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L'attore, autore e regista Sante Maurizi ha appena realizzato per CUEC un libro intervista intitolato I film del cuore. Tra le interviste c'è anche il mio rapporto preferenziale con il cinema di Ermanno Olmi. Il libro verrà presentato in anteprima il 6 dicembre da Goffredo Fofi alla fiera della piccola editoria di Roma, Più libri più Liberi.


La casa editrice Ilisso continua il suo progetto di ridare smalto all'intera produzione deleddiana, nota e meno nota. Nelle prossime settimane usciranno tre nuovi titoli di Grazia Deledda, tra cui Il nostro padrone con la mia prefazione.
 

Segni di vita intelligente

Attenzione, questa sezione contiene forme varie di resistenza al degrado. 


Qualcuno, nella gazzarra mediatica che fa scorrere via ogni cosa, vuole continuare a ricordarsi di Marinella, la ragazza stuprata a Montalto da un branco di "ragazzi di buona famiglia", a cui il comune ha persino pagato le spese legali. Non è un presunto stupro, i colpevoli sono rei confessi, ma non faranno un giorno di carcere perché incensurati, e la solidarietà del paese sui media sembra continuare ad andare solo a loro, compresa quella di un vecchio che "se avesse avuto 13 anni si sarebbe messo in fila" pure lui. Questi disgraziati non hanno nessuna comprensione da me, né dal gruppo su FB che sostiene Marinella, né quella della scrittrice Lara Cardella. Nel gruppo si ricordano i fatti e si chiede giustizia, perché la violenza prima di essere un fatto è una mentalità, e i distinguo sulla vittima servono solo ai colpevoli per salvarsi da una giusta pena. 

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Geni della lampada (ho visto la luce a San Salvatore) PDF Stampa E-mail
Scritto da Michela   

 

(Attenzione: contiene specifiche riflessioni sulla luce, ombelicalismi sullo spirito dei luoghi dove sono nata e rabbia per l'incapacità dichiarata di troppi sardi di passare sulla loro terra leggeri)

C'è un posto vicino a casa mia che si chiama San Salvatore. E' un classico paese novenariale campestre, cioè un agglomerato di case molto piccole (cumbessias) sorte per essere abitate dai cabraresi solo per 9 giorni all'anno, in corrispondenza della festa del santo a cui è dedicata la chiesetta che fa da baricentro alla località. E' un luogo di natura spirituale, dove il sacro ha radici visibili che si piantano nei millenni. Per gli increduli ci sono anche le prove: sotto il pavimento della chiesetta attuale c'è infatti un ipogeo di presunta matrice pre-nuragica, a cui si è poi sovrapposto il culto nuragico delle acque, quello punico di Sid, probabilmente quello romano di Asclepio e infine la devozione al Cristo Salvatore che oggi dà il nome al paesino. Tutte le culture che ci sono entrate hanno riconosciuto la sacralità del luogo e l'hanno a loro modo rispettata, ricalcandola.

La magia del novenario di San Salvatore ha i tempi ritmati dalla preghiera: la messa, la via crucis e la novena al pomeriggio sono gli unici impegni comuni del giorno, il resto del tempo è riposo e amicizia, in una convivialità fatta di lente chiaccherate, di giochi di bambini sulla terra battuta, di penombre serali e di piccole case in piccolissime vie. Non ci sono negozi, non ci sono altre piazze che quella che fa da perno alle case, in cerchio come per un ballo. E' un paese sacro anche per questo, San Salvatore, perché è separato, distinto dal tempo e dai luoghi del lavoro e della vita più impegnata della quotidianità di Cabras; è un posto per permettersi anche il non far niente, il relax del silenzio e della socialità spontanea, non rituale, favorita dall'intimità forzata delle casette tenute in piedi l'una dall'altra. Chiamarle casette è relativo, in fondo metà degli appartamenti di Milano - compreso il mio - ha cubatura uguale o inferiore alle cumbessias di San Salvatore, ma è significativo che in questo microcosmo la dimensione angusta delle case sia la scusa per stare sempre sulla soglia, anzichè rintanati dentro come in un alveare.

San Salvatore ha poi una sua luce, e questa luce è parte integrante della sua atmosfera. E' sempre stata fioca, discreta, affidata alle porte aperte e all'illuminazione interna delle case, costantemente accesa al servizio di un via vai continuo che da una soglia all'altra porta le persone a riprendersi il tempo per scambiare due parole, bere un bicchiere di vernaccia, condividere un dolcetto o un cucchiaio di gelato. Il fatto che negli anni il carattere spirituale della permanenza nel paese si fosse via via sbilanciato in favore di una ben più laica voglia di festa aveva cambiato molte cose, ma non ancora quella: San Salvatore restava un paese in penombra, smorzato e pacifico, tutelato architettonicamente dalla Soprintendenza e vigilato nel resto delle cose dai suoi stessi fruitori tradizionali, gli orgogliosi padroni delle cumbessias. 

