| Nell'ora della nostra vita |
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| Scritto da Michela | |
![]() Ogni giorno ho guardato i tg, letto i giornali, le interviste, gli approfondimenti, le dichiarazioni e le sentenze. Ho comprato perfino il libro di Beppino, per capire. Ma non ho detto mai una parola su Eluana, non sono andata con Ferrara a bottigliare il Duomo, nè ho aderito alle isteriche petizioni qui e là per fare di questa vicenda una battaglia ideologica o istituzionale. Adesso che Eluana è all’atto finale della sua vicenda, una riflessione mi si impone. Dal suo punto di vista Beppino Englaro ha fatto la cosa che riteneva giusta. Non lo giudico per questo, ma sono convinta che l’ambito su cui si può sospendere il giudizio debba finire nel punto esatto in cui il suo dramma diventa paradigma del nostro.
Quello che Beppino Englaro ha fatto è di una gravità assoluta, e cambierà inevitabilmente il rapporto di ciascuno di noi con la propria fine, perché è il concetto stesso di fine che è stato cambiato dal suo gesto: Eluana sarà uno spartiacque, dopo di lei sarà molto più difficile sostenere che la vita umana non è solo attività consapevole. Che questa vicenda sia stato un catalizzatore delle nostre ossessioni è evidente: nell’ultima settimana ben tre persone amiche mi hanno consegnato una specie di testamento biologico, pregandomi di sopprimerle, piuttosto che far loro fare “la fine di Eluana” (ironico, quando la fine di Eluana invece è proprio quella). Sull'onda dell'emotività, a qualcuno ho anche promesso che lo farò, come Mina Welby promise a Piergiorgio. Al momento giusto però Mina non c’è riuscita a mantenere la promessa, e credo che non ci riuscirei nemmeno io. Mi dicono che su YouTube si moltiplicano analoghe dichiarazioni filmate, e questo non fa che confermare che quello che è successo alla figlia di Englaro non è solo un caso privato, ma innanzitutto uno psicodramma nazionale. La paura che ciascuno ha della malattia e del dolore fisico si è proiettata su questa ragazza ad un punto tale che molti si sono dimenticati che Eluana non era affatto malata, e non aveva alcun dolore fisico. Il terrore di sopravvivere grazie a una macchina come Welby ci ossessiona tutti, ma forse non tutti gli ossessionati sanno che Eluana in realtà non era attaccata a nessuna macchina. Non era un’agonizzante, né era quello che si può definire vita terminale: apriva gli occhi ogni giorno, poteva stare seduta e il corpo seguiva i suoi ritmi biologici senza forzatura. La sua sopravvivenza dipendeva solo - attraverso un comune sondino applicato giusto il tempo della sua funzione - dall’idratazione e dall’alimentazione, esattamente come quella di ognuno di noi. Mi rendo conto che per molti di noi quella sarebbe già una morte, e non lo contesto, perché non sono una fautrice della vita a tutti i costi; sono anzi convinta che ciascuno debba avere il diritto di decidere liberamente fino a che punto può o non può sopportare. Ma questo caso mi atterrisce proprio perché rappresenta la negazione di questo sperabile diritto. Non è stato il dolore di Eluana a fare la differenza. Non è stata la sua inequivocabile ed esplicita richiesta, che era e resta presunta. Non è Eluana che ha deciso, ma suo padre e i giudici sulla base di una presunzione di volontà, peraltro non contestuale. Questo è un fatto nuovo nel nostro ordinamento, ed è un fatto nuovo anche per le nostre coscienze. Con motivazioni di volontà presunta un soggetto che non era il diretto interessato ha chiesto e ottenuto l’interruzione di un’esistenza umana, e questo, per quanto il singolo caso sia straziante nella sua tragicità, costituisce un precedente pesante con cui rischiamo di fare i conti tutti, volenti o più probabilmente nolenti. Colgo l’occasione, visto che va di moda, di chiedere la cortesia, casomai si verificasse il caso, di non sospendermi l’assistenza vitale se non sono io a chiederlo. Grazie. |
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@MichelE > guarda che MichelA non ha emesso nessuna sentenza di condanna, rileggi bene:
:Michela
Mi rendo conto che per molti di noi quella sarebbe già una morte, e non lo contesto, perché non sono una fautrice della vita a tutti i costi; sono anzi convinta che ciascuno debba avere il diritto di decidere liberamente fino a che punto può o non può sopportare. Ma questo caso mi atterrisce proprio perché rappresenta la negazione di questo sperabile diritto. Non è stato il dolore di Eluana a fare la differenza. Non è stata la sua inequivocabile ed esplicita richiesta, che era e resta presunta. Non è Eluana che ha deciso, ma suo padre e i giudici sulla base di una presunzione di volontà, peraltro non contestuale. Questo è un fatto nuovo nel nostro ordinamento, ed è un fatto nuovo anche per le nostre coscienze.
