in questo articolo postato a suo tempo. I sardisti sono autonomisti? Lo sono, lo sono sempre stati, se stai pensando di negarlo rileggiti seriamente Lussu. Quindi io non posso essere sardista. Accettalo senza drammi.

- Non sono nazionalista e non c'è nemmeno bisogno di dire il motivo, perché è la storia dei nazionalismi che lo spiega; ma visto che siamo in clima di ovvietà, espliciterò che rifiuto l'idea di una identità collettiva omogenea - razziale o culturale - che si fondi sull'assunto di essere custodi di valori tipici ed esclusivi. E' una strada che porta al leghismo, se non vogliamo scomodare il nazismo, e infatti i movimenti indipendentisti sardi che si dichiarano nazionalisti non hanno alcun problema a considerare la Lega loro interlocutore. Vorrai scusarmi se io qualche problemino invece ce l'ho. Sardigna Natzione è nazionalista? Si, lo è, lo è sempre stata. Quindi io non posso essere nemmeno in Sardigna Natzione. Accettalo senza drammi.

iRS sola incarna il mio ideale di indipendentismo senza i peccati d'origine degli altri due. Per questo di iRS sono non solo simpatizzante, ma sponsor fiera e pubblicamente dichiarata, benché per scelta di libertà intellettuale io non paghi, ne abbia mai pagato, tessere a nessun partito. Questa mia adesione non mi da però il diritto di parlare a nome collettivo, tanto più che iRS è un movimento profondamente democratico, e persino i portavoce ufficiali parlano dopo che le decisioni sono state discusse assemblearmente. Evidentemente il manipolo di persone che dichiari di rappresentare ogni volta che usi il plurale non ha lo stesso coinvolgimento nelle tue prese di posizione, o come ogni corpo collettivo che si rispetti siete sempre tutti d'accordo e nessuno mai dissente dal capo, come delfini guidati da un sonar. Mi fa piacere per voi, ma nemmeno questo stile può rappresentarmi. Accettalo senza drammi.

Mi rendo conto che tutto questo frustra le tue aspirazioni di conversione di ogni mente al pensiero unico dell'indipendentismo-sì-ma-anche-poi-dopo-forse-però-intanto.stiamo.col.PDL, brevemente detto Manincheddismo. Non posso farci niente, come del resto non ci ho potuto fare niente tutte le altre volte che ti ho esposto le medesime argomentazioni in questo sito.
Il problema non sono le argomentazioni: è che tu non le accetti. Ma questo, se permetti, è un altro tuo problema.

Inserito da Michela, il 05/01/2009 alle 14:52

Hai detto chiaramente che chi ha che fare con alleanze con i partiti italiani non è indipendentista. Il riferimento è ovvio e devi portare rispetto per quegli indipendentisti che non hanno la minima voglia di isolarsi dando aria ai denti con etichette prive di senso ma esserci laddove si decide l'amministrazione della nostra isola. Se parli di storia dei nazionalismi informati meglio sullo Scottish National Party che tanto cita IRS perché sono nazionalisti, ma non mi risulta fascisti. Vedo poi che si vuole parlare di Lussu per l'eternità ignorando che dal 1980 in poi grazie a Simon Mossa il PSD'AZ è divenuto indipendentista, senza tale statuto oggi non esisterebbe neppure IRS. Quindi non si capisce a chi dovreste dare lezioni di indipendentismo. Tutto quello che mi dici sono le solite filastrocche a memoria dette dai 'simpatizzanti di IRS a titolo personale che non hanno titolo per parlare a nome di IRS'. Aspetto evidentemente ridicolo. Prendiamo atto che non vi unite perché voi non siete nazionalisti (anarchici forse?) e gli altri sì. Si vede che con questo popò di contenuti stiamo continuamente delegando i partiti italiani (su cui si spendono fiumi di letture etiche) nell'esclusiva amministrazione della nostra terra.

