| Meno Master, più Slave |
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| Scritto da Michela | |
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Per quel che vale, sposo in pieno la posizione di Michela e Osvaldo.
Non per partito preso, ma per semplice constatazione di un processo in corso.
Il programma di Melis, se non vogliamo fermarci alla lettera del testo e alle sue denotazioni dirette, parla chiaro e non lascia ben sperare.
L'uscita di scena della Del Zompo ha dato il colpo di grazia alle residue speranze di salvezza dell'università cagliaritana. Su questo non ci piove.
Negli ultimi anni l'ateneo del capoluogo ha subito una deriva e una decadenza che non rendono merito alla sua tradizione di università magari di provincia, ma dal livello sempre buono o in certi casi ottimo.
Ricordiamo che una facoltà, ormai negletta e in abbandono, come Lettere e Filosofia, è stata la sede di personalità coma Spriano, Pira, Geymonat, Restaino (cito a memoria). Giurisprudenza è stata retta da Gustavo Zagrebelsky. Nelle altre facoltà sono transitati docenti di prima grandezza e in alcuni casi si era costruita una tradizione di credibilità e solidità dell'apparato didattico e formativo che faceva superare le obiezioni circa alcune carenze strutturali e la scarsa organizzazione generale dei servizi e degli spazi.
Ormai cosa è rimasto al di là del nepotismo più becero, dell'affarismo senza prospettive a lungo termine, della riduzione delle spese non basata sul taglio degli sprechi e dei privilegi ma su quello ai servizi e alla residua attività di ricerca? Ben poco. Senza contare l'accentuazione di un provincialismo deleterio, funzionale al mantenimento di posizioni di dominio e privilegio da parte di una certa 'Cagliari che conta'. E che dire del riferimento agli 'standard nazionali', presente nel programma di Melis? Stiamo parlando di quelli italiani, suppongo. Il che mi spinge a dare piena ragione a Osvaldo, sul punto. Teniamo presente che l'università italiana è già ampiamente sbertucciata nel mondo, data la completa assenza di criteri di verifica dei risultati, di premio del merito, di validazione internazionale delle carriere e dei titoli.
Tanto per dire: la provincia autonoma del Sud-Tirolo (Alto Adige), dovendo investire in una sede universitaria locale, ha scelto di affidarsi ad uno status privatistico (fondazione), pur di non sottostare alla normativa e al controllo statali. Così facendo, ha potuto creare un polo in rapida crescita, ben addentro alle dinamiche internazionali, aperto al mondo (specie germanico, ma questo è comprensibile) e svincolato dalle porcherie governative in materia di didattica e ricerca universitaria pubblica (vedi alla voce Gelmini). I sud-tirolesi, sapete com'è, non hanno grandi timori reverenziali verso il mondo accademico italiano (e verso l'Italia in generale). Anzi, se ne fanno un baffo. Da noi le università sono una specie di longa manus dello stato centrale, utilissima a mantenere la Sardegna in una durevole condizione di subalternità e di deprivazione (come se non bastasse il resto). E sto parlando di responsabilità di noi sardi, dei nostri esimi professori universitari in primis, sempre così attenti a non disturbare il manovratore, ben contenti di coltivare il proprio orticello di provincia a patto di non dover mai dimostrare nei fatti la legittimità della posizione occupata.
Dico queste cose con rabbia e tristezza, perché so che il futuro della Sardegna è legato in larga misura a quello della sua università.
Per come si stanno mettendo le cose, dunque, non c'è da essere ottimisti.
Commento: Melis ha fatto benissimo al CIS (risanandolo) ed all'Ersu. Non solo, se ne e' pure andato senza rimanere aggrappato ad una poltrona...il che in Italia e' una rarita' sul suo CV: falso il dato che riporti sulle pubblicazioni.
L'ultima e' del 2008 (people.unica.it/giovannimelis)! ossia di qualche mese fa...le opinioni sono discutibili, ma i dati dovrebbero essere 'veritieri e corretti'.
Dire ke Melis sia massone e' un falso: la massoneria, e' noto, sta sostenendo faa... sono stato un suo studente e devo dire che e' una persona concreta, severa, che rispetta cio' che promette e che mi ha 'insegnato' un lavoro. Concordo con Giacomo sull'interpretazione del programma di Melis. La Del Zompo e' un'ottima ricercatrice, ma gestire un'universita' e' cosa diversa da studiare l'effetto dei farmaci sul cervello...era il nuovo? non so e' stata prorettice di mistretta per anni... cmq ora la sfida e' tra faa e melis...
@Osvaldo: è la seconda volta che fai trapelare una mia presunta ingenuità. Discutere così è stancante.
