| Replica di Marcello Fois |
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| Scritto da Marcello Fois | |
![]() Michela cara, c’è un vizio di forma in quello che dici, vizio che è tanto più grave perché genera un’ambiguità insanabile. Ambiguità che risulta chiaramente dal tono delle repliche alle tue affermazioni contenute nel tuo blog. Se ci fai caso, un po’ per la tendenza di queste piazze informatiche a non contraddire mai il padrone di casa, un po’ per l’indiscutibile bravura con cui ti muovi in questo elemento naturale, nessuno ti dà torto anche quando, nei fatti, non la pensa come te. Elimino dal novero tutti quelli, e ce ne sono, che se tu scrivessi che gli asini volano, correrebbero alla finestra a guardare il cielo. Ce lo siamo detti molte volte “de visu”: sull’argomento Soru non ho mai concordato sulla tua tendenza a confondere i piani, prova a far caso a quante volte hai dovuto chiarire su questa agorà informatica che il tuo punto di vista reale è che votare Soru non solo non è un ripiego, ma addirittura un vantaggio per la Sardegna. Ti dice niente questa necessità? Tu sei piuttosto efficace e attenta per quanto riguarda le questioni comunicazione, ma, in questo caso, continui ad oscillare tra il “sì” e il “ma”, che è esattamente il nucleo di qualunque empasse comunicativo. Alla fine della lettura dei commenti contenuti dentro al tuo blog ho creduto di capire tre cose:
- che esiste un fan club Michela Murgia; - che voterai Soru nonostante ritenga inopportuno per un imprenditore candidarsi come Presidente di una Regione; - che ritieni Soru una forma “ingoiabile” di Berlusconi. Ma, volendo, potevo capire anche che Soru è troppo compromesso per farcela; che sarebbe eleggibile se francescanamente rinunciasse a tutto; che avere relazioni è vietato al politico. Oppure che vanno bene le leggi per la Sardegna ma, anche quando sono buone, mai quando coincidono con la vita extrapolitica di Soru; che chiunque collabori o lavori per Tiscali in questo momento è di per sé compromesso; che la storia della nostra regione si sostanzia nei quattro anni appena trascorsi. Oppure, ultimo, ma non ultimo, che, fra il “sì” e il “ma”, sei l’unico intellettuale sardo veramente libero e indipendente (non lo dici tu, lo dice un tuo fan, ma tu non l’hai contraddetto). Eppure tra questo “sì” che tu pronunci sempre su sollecitazione e questo “ma” che scaturisce spontaneo, secondo me, sussiste il vizio di forma a cui facevo riferimento all’inizio. Non sto a dirti che se avessimo fatto un quarto di queste pulci a Berlusconi forse adesso saremo un paese migliore, e, per non sottrarmi a nessuna pignoleria, essendo la persona che più di tutti ha sempre messo Soru di fronte alle sue contraddizioni (è tutto scritto, in tempi non sospetti), voglio dirti da subito che concordo sui “ma” e, proprio per questo, non capisco il tuo “sì”. Dal mio punto di vista quei “ma” fanno parte di un dibattito in cui costantemente si devono mettere in rapporto ipotesi, previsoni, con dati di fatto. Il discorso zoppo non si può fare. Solo quello che sarebbe dovuto essere senza quello che è stato non va bene. E vorrei ribadire che Soru si è dimesso per non essere ricattato da una combine di politici locali SUOI ALLEATI che l’avevano messo in minoranza su un emendamento che metteva in seria difficoltà il grande partito trasversale del mattone in Sardegna. Il che mi pare un “sì” che mette in pari qualche importante “ma”, no? Inoltre c’è una differenza sostanziale che tu dimentichi sempre: Soru ha ottemperato a tutte, e dico tutte, le leggi in merito al conflitto di interesse vigenti nel nostro Paese. Se non ci sembrano sufficienti parliamone, ma non dimentichiamoci di parlare del fatto che Berlusconi non ha fatto nemmeno un quarto di questo percorso legislativo e con ben altri interessi in campo. Per non parlare del fatto che la stampa locale in questi quattro anni non ha regalato niente a Soru, Unione e Nuova non sono mai state così allineate e questo dovrebbe suggerirti qualcosa, altrochè controllo mediatico. Ecco, ciò giusto per posizionare almeno due grandi faccende dove realmente stanno. Nel territorio fra il “sì” e il “ma” può succedere che si diventi più realisti del re e un pelino moralisti, e, quel che è peggio, si rischia di “esporre come