Poi domenica scorsa ci faccio una passeggiata, e trovo l'assurdo: dal terreno adesso spuntano decine di pali della luce a raggio intenso, alti più delle case, con tubi imponenti come tronchi e lampade a forma di cappello di gnomo che fanno una luce da stadio. E' il nuovo intervento di illuminazione del paese, mi dicono al bar centrale di Cabras con aria perplessa. Forse un po' fuori misura, azzarda qualcuno, per un paese abitato solo per una settimana. Quella luce è troppa, non serviva, aggiunge qualcun altro. Certo, belli di certo non sono, conclude uno che si sta pagando distrattamente il caffè. Pare che il sindaco Cristiano Carrus, interpellato in merito da un comitato spontaneo di cittadini sbalorditi, abbia risposto che l'intervento è la realizzazione di un progetto della giunta precedente - centrodestra l'una e l'altra - per di più approvato dalla Soprintendenza. Ora, io non so a chi dare la colpa di questo scempio spacciato per azione di servizio, ma mi sembra esemplare di un certo modo di stare al mondo, superficiale nel cogliere i significati delle cose e invasivo nel manipolare le forme in cui questi significati si esprimono, fino a soffocarli e renderli un sussurro distorto e deformato. Buon senso imporrebbe di levare subito quei cosi e porli a rimedio della penosa illuminazione cittadina di Cabras, lasciata scarsa probabilmente per celare la condizione ancora disastrosa del manto stradale urbano di tutte le vie principali.

Per San Salvatore il rispetto del genius loci imporrebbe il ripristino delle tradizionali lampade col piatto di ferrosmalto, o ci resteranno da dire solo le parole de is coggius: Dulche Jesu Salvadore, sas offesas perdonade

 
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Geni della lampada (ho visto la luce a San Salvatore)

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stavolta tocca a me.

Cara michela, sono un tuo fan, mi piace leggerti spesso, ma ultimamente lo faccio meno e sentendo anche altri ho scoperto che condividono il mio parere dal quale nasce un umile consiglio: NON CRITICARE LA GIUNTA E LA SOPRINTENDENZA, non è per te, continua a fare le cose che hai fatto sempre che sono più nobili , e rimanendo neutrale tutte le belle parole sono apprezzate da tutti. mentre così facendo stai deturpando le tue opere con le tue stesse mani, tra i tuoi fans appassionati ce ne saranno tanti (come me) che sono appassionati sostenitori dei lampioni a cappello per cui perderai molti fans, che senso ha ? almenochè la tua intensione non sia di candidarti alle prossime elezioni comunali, be allora auguri... scusa se ti ho dato del tu e se mi sono permesso, complimenti per tutto il resto. Manuel

Inserito da manuel, il 04/11/2009 alle 17:53

Manuel, non sono assolutamente d'accordo.... penso che una mente libera possa esprimere il suo punto di vista su ogni questione senza dover essere necessariamente legata ad alcun partito o avere mire politiche, ne deve essere frenata dal timore di limitare il suo parco lettori. Se i 'fan' letterari sono persone intelligenti continueranno a stimare l'artista per ciò che compone, e non per i suoi pensieri od orientamenti politico /sociali... penso sia ipocrita e per niente onesto nascondere i propri pensieri, per apparire vaga e neutrale agli occhi di tutti. il tuo discorso è: se io sono nero e chi scrive è rosso non lo leggo. Ma se è rosso e io non lo sò, sono felice e contento ... bha... non saprei!

Inserito da Marco Cardias, il 04/11/2009 alle 18:18

ahiahiahi, pure il buon Marco c'è cascato! XD
Chapeau Manuel, mi hai battuto sul tempo ed hai avuto la tua vittima :D

Inserito da Daniele Addis, il 04/11/2009 alle 18:50

ROFL! però è bello trovare qualcuno che risponde seriamente
mentre scrivevo sapevo che avrei scatenato la tua invidia e quella di altri anche, ma io non avevo ancora provato l'ebbrezza di questa citazione

per marco e chi non lo sa ancora leggere il link [michelamurgia.altervista.org]

Inserito da manuel, il 04/11/2009 alle 19:00

'tra i tuoi fans appassionati ce ne saranno tanti (come me) che sono appassionati sostenitori dei lampioni a cappello per cui perderai molti fans'

buhauahauhuah, questa parte dei sostenitori dei lampioni a cappello è bellissima... dai, che fosse una burla si poteva intuire XD

Non sono tanto invidioso quanto ammirato!

