Todos Caballeros 2
Scritto da Michela   
La notizia è vera. Ad un primo controllo il dominio da cui è tratto il pezzo sottostante risulta registrato da Giammario Battaglia, già delegato nazionale del PdL, già portaborse del piduista Publio Fiori, già autore del premiato best seller SANTO SUBITO (dove non parla di Giovanni Paolo II).
 
Il Premio Nobel per la Pace non è mai stato assegnato ad un italiano dal 1907 ad oggi.
E'  finalmente venuta l'ora di sfatare un tabù che dura da più di cento anni, ovvero da quanto nel 1907, ad aggiudicarselo fu Ernesto Teodoro Moneta.
Alla corsa per l'ambito riconoscimento si sono succeduti, in questi anni numerosi politici e capi di Stato, tra i quali potremmo citare, Yasser Arafat, il presidente della Corea del Sud, Kim Dae-Jung, l'ex presidente americano, Jimmy Carter, ed Al Gore.
Oggi crediamo che, anche, l'Italia meriti di ricevere tale riconoscimento, e di essere degnamente rappresentata da Silvio Berlusconi, per il suo indiscusso impegno umanitario in campo nazionale ed internazionale.
Il 26 maggio, alle ore 10:30, presso Piazza Colonna in Roma il Comitato della Libertà che sostiene la candidatura di Silvio Berlusconi darà avvio alla raccolta delle adesioni. La raccolta delle adesioni alla candidatura italiana si concluderà il 16 gennaio del 2010 in Amalfi.
 
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Commenti

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Fantastico. Il pudore è definitivamente sepolto.

Inserito da Giuliana, il 14/05/2009 alle 07:36

Ottima iniziativa. Potremmo raccogliere le firme per far condurre 'scherzi a parte' a Nelson Mandela?

Inserito da Raffaele, il 14/05/2009 alle 09:18

Michi, arrivi tardi, perchè questo tizio è almeno un paio d'anni che propone Berlusca al Nobel per la pace

Inserito da Michele, il 14/05/2009 alle 11:07

Mi spingo ancopra più in là: proponiamolo per il Premio Nobel per la pace dei sensi.

Inserito da chicco gallus, il 14/05/2009 alle 15:29

Chicco Gallus, ma io ti amo!

Inserito da Michela Murgia, il 14/05/2009 alle 15:48

Cara Michela, ti ho sentito in diretta dalla fiera del libro e mi ha fatto tanta tenerezza immaginarti 'portiere di notte' con tanto di cappello ed inchino. Non ho mai creduto che questo lavoro fosse leggero, ed è per questo che l'idealizzazione dei film, dei libri, dei racconti in genere, è quanto meno pericolosa per l'immaginario globale. Per quanto riguarda l'oggetto di questo post (premio nobel) ho paura che a forza di dirlo, di spingerlo, il nobel gli (ho una idiosincrazia per quel nome, non riesco a scriverlo senza avere delle piccole crisi di nervi) sarà assegnato per stanchezza, per pena o semplicemente perchè se lo comprerà. Non riesco a scherzare su questo argomento. Non ci riesco proprio. Ciao Michela.[i]

Inserito da rosemarie, il 17/05/2009 alle 15:30

Scusami, ma ti posso suggerire di aggiustare l'ora del tuo computer: sono le 15,32 ed ho scritto il posto alle 15,30. Scusa la precisazione.

Inserito da rosemarie, il 17/05/2009 alle 15:32

Hai ragione, Rose! Tra le tante cose non ho ancora aggiornato il cambio d'ora. Provvedo appena vengo via dalla fiera.
Grazie!

Inserito da Michela Murgia, il 17/05/2009 alle 17:01

Il nostro presidente del Consiglio è, per l’ennesima volta, un corruttore, per giunta impunito per legge. Ha comprato un testimone in cambio di una falsa testimonianza. Un reato commesso per occultarne altri, a loro volta commessi per nasconderne altri ancora. Ora che è di nuovo al governo, per garantirsi l’impunità non ha più bisogno di corrompere nessuno: gli basta violare la Costituzione con leggi come la Alfano.
I in occasione della conferenza stampa in cui si è scagliato contro i magistrati 'colpevoli' di aver condannato per corruzione il suo avvocato David Mills, Silvio Berlusconi ha detto: «Se Repubblica cambiasse atteggiamento potremmo trovare un accordo». L'oscura proposta, subito respinta al mittente dal direttore del quotidiano, Ezio Mauro, è emblematica. La stampa umoristica, cioè Libero, titola: «Giù mazzate a Silvio». Ma dev’esserci un refuso: voleva dire «Giù mazzette da Silvio». Nel reparto servitù, cioè sul Giornale, un cronista non si dà pace: «Berlusconi non era imputato, ma a pag. 359 delle motivazioni di Mills i giudici scrivono che avrebbero condannato volentieri anche lui. Affermazioni pesanti su un imputato che non era più nel processo e che contro di esse non può nemmeno fare appello». E chissà perché l’imputato non era più nel processo: assolto (come ha detto Studio Aperto)? Defunto? No, impunito per legge, ma questo non si può scrivere. Sempre sul Giornale, il solito poveretto con le mèches ripubblica il solito pezzo: «Processo ridicolo, senza uno straccio di prova: assoluzione inevitabile». Infatti. Naturalmente Al Tappone non gli ha dato retta e s’è messo in salvo. Anche perché le competenze del mèchato in materia di diritto sono pari alla sintassi. Il pover’ometto dice che «Berlusconi nel processo All Iberian fu assolto» (falso, la fece franca per prescrizione) e denuncia, restando serio: «i giudici decidono quali consulenti tecnici l’han detta giusta e quale, tra le versioni e ritrattazioni di Mills, sia l’autentica. La sentenza è un’articolata esercitazione di libero convincimento del giudice». Giudici che giudicano: roba da matti.

Inserito da manuel, il 21/05/2009 alle 17:54

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