trofei le proprie sconfitte” (l’ha scritto un gesuita nel ‘600), perché si disegna una situazione in cui un Presidente eletto diventa di per sé padrone e signore, quasi che, conclusa la fase elettorale, noi cessiamo di esistere come cittadini e diventiamo sudditi (per i sardi di Forza Italia questo è un problema regionale e non nazionale, e tu sembri approvare). Se tu credi questo Soru non dovresti votarlo, semplicemente. La domanda è: considerati i quattro anni passati, possiamo evidentemente temere di poter essere governati da una persona che ha a cuore i suoi interessi prima che i nostri? E ancora: viviamo in un paese in cui è possibile mandare a casa un politico che non ci piace? Io penso che nel Paese delle opportunità qualunque divieto fine a se stesso ti si ritorce contro. E penso che ancora abbiamo una Costituzione che mi impegnerò a difendere a tutti i costi con tutto me stesso. La dietrologia in politica, la terra di nessuno fra “sì” e “ma”, è quanto ci espelle dalla politica, voglio mantenere intatta la mia qualità di cittadino che custodisce quello in cui crede, senza aspettarmi che siano altri a farlo. Se io per primo abdico a questa funzione naturale, perché non dovrebbe abdicare un politico? E per questo, udite udite, io lotterei per il diritto di Berlusconi di fare politica. Il mio compito di intellettuale è di non temere alcuna opportunità e di propugnare una società in cui vige il principio di responsabilità diretta e non quello della delega in bianco. Io voterò Soru, e posso assicurare che il mio voto non sarà certo gratuito. Abbracci, Marcello. |
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Questa discussione descrive perfettamente la deriva autolesionista a cui facevo riferimento nel mio intervento iniziale. Potete metterla come vi pare cari Sardisti guastatori, ma di fatto avete posto il 'problema etico e l'ostacolo insormontabile del conflitto d'interessi di Renato Soru' in Sardegna e per risolverlo state facendo accordi con Cappellacci, e quindi con Berlusconi... Non riesco a vedere una logica in questa scelta se non quella del pastore che invitato da Dio a chiedere qualcosa sapendo che al suo vicino verrà dato il doppio chiede: cavami un'occhio. Tuttavia il vostro leader (Paolo Maninchedda) tende a rassicurare dicendo che quella con Berlusconi (e la Lega e An) è solo un'alleanza 'strategica' e questo dovrebbe chairire tutto. Nei fatti su questo empasse il PS'Az si è recentemente spaccato in due. Quindi potete anche menare il can per l'aia con discussioni di politologia esoterica... Magari anziché non rispondere mai usando argomenti bizantini e distanti potreste 'abbassarvi' a spiegare a noi gente semplice e mezzi sardi (quelli veri siete voi)in che cosa sia 'strategico' correre con Berlusconi. Il resto è fuffa. Accabbaechela!
PS
Magari fate una sopresa a tutti rispondendo chiaramente all'unica semplice domanda che ho posto.
Non entro nella questione del possibile conflitto d'interessi di Soru perché penso che l'unica cosa concreta che potesse fare, l'abbia fatta: quella di affidarsi alle leggi vigenti in materia, sebbene ancora irrisolte... ma starebbe a noi costringere i partiti a risolverle e perfezionarle, non a Soru.
L'altra cosa che può ancora fare è quella di dimostrare coi fatti la propria condotta etica. Ed il primo segnale può e deve darlo subito proponendo una lista ed un 'listino del presidente' che dia garanzie sufficienti. Non è difficile: la Sardegna è piccola, i personaggi li conosciamo, ne conosciamo lo spessore; dalla proposta delle liste si vedrà cosa vuole Soru e come lo vuol realizzare.
Viste le proposte sulla cultura, o il lavoro, o l'ambiente ... sapremo già come vorrebbe governare. Ed anche qui starà a noi tutti rispondere di conseguenza. Un po' di sano senso di responsabilità, perbacco! O si pensa che una volta eletto la questione sia chiusa? Ma è proprio lì che si apre... smettiamo di fare il popolo degli assistiti e dei deleganti. Io non delego mai a nessuno la vigilanza sulle questioni, la sorveglianza, la presenza attiva, il non farne mai passare una liscia. Con fermezza ed attenzione rispettosa, ma senza pietà e con durezza definitiva se la cosa non cambia. Ma questo vorrebbe dire impegnarsi... ahi ahi, sos mandrones... sos politicos de tzilleri...