Inserito da Daniele Addis, il 04/11/2009 alle 19:07

A parte Sergio Atzeni, che si starà rivoltando nella sua tomba per questa ennesima dimostrazione di pesantezza sulla terra da parte dei suoi connazionali, a me viene da chiedermi più prosaicamente quanto sia costata tutta l'operazione e se per caso qualcuno ci abbia guadagnato dei dindi freschi e sonanti. Boh, magari sono io malizioso e diffidente, ma, come diceva Andreotti, ecc. ecc.

Non so voi, ma a me queste cose fanno venire voglia di rimangiarmi la mia dichiarata non-violenza. (Poi mi passa, per fortuna del sindaco di Cabras e degli altri come lui.)

Inserito da Omar Onnis, il 04/11/2009 alle 19:28

......E a me
Michela (ma vale anche per Daniele e per gli altri “intellettuali”) San Salvatore come ogni altro santo, programma tv o radiofonico non vi chiama per dire quello che volete… (non avrete celate smanie di fare gli opinionisti di Maria de Filippi?!) tantomeno per dare spropositata visibilità al rispettivo “ego” e/o al “io”… Su via! Un poco di sana umiltà…fa diventare più grande la vostra anima.
Leggendo il tuo il tuo post sorrido alla tesi… personalmente vedo che questa gente-giunta non ha una maschera da difendere… non c’è nulla di celato… purtroppo… è tutto molto palese… compreso lo schifo.
Concordo con il consiglio che ti suggerisce Manuel alle 17:53 : Non criticare la giunta
Un caro saluto e Massima solidarietà ai validi giovani illuminati novinanti di San Salvatore.

Inserito da IoMe, il 04/11/2009 alle 20:11

Salve, sono anch'io di Cabras e non posso che confermare quanto scritto da Michela: quelle luci sono veramente brutte e fuori luogo, non rispettano la caratteristicità di San Salvatore ed emmettono una luce eccessiva che risulta quasi aggressiva ...
Ma quella di San Salvatore purtroppo non è l'unica scelta archittetonica distutibile operata dal nostro sindaco ... ce n'è sono ben altre come l'edificio comunale ultra moderno in un centro storico in cui ogni cittadino è obbligato a rispettare dei vincoli archittetonici piuttosto rigidi ... Ma si sà: la coerenza non è il punto forte delle giunte paesane ...

Inserito da Federica, il 04/11/2009 alle 20:21

Signori, state diventando pericolosi...
(intanto rotola dal ridere)

Inserito da Michela Murgia, il 04/11/2009 alle 20:40

Credo che siano passati circa 17 anni da quando la prima volta partecipai in modo fisso alla novena di San Salvatore.
Allora ero solo un bambino ma rimasi affascinato da quel mondo totalmente diverso da Cabras. Nessuna macchina, la tv non esisteva, l'acqua calda per lavarsi scaldata in modo ingegnoso dai raggi solari della giornata. I primi giorni della novena il paese era completamente al buio nessuna illuminazione nel paese. l'unica luce proveniva dall'interno delle case. Bastava una lampadina appesa sul chiodo fuori dalla porta a fare luce e a riunire il vicinato, non troppa luce però, se no arrivavano le zanzare. Era così che nella penombra partivano le bellissime chiaccherate, le crastule del paese, e a grande richiesta di noi bambini un anziano ci raccontava qualche 'contu de Forredda'.... poi dopo qualche giorno arrivava la festa, l'annunciava il passaggio delle tantissime lampadine che correvano legate ad un filo sulle facciate delle case, quasi una per ogni porta...
Un illuminazione fiocca ed assolutamente artigianale ma con una grande atmosfera.
Ora la piazza è illuminata a giorno, ma poca gente è fuori ad usufruirne. i bambini sono dentro a giocare alla playsation e gli anziani sono poco propensi alle lunghe chiaccherate di gruppo, c'è troppa luce per le riservate conversazioni.
Nessuna giunta e nessun Sindaco sono imputabili per ciò... è la nostra voglia di 'modernità', una modernità che fa perdere il fascino al piccolo paese e lo fa assomigliare sempre di più a un qualsiasi centro abitato...
Vorrei di nuovo il vecchio 'San Salvatore' e le bellissime lampadine che portero sempre nei miei ricordi....

Inserito da Massimo Piras, il 04/11/2009 alle 21:07

Michela anche io sono di Cabras e ho una 'casetta' a San Salvatore illuminata da uno di questi abominevoli lampioni! Ma secondo te possiamo organizzare qualcosa per chiedere che vengano abbattuti? Può esserci qualcuno contrario all'abbattimento? Secondo me no... e di sicuro anche chi l'ha progettato, vedendolo si è reso conto di essersi confuso!! chissà in quale stadio adesso si ritroveranno con delle lanternine rustiche che emanano una luce fioca, e non sanno che farsene!! hahahah!