Inserito da Bomboi Adriano, la cui homepage è qui il 05/01/2009 alle 15:48

Adriano, scusa se mi permetto, ma anche capire quando è il momento di smetterla è indice di intelligenza. Il fatto che tu non lo capisca, non depone molto bene a tuo favore.
Non è ripetendo sino alla nausea (altrui) le solite tre frasi fatte che otterrai ragione. Tanto più che ti smentisci e ti sbugiardi da solo. Chi non intende fare alleanze elettorali con i partiti italiani sarebbero quelli che delegano ai partiti italiani il governo della nostra terra, secondo te. E quelli che coi partiti italiani, per di più di destra e apertamente neo-colonialisti, ci si alleano invece cosa fanno? Costruiscono le condizioni dell'indipendenza sarda? Non fa un po' ridere anche te (se ci pensi bene) questa posizione?
Dài, basta con le divagazioni e gli sproloqui in casa altrui. Non sei d'accordo con Michela, non ti piace iRS: si era capito da un pezzo. Non hai convinto molti altri, a quanto pare. E se anche fosse, chi se ne importa. Se tu sei contento di doverti barcamenare tra contraddizioni insanabili e pratiche politiche di lega (ops!) alquanto scadente, padronissimo. Lascia in pace il prossimo che tali scelte non condivide, però.
Ognuno per la sua strada e amici (si fa per dire) come prima.

Inserito da Omar, la cui homepage è qui il 05/01/2009 alle 16:00

Appunto, l'intelligenza starebbe anche nel buongusto di non ripetere le solite frasette sul nazionalismo, su Lussu e sul no aver titolo a aprlare a nome di IRS (le conosco a memoria). Se ci fosse unità e riforme tra indipendentisti le cose sarebbero diverse, ma siamo troppo occupati in Sardegna a porci sul piedistallo con dottrine ed ideologismi inutili (ed estranei ai Sardi) con rispettivamente lo 0,7% circa di consensi a testa...Se questo è l'essere 'amici come prima'...tanti auguri per le prossime elezioni!

Inserito da Adriano Bomboi, la cui homepage è qui il 05/01/2009 alle 16:11

:
[...] se per te l'indipendenza della Sardegna passa per scelte di alleanza con partiti che hanno nel loro nome 'italia' o 'nazionale' o bandiere tricolore, è altamente probabile che da dirci sull'indipendentismo io e te non si abbia comunque proprio niente.

Questa è la mia frase contro i sardisti? Sei un esegeta: io qui parlo di te, ma forse tu quando usi il plurale majestatis intendi dire 'io, cioè i sardisti'. Solo nella tua testa dire che io e te non abbiamo niente da dirci sull'indipendentismo si può trasformare in un insulto ai sardisti.

La cosa curiosa è che nell'ansia di giustificare in prospettiva tattica le scelte per cui parteggi, non ti rendi nemmeno conto che non c'è nessun indipendentismo possibile - ma neanche razionalità etica - nello stringere patti con gente a cui stai chiedendo il favore di non costruirti una centrale nucleare sotto il culo. Il Psd'az ha detto di sì senza nemmeno questo in mano: quanta fretta di avere un padrino purché sia.

Abbi almeno il coraggio delle tue-vostre-loro azioni: anche un cieco vedrebbe che questa alleanza per il Psd'az - anche e soprattutto se la destra vince le elezioni in Sardegna - è un suicidio politico, etico ed ideologico: prova ne sia che una fetta del partito ha preferito smarcarsi e chiedere asilo a sinistra o ad altre sigle indipendentiste pur di non vedere il proprio nome nelle liste della coalizione-feudo con sede alla Certosa. Un sano rigetto di cui ho sommo rispetto; o quelli non sono sardisti?