Esempio concreto piccolo ma molto significativo: i campi da golf. Ci ha provato una volta. Pensai ad una proposta fatta con colpevole leggerezza, a dei cattivi consiglieri... se ci dovesse riprovare bisognerebbe impedirgli perfino di dormire.
Tale dovrebbe essere la forza con cui ci si oppone. E così le basi, la questione di Perdasdefogu, e Teulada, e l'uranio... i tumori... le esercitazioni NATO... le servitù e i servilismi... il primo passo è prendere le distanze da quel marmittone fantoccio di Parisi e dalla retorica dei Dimonios, i fedeli ascari, i tamburini sardi. Cornuti e mazziati da un'Italia che ancora li deride.
E la questione delle coste? deve tener duro ed essere sostenuto con forza e presenza concreta. Dove saremo quando ci sarà bisogno? La Gallura... la difendiamo o gliela lasciamo del tutto? Io sarei anche d'accordo: hanno persino fondato la sezione della Lega Nord. Ormai è provincia di Arcore. Ki s'allumen de fogu e li si crebet in manos spandendo la merda di cui l'hanno riempita. Altrimenti che siano i cugini galluresi a dare segnali... e saremo al loro fianco.
L'indipendentismo? L'autonomia? Sono processi che non si sviluppano grazie agli amministratori se non c'è un movimento reale. E guai se fosse così. Non si può chiedere alla burocrazia un pronunciamento etico: solo la migliore applicazione delle istanze nate altrove. Cioè da noi stessi.
È evidente che Berlusconi, che in sardo è 'Berriscone' o 'su 'erriscone' (tradotto per gli italohablantes, il Grande Verro) e i suoi loschi compari sono distanti da tutto ciò.
Allora, Marcello, ti rispondo io alla questione del PSd'Az con un'equazione matematica in sardo. Domanda: chi in natura sta vicino al Verro e cerca di mangiare 'in s'istagnale' dei suoi miseri avanzi? Ma i cani senza dignità, perbacco! E sai come li chiamiamo in Sardegna? 'Canes de istelzu'.
Ecco qui due versi che improvvisai quando Pisanu affermò che i sardi avrebbero dovuto chedere scusa all'Aga Khan per aver bocciato il piano di cementificazione delle coste, il famigerato Master Plan. È una struttura classica per consentire che venga cantata 'a tenore'. La dedico oggi al PSd'Az ed ai sardidores (servidores y traitores) come loro. E spero che mi denuncino per diffamazione: sarebbero costretti a dimostrare che ho torto e in quel caso la Sardegna ci guadagnerebbe.
Per finire, ricordo a tutti che mentre noi qui parliamo, a Gaza vengono sterminati impunemente degli innocenti. C'entra... c'entra... stiamo parlando di un popolo.
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Canes bi ndh'at de 'onzi calidade
ki pesan a sa luna su lamentu
catziadores, de gualdia, de aposentu
de campagna, de 'iddha e de tzittade,
beldularios iscapos in su padru
o fideles a mere, fintzas ladru.
In Saldigna at bessìdu ratza noa
traitòra, baòsa, arrejolída
mancar'attata semper est famida
ki pro appetitu ebbía movet sa coa.
A s'incoràda paret una jena,
si la 'ides rièndhe... at bidu kena.
Canes de istelzu sutt’a donzi mesa
mascados cun proendha istantiada
coddhifalados k’est una bellesa
mancari non lis peset zorronada.
Presumidos rundhendhe in sa marina
de s'arrogantzia fattu ndh'an lutrina.
Bessin a fiottu a s'iscurigada
inghiriados de catteddhos lanzos
limusinan su mossu a sos istranzos
lustrendhelis sos botes a limbada.
Faghen sa tana inue b'at pius dinari
e pro un'ossu si jompen pari-pari.
Unu bi ndh'at k'est pius seletzionadu
ca nak'est addestradu in continente
inue sa turre semper est pendhente
a ponner fattu l'an bene pesadu.
Male ki siat de inoghe est pius bastaldu
ca apeddhat e si 'oltat a su saldu.