Inserito da angelica, il 04/11/2009 alle 21:13

Caro Massimo, hai ragione, i cabraresi hanno perso la strada per il cuore di San Salvatore. Ma non bisogna essere qualunquisti: ci sono interventi pubblici che hanno agevolato la discesa verso la sua trasformazione in villaggio vacanze, e questi interventi hanno responsabili con nomi e cognomi. Questa illuminazione per esempio ha un committente, un progettista e una volontà politica dietro, persone che hanno agito con ignoranza, senza criterio né rispetto, e mi piacerebbe sapere chi sono. L'intervento improprio del singolo cittadino sulle strutture può essere sanzionato con successo solo se l'amministrazione si mostra lungimirante per le cose che le competono, perché se è vero che le norme fanno la mentalità, al politico è chiesto di guardare più lontano di quanto non guardi il resto della popolazione che lo ha eletto. Ma di falchi a Cabras nelle ultime legislature non ne abbiamo avuto uno che fosse uno, e basterebbe guardare il paese per capirlo, anche senza arrivare fino a San Salvatore.
Se fossimo un po' meno rassegnati, più gelosi delle nostre cose preziose, se un sindaco pensasse che facendo uno scempio simile perderebbe consensi, queste cose succederebbero un po' meno, o non succederebbero affatto.

Inserito da Michela Murgia, il 04/11/2009 alle 21:27

ok.. in effetti più pipistrelli che falchi :-D

Inserito da Massimo Piras, il 04/11/2009 alle 21:52

finalmente... ma come si fa a nn vedere quanto sono fuori luogo quei pali.la semplicità, il ritorno ad una vita diversa, dove i vicini di casa li incontri per 9 giorni all'anno e sono gli 'amici di San salvatore'. anche io ho la casa. vivo quell'atmosfera (che nn si puo descrivere per quanto è 'diversa') da tutta la vita. da un po di tempo sta cambiando, lentamente.. qualche parabolica, le playstation...pero poi i bimbi mollano tutto e vanno a giocare tutti, incuranti della polvere per strada e nn li vedi per tutto il giorno controllati un pò da tutti i novenanti. insomma sino ad ora il contesto vinceva su l'innovazione.. io voglio che vengano eliminati e se c'è da fare un gruppo di protesta io ne farò parte di certo... vorrei inoltre dire che durante l'ultima novena si è parlato dei progetti che l'amminstrazione comunale avrebbe per il villaggio. le chiacchere seduti 'a su friscu' dicono che si vuole fare una gettata di cemento per eliminare la polvere... in tutto il paese. magari è solo una bufala. ma forse è meglio accertarsene e prevenire altri scempi
antonella

Inserito da antonella, il 04/11/2009 alle 00:01

A sentire Massimo Pittau, la parola cumbessias avrebbe la stessa radice di 'incubazione', quel sonno, forse indotto, che i sardi praticavano all'interno dei santuari nuragici per avere delle visioni che poi venivano interpretate dai sacerdoti o dagli anziani. Immagino che chi si preparava al rito avrebbe eliminato qualsiasi fonte di luce che avesse reso difficile addormentarsi e quindi ostacolato il dialogo con il mondo dello spirito. Oggi non si pratica più l'incubazione, ma non è forse mirando un cielo stellato che ci avviciniamo di più al sacro? E non è la Sardegna la terra con meno inquinamento luminoso? Credo che i nostri antenati avrebbero abbattuto senza remore questi lampioni, per il semplice fatto che non servono e anzi snaturano la funzione del santuario.

Inserito da Eros, il 05/11/2009 alle 02:39

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L'influenza e la sua coda mi costringono a cancellare anche la data del 24 novembre a Verona. Decisamente sto imparando a fare i conti con il mio limite.


In continuità con il fortunato 2006, grazie ai voti degli ascoltatori quest'anno sono di nuovo finalista al Libro dell'anno a Fahrenheit! Per quanti volessero continuare a votare Accabadora, basta inviare una mail all'indirizzo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , indicando autore e titolo.


Breve giro della Puglia:
il 27 novembre sarò al Cafè d'Arte di Bari. Il 28 novembre sarò a Turi (BA) per presentare Accabadora con la scrittrice Sandra Petrignani al presidio del libro. Ore 18:30, salone biblioteca comunale. Il 29 novembre sarò invece a Campi Salentina al festival Città del libro, dove presenterò Accabadora alle 18:30.

Informazioni più immediate sui miei spostamenti e sulle novità editoriali in arrivo si possono trovare anche sulla pagina di Facebook a cura dell'agenzia letteraria Kalama

 


  Altre Madri è qui
Anna della pioggia è a questo link.
 

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