Non sento nessuna affinità con chi ha come obiettivo il governo costi quel che costi, convinto di arrivare in paradiso facendo patti con il diavolo. In un'ottica lungimirante governare non è prioritario quanto costruire una coscienza di popolo, se non si vuole che ogni consenso continui a sorgere sulla base di clientele e calcoli di piccolo cabotaggio. In questo senso il percorso di iRS è culturalmente il più coraggioso, anche se questo significa accettare di essere minoritari nel breve periodo pur di non snaturare il significato anche solo etimologico della parola indipendentismo. Capisco che chi ha un senso complottista della politica veda tutto questo come una logica perdente. Altrove lo si chiamerebbe ideale, hai presente, quella cosa che non trae la sua forza dall'ottenimento di un risultato visibile, ma dalla certezza che le cose che si fanno abbiano un senso a prescindere dall'esito finale.
Questa è la natura della mia adesione a iRS, e qualunque cosa tu possa dire resta la sola conciliabile con il mio senso di appartenenza a questa terra e a questa gente. Con tutte le sue contraddizioni, le tue comprese.

Inserito da Michela, il 05/01/2009 alle 16:37

Michela, le posizioni sono chiare, che dirti?: Fate l'indipendenza respingendo tutti gli altri, dividendovi 'perché sono nazionalisti', dividendovi perché hanno una strategia diversa dalla vostra, non collaborando su nulla, discutendo sul colore della lana caprina, accusando di falsità gli altri e parlando di correttezza, fate l'indipendenza senza autonomismo: Con qualche volantino e Radioindipendentzia, senza fare riforme sul piano culturale ed economico che possano veramente avvicinarci ai Sardi, fate l'indipendenza senza costruire prima queste condizioni. Ne deduciamo che il collante di molti attivisti/simpatizzanti non è più l'indipendentismo della Nazione Sarda ma questa o quella dottrina fatta più per compiacere l'angolino di gloria di questo o quel dirigente a discapito di un buon lavoro politico. Buona Epifania.

Inserito da Adriano Bomboi, la cui homepage è qui il 05/01/2009 alle 17:13

Continuo questo dibattito non per un mio gusto masochista per l'inutile, ma perché in molti lo stanno leggendo, e le argomentazioni rimarranno comunque qui, a portata di sguardi successivi. Non sarò breve, e me ne scuso a priori.

Adriano, riconoscere di avere divergenze profonde di strategia non è discutere di lana caprina: è prendersi sul serio.
Per abbassare ogni esempio: se tu e il tuo amico desiderate fisicamente la stessa donna, ma per averla tu la corteggeresti e lui se la stuprerebbe in un vicolo senza troppe cerimonie, sarebbe intelligente suggerirvi di agire in comune solo perché lo scopo apparentemente è lo stesso?
Il metodo fa drammaticamente la differenza, in politica non meno che in tutte le altre cose.
Per esempio affermare di essere non nazionalisti significa non solo dire cosa si è, ma soprattutto dare garanzia su cosa non si diventerà. Significa gettare le basi non solo per l'indipendenza, ma soprattutto per un nuovo modo di essere indipendenti, che abbia come parametro dell'autodeterminazione non la tipicità o l'unicità, ma la dignità, un concetto uguale ovunque, minimo comune denominatore per la sopravvivenza di tutte le differenze. Ora, tu dimmi che la Lega Nord lotta per la dignità del popolo padano, soggetto amorfo di cui negherò l'esistenza finché avrò respiro. Dimmi che la Lega e i sardi liberi vogliono la stessa cosa nello stesso modo. Sardigna Natzione ne è abbastanza convinta da scriverlo sul suo sito, pur prendendo curiosamente le distanze dai 'metodi razzisti', eppure il razzismo è figlio primogenito del nazionalismo.
Se uno sceglie di arrivare all'indipendenza evitando quel percorso ideologico, è quantomeno superficiale bollarlo come un settario che divide le forze. Semplicemente noi 'la donna' non la vogliamo avere così.