Berriscone l'at dadu a s'Aga Khan
pro istar’a gualdia de su Master Plan.
su 25 de austu de su 1997
Ci sono cani di ogni tipo /che levano alla luna il loro lamento /da caccia, da guardia, d'appartamento /di campagna, di paese e di città, /vagabondi liberi nei campi /o fedeli al padrone, anche se ladro. // In Sardegna è nata una nuova razza /traditrice, bavosa, ringhiante /anche se sazia ha sempre fame /e scodinzola solo per mangiare. /A vederla sembra una jena, /se capita che ride, ha visto cibo. // Mangiano i resti sotto ad ogni tavola /si saziano di cibo stantìo / chinan le spalle ch'è una meraviglia /anche se non gli pesa la giornata di lavoro. /Presuntuosi si aggirano per i lidi /dell'arroganza han fatto una dottrina. // Escono a gruppi all'imbrunire /circondati da cagnetti magri /elemosinano un boccone agli stranieri /lucidandogli le scarpe con la lingua. /Fanno la tana dove ci sono più soldi /e per un osso si azzannano fra loro. // Ce n'è uno che è più selezionato /perché dicono addestrato in continente /dove la torre è sempre pendente /ad ubbidire l'hanno ben allevato. /Nonostante sia di qui è più bastardo /perché abbaia e si avventa contro il sardo. // Il Grande Verro l'ha dato all'Aga Khan /per far la guardia al Master Plan.
25 agosto 1997
:La domanda è: considerati i quattro anni passati, possiamo evidentemente temere di poter essere governati da una persona che ha a cuore i suoi interessi prima che i nostri?
Marcello, la risposta è no.
Non ho questa paura, sono convinta che Soru, al di là dei difetti che sono noti a te meglio ancora che a me, sia una persona onesta e abbia una visione della Sardegna abbastanza vicina a quella in cui desidero vivere io nella condizione in cui ci troviamo adesso.
Per questo, non facendo iRS la corsa alla presidenza, non ho remore a dire che userò dell'opportunità che ci offre la legge elettorale in Sardegna: disgiungerò il voto. Quello di lista andrà al movimento perché si rafforzi e possa essere meglio rappresentato in consiglio. Quello al presidente andrà indubitatamente a Soru, ma ad personam, cioè nonostante il PD, che politicamente non ha invece nessun progetto per la Sardegna.
Così agiranno in tanti, perché mentre si lavora per costruire la Sardegna del futuro, non bisogna dimenticare che viviamo in quella del presente, e che Soru-persona è in assoluto quello che ha fatto di più per costruire nell'immaginario collettivo dei sardi l'idea di essere un popolo che può ancora alzare la testa. Fermo restando le altre buone cose che ha fatto quando ha ascoltato i consigli di persone competenti, è questa efficacia simbolica e culturale la prima cosa che gli riconosco, anche se a me ovviamente interessa portare questo sentimento fino alle sue estreme conseguenze. Sono consapevole che queste conseguenze sono possibili solo sulla base di scelte che vengono fatte adesso, e se a fare queste scelte sarà una destra di ciappuzzos nominata da Arcore, ogni sforzo futuro dovrà essere doppio, e probabilmente con la Digos in casa.
[inserisco qui, su richiesta del professor Aquilino, questa mail privata che voleva essere un commento a questo post, e che è possibile leggere anche sul network del PD]
cara signora Michela,
ieri pomeriggio sono andato alla fiera per vedere l'apertura della campagna elettorale di Soru. Ero in buona compagnia di almeno 4.000 persone. Forse c'era anche Lei.
Mi e' costato molta fatica. Nel giugno del 2007 ho avuto un ictus che mi ha costretto ad una certa degenza in ospedale ed ad un lungo periodo di riabilitazione.
Fortunatamente mi sono ripreso dalla emiparesi (sinistra naturalmente) però mi stanco presto, perché ho l'incurabile malattia di avere superato i 65 anni con annessi reumatismi. Non mi sono pentito di essere andato malgrado che, quando sono tornato a casa, ero maturo per il cassonazzo dei rifiuti (quando c'erano ancora i cassonazzi). Nella prima parte Soru ha parlato pochissimo, perché ha lasciato la parola a studenti, imprenditori e lavoratori come testimoni del suo governo. Quando poi ha accennato alla presenza in sala di quelli del partito sardo d'azione che non hanno seguito a destra i loro dirigenti, s'é levato un urlo ed un lungo applauso mentre sventolavano alte le bandiere che furono di Lussu, di Giacobbe, di Zuddas. Malgrado il fatto che sono siciliano, mi sono commosso a lacrime. Forse la destra farebbe bene a non cantare vittoria troppo presto. Il voto disgiunto potrà fare ben altri miracoli oltre ad avere il voto di quelli dell'IRS.
