La quadratura del vertice
Scritto da Michela   
Bono in un summit alle Bahamas
A pelle ho avuto l'impressione che qualcuno si attendesse veramente qualcosa dal G8, come se non avesse capito che questo summit, con il G20 a meno di due mesi, sarebbe servito al massimo a san Silvio da Arcore per rivendicare come frutto della sua ispirata follia un qualche nuovo miracolo italiano. Scintillante infatti il risultato politico: tranne la Cina, tutti hanno promesso che forse entro il 2050 riduranno le emissioni di cazzate, sia sul clima che sulla povertà. Purtroppo noi questo confortante esito lo abbiamo saputo solo di striscio, perché i giornalisti erano troppo impegnati a dettagliarci di urgenze mondiali come le specialità gourmet dei buffets a due passi dai campi dei terremotati incazzati, di come erano vestite le first ladies mentre passeggiavano in centro e di quanto è stronza la Bruni che invece arriva fuori programma per far la prima donna, che poi sempre first lady significa, ma detto in italiano chissà perché diventa un insulto.
Del resto lo aveva chiesto il presidente Napolitano: “almeno per i giorni del summit non fate domande di cui non siamo sicuri che ci faccia comodo sapere la risposta proprio lì”; la presidenzial ipocrisia è stata assunta così non solo dai giornalisti italiani, per la maggior parte dei quali già abitualmente il massimo della domanda scomoda è quella posta in ginocchio, ma ha contagiato persino quelli stranieri, che nelle scorse settimane si erano invece fatti in quattro per non lasciare sola La Repubblica nel chieder conto dell’italico puttangate. Mi conforta sapere che la determinazione dei giornalisti verso l’obietttivo si è in compenso rivelata granitica quando si è trattato di lottare per avere il kit dei gadget previsto per la stampa; sì, perché tra le tante esisteva anche questa voce di spesa, e dovrebbe far riflettere sul fatto che questo vertice è costato 400 milioni di euro, più dell’intero bilancio che l’Italia ha stanziato quest’anno contro la povertà e la fame (321,8 milioni), in barba alle promesse fatte agli altri incontri. Meno male che ci ha pensato Ratzinger a ricordare gli impegni di solidarietà disattesi, e con quello che i giornali nostrani definiscono “duro monito” ha sollecitato i grandi della terra a mettere in atto “una coordinata strategia per ricercare soluzioni globali durevoli”. Parole forti, non c'è dubbio. Indeciso su altri duri moniti da pronunciare, il papa deve aver ritenuto che oltre al G8 anche il GR1 Viaggiare Informati andasse redarguito, ed ha invitato di persona i presenti a piazza San Pietro a guidare con prudenza. E poi uno si chiede come è successo che Bono Vox sia diventato un guru morale.
 
Aggiungilo a:
Splinder
Delicious
Facebook
Google
YahooMyWeb
Technorati
Commenti

You must javascript enabled to use this form

Forse i giornali, anche repubblica, si sono ritirati a causa dell'alargimento dei finanziamenti pubblici ai loro editori, circa 160 milioni di euro.

Inserito da Francesco, il 12/07/2009 alle 20:04

confesso che il pensiero perfido mi era venuto, ma resta il dilemma degli stranieri.

Inserito da Michela Murgia, il 12/07/2009 alle 23:03

 1 
Pagina 1 di 1 ( 2 Commenti )
©2007 MosCom