Il bromuro di Berlino
Scritto da Michela   

(Questo post ha contenuti liberal. Evita di leggerlo se anche solo una volta hai votato per Rocco Buttiglione. Se ne discute anche qui.) 

Mi sfugge il motivo per cui un’insegnante debba perdere il lavoro in Italia se fuori servizio a Berlino fa del suo corpo un uso libero che in Germania non viola nessuna legge, e quindi è legittimo.
Sarò io che ho un problema con il moralismo perbenista, ma se fossi un insegnante mi verrebbe spontaneo chiedermi: 
e se mi beccano con un videofonino mentre entro in un cinema per adulti e mi sbattono su YouTube, perderò il posto perchè "guardare i filmacci non è educativo"? 
E se qualcuno mi sorprende a far l’amore in macchina e mi scatta foto che sbatte a mia insaputa su Flickr, perderò il posto perchè "fare le cosacce non è educativo"?
E se mi filmano mentre faccio spese in un sexy shop e finisco sui cellulari dei miei studenti mentre compro un camice da infermierina, mi licenzieranno per questo?


Potrò permettermi il topless in spiaggia, o di frequentare lidi per nudisti autorizzati, nella speranza di non essere ripresa mentre mi faccio baciare le terga dal sole?
E succederebbe la stessa cosa se anzichè ripresa in comportamenti che prevedono l’esposizione del corpo in ottica sensuale venissi beccata, che so, alticcia, a fumare sigarette, senza casco in moto o a fare bungee jumping, che sono tutti comportamenti oggettivamente gravi, pericolosi e diseducativi? O solo l’uso del corpo in chiave sensuale è "diseducativo"?

E siamo sicuri che se partecipassi a miss italia dove un mariotto qualunque mi chiedesse di girarmi per valutarmi dal culo, perderei il posto perchè non è educativo (partecipare a miss italia, far vedere il culo, obbedire a mariotto, le tre cose insieme)?

Fino a che punto è legittimo che la mia professione sia messa a rischio da comportamenti privati che non violano alcuna legge, se non quella della privacy, e oltrettutto a mio danno?

 
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Commenti

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Ne deduciamo due conseguenze:

1. A nessuno interesserebbe licenziare una professoressa che in classe invece di lavorare si mette a leggere il giornale, a meno che non lo faccia completamente nuda;

2. Internet è il male assoluto.

G.

Inserito da Gurrado, la cui homepage è qui il 1970-01-01 00:59:-60 alle 00:59

da insegnante ho una domanda: come mai uno studente minorenne può circolare liberamente in 'quei' siti e trovare la sua professoressa 'sconciamente svestita'? I genitori prendevano il thè con i biscottini? Forse siamo noi i garanti dell'educazione degli alunni anche quando stanno in casa con coloro che dovrebbero vigilare?... Mah!?!

Inserito da simona, il 1970-01-01 00:59:-60 alle 00:59

La privacy (ma non si può dire riservatezza altrettanto efficacemente?) è una bufala inventata da chi ti spia ogni giorno e fa finta di chiedere l'autorizzazione per farlo.
Vorrai perdonarmi se non inserisco la mia mail nel form di questo commento, ma ne faccio una questione di privacy, fa nulla che il motore web del sito registri l'ip del mio terminale: fesso e contento, non avrai mai la mia mail. D'altro canto hai ben altro di mio che non il solo numero di cellulare :*

la mia ammirazione, che pensavi?

Inserito da Tomino, la cui homepage è qui il 1970-01-01 00:59:-60 alle 00:59

Perfettamente d'accordo. Pur ammirando smodatamente il Giappone, sono sempre stato contro quella morale nipponica che vorrebbe che, visto che uno fa un lavoro con un'etica professionale, dovrebbe improntare a quella stessa etica anche la sua vita privata da libero cittadino. Non pensavo l'avessimo importata, così impegnati come siamo ad accusare i manga per gli omicidi di studentesse inglesi sul suolo italiano. Ma evidentemente i moralismi, anche quelli altrui, hanno un canale d'accettazione preferenziale

Inserito da Marco Bastianello, il 07/02/2008 alle 17:33

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