Avrei voluto piazzare questo pezzo nel suo blog. Francamente non ho trovato un post a cui questo pezzo fosse attinente. Lo trovi Lei il posto se ritiene interessante il mio pezzo.
Saluti
A.Aquilino
I Sardisti hanno votato democraticamente tramite il Consiglio Nazionale un documento programmatico con il quale si va a discutere con uno dei duopoli colonizzatori l'attuazione di ciò che alcuni vorrebbero a data da definirsi, non si sa quando e come..
Se non saremo soddisfatti non credo ci sarà quell'accordo. E in ogni caso lo deciderà il Consiglio Nazionale Sardista, non i pochi simpatizzanti di Soru. Per giunta l'eventuale accordo servirebbe anche per evitare che vi sia una degenerazione della destra che potrebbe fare quel che ha fatto Soru in questi anni.
Se poi qualcuno pensa che il governatore abbia fatto bene in questi anni mi verrebbe da chiedergli dove vive.. e la risposta è che forse vive fuori dalla Sardegna e lontano dalle azioni, i metodi e i risultati della persona che verena.
Posso suggerire ai lor Signori e alle Signore la lettura di questo scritto?
[www.democraziaoggi.it]
Posso pretendere che l'indipendentismo si assuma la responsabilità di quel che accade in Sardegna ogni giorno? Come possiamo essere credibili se non riusciamo a dare risposte al presente e aspettiamo che a darcele sia un padrone in casa che affama i sardi mentre per le elitè econonomiche d'oltremare crea corsie preferenziali, sovvertendo il mandato che gli era stato dato, nonchè le regole democratiche e legali?
Un Sardista, indipendentista, democratico
Marcello Desole, fammi capire:
l'accordo PdL-Psd'az esiste o non esiste? Andrete a discutere di cosa, dopo che avete già detto sì? Nel mondo dove vivo io gli accordi di programma si fanno prima di accettare alleanze, non dopo.
Oppure adesso funziona che prima ci mettiamo insieme, poi decidiamo il perché?
Lo chiedo perché il vostro documento l'ho letto qui, e mi pare che rappresenti prima di ogni altra cosa una presa di posizione molto netta contro Soru. Poi, ma solo poi, fa un elenco di cose tutte condivisibili in teoria, che però si spera di realizzare... con il partito di Berlusconi!
Ti rendi conto che è un ossimoro anche solo prendere in considerazione un accordo con il PdL, stante la frase:
Acquisito che il Partito Sardo d’Azione lotterà sempre perché la Sardegna non sia governata da un padrone;?
Se 4 anni di Soru ti hanno messo dei dubbi, ne hai quindici di Berlusconi che sono tutti certezze. Soru ha fatto molte cose discutibili, e le ho dette abbastanza volte per non essere considerata obnubilata, ma non è possibile che nella vostra equazione dei pericoli lui sia considerato più pernicioso per la Sardegna di un Berlusconi che ha i progetti di sviluppo immobiliare pronti da anni in attesa di approvazione, costa Turchese compresa. Il candidato è il figlio del suo commercialista: è questa la risposta che il psd'az da ai presunti misfatti soriani?
E' tafazziano. Il fatto che sia stato deciso democraticamente non me lo legittima: sul piano politico pagherete questa scelta carissima, e se per caso vince la destra, la pagheremo tutti.