ripeto: testamento biologico
@Adriano Bomboi > Ti prego di non venire a politicizzare anche un argomento come questo adesso. Hai ragione sull'anticlericalismo di Su Teraccu (non lo fa apposta è bravo in realtà :D ) ma vorrei capire come fai a paragonare quello che è successo starera (che succede tutti i giorni in altri casi non noti) ad un assassinio. Solo Eluana sa se era o no quella la decisione giusta, solo lei sa se è stata assassinata.
Sul fatto invece che una democrazia ha a potere il Parlamento e non i giudici vedo che invece sei tu ad avere una visione di parte. Forse non sai che sono costituzionalmente 2 poteri divisi e 'contrapposti' e non c'è nulla da contestare ai giudici che hanno soltanto applicato le leggi..ma bè...non continuo per non sforare io stesso in politica
P.S.: quoto Su Teraccu... lo dicevo che era bravo :D :D
Manuel, ti voglio bene. Sei serenamente opportuno come la marmellata di tua madre.
Teraccu, io non metterò mai in discussione l'operato di un Parlamento, di qualsiasi stato si tratti. Il Parlamento è la democrazia e la democrazia non si discute, si applica. Può non piacerci da indipendentisti, ma Berlusconi è stato eletto dalla maggioranza del Popolo ed è pienamente legittimato ad esercitare la sua potestà maggioritaria. Per Manuel: Ci mancherebbe che i poteri siano tutti in capo ad una istituzione...Quello che stavo affermando è che in Italia un potere dello stato è subentrato a quello che doveva essere l'organo ideale per il dibattimento di questa materia (il Parlamento) adottando una soluzione che non rispecchia tuttavia un procedimento obiettivo che solo una normativa sul testamento biologico poteva offrire. In sintesi, da giudice, senza una legge al riguardo, mi sarei risparmiato la DISCUTIBILISSIMA operazione (sia sotto il profilo giuridico che morale) con cui è stata validata la dichiarazione verbale di Eluana fatta secoli fa ed avvalorata da un padre (ed altre persone) che si era evidentemente rotto le balle da tempo di assistere la figlia. Se uno non ha più lo stomaco per fare il tutor di una persona, figurarsi se può avere l'obiettività di decidere sulla morte in vece di quella persona...Se considerava un peso la figlia, doveva andarsene da prima a farsi una vita nuova e lasciare alla sola struttura ospedaliera il caso.
:che si era evidentemente rotto le balle da tempo di assistere la figlia.
PROVALO.
Provalo, oppure sta zitto.
La sentenza della cassazione ha vagliato questa possibilità, è l'ha esclusa.
I giudici possono sbagliare, ma sicuramente una sentenza ha un peso diverso rispetto ad un opinione.
Ma per te è 'evidente'.....
X Michela:
L'avvocato Tommanelli scrive un interessante articolo.
Giacomo, potrei risponderti con una richiesta che ha un peso superiore sotto il profilo etico rispetto alla mia personale opinione sul padre: Prova che nel 2009 Eluana avrebbe sul serio scelto di voler morire in questa maniera. Io dico che i veri corvi stavolta intorno alla vicenda sono stati tutti quelli che hanno pensato di avere la verità in tasca ed hanno proceduto in quella direzione senza ombra di 'ragionevole' dubbio. ('A conto loro' però...come diciamo da queste parti).
Che credibilità ha una legge che pone in capo ad una persona il diritto di poter decidere sulla vita di un'altra? Ci sono forti similitudini col caso di Terri Schiavo. Bisognerebbe regolamentare a livello legislativo anche i limiti oltre i quali un tutor non può spingersi, SOPRATTUTTO come in quanto caso, in cui è manifestatamente coinvolto psicologicamente nel caso e non può avere una visione obiettiva. Il vuoto normativo esiste. Vi pare possibile che uno stato ribalti in più sedute simili decisioni in base a diverse interpretazioni che di volta in volta la Magistratura (tra Cassazione ed appello) ha dato? Nel caso di una normativa unica ciò non si sarebbe verificato e non si sarebbe determinato questo rimpallo istituzionale che è proseguito per diversi anni.
Io non devo provare proprio niente, una sentenza della cassazione si esprime in tale senso, e non c'è bisogno di prove assolute.
