Piccolo strazio pubblicità
Scritto da Michela   


I luoghi comuni sono detti così perché evidentemente ci va tanta gente. Certo, non significa che siano veri - la recente dipartita di don Gianni Baget Bozzo per esempio è la prova che non sono sempre i migliori quelli che se ne vanno - però funzionano, altrimenti non ci farebbero sopra la pubblicità.
Dopo il capolavoro della Rocchetta, altri due esempi trash si possono ammirare nelle reclamizzazioni che seguono; la prima me la segnalano Francesca e Daniele: per sponsorizzare un barbecue il creativo ha ritenuto di colpire nel segno ostentando una signorina in tenuta da raccordo anulare che espone tutta la carne al fuoco che si può desiderare. Complimenti al committente per aver approvato la signorile associazione di idee.

Il secondo esempio mi ha travolto in macchina oggi con Marco Peano in piazza del cimitero monumentale a Milano. Lo slogan sembra la chiusa di un sermone di Mario Borghezio all'associazione Padania Bianca e Cristiana, invece pare sia una spontanea iniziativa della ditta di insetticidi Sandokan:
Insetti clandestini? Ferma l'invasione!

Il concetto, accompagnato da minacciosi ingrandimenti di parassiti e aracnidi, è fatto per non mettere alla prova il solitario neurone leghista che forse costituisce il target privilegiato della campagna: dando per ormai metabolizzata l'equivalenza semantica tra clandestini e indesiderati, il passaggio da insetti=clandestini a clandestini=insetti sarà elementare persino per i pluribocciati figlioli della dirigenza padana. 


Sarà che sono stanca, e pure un po' incazzata. Ma non mi ci abituo.
Non si abituano neanche Città del capo, Polis blog e, parrebbe, persino qualcuno alla Cei.
 
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