Per Marcello Fois: Probabilmente non conosce le dinamiche interne dell'indipendentismo. E non si perde nulla. Io non sono faccio parte del PSD'AZ, U.R.N. Sardinnya è un gruppo di persone del nord-Sardegna che da 3 anni ha iniziato a valutare senza sconti il perché delle divisioni e dei ritardi nell'indipendentismo: Sono tutti responsabili. Il PSD'AZ a novembre ha contattato anche IRS per discutere tutti assieme di indipendentismo ma lorsignori si sono rifiutati. Poi i Sardisti ne sono finiti a destra, IRS a dividersi da SNI in quanto 'non-nazionalista'. Tutti contro tutti, ecco l'autolesionismo. Quelli che sembrano amici alla fine si rivelano la causa principale da cui partono tutti i problemi. Il PSD'AZ non ha grandi poteri contrattuali ovviamente in queste condizioni, ma bisognerebbe domandarsi perché tutto ciò si sia verificato. In altre nazioni senza stato non hanno tempo da perdere con le etichette e quando c'è da coalizzarsi lo fanno senza troppe chiacchiere. Qu' invece tutti vogliono emergere. La Sardegna per l'indipendentismo è un vascello alla deriva perché nessuno dispiega le vele, ma tutti vogliono stare al timone. IRS fa parte del corredo. Continuate pure a parlare di Soru amici, ma finché staremo tutti contro tutti per motivazioni prive di razionalità, ad ogni elezione ci domanderemo 'se il più ricco può governare oppure nò'. Purtroppo mentre si fa salotto la situazione economica ed occupazionale Sarda peggiora, mentre sul versante identitario -data l'assenza dell'indipendentismo da sedi istituzionali- nessuno tutela nostra cultura. Salotto ed etichette signori, ecco cosa stiamo producendo in Sardegna.
Cioè, Bomboi...
tutto sto casino, una settimana a scrivere l'impossibile per prendertela con chi non fa questo e non fa quest'altro, sparando a zero sull'impreparazione altrui, sulle divisioni, sui pressapochismi veri o presunti... e la verità è che tu hai fondato solo un'altra sigla che politicamente non combina un cazzo?
Sto ridendo!
Non ti sei candidato, non ti sei affiliato a un movimento, non hai fatto niente di concreto per l'indipendentismo che non fosse andare in giro a dare lezioni agli altri su come si lavora uniti... e mentre tu perdi tempi a rompere i coglioni sui siti altrui dove si parla di principi e ragioni di scelta, ti permetti anche di dire che
SONO GLI ALTRI A FARE SALOTTO?
porca miseria. e io che mi sono anche letto tutto la discussione!
Caro Farris, sei informato male: Sono quello che in privato un mese fa ha messo insieme i pezzi del puzzle per poi mandarli a chi stava organizzando qualcosa di unitario e distinto dai poli italiani per capire se vi erano i margini per costruire un percorso assieme. Per sapere com'è andata rivolgiti soprattutto ad IRS, che oggi parla di coerenza e moralismo. Salotto e chiacchiere caro Farris, confermo la mia opinione.
E la Peppa: sei dunque il nostro Richelieu! L'ideologo dell'unità indipendentista: Adriano Bomboi.
Adesso ci vedo più chiaro: tu saresti quindi il ragazzo delle commissioni che l'onorevole Maninchedda ha chiamato a fare numero a Macomer alla cosiddetta assemblea dei sardi, perché i movimenti a carattere realmente indipendentista hanno squalificato la presunzione di Maninchedda di essere un capopopolo semplicemente non presentandosi? Sanno tutti che c'era solo il Psd'Az, che poi se ne è andato a destra come era sua natura, visto che il segretario nazionale Trincas sono dieci anni che a casa sua fa alleanze con FI e AN. Ci ha sensibilità a quella parte, evidentemente.
E adesso si spiega anche il motivo della tua acredine verso iRS: volevi fare il grande compositore, hai fatto la tua offerta di venire a sedersi al tavolo degli autonomisti e nessuno ti ha cagato. Quindi è bravo il psd'az che ti da retta, e stronzi gli altri che invece ti hanno valutato per quello che rappresenti: cioè nessuno.
Ora è tutto chiaro, grazie.
Farris, il nostro gruppo non lavora per nessuno e non lavoro per me stesso ma per l'indipendentismo: Io non mi chiamo Sedda e compagnia bella. Quando ho iniziato a parlare di unità e riforme IRS ad esempio era solo la brutta copia di SNI ed il PSD'AZ la diretta succursale del centrosinistra italiano. Purtroppo in Sardegna siete tutti occupati a voler emergere uno sull'altro e consolidare le vostre vuote teorie per alimentare i vostri piccoli feudi da 1% di adepti. Siccome siamo in democrazia, l'abbiamo usata per dire le cose che non vi piacciono ma che corrispondono alla realtà. Ripeto: Il PSD'AZ neppure due mesi fa vi ha invitati a parlare di indipendentismo e non di autonomismo, se vogliamo continuare con queste stupidaggini possiamo anche farlo ma dubito che ai Sardi interessi qualcosa. Di capo-popoli ce ne sono parecchi in giro, hai perfettamente ragione. Già che ci sei, argomentami il non nazionalismo di IRS nei confronti del nazionalismo di SNI, attendo fiducioso i contenuti da appuntare nel mio block-notes. Spero tu sia un attivista, perché se sei un simpatizzante 'non sarai abilitato a parlare a nome del movimento.'