Quante persone sono condannate ogni giorno sulla base di prove non schiaccianti? Basta sia sufficente ad escludere il ragionevole dubbio.
E non c'è nessun ragionevole dubbio nella tua ipotesi. I tuoi sono solo dubbi astratti, generici.
Certo esiste una probabilità che Eluana potrebbe avere cambiato idea. Ma non è una ragionevole probabilità. Ergo niente ragionevole dubbio.
Comunque Michela.. scusa se te lo dico, ma mi hai fatto tornare in mente quel tuo post sulla corrispondenza fra l'intellettuale ed il giornalista israeliano. Evidentemente, quando si ha la guerra in casa, non c'è levatura intellettuale che tenga.
Non devi solo leggere l'articolo di quel giornalista Giacomo, devi anche conoscere la Convenzione di Oviedo (con cui la Cassazione nel 2007 ha consolidato nella figura del padre la rappresentanza legale). A me non risulta che in quella Convenzione nei passaggi indicanti l'incapacità del paziente si faccia riferimento anche al consenso esplicito verso interventi che determinano LA MORTE del paziente. Mi pare che nella Convenzione si parli di interventi RISCHIOSI MA preposti al salvataggio della vita su cui il padre (nel caso) dovrebbe aver dato autorizzazione. Ma non si parla da nessuna parte di AUTORIZZAZIONE PER UN INTERVENTO DIRETTO A PROVOCARE LA MORTE DEL PAZIENTE. Mi pare che qualche giudice abbia letto a sua discrezione la norma e la abbia estesa anche a quella situazione che ho appena esposto....Diciamo che a livello giuridico si è determinata questa scelta attraverso un collage normativo di fonti spesso in contrasto tra loro ma fatte combaciare dalla lettura che i giudici ne hanno dato al momento. Ti pare che uno stato di fronte alla gravità di queste situazioni possa agire così? Ecco perché c'è il vuoto normativo, perché in assenza di una chiara normativa omogenea, la Magistratura è legittimata a fare questo puzzle facendo anche incastonare a forza qualche pedina che non entra nel mosaico...il tutto per giustificare questa scelta. Si vede che qualcuno voleva finire sui giornali....
:Adriano Bomboi
Quello che stavo affermando è che in Italia un potere dello stato è subentrato a quello che doveva essere l'organo ideale per il dibattimento di questa materia (il Parlamento) adottando una soluzione che non rispecchia tuttavia un procedimento obiettivo che solo una normativa sul testamento biologico poteva offrire. In sintesi, da giudice, senza una legge al riguardo, mi sarei risparmiato la DISCUTIBILISSIMA operazione (sia sotto il profilo giuridico che morale) con cui è stata validata la dichiarazione verbale di Eluana
Qui è in gioco un principio: che le sentenze definitive della magistratura si applicano senza che la politica possa metterci il becco.
E' un principio che è già stato più volte lesionato, in questi anni, ma se passasse l'idea che una sentenza definitiva della magistratura può essere modificata da un decreto, che il Capo dello Stato non firma, e poi da un disegno di legge approvato a tappe forzate da un Parlamento sequestrato dal governo, che gli fa fare quello che vuole anziché sottoporsi del Parlamento medesimo, io credo che finisce all'istante lo Stato di diritto, finisce all'istante la democrazia liberale basata sulla divisione dei poteri, finisce all'istante il nostro obbligo di obbedire alle leggi e alle sentenze.
In un Paese dove un governo o una maggioranza possono annullare una sentenza per legge o per decreto, ciascuno è libero di fare ciò che vuole visto che mai un privato cittadini potrà ottenere dal governo o dal Parlamento che venga annullata la sua, di sentenza, quando non gli piace.
Ed è proprio questo principio che Berlusconi ha voluto scardinare l'altro giorno approfittando del dramma di questa ragazza.
Lo spiega molto bene Carlo Federico Grosso questa mattina su La Stampa: non c'è nessuna corsa contro il tempo, battaglia fra chi vuole la vita e chi vuole la morte, nessuno scontro fra eutanasia e vita.
Qui c'è un vuoto di legge, colpa del Parlamento che non ha mai fatto la legge sul testamento biologico, del Vaticano che si è sempre opposto, dei servi di questo stato estero che si sono appecoronati, dei tremebondi laici che non hanno mai voluto arrivare allo “scontro”, cioè non hanno mai voluto che lo Stato liberale facesse quel che doveva fare nell'interesse di tutti i cittadini.