Tornando sulle opinioni (cosa interessante di questo topic): la 'Verità' è che, come in ogni discussione politica (nel senso greco di amministrazione della poleis, non nel becero senso del partitismo) nulla proverà un bel niente!
1) se Melis fa bene non credo vedrò nessuno fare un articolo dicendo 'ci eravamo sbagliati! Melis è un grande'. Già in questa discussione, infatti, ci siamo io e Marco che siamo convinti che Melis abbia dimostrato capacità manageriali in passato, mentre altri che dicono che è arrivato lì solo grazie ad agganci, ed ha solo espresso la linea politica che lo ha messo lì. Il 'fare bene' è interpretabile. E questo ci porta al secondo punto
2) anche il 'far male' è interpretabile, e sono sicuro che a partire dalla prima decisione che prenderà il prossimo rettore (chicchesia) ci saranno una serie di persone in grado di dimostrare razionalmente che ha preso una cattiva decisione per l'università, per Cagliari, per la Sardegna e per l'Europa intera.
3) rimane il terzo elemento dell'equazione come grande incognita: la Del Zompo viene santificata come la persona che sicuramente, senza alcuna ombra di dubbio, avrebbe 'fatto bene', ma dal momento che non verrà eletta...beh questo non possiamo certamente dimostrarlo! Tuttavia è dato per scontato, partendo dalle tante pubblicazioni internazionali e dall'impressionante curriculum della persona.
Come già detto, senza nulla togliere alla professionalità della Del Zompo, rimango del parere che una persona con forti (e fino a prova contraria dimostrate) competenze amministrative quale Melis potrebbe fare bene, e credo di ancorare questa mia opinione a (fino a prova contraria) provati dati numerici e curriculari, non ad una ingenuità giovanile ideologizzata e mischiata alla normale naivity di chi non ha capito come vanno le cose.
Con rispetto
Giacomo
Ribadisco il mio fastidio per il discorso scivolato in una critica a Melis-persona, dato che il mio post non aveva quel taglio.
Il rammarico per l'eliminazione della Del Zompo deriva semplicemente dal fatto che in una occasione precisa - in tempi non sospetti - nel gioco delle ipotesi mi illustrò le sue idee organizzative per l'ateneo cagliaritano, e le trovai sorprendenti e opportune. Il programma di Melis invece è quello che è, e questa considerazione esula del tutto dalle sue esperienze passate, sulle quali non ho espresso alcun giudizio. A meno che non si intenda per giudizio il far notare che erano cariche di nomina politica; ma questo è un problema di chi legge.
Rifiuto però il pregiudizio secondo il quale può amministrare bene solo chi ha già amministrato: l'esperienza la suppliscono i collaboratori, la visione innovativa o ce l'hai o non ce l'hai. Nel programma di Melis non vedo prospettive che portino all'università che avrei sperato.
Sulla questione massoneria ho già detto come la penso: non ha rilevanza etica,(ma sarebbe ridicolo negare che ne abbia una numerica). Se c'è da aver timore dei piani di una lobby per il rettorato, io non temerei quella.
E' vero che non solo chi ha amministrato bene possa amministrare bene. Ma e' anche vero che chi ha amministrato bene è più probabile amministri bene.
Cosi' come chi ha amministrato male (vedi Faa con la gestione Mistretta), è probabile amministri male.
Detto questo stimo la Del Zompo e mi sarebbe piaciuto un ballottaggio melis-Del Zompo. Ma stimare Del Zompo non signifca valutare melis come' una vechcia vope amministrativa' o, peggio, insultarlo come ha fatto qualcuno nei commenti.
Marco, se avessi visto degli insulti nei commenti, sarei intervenuta. Osvaldo e Omar hanno espresso opinioni precise, anche argomentate, sulle quali si può certo non essere d'accordo, ma nessuno gli ha dato del disonesto o del corrotto, come anche Giacomo continua a voler leggere.
Ancora sul 'Vecchia volpe amministrativa': non solo non è un insulto, ma è anzi il motivo per cui secondo te sarà un rettore più affidabile. Se dare a qualcuno della vecchia volpe è un'offesa, veramente qui parliamo due linguaggi diversi.
Cara Michela,
sostenere, come e' stato fatto, che Melis e' uno che non fa ricerca, affermando che la sua ultima pubblicazione e' del 2005 e' una calunnia, dato che l'ultima pubblicazione (fonte suo sito) e' del 2008. Solo x citare un esempio degli 'insulti' a cuimi riferivo.
Poi uno valuta come crede, ma dire bugie solo per screditare non aiuta...tu hai espresso correttamente ed in maniera in parte da me condivisa le tue opinione, qualcuno invece ha semplicemente insultato.
la verita' e' che la vittoria di Melis è anke la vittoria del'Onda, ke lo ha sostenuto dall'inizio...era l'unico veramente anti-mistretta
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