| Fuoco amico |
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| Scritto da Michela | |
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"La prova di forza che Soru sta sostenendo a livello regionale, e che nonostante tutto io mi auguro per la Sardegna che superi bene, non sarebbe una vittoria se portasse ad un mandato in bianco concessogli in maniera acritica, magari confidando in una tirannide illuminata. Evidenziare che questioni controverse a suo riguardo esistano e vadano affrontate subito è necessario per evitare che quanti gli daranno di nuovo fiducia sperimentino l'amara delusione di aver riposto le speranze non nel loro personalissimo Obama, ma solo in un Berlusconi esteticamente sostenibile." Per due volte negli ultimi giorni la traduzione di questo concetto è inspiegabilmente diventata: "Michela Murgia ha detto che Soru è un Berlusconi esteticamente sostenibile". La prima volta è finita in bocca all'onorevole Paolo Maninchedda (al minuto 8,10) durante la seduta del consiglio regionale in cui Soru ha confermato le sue dimissioni. La seconda - e mi dispiace di più perché la semplificazione avviene ad opera di Marco Damilano, un giornalista che stimo da molti anni - è sull'Espresso di questa settimana, dove in una intervista proprio a Renato Soru compare l'incredibile frase, che ho dovuto rileggere due volte per credere che me l'avessero attribuita veramente:
"la scrittrice sarda Michela Murgia la definisce un "Berlusconi esteticamente sostenibile". Con i soldi e la stessa ambizione di sostituire i vecchi partiti dell'originale." Nella testa di ben due persone intelligenti è rimasta impressa solo quella frase, che staccata dal contesto vuol dire il contrario di quello che intendevo. Questo può significare solo due cose: - che per adeguarmi alle capacità di comprensione dei nuovi comunicatori devo fare frasi più brevi, senza subordinate ed evitando i verbi al condizionale. - che devo con urgenza rivedere i miei parametri di stima. Versione semplificata per giornalisti e politici anti-soriani: questo pezzo può essere riassunto nella frase "Leggete meglio". (Naturalmente mi aspetto che domani compaia in qualche fondo pagina il titolo in grassetto: "Michela Murgia ha detto che Paolo Maninchedda non sa leggere") |
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Lo so che la stima nei tuoi confronti è sincera, ma ho un po' il dente avvelenato per il modo in cui gestiscono quel blog (anche oggi ho provato a lasciare un commento, ma niente).
Pensavo che quello di MAninchedda fosse sano disaccordo politico ed il fatto che ce l'avesse a morte con Soru non mi faceva dubitare della sua buona fede. Vedendo come gestiscono l'informazione ed i commenti sul blog sardegna e libertà sto cambiando idea... mi pare che si siano adattati benissimo allo stile di comunicazione della coalizione.
In compenso, nel sito di Maninchedda hanno pubblicato un altro commento di un certo Max che quasi quasi accusa Michela di plagio (o, quantomeno, di non citare le fonti dei suoi articoli), copiaincollando il suo 'un uomo ricco può governare?'
Non sono del tutto d'accordo con le opinioni di Michela e devo ammettere che ad una prima lettura di questo intervento (questo che commentiamo) anch'io non avevo compreso bene il suo punto di vista, forse non ero abbastanza concentrata o forse perché si tratta di una posizione un pò complessa, non riconducibile alla logica binaria del vero/falso. Non ci trovo nessuna ambiguità, solo appunto una opinione che ho compreso meglio attraverso il dibattito nel blog. Michela scrive molto bene ed è comunque un piacere leggerla. Buona giornata.
Chapeau a Maninchedda, ha riconosciuto l'errore (una 'sottiletta') e riconfermato la sua grande stima nei confronti di Michela (2 punti in più).
P.S. Non mi pare che quel Max accusi Michela di plagio, si limita solo a riportare il suo intervento.
Chiedo scusa Giuseppina, aveva ragione, non avevo letto l'ultimo intervento di Max... effettivamente accusa Michela di non citare le fonti.
Max mi sta accusando di non aver citato la fonte di quell'esempio, non di essermi attribuita l'informazione (quello sarebbe plagio). Ha comunque ragione, inserisco subito nell'articolo il suo nome e cognome.
Daniele, non fartene un cruccio.
'Sardegna e libertà', in vista delle imminenti elezioni, credo sia oggi soprattutto un organo di comunicazione a supporto del psd'az. La contingenza evidentemente induce a trascurare la mission dichiarata di 'luogo di elaborazione, di dibattito, di proposta' alla quale sino a qualche settimana fa pare si attendesse con maggior scrupolo.
Non c'è da stupirsi, siamo in piena campagna elettorale e io non riterrò Maninchedda nemico della libertà e della democrazia per questo, così come non attribuirei alle nuove frequentazioni di coalizione tale cambio di atteggiamento, se è vero che c'è stato: nel sito di Renato Soru (per fare un esempio tra i tanti) non si è certo di manica più larga nel pubblicare commenti critici o interventi scomodi, e non è questione di poche settimane o mesi.
Ciò che importa in democrazia è che ognuno abbia la possibilità di aprire i propri spazi di comunicazione e confronto e gestirli come crede. A ciascuno la libertà di frequentarli. E' questa la vera libertà che ci interessa. Internet è un mezzo che ha incrementato notevolmente questa possibilità.
Infine, valuto positivamente le recenti lusinghe di Maninchedda a Irs e a chi se ne dichiara sostenitore. E la nostra Michela Murgia è certamente una delle teste politicamente e intellettualmente più interessanti che si agitano in quel fervido 'brodo'.
E' un evidente segno di stima e segnale di apertura a un confronto anche politico che mi auguro possa avviarsi quanto prima.
saluti
Marco, certamente Maninchedda non è obbligato a postare i commenti che mettono in luce aspetti della sua politica che preferirebbe restassero in ombra; e come non capirlo, pure io al suo posto preferirei apparire solo bello e con gli occhi verdi.
Però questo atteggiamento, oltre a fare ironicamente a pugni con il nome del suo sito, dà soprattutto la misura della buona fede di uno che ha passato gli ultimi mesi a parlare di censura dell'informazione ad opera del suo avversario.
A me pare che sul piano democratico siano misurabili con lo stesso metro, perché entrambi trovano più comodo zittire le critiche che ribatterle.
Legittimo, certo.
Ma anche emblematico.
Hai ragione Marco, è che credevo che Sardegna e Libertà fosse un blog sardista aperto al confronto con i cittadini, non il blog personale di Maninchedda. E' vero comunque, ha tutto il diritto di filtrare i commenti.
Joyce, sulle tue considerazioni ho poco da obiettare.
Maninchedda da personaggio che si espone alla pubblica piazza di certo è ben consapevole che le azioni hanno parte nel determinare i giudizi e le opinioni di chi ci osserva.
x Daniele:
Non sono informato su tutte le vicessitudini del turbolento percorso politico di Maninchedda, ma ricordo che quel sito e l'associazione 'sardegna e libertà' esistevano da prima che Maninchedda aprodasse al psd'az http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/50200.pdf
non so che ne sia stato dell' associazione, ma il sito è da considerarsi, agli effetti, personale di Maninchedda.
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