Stesso discorso vale per il non autonomismo, ma se possibile in maniera ancora più radicale. La maggior parte dei sardi nemmeno distingue tra un concetto e l'altro, una minoranza invece pensa che uno sia una versione estremista dell'altro. Io sono convinta che i due concetti siano antagonisti, perché la lotta per l'autonomismo (dico lotta, che l'autonomismo in Sardegna quando mai è esistito fuori dalla carta)
causa due danni enormi, uno pratico e uno concettuale:
- dal lato pratico lo sforzo compromissorio distoglie forze e intelligenze dalla lotta per la libertà dei sardi e per il loro pieno diritto ad autodeterminarsi come popolo.
- dall'altro lato legittima l'Italia come padre-padrone con cui negoziare più ampi spazi di libertà; se pure apparentemente li si ottenesse, nulla cancellerebbe nella gente l'idea che essi ci siano stati concessi, e diventerebbe sempre più difficile far comprendere che sono invece un nostro diritto, negato da sempre.

Questo non significa andare avanti a testa bassa da soli sempre e comunque, ma può significare accettare il prezzo della coerenza, facendo patti soltanto con chi dia le garanzie minime di riconoscimento della legittimità della lotta per la sovranità. Significa non scambiare la propria prospettiva per un piatto di lenticchie da mangiare stasera, solo perché si ha fame qui e adesso (chi ha fame? e di cosa?). Significa non smentire il proprio orizzonte dietro il paravento di scelte necessarie: nessun compromesso è necessario ancora, li abbiamo già fatti tutti, li ha fatti il sardismo per noi nei decenni, fino a quando i sardisti non hanno finalmente maturato l'idea che Lussu forse aveva sbagliato, e l'autonomia non era la strada.

Sentire sardi e sardisti parlare ancora oggi della necessità politico-elettorale di piegare la testa davanti a chi non ti offre altro che lo status di dependance balneare, di poligono militare in affitto e di sede poco popolata di impianti molto poco popolari, suscita in me una amarezza che non si può spiegare.

Se veramente si è capito che la meta è l'indipendenza e non l'autonomismo, come si può non discutere anche il metodo? Come si può pensare che le logiche che in questi anni hanno eroso il consenso del Psd'az fino a renderlo poco più che decorativo possano continuare a perpetuarsi e portare nientemeno che alla libertà - concetto prima spirituale che politico - che richiede invece una completa inversione di marcia?

Questa prospettiva può venire solo da un approccio nuovo, da una visione mai compromessa, da una generazione di persone che non è cresciuta con il complesso del figlio handicappato solo perché aveva l'accento sardo. L'età media in iRS è sotto i 35 anni, l'età di quelli che hanno le competenze, spesso maturale all'estero, per progettare davvero il futuro, senza fretta di morire prima di arrivarci e senza l'ansia di conservare una poltrona presa chissà quando e chissà come. Questa freschezza è un valore aggiunto che nessun soggetto politico in Sardegna può offrire, con o senza l'indipendentismo come prospettiva.

Chiedere a iRS di mischiare questo valore aggiunto in nome di una qualche inspiegabile unità degli indipendentisti è non avere capito assolutamente niente della novità della sua proposta.

Inserito da Michela, il 05/01/2009 alle 18:24

Michela, entro a leggere il tuo sito e mi ritrovo i soliti concetti completamente estranei alla realtà: Per nazionalismo non dovete studiare lo Zingarelli o la Lega Nord, neppure Wikipedia (redatta sul tema da un Padano), ancora meno osservare il fascismo del secondo conflitto mondiale. Siamo nel 2009, mai sentito parlare di etnonazionalismi? Esiste una vasta letteratura internazionale e ripeto, perché continuate a fare finta che non esista lo Scottish National Party? Spiegatelo a loro che sono fascisti, si faranno 4 risate. Anzi, spiegatelo pure a SNI...cercate di rendervi conto che la guerra fredda è finita da tempo e certi dogmatismi sono estinti nella polvere della storia. Almeno studiatele le cose prima di lanciarle. NON-autonomismo? Che diavolo significa? Se intendete veicolare una coscienza diffusa dovrete pur fare riforme, le riforme in questo campo si chiamano autonomismo, a meno che in Sardegna Franciscu Sedda e soci non vogliano riscrivere il lessico politologico. Avete creato una moda che non porta da nessuna parte e avete trainato a ruota pure Sardigna Natzione. Il vostro problema è che criticando gli errori passati del sardismo pre-Mossa, state solo tagliando le gambe all'unico percorso graduale possibile che certamente parte dal superamento dell'autonomia del 1948. Purtroppo quando si è annebbiati dalle etichette, si perde la razionalità di capire dove una dottrina ci sta portando, quali danni sta causando e soprattutto quale povertà di risultati sta generando. Se andiamo a guardare le cose reali che dividono i movimenti, sono veramente poche, e quelle poche sono irrilevanti per giustificare una chiusura aprioristica, specie nel caso di SNI. I Sardi hanno bisogno di risposte e non le troveranno certo in un indipendentismo diviso da fumose etichette e posizioni di principio basate su cose inesistenti. Punti di vista Michela, punti di vista.