Quindi, riepilogando:
Psd'az era feudo del centrosinistra e adesso è feudo del centrodestra.
iRS, che non ti caga, era la brutta copia di SNI e adesso invece è migliorato (grazie alle tue teoria moderne e riformiste, suppongo).
SNI, che non c'era lei al tavolo dei Manincheddisti, va bene, epperò non ti cagano manco loro.
C'è qualcosa che non va nel tuo modo di lavorare per l'unità della nazione, mio buon Richeliè.
Quanto alla domandina che mi poni, o illuminato padre della patria, io non sono un intellettuale, ahimè: se accettassi di risponderti su una cazzata di questa portata, veramente farei salotto. E io il salotto manco ce l'ho, pensa.
Continua tu, che vedo che il salotto ti esce bene.
“Già che ci sei, argomentami il non nazionalismo di IRS nei confronti del nazionalismo di SNI, attendo fiducioso i contenuti da appuntare nel mio block-notes.”
Ecco come non si risponde a una domanda semplice caro Bomboi.
Comunque fra un non nazionalismo e un pseudo criptoindipendentismo con accenti di paranazionalculismo prova a commentarmi questa chicca:
“Parte la corsa al regno di Sardegna. E il simbolo della coalizione di centrodestra nella campagna elettorale per le elezioni regionali del 15 e 16 febbraio sarà lo stesso del Pdl. La scelta è stata fatta nel pomeriggio di ieri a Porto Rotondo, dove il premier Silvio Berlusconi sta trascorrendo gli ultimi scorci di vacanze, durante una riunione a Villa Certosa con il candidato governatore Ugo Cappellacci. Il simbolo manterrà il nome di Berlusconi dentro il cerchio sovrastato dalla scritta Popolo della libertà, mentre all’esterno ci sarà lo spazio per «Cappellacci presidente».”
E’ presa da Il Giornale.it il vostro prossimo organo di partito.
Vedo che non mi si risponde nei contenuti, quei 'contenuti' sono i motivi per i quali nella realtà sono stati divisi tra sigle centinaia di attivisti: Vedi di tenerlo a mente. Purtroppo hai ragione, a Macomer c'era solo il PSD'AZ, infatti gli altri leader temendo di perdere l'esclusiva sull'indipendentismo non si sono presentati benché più volte invitati. Durante la giornata abbiamo parlato di Nazione, di indipendentismo, di politiche fiscali per famiglie ed imprese, di cultura Sarda su tutti i livelli della Pubblica Istruzione, etc. Ma voi non dite più o meno le stesse cose? Poi ve ne siete andati a parlare a Nuoro (senza neppure un terzo delle persone di Macomer) di non-nazionalismo e che gli altri sono falsi...Bisogna capire perché si è divisi. Non ti preoccupare per SNI che stiamo raccogliendo tante firme per la presentazione delle loro liste alle elezioni, comunque vadano gli esiti. Nel disastro generale qualcosa si salverà. Adesso devo andare, se qualcuno vuole rispondere su quei contenuti con i quali sono motivate le divisioni, tornerò volentieri a leggervi.
Fois non avevo letto il suo intervento,a pagina 66 del suo ultimo libro si afferma che l'indipendentismo è sempre stato marginale e salottiero e questo perché noi Sardi non siamo coscienti di essere nazione: Parole sante, infatti tra non-nazionalismi e discussioni su Soru si evade il nocciolo reale delle divisioni che si sviluppa su due variabili: Personalismi e ideologie. A mio modesto avviso dovremmo prima parlare di cosa nella realtà ci divide e dopo a limite degli altri. Magari senza la catasta di etichette scopriamo pure di non dire cose diverse. Il Giornale.it? Secondo te perché non sono sardista? Ma attenzione, se ci sono le divisioni il problame non è certo in capo ai Sardisti. Un saluto.
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