...continua su [Voglio Scendere]
piccola aggiunta: un giudice è chiamato ad esprimersi e obbligato a dare un giudizio e non può esimersi (o faceva un altro mestiere). se è stato ritenuto di validare quelle dichiarazioni è evidente che è stato fatto secondo le leggi e la costituzione attuale, e anche secondo la morale del giudice che nonostante quel che sia il suo pensiero (potrebbe essere stato anche cattolico e contrario alla sospensione) segue soltanto questi principi. ma continuo a vedere solo strumentalizzazioni.
Massimo rispetto per la decisione della famiglia e condoglianze sincere.
Con tutta la pacatezza e il rispetto per la sensibilità di chiunque, non possiamo però esimerci da fare alcune considerazioni:
1) la morte di eluana è avvenuta per decisione di un giudice in assenza di una legislazione specifica in materia. Inoltre, la legge sul testamento biologico in discussione non avrebbe acconsentito a quella sentenza. E non è particolare da poco.
2) Ad di la di quello che afferma il padre, non esiste una dichiarazione della ragazza che esprimesse un consenso informato. Mi pare non si sia mai espressa rispetto a una morte per sottrzazione di cibo e acqua.
3) la morte per fame e disidratazione è COMUNQUE una cosa indegna di un paese civile. E non mi si faccia l’esempio dell’anziano che arrivato al termine della sua esistenza, di suo rifiuta l’alimentazione e il cibo e si spegne pian piano. Qui siamo in presenza di un corpo di 37 anni che lotta strenuamente contro la morte! Ricordate Terri Schiavo?
L’unico conforto è che la sorte ha risparmiato a eluana un supplizio così lungo.
4) nessuno sa della sofferenza di questi soggetti in assenza di cibo o acqua.
E nessuno sa della vita psichica residua di persone in quello stato. Il fatto che noi non siamo in grado di metterci in contatto con loro non significa che essi non abbiano un qualche residuo di vita interiore, di attività mentale di cui a noi non è dato sapere.
Un stato onirico continuo ad esempio. Chi ci da il diritto di levarglielo?
Manuel, tu con la tendenza di difendere a spada tratta l'operato giudiziario, stai finendo per spodestare il Parlamento da un suo diritto legittimo argomentandolo con l'opinione personale che Berlusconi ha altri scopi. Può essere, ma di sicuro è il Parlamento che ha facoltà di poter leggiferare. Marco ha ragione. Non c'è alcuna normativa esplicita sull'eutanasia su cui il giudice abbia basato la sua opera. E'stata compiuta una forzatura sotto la protezione di una Costituzione che quando fu scritta non poteva prevedere simili situazioni ed ha potuto lasciare giuridicamente campo libero a questa discutibile opinione. Insomma, c'è chi è poco obiettivo a causa di un certo laicismo, ma anche chi è finito a miscelare l'antiberlusconismo nella faccenda...
In un modo o nell'altro la storia di Eluana è finita. Ora inizia la nostra. C'è bisogno di una legge sul testamento biologico. Una legge che permetta fra le altre cose, di disporre l'interruzione dell'alimentazione e dell idratazione. Perchè è questo che il popolo italiano vuole. E' questo che io voglio. E se non me lo darete, beh io prendo un fucile. Metaforicamente.... per il momento.
:Adriano Bomboi
Manuel, tu con la tendenza di difendere a spada tratta l'operato giudiziario
non difendo nessuno e non son di parte, mi limito a constatare
:Adriano Bomboi
stai finendo per spodestare il Parlamento da un suo diritto legittimo argomentandolo con l'opinione personale che Berlusconi ha altri scopi.
se tu credi che sia un diritto che il potere politico prevalga quello giudiziario per una mancata legiferazione che i politici avrebbero potuto fare molto prima non sono io quello di parte, ancora
:Adriano Bomboi
Può essere, ma di sicuro è il Parlamento che ha facoltà di poter leggiferare.
esatto, che lo faccia quindi, per il FUTURO! ....e bene magari...
:Adriano Bomboi
E'stata compiuta una forzatura sotto la protezione di una Costituzione
la forzatura la vedi tu, sono stati semplicemente seguiti i principi esistenti visto che altri non esistono ancora
:Adriano Bomboi
c'è chi è poco obiettivo a causa di un certo laicismo, ma anche chi è finito a miscelare l'antiberlusconismo nella faccenda.
può anche essere che sia stato berlusconi a miscelare l'anti-laicismo nelle sue faccende ;)
tralascio la discussione sui rapporti berlusconiani con la ns costituzione..basta conoscere la storia recente
P.S. io mi fermo qui, dove le acque prendono vie diverse...
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