Inserito da Adriano Bomboi, la cui homepage è qui il 05/01/2009 alle 00:51

La frustrazione li ha spinti ad attaccarti su un forum... almeno lì non rischiano di venir demoliti da te.

http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?p=9211448#post9211448

Inserito da Daniele Addis, il 05/01/2009 alle 00:51

Che paura Addis, la Murgia ci sta sommergendo con i contenuti: sta tentando di spiegare una cosa che non esiste nella letteratura politologica internazionale per accreditare l'altrui pensiero come fascismo...roba che si commenta da sola. Non dovete prendervela con me, ho già detto, spiegatelo agli Scozzesi e pure a SNI che sono fascisti, non a me. Io non ci credo, ma scommetto che non ci credete neppure voi. Purtroppo a furia di ripetere le solite filastrocche avete perso il senso della misura e del buongusto. Penso che dovremmo rititarci tutti nel silenzio e riflettere sul perché stiano nascendo e ci siano sempre le divisioni. Chiedetevi che cosa avete prodotto voi stessi prima di giudicare il prossimo ed etichettarlo.

Inserito da Bomboi Adriano, la cui homepage è qui il 06/01/2009 alle 01:05

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In continuità con il fortunato 2006, grazie ai voti degli ascoltatori quest'anno sono di nuovo finalista al Libro dell'anno a Fahrenheit! Per quanti volessero continuare a votare Accabadora, basta inviare una mail all'indirizzo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , indicando autore e titolo.



Breve giro della Puglia:
il 27 novembre sarò al Cafè d'Arte di Bari. Il 28 novembre sarò a Turi (BA) per presentare Accabadora con la scrittrice Sandra Petrignani al presidio del libro. Ore 18:30, salone biblioteca comunale. Il 29 novembre sarò invece a Campi Salentina al festival Città del libro, dove presenterò Accabadora alle 18:30.


Breve giro del Triveneto:
il 1° dicembre alle 19 sarò a Villorba alla libreria Lovat. Il 2 dicembre alle 18:30 sarò a Oderzo e il 3 dicembre alle 18:30 sarò alla nuova libreria Lovat di Trieste.
Il 4 dicembre sarò allo Zammù di Bologna alle 18, mentre alle 21 sarò a Modena nel teatro tenda del comune.

Informazioni più immediate sui miei spostamenti e sulle novità editoriali in arrivo si possono trovare anche sulla pagina di Facebook a cura dell'agenzia letteraria Kalama

 


  Altre Madri è qui
Anna della pioggia è a questo link.
 

Prossimi appuntamenti

ven 27 nov 2009 @18:00
Bari - Accabadora
sab 28 nov 2009 @18:00
Turi - Accabadora
dom 29 nov 2009 @18:30
Campi Salentina - Accabadora
mar 1 dic 2009 @20:45
Villorba - Accabadora
mer 2 dic 2009 @18:30
Oderzo - Accabadora
gio 3 dic 2009 @18:00
Trieste - Accabadora
ven 4 dic 2009 @21:00
Modena - Accabadora
ven 4 dic 2009 @18:00
Bologna - Accabadora
mar 8 dic 2009 @15:00
Courmayeur Noir Festival
mer 9 dic 2009 @18:00
Aosta - Accabadora

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